Commenti a: aNobii: la rivoluzione viene dai lettori? https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/ un blog di approfondimento culturale Tue, 06 Nov 2012 11:48:53 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Nicola Lagioia https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-176826 Sat, 19 May 2012 15:30:20 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-176826 Tristezza.

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Di: Alessandra https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-176817 Sat, 19 May 2012 14:34:17 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-176817 Spiacente, ma la rivoluzione non viene più dai lettori !
Anobii è stato comprato da Penguin con tutti i suoi utenti.
Il nuovo AD, Matteo Berlucchi sta preparando il passaggio di Anobii da “social network” a “social retailer” (commerciante sociale):
http://www.letteratura.rai.it/articoli/matteo-berlucchi-il-futuro-di-anobii/2146/default.aspx.
Nel nuovo negozio virtuale, la socialità degli utenti sarà veicolo di vendita, e i lettori ne diventeranno commessi involontari o potenziali clienti, non certo dei rivoluzionari !

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Di: Isabella Mattazzi https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-2088 Wed, 16 Feb 2011 11:38:09 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-2088 Gentile Signor B.,
sono molto felice di sapere che lei a 8-9 anni leggeva tanti libri e sono certa che così avrà fatto la gioia della sua mamma e del suo papà… detto ciò, mi dispiace ma credo che questo preziosissimo dato, comunque, non faccia di lei (come di chiunque, del resto) un critico di professione.
Senza livore (e senza alcun tipo di frustazione, mi creda),
Isabella Mattazzi

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Di: Autorità e uso della rete « goodthing.it https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-1906 Sun, 30 Jan 2011 23:52:21 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-1906 […] e compagnia stanno cominciando a stravolgere il gusto letterario e non solo quello. Mi ricordo un pezzo molto brillante al riguardo scritto da Nicola Lagioia la cui conclusione merita di essere citata […]

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Di: Non ci sono più le mezze misure « MondoBalordo https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-1434 Sat, 27 Nov 2010 20:31:04 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-1434 […] e Piperno, e così via…) Tutto ciò mi ha fatto tornare in mente quello che Nicola Lagioia scrisse qualche mese fa. Vogliamo fare una prova? Ecco […]

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Di: Enzo B https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-1302 Mon, 15 Nov 2010 23:40:42 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-1302 La frustrata Isabella Mattazzi ha scritto:
-Chissenefrega che “I Miserabili” siano stati definiti dal Signor Enzob :”titanico e geniale polpettone della letteratura moderna”-
Allora:
1. Nella mia libreria non c’è mai stato quel libro di Hugo, quindi Mattazzi non sa neppure usare i nuovi media e dovrebbe tacere, per evitare altre pessime figure.
2. Leggo libri dall’età di 8-9 anni. Ho letto Balzac a 12 ed è stata un’epifania, anche se il termine lo avrei appreso con più profondità leggendo Joyce. Nella mia vita ho sicuramente -ci metto la mano sul fuoco- letto più libri della frustrata di cui sopra.
3. Ho collaborato a L’Indice, diversi anni fa per poco tempo, e sono redattore presso una rivista dove scrivono librai, medici, professori universitari, ricercatori, farmacisti (io) ecc.
4. Il livore di chi si sente attaccato da chi i libri li legge dimostra di avere una coda di paglia grande quanto il Salento…

Mi fa certamente piacere la stima dimostratami negli anni da persone diventate, col tempo, amici fidati e anche dagli uffici stampa (almeno quelli dove il mio nome non è finito in una black list, grazie a uno screzio con un autore che ha pubblicato due libri con Fazi per passare a Einaudi e sentirsi arrivato, beato lui, io devo ancora trovare la strada di casa).

Spero che facciate buone letture e spero in qualche modo di trovarvi e di trovarvi bene.
Enzo B

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Di: Luca https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-1080 Sat, 16 Oct 2010 20:43:23 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-1080 Grazie ad anobii ho scoperto libri che forse non avrei mai individuato con altri mezzi.
Anzi, sapete cosa penso?
1. Molto spesso i critici non sanno scrivere
2. Spesso non leggono i libri che recensiscono
3. La lettura e i libri sono una materia in cui i titoli accademici o l’etichetta professionale di “critico” non dànno alcuna garanzia o capacità di essere in grado di dire cose più intelligenti.

La lettura è fatta di libri e di lettori. E’ un ambito molto democratico, non vi è spazio per gerarchie.
Abbasso la critica “ufficale” (in particolare nel panorama italiano), viva anobii!
Abbasso la critica “ufficale” (in particolare nel panorama italiano), viva anobii!

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Di: massimiliano https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-274 Mon, 11 Jan 2010 16:21:34 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-274 Credo che si sia perso di vista quello che, a mio avviso, è uno dei nodi centrali del pezzo di Lagioia.
Al di là della sterile contrapposizione critici “professionisti”/dilettanti anobiani, Lagioia porta alla luce un dato sorprendente: perchè arrivano dall’Italia il maggior numero di commenti su Anobii, perchè un romanzo come Madame Bovary figura in 30 librerie dell’Anobii francese mentre in quello italiano si trova in 6800 librerie virtuali? Qualcosa significheranno queste differenze abissali..
Inoltre vorrei capire meglio quanto dice Isabella Mattazzi, che mi sembra abbastanza presuntuoso, lei dice questo:

“Dare l’illusione di una rivoluzione letteraria “dal basso” è pura demagogia, dare la dignità di critici (nel senso di persone deputate a restituire il polso della situazione editoriale italiana) a chi non ha gli strumenti per farlo (perché non è il suo mestiere; sarebbe come chiedere a un elettricista di andare a lavorare in un ristorante solo perché si diletta di cucina a casa la sera con sua moglie) non costituisce assolutamente, a mio avviso una valida soluzione al problema…”

Ecco, io non capisco dove stia la demagogia nel dire che un lettore comune possa apprezzare maggiormente il giudizio articolato di un lettore come se stesso piuttosto che leggersi le recensioni di qualche critico su Tuttolibri?
E poi chi sarebbero coloro che restituiscono il “polso dell’editoria italiana”? Quei critici che snobbano una piccola casa editrice per un qualche conoscente o amico? E gli esempi sono diversi..Ora nessuno vuole dare ad Anobii e ai suoi recensori estemporanei la palma di critici ufficiali delle patrie lettere però bisognerebbe mettere da parte un certo atteggiamento elitario e magari dare una letta a questi cosiddetti recensori della domenica.
P.S. Invito tutti a leggersi alcune delle recensioni del suddetto Enzo B (che oltretutto scrive anche su una rivista online di successo…) e poi dirmi cosa ne pensa..

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Di: Eva https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-273 Sun, 10 Jan 2010 18:36:24 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-273 Esaurientissima. E sì, risposta molto nervosa da parte mia, ne convengo. Non che non mi si possa dare direttamente della “cretina” , ma gradirei almeno sapere perché: la mia irritazione era dovuta a questo. In questo caso me lo dico da sola, visto che ho clamorosamente frainteso il suo messaggio (e comunque il fatto che sia breve non è necessariamente indice di stupidità).
Quanto al resto, credo di concordare con lei su tutto. Ha ragione quando parla di un mondo accademico in cui la letteratura contemporanea si affaccia a stento (mi è capitato di trovare un corso di letteratura contemporanea, dove “contemporaneo” era Pascoli, e questo perché si continua a perpetuare schemi ormai insufficienti) ed ha ragione quando esprime le sue perplessità su aNobii e dichiara che tutte le piattaforme di questo tipo non potranno mai soppiantare un vero lavoro critico. Rimane il problema di come evitare che il pubblico continui a disertare sistematicamente le sedi più tradizionali del discorso critico a favore di sistemi a volte anche appassionanti, a volte anche molto raffinati e tecnicamente validi, ma comunque esposti ad un grosso rischio. E il rischio in questione è proprio il diffondersi di un’idea della cultura (e non solo della critica) come di un qualcosa di inutile, quando non dannoso (perché non funzionale alla “Produttività”). E il discutibile, ma innegabile, successo dei vari Brunetta ne è la spia.
Rinnovo i miei auguri perché realizzi le sue aspirazioni: in un Paese in cui è costantemente minata la credibilità dell’Intellettuale, una scelta come la sua è sicuramente coraggiosa.
Eva

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Di: silvia costantino https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-272 Sun, 10 Jan 2010 14:23:22 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-272 Gentile Eva,
Le chiedo scusa, sto per irritarLa un’altra volta specificando che no, non mi stavo affatto rivolgendo a Lei nello specifico (anche perché sono d’accordo con Lei, quindi nel caso Le avessi voluto rispondere avrei usato solo un ancora più apodittico “concordo”), e dunque non vedo il senso della sua decisamente nervosa risposta.
Detto questo, passerò all’argomentazione, anche se, come da premessa, il mio commento/intervento voleva soltanto essere qualcosa di “veloce, stringato e molto cretino”.
1)la laurea in lettere moderne, associata al nome del prof, stava a significare che tendo a vivere principalmente in un ambiente accademico dove già la letteratura contemporanea pubblicata dai big si affaccia a stento, per non parlare di quella che esce con i piccoli, per tacere del tutto di forme di comunicazione come Anobii.
2) “adoro Anobii”: no, c’è qualcosa che non torna! Con tutte le premesse di cui sopra, dovrei avere almeno un paio di dubbi al riguardo. è troppo idiosincratico, è troppo un calderone, le stelline per votare – recentemente sono diventate cinque, evviva! -, posso dare un voto uguale a Tolstoij e a Eugenides e nessuno si scandalizza…
Ecco, volevo dire questo.
Anobii, e tutte le piattaforme di questo tipo, non potranno mai soppiantare, a mio parere, un vero lavoro critico. Ma, d’altra parte, ha ragione Genna quando dice che è un mondo utile, anche per i critici stessi (e io NON mi metto in questa categoria, cara Eva, proprio perché so bene di avere ancora molto da imparare): per scoprire le tendenze, per trovare nuove, e belle, letture, e per rifiatare un po’ dall’abisso di disperazione in cui getta la convinzione diffusa che “gli italiani non leggono”.
A volte, con Anobii, mi chiedo quanto questo sia vero.

Spero di essere stata un po’ più esauriente.
Cordialmente,
Silvia C.

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Di: Luca Ghezzani https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-271 Sun, 10 Jan 2010 07:21:38 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-271 [Quote]
ma trovo vero anche il contrario.
[Quote\]
…chiedo venia: ho dimenticato di aggiungere”…e viceversa”!

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Di: Eva https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-270 Sat, 09 Jan 2010 18:10:34 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-270 Per Silvia Costantino.
Non volevo offendere l’intelligenza di coloro che intervengono, ripetendo quanto già esplicitato nel mio post di ieri.
Quanto al Suo “commento”, penso che nei Suoi studi dovrebbero averLe già insegnato ad argomentare in modo sufficiente ogni sua affermazione; dato che in questo caso non è avvenuto, devo immaginare che si tratti di un insegnamento previsto solo nella specialistica che si appresta ad iniziare. In ogni caso, mancandomi ogni punto di riferimento, non potrò darmi neanche la pena di risponderLe.
Le faccio comunque i miei migliori auguri per un radioso futuro di critica: ha tutte le carte in regola per realizzarlo.
Sempre molto cordialmente,
Eva

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Di: silvia costantino https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-269 Sat, 09 Jan 2010 16:11:37 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-269 Risposta veloce, stringata e molto cretina al dibattito di cui sopra:
io studio lettere, da grande voglio fare la critica letteraria, ho conseguito la triennale con Luperini e adoro anobii. Come la mettiamo? 🙂

Bellissimo pezzo.

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Di: Eva https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-268 Sat, 09 Jan 2010 13:57:34 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-268 “non è detto che chi scrive “di pancia” abbia più ragione o sia migliore o più eticamente accettabile di chi scrive essendo dotato di più intellettualismo”. Concordo perfettamente, ma trovo vero anche il contrario.

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Di: Luca Ghezzani https://minimaetmoralia.it/libri/anobii-la-rivoluzione-viene-dai-lettori/#comment-267 Sat, 09 Jan 2010 11:41:52 +0000 http://minimaetmoralia.minimumfax.com/?p=1470#comment-267 [Quote]
Il modello è sempre lo stesso. Fare gruppi, cercare somiglianze di gusto, esprimere il proprio parere in ogni ambito, raccogliere informazioni su qualsiasi minuzia, dare un voto a qualsiasi cosa…
costruire reti su reti sempre più capillari, community su community ossessivamente dettagliate…
[Quote\]
Il modello è l’associazionismo, la base della democrazia, così detta partecipativa: il formarsi di un gruppo, più o meno omogeneo, consente una dialettica interna, soprattutto tra giovani, che fonda la partecipazione attiva ad una collettività. Dalla dialettica interna ad una collettività emerge sempre una posizione comune che si potrà confrontare dialetticamente con altre posizioni…e così via.
La catalogazione, la schematizzazione sono elementi imprescindibili della struttura della conoscenza scientifica: un tentativo del tutto umano di mettere ordine alla caoticità dell’esistente, di contrastare l’entropia dell’universo.
Non mi sento di condannare questi due fenomeni in modo aprioristico.

[Quote]
si tratta piuttosto di invitare il mondo della critica a farsi un esame di coscienza e a chiedersi perché il lettore preferisca affidarsi al giudizio del suo “vicino di casa” piuttosto che ai consigli di qualche “esperto del settore”. La critica ha il dovere di interrogarsi sulle origini di questo fenomeno e di impegnarsi a porvi rimedio.
[Quote\]
Credo che si possa ben dire che ogni “prodotto culturale” sia di per sé una sovrastruttura: sia esso un racconto, un romanzo, una foto, un film, una poesia, una canzone…una recensione è anch’essa un “prodotto culturale”.

Ne derivano non meno di due conseguenze: l’elaborazione formale e contenutistica di ogni prodotto culturale rispecchia le categorie mentali di chi lo “produce” e di chi lo “consuma”; i “prodotti culturali” sono in competizione tra loro sul terreno delle libertà individuali; non è detto che chi scrive “di pancia” abbia più ragione o sia migliore o più eticamente accettabile di chi scrive essendo dotato di più intellettualismo; il w.w.w. rappresenta l’ennesimo strappo nel cielo di cartapesta del teatrino della vita.

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