Commenti a: A chi dà fastidio il Valle? https://minimaetmoralia.it/libri/a-chi-da-fastidio-il-valle/ un blog di approfondimento culturale Mon, 09 Dec 2013 00:19:59 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: ginevra https://minimaetmoralia.it/libri/a-chi-da-fastidio-il-valle/#comment-455170 Mon, 09 Dec 2013 00:19:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15918#comment-455170 @cristian.raimo – ti invito a leggere questo articolo : http://www.unita.it/culture/teatro-valle-occupato-br-privatizzazione-mascherata-1.351506

Ho un sacco di dubbi sul valle, soprattutto perché sembra dare spazio ad artisti importanti e famosi, probabilmente per farsi forza, e in tale modo gli occupanti hanno creato una piattaforma che dà loro visibilità.
Ti consiglio di leggere l’articolo, il valle sembra essere una privatizzazione mascherata, con dinamiche lontanissime da un centro sociale che dà spazio a chi difficilmente altrementi avrebbe uno spazio di esposizione.

Secondo me sei acritico nel tuo articolo, e come ti fanno notare sopra ci sono tante altre occupazioni più meritevoli, ma meno ‘di moda’ del valle.

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Di: marco https://minimaetmoralia.it/libri/a-chi-da-fastidio-il-valle/#comment-420683 Wed, 23 Oct 2013 10:01:15 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15918#comment-420683 Il comune di Roma avrebbe potuto sgombrare il valle in 5 minuti.
Perchè non l’ha fatto?
Perchè poi gli si sarebbero aperte due prospettive:
1) Lasciare un bene pubblico di enorme interesse storico svuotato della propria funzione a deteriorarsi, subendo attacchi e critiche.
2) Ridare al Valle la sua funzione rendendolo operativo, o come seconda sala del Teatro di Roma (Argentina) o con un nuovo progetto, creando per il comune un costo proporzionato all’importanza dello stesso, sicuramente ingente.

Ha scelto la via più comoda.

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Di: giovanni de luca https://minimaetmoralia.it/libri/a-chi-da-fastidio-il-valle/#comment-420412 Tue, 22 Oct 2013 17:53:55 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15918#comment-420412 Direi di fare così. Poichè ci sono tante persone senza casa a Roma, o in grave difficoltà nel pagare l’affitto, occupiamo un bene pubblico (il Colosseo ad esempio). La vita sarà un bene costituzionalmente garantito come la cultura o no? Quelli del Valle potrebbero appoggiare l’iniziativa, gemellando l’operazione; i due edifici peraltro non sono troppo lontani. Poiché il Valle come si dice non è stato sottratto alla comunità, essendo sempre aperto, si potrebbe fare lo stesso con il Colosseo, consentendo cioè un continuto ricambio delle persone ospitate: una rotazione settimanale o mensile.
Aderite?

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Di: massimiliano https://minimaetmoralia.it/libri/a-chi-da-fastidio-il-valle/#comment-419868 Mon, 21 Oct 2013 17:38:53 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15918#comment-419868 l’occupazione del teatro Valle in puro spirito vendoliano (chi è ricco occupa, chi è povero si preoccupa)

che la regia dell’occupazione fosse guidata dalla partitica era chiaro prima ancora che l’occupazione accadesse, quando si rincorrevano voci di assalto al teatro Valle tra i gruppi sinistroidi romani, almeno un mese prima dell’infausto evento.
doveva essere una sperimentazione, in stile liceale, di quattro giorni, poi qualcosa deve essere cambiato, non tanto nelle intenzioni dei litigiosi occupanti e nel loro entusiasmo, quanto nella prospettiva politica che il fatto poteva assumere e raccontare.
era, per chi non aveva la visione chiara delle cose, l’unico evento in grado di smuovere l’antichissimo e desueto mondo teatrale romano, la scossa tellurica in grado di far finalmente cambiare le cose.
invece il teatro Valle è diventato molto presto LeoncaValle, un centro sociale dalle dinamiche deviate e distorte:
– doveva, nelle intenzioni degli occupanti, sapientemente guidati da mail di astutissimi sindacalisti e pseudopolitici, essere il feudo sinistroide del sindaco che avrebbe sostituito Alemanno (famoso per la sua immobilità a riguardo..), utilizzandolo per comizi, sede operativa, luogo di festeggiamenti o anche solo per le riunioni. ora è un rottame, un disastro, tutte le sedie rotte, gli stucchi danneggiati, le bollette alle stelle. ma -evidentemente- viene prima l’interesse di partito..
– per consolidare le proprie ignobili posizioni sono arrivati i giornali di regime a parlare bene -forzatamente- di una occupazione non capita, recepita male dalla cittadinanza circostante e dagli operatori di settore.
che Concita de Gregorio presenti al Valle il suo nuovo libro è l’ennesima aberrazione sotto forma di consueto scambio politico, arrivata a consolidare la tesi che gli occupanti abbiano tessere e protezioni di partito.
li tradisce il linguaggio, quel frasario di ovvietà che ormai tutti riconoscono.
– perdere consensi alla velocità della luce, passando da “curiosità del momento” a “poveri cialtroni” è un tratto non poco vendoliano di proseguire, con ostinazione, una riforma teatrale, senza senno e senza senso, rea di riflettere in pieno tutto ciò che critica e tenta di distruggere.
– il modo e l’arroganza nel rimanere sulle proprie posizioni, sembre sbugiardate da qualsiasi logica dei fatti, riflette in assoluto le disposizioni vendoliane, che stuprano l’economia (in questo caso facendo fallire imprenditori e teatri) a favore di una consuetudine che ricorre al bene comune senza, però, cambiare niente.
– gli slogan inventati, molto gretti in verità (V come Valle, Prendiamo a sportellate la SIAE, Sbilanciamoci..), vorrebbero riflettere quel “la fantasia al potere” che tanti disastri sta creando ad anni di distanza. una volontà di piegare il pensiero altrui con poche parole, l’esibire un tentato spirito di genialità saccheggiando le frasi altrui. a sproposito.
– il perno centrale di vendoliana esperienza è il negare sempre le proprie colpe e responsabilità, commettere reati e far finta di niente, gridando all’assalto vessatorio in caso di critica. l’opinione diffusa per la difesa è insultare chiunque tenti di contrastare questa occupazione contro la legge, sia in maniera privata che su pubblica piazza, creando macchine del fango e ignobili menzogne.
per qualcuno dei miei detrattori io avrei tanto voluto esibirmi con gli occupanti che, invece, non hanno voluto, e da questo nascono i miei post: niente di più falso, semmai è successo il contrario. ma basta raccontare queste cose in giro per tentare di discreditarmi senza rispondere a NESSUNA delle mie critiche. mai.
– la snobberia e l’antipatia degli occupanti, molti dei quali mantenuti dalle famiglie ricche e dalla paghetta sottratta alle donazioni, danno quel senso di appartenenza ad una classe operaia inesistente che mai ha fatto un lavoro in un teatro del genere e si arroga il diritto di occuparlo per compensare le proprie ambizioni frustrate.
non si tutela la cultura, non si salva il teatro, non si devia il corso dei soldi, ma manifestando spesso la sciarpa di cachemire rimane impigliata nell’idiozia.
– la superiorità morale è il peggiore dei difetti di stampo vendoliano che ammanta di nebbia il vuoto mentale degli occupanti, convinti di rappresentare la parte migliore del paese e dell’ambiente teatrale. citano Rodotà senza conoscerlo, e Spregelburd senza consultarlo, mancano di concretezza e sono facilmente oggetto di contraddizioni. la lontananza dal senso comune è l’unico loro bene comune.
– è vendoliana l’incapacità di produrre un programma serio, cadendo nel vortice inutile dello statuto completamente inservibile a cui possono, falsamente, partecipare tutti. un esperimento di democrazia partecipata che sfocia subito nella dittatura delle idee corrotte.
diventare socio fondatore fa di te uno nuovo a cui chiedere subito soldi (http://sostieni.teatrovalleoccupato.it/it/)
– le manifestazioni con pochi partecipanti consapevoli, le sfilate con il vestito all’ultima moda, le invasioni delle piazze pronti all’insulto al primo vip di passaggio non schierato con loro, gli striscioni con gli errori di ortografia, gli slogan desueti, le scritte sui muri degli altri, l’estetica brutta delle loro facce, il blog fatto male.. devo aggiungere altro?
è probabile che gli occupanti che sanno leggere guarderanno a questo post con lo stesso sguardo che hanno le mucche che vedono passare il treno: questo chiude il cerchio.

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Di: massimiliano https://minimaetmoralia.it/libri/a-chi-da-fastidio-il-valle/#comment-419867 Mon, 21 Oct 2013 17:37:51 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15918#comment-419867 l’occupazione del teatro Valle in puro spirito berlusconiano (chi sa fa, chi non sa, Valle)

ormai è evidente per chiunque abbia voluto raccogliere dati per capire bene la situazione e il suo sviluppo,
è palese per tutti quelli che non si sono lasciati trasportare dall’entusiasmo adolescenziale,
è manifesto per coloro i quali non sono vittime consenzienti delle dinamiche pseudopartitiche:
l’occupazione violenta del fu teatro Valle di Roma ormai riflette completamente i modi e gli obiettivi della politica del ventennio berlusconiano.
– così come Forza Italia nasce da un buco politico creato da tangentopoli e l’addio dei politici più in vista, anche l’occupazione del teatro nasce dal buco gestionale dell’Eti e dal periodo di mancata gestione prima dell’affidamento al Teatro di Roma (comunque già firmato, deciso e finanziato).
– la prima dote esibita è la naturale simpatia e non la professionalità, abusando di iniziative popolari quanto multicolore, pronunciando slogan ruffiani quanto desueti, sparando sorrisi ad ogni intervista così come da prontuario sindacale.
– il tesserare dalla propria parte anche gli sconosciuti è un’altra somiglianza interessante: io risulto come firmatario ma le mie idee mi portano, ovviamente, altrove; stessa cosa sta succedendo a molti di quelli che conosco. ma falsificare le firme o sostenere il falso non è reato?
– infatti: sui reati e sull’ignorare le conseguenze dei reati si fonda il nucleo di questo post.
l’occupazione di un monumento nazionale (e non di uno spazio abbandonato) è un atto eversivo e viene giudicato dal codice penale ma, in barba a qualsiasi coscienza sociale, questa occupazione barbara viene, non a caso, descritta come un atto necessario quanto rivoluzionario da non condannare, ma anzi da plaudire come l’unico evento veramente di rilevanza accaduto nel mondo del teatro romano.
sappiamo bene cosa vuol dire far finta di ignorare qualsiasi legge, discolpando se stessi con dei pretesti..
– in puro stile berlusconiano sono stati assoldati scudi umani, attori impegnati e intellettuali che si erano persi, per avvalorare la potenza della propria ideologia.
la maggior parte degli addetti ai lavori ha comunque preso le distanze quasi immediatamente dal fenomeno, ma bastano quelle due o tre star, poco informate, da mettere davanti a tutti per guadagnare attenzione e falsa solidarietà.
– la gestione monetaria, poi, con aiuti pubblici a compensare i pochi guadagni, comunque non dichiarati, è la fotocopia esatta dei conti all’estero e dell’evasione fiscale che forse faranno cadere il governo.
non contenti di occupare a spese dello Stato e del Comune di Roma, gli occupanti si sono dati una paga, perchè occupando non stanno lavorando (da qui il detto: chi sa fa, chi non sa, Valle).
– il gloriarsi di qualsiasi cosa fatta, e spesso copiata, spammando su qualsiasi social forum i propri programmi e le proprie imprese (che viste da vicino fanno, vi assicuro, meno impressione, vista la poca partecipazione..) è una tecnica affinata ma già vista.
– l’appoggio della stampa di partito, con i direttori che impongono alla pagina delal cultura quale linea assumere non è che l’ennesima prova a riguardo.
questo post è stato letto nelle redazioni di tutti i maggiori giornali, ma l’autorizzazione ad usarne delle parti è stata chiesta solo dai giornali di destra, agli altri è stato tassativamente vietato qualsiasi riferimento.
ovviamente non siamo qui per questo: questo blog è privato, sono idee, non merce.
– avendo gli occupanti la gestione di più spazi nella sola città di Roma (sono gli stessi dell’Angelomai2, con infiltrazioni in mezzo ai gentiluomini, con motivazioni diverse, dell’ex Cinema Palazzo) si pone anche il problema del conflitto di interessi e dei fondi dirottati da uno spazio a cui erano destinati ad altre cause ritenute più urgenti e, ovviamente, anche su questo punto la trasparenza latita.
– ultimo punto: la macchina del fango e la tecnica dell’insulto verso chi, come noi, non approva questo atto vandalico e distruttivo.
questo è. incontrovertibilmente.
sono quello che dicono di combattere, sono la mancata domanda e la risposta imposta; senza neanche dover giudicare Forza Italia, andare al Valle da spettatore o da artista è una cosa brutta.

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Di: massimiliano https://minimaetmoralia.it/libri/a-chi-da-fastidio-il-valle/#comment-419866 Mon, 21 Oct 2013 17:36:03 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15918#comment-419866 mi sono sempre chiesto chi, oltre a coloro che ne traggono benefici poco leciti, si sbilanciasse nell’appoggiare una occupazione così ingiusta, seppur blasonata, srotolando concetti e informazioni che sono stati contraddetti già due anni fa.
mi limiterò a prendere atto della poca informazione e, seguendo lo stesso percorso logico dell’articolo, smontare pezzo per pezzo qualsiasi teoria:
– non si parla male del Valle occupato in “questi giorni”, se ne parla da tre giorni dopo l’occupazione, perennemente in termini negativi; ma questa cosa la sa solo chi è dentro il mondo dello spettacolo italiano ed abbia un minimo di accesso alle informazioni di base.
– la stessa disinformazione che permette ai nomi da lei citati (Pippo Delbono, Antonio Latella, Davide Enia, Michela Lucenti) di frequentare sia le tavole di un teatro occupato che i palcoscenici di teatri pubblici e privati con paghe non propriamente da minimo sindacale. Ovvero si sta sia copn chi protesta, che con quelli contro cui si protesta.. troppo facile questo gioco, è da paraventi ma è stato facile smascherarlo. (in realtà è cattiva fede della peggior specie, ma non andrei oltre..)
– i “giornalisti curiosi” a cui lei si riferisce non solo sono sempre stati attenti alle dinamiche postfasciste del Valle ma volendone spesso parlare hanno visto i propri direttori imporre altre direzioni editoriali, per convenienza politica e spirito di menefreghismo. gli articoli a cui ri riferisce sono pronti da mesi e tutti fanno riferimento al mio blog, che è stato il primo a fornire dati certi.
– citare Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, Tempo e Messaggero, poi, significa voler dare una connotazione all’occupazione e incolpare dell’ideale contrario i detrattori; ebbene sappia che io non sono di destra e sono il detrattore più temuto, quello a cui non sono mai riusciti a replicare con cognizione di causa.
– ERRORE 1: il teatro Valle è stato, con la forza, sottratto alla comunità, diventando lo specchio del sistema che critica. gli occupanti decidono, a loro insindacabile giudizio, chi può esibirsi e chi può sedere in platea. non ci vedo niente di comunitario o libero in questo.
– ERRORE 2: nessuno degli occupanti aveva mai messo piede al Valle da lavoratore dello spettacolo prima dell’occupazione. questo fa degli occupanti un gruppo poco rappresentativo, sicuramente eterogeneo per inesperienza, e parrocchiale come intenti.
– Pirandello pretendeva delle paghe da capogiro, non si sarebbe mai prestato all’offerta libera imposta dagli occupanti, almeno su questo rimaniamo seri!
– ERRORE 3: Fabrizio Gifuni non ha natali umili e quindi non rappresenta niente se non se stesso e le proprie ambizioni, Peter Brook fa degli allestimenti costosissimi e Peter Stein è stato capace di tenere gli attori in prova per sei mesi senza mai pagarli. cambiare esempi, grazie.
– appena Thomas Ostermaier ha parlato con me, capendo i reali motivi dell’occupazione, si è immediatamente dissociato.
– ERRORE 4: le assemblee partecipate di cui parla sono quelle pubbliche, in cui non si decideva niente, mentre quelle a numero chiuso, di cui lei evidentemente non sa niente, quelle in cui cascavano sedie in testa alle giovani attrici, scattavano risse o insulti o in cui il teatro veniva trasformato (questa volta si) in un ristorante, hanno il demerito di non rappresentare niente e nessuno.
– ERRORE 5: le nomine degli stabili non sono decise da due persone, sono evidentemente politiche, ma spesso incaricano persone con esperienze decennali, e non improvvisati giocolieri.
– ERRORE 6: quanto è incomprensibile e fazioso lo schieramento di Rodotà; qualcuno gli spieghi che il teatro non è come l’acqua, faccia il piacere di abbandonare il termine “bene comune”, perchè il teatro è di tutti ma non per tutti. il paragone non regge, è pretenzioso, viol dire che a teatro Rodotà non ci è mai andato e se ci è andato non l’ha capito. Parlare di acqua bene comune al teatro Valle è solo perché gli occupanti si lavano poco.
– ERRORE 7 (infinitamente grande) le bollette:
è giusto che le fornica qualche numero:
calcolo uno – il teatro Valle, normalmente funzionante costava al Comune di Roma 1.200.000 euro l’anno. gli occupanti ne hanno raccolti in più di un anno un dodicesimo scarso, quindi non sono riusciti nell’intento dichiarato di dimostrare di poter gestire il teatro solo con le loro forze.
ovviamente hanno approfittato dei soldi già stanziati per non pagare affitto e utenze, per cui il loro guadagno vale ancora meno.
calcolo due – gli occupanti si vantano di aver raccimolato oltre 5000 firmatari, favorevoli al loro operato. Tra quei nomi c’è anche il mio, che mi sono guardato bene dal firmare qualsiasi cosa. Se ne deduce che i firmatari siano considerevolmente meno dei detrattori.
calcolo tre – il biglietto “consigliato” è di 8 euro, da cui non vengono detratte spese come Siae, Enpals, affitto, agibilità, Vigili del fuoco, paga sindacale degli attori, tasse, costi di produzione e spese tecniche. In pratica si ignora qualsiasi logica di mercato infangando qualsiasi tentativo di concorrenza e distruggendo le imprese teatrali che operano nella legalità.
calcolo quattro – per i laboratori a pagamento e per gli spettacoli serali vengono fatte delle selezioni, in perfetta contraddizione con il concetto di teatro pubblico o di tutti. Ovviamente gli incassi vengono inghiottiti dal magma del “non dichiarato”.
calcolo cinque – il pubblico comincia a latitare e gli incassi diminuiscono, tanto che gli occupanti hanno avuto la brillante idea della contaminazione di genere: nell’ultima serata con dj sul palco e musica elettronica indecente a rovinare gli stucchi antichi, si contavano in platea soltanto 34 persone.
calcolo sei – dall’inizio dell’occupazione non sono mai stati pagati: affitto mensile, sia del teatro che degli spazi privati, oltre agli alloggi dei custodi, utenze come luce, gas, acqua e spazzatura, Siae, Enpals, agibilità e assicurazioni per le varie compagnie, spese per la sicurezza e per il mantenimento del teatro, tasse, spese giudiziarie per le cause intentate, registrazioni, affitti per l’utilizzo della sala o del bar, risparmiando almeno 5000 euro lordi al giorno.
calcolo sette – nel bar, perennemente funzionante, le bottiglie dei prodotti di marca vengono rimboccate con prodotti del discount, così come qualsiasi genere alimentare, ma i prezzi rimangono invariati. Ovviamente l’ufficio d’igiene non ha mai avuto la possibilità di fare un controllo.
calcolo otto – il collettivo formato dagli occupanti ha cominciato a partecipare ai concorsi, fomentando i consensi attraverso i social network, accedendo a fondi pubblici e premi. Ai soldi incassati si affiancano così finanziamenti legali a progetti che non rispettano alcuna forma legale.
calcolo nove – l’ultima delle aberrazioni è quella delle “prove aperte”. Non potendo sfruttare gli spettacoli destinati ad altri teatri, i cui direttori sono contrari all’occupazione del Valle, si convince la Compagnia a fare delle prove a pagamento in uno spazio comunque ottenuto gratuitamente. Ci si esibisce, quindi, per ingrassare l’ego e le tasche degli occupanti, criticando e protestando contro il futuro datore di lavoro.
calcolo dieci – con i soldi delle “donazioni” e dei biglietti si finanziano trasferte, pubblicizzate e documentate in modo sempre roboante, utili per portare in giro per l’Italia messaggi di solidarietà e vestiti da sera. Non è un caso che nessuno si sia accorto che ogni posto visitato non sia lontanamente equiparabile al Teatro Valle.
i dati sono stati tratti da:
– i dati Agis/Anec pubblicati
– i dati Siae e Enpals/Inps rintracciabili sui rispettivi siti
– i bilanci pubblici del Comune di Roma
– ERRORE 8: i due lavoratori del Valle che hanno aderito all’occupazione si sono defilati molto tempo fa in totale disarmonia con i pochi occupanti che decidono e incassano.
– ERRORE 9: il teatro si sta distruggendo. gli stucchi non sono fatti per sopportare le idiozie in musica di Jovanotti e Capossela, le sedie non sono fatte per essere portate in strada a prendere il sole, le strutture e le corde non hanno bisogno solo di manutenzione ma di ricambi costosi.
– ERRORE 10: le associazioni di autori hanno in blocco abbandonato l’occupazione dopo pochi mesi. ne è rimasto solo uno che ha fatto finta di andar via per poi tornare di nascosto e agguantare tutto lo spazio: Paravidino, il genio che nessuno capisce e che recita il manager delle pornostar meglio di come scrive.
– ERRORE 11: i laboratori di drammaturgia esistono. nel lazio è famoso quello del Festival dei Quartieri di Viterbo. molto più frequentato e titolato di quello del Valle.
– ERRORE 12: Franca Valeri ha fatto sgombrare il teatro dagli occupanti chiamando la polizia, negli anni 70.
– ERRORE 13: nessun teatro funzionante in IOtalia ha seguito l’esempio del Valle.
– ERRORE 14: in uno Stato in cui l’illegalità regna sovrana la condizione sospesa del teatro Valle non può approfittarsi della situazione che la circonda, paragonando se stessa ad una briciola di fronte al resto. il teatro è, da sempre, un’altra cosa: un esempio da perseguire, un trattato storico da tenere in considerazione, non segue le mode, le anticipa pur mantenendo intatta la propria vocazione all’insegnamento; deve essere quello a cui si guarda per imparare di nuovo, non lo strascico giustificato del degrado.
in teatro si impara come risolvere guerre e conflitti personali, si capisce come l’umana esistenza si compia in tutta la sua fragilità, si pensa e si riflette, non ci si muove senza senso.
ERRORE 15: qualcuno, giustamente, consiglia di condannare gli occupanti a gestire per altri due anni lo stesso teatro, in maniera regolare, pagando attori, tecnici, registi, scrittori, siae, enpals, iva, tasse, vigili del fuoco e consulenti. troppo poco: io incrementerei la pena facendo restituire alla città di Roma tutto il denaro disperso, scusandosi. lei compreso.
ERRORE 16: indubbiamente gli occupanti hanno occupato una sedia temporaneamente vuota, hanno sfruttato un bug del sistema, un buco di legislazione, e si sono appropriati di un luogo pubblico per trattarlo come se fosse privato.
la dicitura “bene comune”, oltre che un insulto a qualsiasi logica democratica, è solo una giustificazione al proprio operato, una frase fatta per svincolarsi dalle critiche ed evitare di rispondere a qualsiasi domanda.
la sedia occupata dai direttori dei teatri stabili, sempre e comunque designati dai partiti politici, rappresentava il nemico da abbattere, ma come si può rivoluzionare un mondo ricalcandolo alla prefezione:
la conduzione del Valle (o di quel che ne rimane) è stata condotta esattamente con le stesse logiche di scambio e convenienza che tanti strali hanno attirato durante le assemblee degli occupanti, una conferma di mancata coerenza, un paradigma di fallimento organizzativo.
per non incorrere in critiche eccessive si evita di rispondere alle domande, si citano slogan desueti e vagamente tristi, si sposta la sedia per creare confusione, ci si sottrae: questo -credo- fosse il punto 4 del prontuario sindacale inviato ai primi occupanti, utile per dirigere le discussioni in proprio favore e evitare di far parlare chi non è gradito.
ma al teatro Valle occupato è meglio non parlare di sedie:
sia per le sedie che cascano, casualmente, in faccia alle giovani attrici, sfigurandole, che per lo stato delle sedie della platea, spostate in strada per prendere il sole più comodamente (e pensare che il comune continua a pagare l’aria condizionata..).
tutta questa situazione assomiglia alla parte finale di Le Sedie di Ionesco, quando il pubblico si accorge che l’oratore è in realtà sordomuto; ormai il gioco del ritorno personale e della conduzione amatoriale è scoperto, chiunque ha capito quanto tutta questa occupazione di bene storico rasenti il ridicolo; a parte le illuminate signore Bandettini e De Gregorio, evidentemente stipendiate per non informarsi.

ora mi chiedo: chi le ha commissionato l’articolo? è solo frutto di un entusiasmo giovanilistico da assemblea scolastica o c’è dietro qualcosa.
come vede è pregno di inesattezze e sfondoni, bugie e cattiva informazione.
non le conveniva rimanere in silenzio
con osservanza
M.V.

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Di: Michele https://minimaetmoralia.it/libri/a-chi-da-fastidio-il-valle/#comment-419804 Mon, 21 Oct 2013 13:50:49 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15918#comment-419804 Ineccepibile e condivisibile. Invito però i redattori e i lettori di m&m a essere un po’ meno “Vallecentrici”, sforzandosi ogni tanto e andare oltre il centro storico, le mura aureliane e magari anche oltre il Gra (che va tanto di moda). Di occupazioni attive, vive, vivaci ce ne sono una infinità e sarebbe bello raccontare anche quelle, non formate necessariamente da artisti ma da rifugiati, muratori, disoccupati, insegnanti e tanto altro ancora.

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