Commenti a: Caligola? C’est moi https://minimaetmoralia.it/libri/drusilla-caligola-camus/ un blog di approfondimento culturale Tue, 20 Nov 2012 13:40:41 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Nicola Lagioia https://minimaetmoralia.it/libri/drusilla-caligola-camus/#comment-160562 Sun, 18 Mar 2012 20:04:46 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7039#comment-160562 grazie, Luigi. Mi sembra un off-topic molto pertinente.

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Di: luigi weber https://minimaetmoralia.it/libri/drusilla-caligola-camus/#comment-160557 Sun, 18 Mar 2012 18:53:41 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7039#comment-160557 Spero mi perdonerai l’off topic, Nicola: ho terminato proprio oggi di leggere il libretto-reportage di Jonathan Littell “Cecenia, anno III”, pubblicato qui in Italia da Einaudi. Il tuo bell’articolo sul “Caligola”, cioè sul significato non ad-personam dell’opera – idea che condivido – mi sprona a parlarne qui.
Io, come sospetto molti altri, della presente situazione in Cecenia non sapevo gran che (ero rimasto fermo alla guerra), e in qualche modo grazie a Littell sono venuto a conoscenza dei metodi, ma soprattutto del profilo e del delirio personalistico del dittatore Ramzan Kadyrov: del suo perverso melange fra speculazione edilizia nella ricostruzione, corruzione, edonismo consumistico, abiti alla moda e auto di lusso, integralismo islamico tutto di facciata (ma feroce specie nei confronti delle donne), violenza pubblica ostentata nei media e omicidi e torture come normale corollario della vita politica. Per non dire del rapporto di collaborazione/emulazione/rispecchiamento con Putin (via Medvedev)…
Ebbene, il tuo scritto, che svincola Caligola dall’asfittico ripiegamento su Hitler, e questo saggio di Littell, convergono nel farmi pensare cupamente a quanto la tirannide e il culto dei capi siano tornati à la page, e si stiano diffondendo ovunque, non per una sorta di “regressione” socio-culturale delle nazioni, quanto perché, invece, appaiono la modalità di gestione del potere, politico ed economico, più sintonica con la fase che il mondo sta vivendo.
Verrebbe da dire che il Novecento, sotto questo aspetto, non è mai terminato, e che l’epoca dei cosiddetti grandi totalitarismi continua a riprodurre se stessa; al massimo, come voleva Marx, trapassando dalla tragedia in farsa, se pensiamo a gaglioffi come quello che abbiamo avuto tra i piedi circa vent’anni, o anche allo stesso Kadyrov, che però è grottesco ma non fa ridere affatto, ed è un Putin in piccolo, coperto dello stesso sangue. Invece io temo il XX secolo sia terminato, eccome. Un tiranno-gangster che riunisce nella stessa persona il leader ultratradizionalista che vuole le donne velate e chiuse in casa, il palazzinaro che rialza un paese in rovina dopo la guerra in soli tre anni di cemento e tangenti selvagge, il capobanda/capotribù che favorisce solo quelli del suo clan o paese, come facevano Gheddafi e Saddam Hussein, il corruttore indefesso che vince le guerre civili da una parte con rapimenti torture e desaparecidos in stile argentino-cileno, ma anche regalando a tutti Porsche Cayenne e orologi e chissà che altro, il presidente di una squadra di football che organizza mega-happening con ex-stelle del calcio mondiale, giocando pure, proprio lui, in campo, è un figlio – orripilante ma sulla paternità del quale non si può aver davvero nessun dubbio – del nostro disgraziato tempo.
Un tempo che riesce a essere tanto più tradizionalista quanto più è senza tradizioni, tanto più consumista quanto più è straccione, tanto più inumano e illegale, quanto più si riempie la bocca di proclami rivolti al ristabilimento della legalità e dell’ordine.

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