Commenti a: “Lezioni”, il romanzo-mondo di Ian McEwan https://minimaetmoralia.it/libri/52259/ un blog di approfondimento culturale Sun, 21 Jul 2024 16:29:10 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Maria Rosa Giannalia https://minimaetmoralia.it/libri/52259/#comment-2018147 Sun, 21 Jul 2024 16:29:10 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=52259#comment-2018147 Io non saprei se l’intento di McEwan fosse proprio quello di scrivere un libro-mondo come è stato detto nei commenti precedenti. Fatto sta che a scrivere un libro di tal fatta si corrono sempre parecchi rischi. Io apprezzo molto le narrazioni di Mc Ewan , amo i suoi libri, alcuni dei quali li conservo come reliquie nell’ambito dei libri che più ho apprezzato da lettrice di lungo corso. però devo dire che questo libro non mi convince. Se rappresentare un uomo qualunque privo di grandi pregi e di altrettanti difetti , in questo caso Roland Baines, significa raccontarne la storia particolareggiatissima attraverso trances de vie dei suoi antenati , dei suoi amici, della moglie che poi lo abbandonerà, muovendosi tra analessi e prolessi per conferire dinamicità al testo, inserendo poi per tratti molto lunghi , certo documentatissimi, della Storia della seconda metà del novecento, significa architettare un grande romanzo-mondo, mi sembra che Mc Ewan in questo caso sia andato un po’ sopra le righe. A me è sembrato che , in questo romanzo, non sia la narrazione dei fatti occorsi ai personaggi a sostenere e giustificare il racconto della storia generale, quanto invece la voglia di raccontare questa parte di storia che coincide con quanto accaduto nel corso della vita dello stesso autore. Quasi che fosse per lui urgente parlare dei fatti che hanno trasformato l’assetto dell’Europa e degli altri continenti, analizzarli e valutarli attraverso il punto di vista del personaggio Roland Baines il cui punto di vista prevale su quello di tutti. E questo mi ha portato a non entusiasmarmi nella lettura a non riuscire a seguire bene tutti i personaggi, quegli stessi personaggi che , nelle altre sue opere, sono scavati fino in fondo e offerti al lettore a tutto tondo. Mi sembra che la giustapposizione fatta nelle precedenti recensioni con Stoner di o , addirittura, con L’uomo senza qualità di Musil, non regga bene. Nei libri-mondo che ho letto finora, mi è sembrato di potere seguire i personaggi -tutti i personaggi- nel loro agire, riuscendo ad intravvedere le ragioni e le conseguenze nel loro farsi mentre nello sfondo scorre la Storia che si interseca con la storia personale di ciascuno di loro. Così non mi è parso che avvenga in “Lezioni”, naturalmente al netto della scrittura sempre precisa e puntuale come di norma avviene in tutti i precedenti romanzi di Mc Ewan. Come mi sembra, ad esempio, sia avvenuto in Chesil Beach – giusto per citarne uno- dove in primo piano si situa il disagio dei protagonisti di fronte alla grande trasformazione sociale, economica, sessuale, in atto alla fine degli anni sessanta.

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Di: Franco https://minimaetmoralia.it/libri/52259/#comment-2018020 Wed, 03 Jul 2024 13:15:38 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=52259#comment-2018020 La vita, a volte, è faticosa. Ma non per questo meno sorprendente e meritevole di essere vissuta.
Il mondo è egoista, anche il mondo femminile dove te lo aspetti di meno. Accettare, perdonare e perdonarsi, non necessariamente nel senso religioso, forse è la soluzione più matura.
Libro molto intenso. McEwan ispirato.

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Di: Milton https://minimaetmoralia.it/libri/52259/#comment-2016457 Sat, 30 Dec 2023 15:01:49 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=52259#comment-2016457 L’ho appena finito e trovo illuminante il commento di Sergio: un uomo comune che vive esperienze non comuni. Non ci avevo pensato ma è proprio questa la cifra del romanzo, la sua novità nel panorama narrativo di McEwan. Altrove lo scrittore inglese mette in scena situazioni paradossali, prove terribili, individui posseduti, instabili o addirittura demoniaci alle prese con situazioni altrettanto anomale. Forse qui è la prima volta che il protagonista è un «uomo senza qualità» (non per caso il romanzo di Musil è esplicitamente evocato). Ne esce una tinta nuova, a un primo sguardo meno seducente rispetto ad altri meccanismi narrativi in cui rifulge l’acuminata intelligenza dell’autore ma alla fine di un’umanità straziante. Roland Baines è il primo uomo mite di McEwan: alla fine non denuncia la maestra di piano, perdona la moglie che lo ha abbandonato, solidarizza col fratello che aveva mai saputo di avere, assiste fino alla morte la ex amica con cui voleva trascorrere i suoi ultimi anni, è un padre integro e amorevole. E per la prima volta McEwan sembra dirci che la mitezza, nel tragico secolo che fa da sfondo alla vicenda, è un grande valore.

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Di: Sergio https://minimaetmoralia.it/libri/52259/#comment-2016193 Sun, 10 Dec 2023 18:57:32 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=52259#comment-2016193 Un romanzo che lascia storditi, da tanto è vicino all’esperienza di vita di ognuno di noi. Anche se non ci siamo sposati due volte, non abbiamo visto con i nostri occhi fatti d’importanza storica, non abbiamo avuto o non abbiamo famiglie allargate. L’esperienza di Roland Baines non é forse proprio da “uomo comune “, no. Ma lo è il suo approccio alla vita, l’essere così esposto agli eventi. Questo è che accomuna il protagonista al lettore. E il dipanarsi degli eventi narrati Mc Ewan li rende così mirabilmente e tragicamente ineluttabili nel suo carico di delusioni e speranze che quando si chiude il libro si deve necessariamente prendersi del tempo per elaborare,digerire e superare quanto letto, prima di dedicarsi a qualunque altra occupazione.

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Di: Ettore https://minimaetmoralia.it/libri/52259/#comment-2015278 Sun, 01 Oct 2023 11:03:30 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=52259#comment-2015278 Bellissima recensione che mi da ulteriori apprezzamenti del bellissimo libro di Ian McEwan.
Libro che ho faticato ad apprezzare all’inizio, ma che piano piano ha fatto breccia in me: Roland Baines è un po’ tutti noi, ma non ce ne accorgiamo che alla fine, dopo aver invano atteso un primo posto nella hit-parade del successo. E lo amiamo, come cominciamo ad amare insieme a lui, le nostre inadeguatezze e le risibili speranze di sopravvivenza alle mediocrità.

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