Commenti a: Gli scrittori a scuola https://minimaetmoralia.it/libri/gli-scrittori-scuola/ un blog di approfondimento culturale Sun, 15 Dec 2019 08:57:28 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: in venturi giorni vacanti - ATBV https://minimaetmoralia.it/libri/gli-scrittori-scuola/#comment-2007434 Sun, 15 Dec 2019 08:57:28 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=41032#comment-2007434 […] Oppure un altro estratto, molto lucido, sulla forza della cosiddetta (e maltrattata) lezione frontale (lo trovate qui); o quest’ultimo, a proposito degli scrittori che vengono ogni tanto a parlare nelle scuole (lo trovate qui): […]

]]>
Di: quasi tutto - ATBV https://minimaetmoralia.it/libri/gli-scrittori-scuola/#comment-2001749 Wed, 18 Sep 2019 08:31:21 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=41032#comment-2001749 […] a scuola e del loro atteggiamento durante i cosiddetti “incontri” con le scolaresche (lo trovate qui; e leggete anche il primo commento, lo ha lasciato Emanuele Trevi, scrittore vero, non è […]

]]>
Di: Maura Maioli https://minimaetmoralia.it/libri/gli-scrittori-scuola/#comment-2001736 Wed, 18 Sep 2019 05:50:15 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=41032#comment-2001736 Ho incontrato diverse volte studenti che non erano i miei.
Non mi sono mai seduta sulla cattedra (gesto troppo familiare che riservo a rarissime occasioni con i miei studenti, ma appunto si tratta della mia cattedra). Però non mi sono sempre seduta dietro la cattedra, più spesso sono rimasta in piedi davanti agli studenti per non dare l’impressione di nascondermi e anche perché il corpo è importante veicolo di senso quando si è chiamati al compito di raccontare storie. Penso per esempio che sia impossibile leggere bene stando seduti dietro la cattedra.
Sono sempre stata invitata per parlare dei miei romanzi dopo che gli studenti li avevano letti e avevano delle domande da farmi.
Ho sempre invitato scrittori dopo averne letto i testi insieme ai miei studenti e aver ragionato con loro su quanto avevamo letto. L’incontro con questi scrittori è sempre stato fruttuoso, anche quando è stato deludente, perché ha mostrato che l’opera e l’uomo non sono la stessa cosa.
Comunque quando si risponde a una domanda su un romanzo non si risponde mai solo alla domanda posta e il romanzo in questione è sempre un pretesto per raccontare altro, di solito, appunto, un’esperienza della letteratura. Si finisce sempre con il raccontare una passione e per farlo si usano spesso le parole dei maestri perché sono quelle che l’hanno nutrita. Gli scrittori che ho invitato hanno sempre finito con il parlare dei loro autori di culto (Maurensig fece una lezione sulla letteratura mitteleuropea, Mari una su un paio dei suoi “Otto scrittori”).
La fascinazione della distanza è generata dalle parole non solo dagli atteggiamenti. Ma certo chi pensa che porsi sullo stesso piano dell’uditorio lo conquisti (vedi alla voce propaganda), con gli studenti, dentro le aule scolastiche, rischia un gigantesco fiasco.

]]>
Di: EMANUELE TREVI https://minimaetmoralia.it/libri/gli-scrittori-scuola/#comment-2001516 Mon, 16 Sep 2019 08:49:14 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=41032#comment-2001516 molto interessante questo articolo. cerco sempre di evitare di andare a parlare in una scuola perché credo che la matematica e la geografia siano più utili di me a cavalcioni su una cattedra. inoltre odio svegliarmi presto e non sento nessuna necessità di avere successo tra gli adolescenti. ma insomma, non si può essere cafoni e un professore e un preside che ti invitano sono pur sempre in prima linea contro la disgregazione sociale e le buone intenzioni vanno aiutate. concordo sul fatto che non bisogna parlare del proprio libro, a meno che il professore non ci faccia sopra un’esercitazione, allora ha un senso un incontro finale. a volte fanno delle cose molto belle su un libro, tipo video, ma il trucco è invitare l’autore solo alla fine di un percorso. con le ultime classi va molto bene parlare di qualcosa che si potrà trovare nel tema di maturità (leopardi, il romanticismo eccetera), così capiscono che se ne può parlare in un tono più umano e in una lingua meno ridicola di quella dei libri di testo. ma ho scoperto una specie di legge che voglio condividere: per interessare i ragazzi, deve esserci un dialogo, una specie di intervista tra professore e ospite, possibilmente sul tema delle vocazioni, delle scelte di vita che conviene affrontare per fare ciò che si aspira fare. se invece un professore si limita a presentarsi e poi si ritira lasciandoti fare un monologo, è una mattina sprecata, e non è colpa dell’ospite e di dove si siede.

]]>