Commenti a: Made in Europe https://minimaetmoralia.it/letteratura/made-in-europe/ un blog di approfondimento culturale Wed, 06 Feb 2013 18:05:33 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: bidé https://minimaetmoralia.it/letteratura/made-in-europe/#comment-245403 Wed, 06 Feb 2013 18:05:33 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12894#comment-245403 D’altronde gli Stati Uniti negli ultimi anni hanno prodotto autori secondo me assai sopravvalutati quali Eugenides e Franzen, la sclerotica Europa, tra gli altri, geniacci di fronte a cui mi inchino come Patrik Ouředník e Jón Kalman Stefánsson, giusto per restare in tema con quanto dice Borges e citare solo due “periferie” come la Repubblica Ceca e l’Islanda.

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Di: Francesca https://minimaetmoralia.it/letteratura/made-in-europe/#comment-245337 Wed, 06 Feb 2013 14:26:41 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12894#comment-245337 Nel mondo (almeno in quello che frequento io) ci sono molte più cose di quanto possa contenerne la filosofia dell’iPhone-Orazio di turno, in verità.

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Di: SpeakerMuto https://minimaetmoralia.it/letteratura/made-in-europe/#comment-245326 Wed, 06 Feb 2013 13:56:43 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12894#comment-245326 @Francesca: Non direi che sia “ritornato”.

Chi se la passava male prima continua anche adesso, come nei quartieri di Librino e San Giorgio a Catania, o i ponti in via Ignazio Silone a Roma, ecc.

Se ti riferisci invece al precariato introdotto dalla legge Biagi, si tratta sicuramente di una situazione detestabile che da una parte può costringere a vivere con i genitori a trentacinque anni, dall’altra puoi leggere i messaggi di amici tuoi a LA dalla home di FaceBook sull’iPhone – il famigerato “finto benessere” che ha colpito la classe media.

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Di: Francesca https://minimaetmoralia.it/letteratura/made-in-europe/#comment-245300 Wed, 06 Feb 2013 12:05:17 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12894#comment-245300 …mi rivolgevo a Speaker Muto, credo si sia capito.

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Di: Francesca https://minimaetmoralia.it/letteratura/made-in-europe/#comment-245299 Wed, 06 Feb 2013 12:02:11 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12894#comment-245299 Be’, questo forse in USA e nell’Europa del Nord. In Italia (salvo pochi fortunati) il senso di sopravvivenza è ritornato eccome! Non magari per la generazione di Furio Colombo e Umberto Eco. Ma per quelle successive, in Italia, la vita è ritornata a essere un’avventura quotidiana, un disavventura quotidiana, una tragedia quotidiana, un riscatto quotidiano. Con tutto ciò di brutto ma anche di bello che questo comporta.

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Di: SpeakerMuto https://minimaetmoralia.it/letteratura/made-in-europe/#comment-245295 Wed, 06 Feb 2013 11:54:55 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12894#comment-245295 “Non viviamo in una delle epoche che più fatica a immaginare un futuro?”

Non saprei. Di recente abbiamo vissuto periodi molto più incerti: due guerre mondiali, la Guerra Fredda, i missili su Cuba, lo spettro di un conflitto nucleare.

Piuttosto, adesso il rischio è stato limato. In crisi non è l’idea del futuro, quanto la certezza statunitense di trovarsi sempre al sicuro, oltreoceano, e di essere i più forti (e quindi i giusti). Il futuro si gioca tra più superpotenze che non il solito scontro USA-URSS ma per il resto gli scenari non sono poi così inimmaginabili.

La stessa attuale New York, set di Sex & the City, è guardata con nostalgia da chi ha vissuto nella città ai tempi del “Giustiziere della notte”, ma ciò non toglie che la vita sia un po’ più sicura. Resta la necessità di un lavoro che permetta di vivere a Manhattan, come ricorda Adam Gopnik, ma si può percorrere la Broadway con i bambini a fianco.

Oggi siamo al riparo di account di social media e connessi al mondo con gli äpparäti di cui scrive Gary Shteyngart in “Storia d’amore vera e supertriste”. Se vogliamo conoscere qualcosa cerchiamo su Google invece che prendere un aereo, una macchina fotografica e un fucile come Hemingway. Forse è proprio questo che manca: il senso di sopravvivenza, la sensazione di essere speciali perché si è sfangato un altro giorno e lo si può raccontare, come hanno fatto i vari Burroughs, Bukowski, Kerouac, Fitzgerald.

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