Commenti a: Letteratura e inquietitudine https://minimaetmoralia.it/letteratura/letteratura-e-inquietitudine/ un blog di approfondimento culturale Sun, 12 Jan 2020 16:23:45 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Inquietudini d’uno scrittore da giovane – CONFILOSOFARE https://minimaetmoralia.it/letteratura/letteratura-e-inquietitudine/#comment-2007756 Sun, 12 Jan 2020 16:23:45 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23745#comment-2007756 […] Sia detto per inciso, non male questa riflessione di Marcello Fois su Letteratura e inquietudine: l’ho letta dopo aver scritto il mio post. Purtroppo, però, i vari Fois si aspettano che la […]

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Di: Michele Montanari https://minimaetmoralia.it/letteratura/letteratura-e-inquietitudine/#comment-1154800 Tue, 14 Oct 2014 17:56:50 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23745#comment-1154800 E’ raro ascoltare da parte di uno scrittore parole tanto coraggiose per quanto offuscate da una loro intrinseca provocazione. Un discorso pubblico come questo, Fois, intelligentemente, lo ha proposto considerandone gli effetti della diretta e quindi del suo pathos. Non è la stessa cosa leggerlo.
Ho avuto già modo di apprezzare a Bagnacavallo (RA) un suo generoso intervento pubblico al teatro Goldoni l’aprile scorso… è stata una lezione sincera e dolente sul presente italiano, sul profilo difficile dell’etica e della morale dello scrivere oggi, del raccontare oggi le cose nostre.
Poeta e pensatore quale è, Fois rilancia l’inquietudine come motore di scrittura partendo da un assunto anacronistico e allo stesso tempo visionario, ovvero senza tempo, quello secondo il quale la gente accetta il dolore e i suoi orrori. il tempo in cui viviamo è un tempo in cui la critica fa letteratura e la letteratura è critica (per lo più in crisi); è un tempo che primariamente non tollera né il dolore esistenziale (inteso ormai come difetto estetico e dunque riprovevole), né l’affaticamento dell’immedesimazione con esso (a meno che non sia declinato televisamente e quindi somministrato come espiazione dolce e condivisa). E’ molto meglio essere distratti da eventuali dolori o dubbi, che non introdotti magistralmente in essi. Kafka è troppo grande per tanti di noi, direi. Si poteva dare un po’ di fiducia (è comunque fatica sprecata mio stimato Fois) al recalcitrante Permunian (scrittore che leggo e che soffro), o diseppellire un grande disagiato e inquieto come Ottieri. Kafka è troppo iconografico perché tanti gli concedano anche l’attributo di inquieto e animatore di amarezze o cattivi pensieri.
E’ confortante da parte di chiunque oggi voglia scrivere, ascoltare le parole di uno scrittore come Fois, inneggiare alla fuoriscita dell’inquietudine e dei suoi moti, contro i cosiddetti libroidi consolatori e mortali. Ma gente ha il potere di generare flussi, lo dice anche Bono degli U2, e la gente non legge Kafka. Tantomeno Permunian.
Credo che l’incoraggiamento/scoramento di questo intervento sagace e provocatorio (basta ricordarsi le metafore culinarie e la passerelle di moda), stia nella mortalità bassa o almeno lenta di certe opere letterarie che hanno incarnato uomini con la nostra stessa biologia e la nostre possibili disperazioni, ma con diversi spessori appunto morali.
Il loro talento oggi è cosa rara e pressoché inutile. Così come Kafka stesso riteneva inutile (al di là del suo privato liberarsi del morbo) scrivere delle sue inquietudini.
Ringrazio Fois delle sue sempre comunque incoraggianti parole.

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Di: squaw https://minimaetmoralia.it/letteratura/letteratura-e-inquietitudine/#comment-1154175 Tue, 14 Oct 2014 11:56:02 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23745#comment-1154175 Sì, grazie.

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Di: Un bel tipo https://minimaetmoralia.it/letteratura/letteratura-e-inquietitudine/#comment-1151473 Mon, 13 Oct 2014 10:18:06 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23745#comment-1151473 Grazie.

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