Commenti a: Immagini del Buddha https://minimaetmoralia.it/libri/immagini-buddha/ un blog di approfondimento culturale Wed, 06 Feb 2013 17:04:20 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: picaro https://minimaetmoralia.it/libri/immagini-buddha/#comment-245388 Wed, 06 Feb 2013 17:04:20 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12175#comment-245388 L’articolo si legge. Non chiarisce ma credo non volesse chiarire, quindi mi sembra lo sguardo di un curioso animato da una buona curiosità.

qualche piccola informazione:

la frase “tutte le cose composte sono impermanenti” è leggermente fuorviante. più di cose si parla di fenomeni, non solo oggetti, poi sarebbe meglio riportarla o tradurla così ” tutte i fenomeni sono composti e per questo impermanenti”. perché non ci sono cose composte e cose non composte: tutto è impermanente.

per quanto riguarda la soka gakkai, non è riconosciuta dall’UBI, l’unione buddhista italiana.

Il nirvana è difficile tradurlo con distacco o pace, perché in parte sono conseguenze del nirvana. La sua traduzione migliore è estinzione, e la cosa estinta è la sofferenza autoprodotta. il nirvana è uno stato di equanimità e non di distacco dal mondo, perché l’illuminazione è una liberazione nel mondo e non dal mondo.

anche se ci sono vicinanze con filosofi ellenici, la differenza sostanziale è che siddhartha gautama approntò una tecnica e un protocollo di guarigione da quella sofferenza autoprodotta.

tutto qui.

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Di: paolopatch https://minimaetmoralia.it/libri/immagini-buddha/#comment-238636 Mon, 07 Jan 2013 12:34:04 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12175#comment-238636 Grazie mille, condivido pienamente i suoi commenti sul “misurato distacco”. Quanto a Soka Gakkai, più che new age, si tratta di un movimento che prova l’esigenza attuale di un buddismo “mondano”, quale già è stato quello del “grande veicolo” (Mahajana, quello – come lei sicuramente sa – diffuso per esempio in Cina e Giappone), rispetto alla dottrina originaria del Buddha (cui si ritiene più prossimo il buddismo di Sri Lanka o Myanmar, il “piccolo veicolo”). Il punto interessante della questione, che emerge dal libro di Gombrich, è che la stessa dottrina originaria del Buddha non appare estranea da queste preoccupazioni mondane, il che indebolisce una dicotomia tradizionalmente assunta tra vecchio e nuovo buddismo.

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Di: Santo Burgio https://minimaetmoralia.it/libri/immagini-buddha/#comment-237168 Fri, 28 Dec 2012 10:45:12 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12175#comment-237168 Condivido del tutto l’accostamento con le filosofie elleniste, specie se guardate attraverso il filtro di Hadot e delle “città interiori”. Il pensiero come esercizio spirituale. L’indebolimento dell’io e l’amore per le sue transeunti configurazioni. La memoria come ricettacolo di saggezza, che il buddhismo maschera in forma di jataka, di racconti delle vite anteriori. La ricerca della serenità. E poi, sia pur non poco problematica, una testimonianza di libertà che legittima, nello stoicismo, il gesto estremo del suicidio; testimonianza o protesta per la libertà che giustifica le immolazioni tibetane? Ha ragione Lei, non è semplice capire: anche se la caccia dei monaci buddhisti ai dvd occidentali non danneggia forse poi troppo la ricerca di un misurato distacco (misurato, appunto: la via di mezzo tra ascesi e consumismo). Ben vengano i libri come quello da Lei segnalato di Gombrich, che riportano il buddhismo alle sue parole originarie e ne misurano la distanza con equivoche derive new-age come la Soka Gakkai. Complimenti per l’articolo: bello e, appunto, misurato.

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