Commenti a: La narrativa dell’umiliazione https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/ un blog di approfondimento culturale Sun, 03 Dec 2017 06:35:38 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Crossroad Blues https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-1964026 Sun, 03 Dec 2017 06:35:38 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-1964026 Règgiti, povero cristo, règgiti…

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Di: Crossroad Blues https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-1964015 Sat, 02 Dec 2017 08:16:03 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-1964015 Avanti, facci ridere, di più, ancora di più.

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Di: Francis Ponge https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-1963244 Wed, 18 Oct 2017 08:13:54 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-1963244 Par rompre a notre habitude quelque chose de plus que le silence.

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Di: Tommaso Landolfi https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-1963224 Tue, 17 Oct 2017 06:54:24 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-1963224 Come muto, ma di qualcosa. Si può essere muti di qualcosa, come si è pieni e parlanti di qualcosa?

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Di: Una cosa vera. Recensione a “Dove eravate tutti” di Paolo Di Paolo | 404: file not found https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-149035 Fri, 10 Feb 2012 10:39:05 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-149035 […] assorta che fa di questa attitudine sguardo e strategia, persino epistemologia. ( G. Vasta, “La narrativa dell’umiliazione”, 06 dicembre 2011, minima&moralia […]

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Di: Cecilia Testa https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-119492 Thu, 15 Dec 2011 18:43:05 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-119492 Dylan Thomas: – ‘Ora, esibito e nudo io vorrei coricarmi, coricarmi, coricarmi, e vivere in silenzio come un osso’.

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Di: marisa salabelle https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-116126 Fri, 09 Dec 2011 15:12:40 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-116126 Sul tema dell’autoreferenzialità delle case editrici ero intervenuta, da illustre sconosciuta, anch’io. E voglio aggiungere un paio di cose: chi manda i suoi manoscritti alle case editrici nella speranza di vederli apprezzati e magari pubblicati non sempre è un narcisista, e del resto una certa dose di narcisismo è presente in chiunque desideri far sentire la propria voce, illudendosi di aver qualcosa da dire. Inutile dunque il sarcasmo di chi dice “non è colpa nostra se ci siamo lasciati sfuggire il nuovo Proust o un nuovo Morselli ancora non suicida”: non è detto che, se Tizio scrive e vuol pubblicare, simile in questo ai tanti editor e lettori che a loro volta hanno scritto e volevano pubblicare, sia sic et simpliciter l’ennesima nullità che crede di essere Proust. Potrebbe essere un buon artigiano della parola, un buon narratore… perché no? Poi: frequentando le riviste on line e i vari siti e blog letterari, è facile rendersi conto che si pubblicano più o meno sempre testi di amici e di gente che comunque è già del mestiere, editor che pubblicano i romanzi di altri editor, esordienti che non sono altro che amici di scrittori più o meno noti, recensori che ammettono candidamente di leggere solo libri scritti da loro amici, e comunque, se tra questi trovano delle belle cose, va benissimo, no? Che bisogno c’è di cercare al di fuori, se tra i miei amici posso trovare tutti i nuovi Proust che non si troveranno tra quei presuntuosi che, non essendo nostri amici, sono di sicuro solo dei gran rompiscatole? Infine: ho notato che ultimamente molti editori hanno la loro brava scuola di scrittura. Ora, senza entrare nell’annosa discussione, se sia preferibile avere frequentato una scuola di scrittura per diventare un bravo scrittore o se, non sia mai, qualcuno possa esserlo anche se non ha fatto gli esercizi di scrittura creativa, queste scuole, o botteghe, o laboratori sono ovviamente a pagamento e si tengono ovviamente a Milano o in altre grandi città. Chi frequenta tali scuole (bisogna che tu abiti in zona, o che tu sia disposto a raggiungere la sede delle lezioni per svariati week end consecutivi; bisogna che tu abbia soldi da spendere, non solo per l’iscrizione alla scuola, ma anche per le trasferte, bisogna che tu abbia del tempo…) ha qualche speranza di veder pubblicato il frutto delle sue fatiche sul blog dell’editore o del letterato titolare della scuola di scrittura. E qualche volta, devo dire, non si tratta di capolavori…

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Di: alice miller https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-115491 Thu, 08 Dec 2011 19:19:40 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-115491 “Ogni religione ha i suoi tabu’, che i membri devono accettare, se non vogliono essere espulsi dalla comunita’ dei credenti. Questo esclude certo una evoluzione immanente, ma non puo’ evitare che ci siano persone che attaccano i singoli tabu’ e con cio’ abbandonano il terreno conosciuto e diventano fondatori di nuove confessioni. Ma essi non possono cambiare o arricchire la vecchia fede”.

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Di: Cecilia Testa https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-115465 Thu, 08 Dec 2011 16:56:16 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-115465 ‘L’homme qui rit’: – E’ quasi impossibile esprimere esattamente le evoluzioni astruse che avvengono nel cervello. Le parole hanno l’inconveniente di un contorno più preciso delle idee. Tutte le idee si confondono ai loro bordi; non così le parole. A loro sfugge sempre una certa complessità dell’anima. L’espressione ha delle frontiere, il pensiero non ne ha.

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Di: marco mantello https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-115455 Thu, 08 Dec 2011 16:24:41 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-115455 No caro mio, ti sbagli di grosso e stat continuando a fare il cugino di terzo grado di GiulianoFerrara col suo ‘tanto è tutto uguale’. Invece firmarsi con nome e cognome è cosa molto diversa da qello ch e hai fatto tu in questi due giorni, firmarsi con nme e cognome significa assumersi una responsabilità davanti agli altri per le cose che si dicono e sopratutto significa dover argomentare, è facile sparare a zero dalle fogne, neanche quando uno avesse tredici o quattordici anni lo accetterei, meno che meno dunque da un un adulto ( o da un’adulta), quale presumo che tu sia. Stammi bene

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Di: Davide https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-115454 Thu, 08 Dec 2011 16:15:09 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-115454 La finisco qui. Mi colpisce il tempo che hai dedicato a rispondere a un bluff. Tutti i nomi, e soprattutto i cognomi, lo sono. Torno nel fognaio.

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Di: marco mantello https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-115453 Thu, 08 Dec 2011 15:36:28 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-115453 Il problema del silenzio è questo: che i vigliacchi ci sguazzano, e rimangono rintanati nella loro fogna di programmatica distruzione: è possibile che i curatori di questo sito non si pongano il problema dell’anonimato, quando si parla di temi come questo? Perché devo avere a che fare con un tizio che si firma Davide e si diverte a sparare sentenze dal fognaio dei senza nome?

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Di: marco mantello https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-115450 Thu, 08 Dec 2011 14:54:27 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-115450 Con te non parlo perchè sei una cosa, fino a che non ti identifichi per me non esisti.

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Di: Davide https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-115449 Thu, 08 Dec 2011 13:48:13 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-115449 Fai un sacco di chiasso. Credo che gli zero commenti zero al post sul tuo “romanzo” siano anche troppi. Una cosa è vera: TQ ha bisogno di talenti come il tuo, di gente in grado di scrivere roba tipo “una fastidiosa sensazione di deja vu”. TQ intesa come Tredici-Quattordici. Torna alle poesiole, dai.

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Di: marco mantello https://minimaetmoralia.it/libri/la-narrativa-dell%e2%80%99umiliazione/#comment-115419 Thu, 08 Dec 2011 10:11:51 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5880#comment-115419 Poichè a discutere nel merito dei problemi dell’editoria italiana e sui limiti della mia generazione ci tengo molto, evidentemente, provo a fare una sintesi di quanto accaduto:

1. Tq pubblica un pezzo sulla pseudoeditoria/ilmiolibro.it etc. su questo sito, a mezzo di alcuni suoi membri. Il pezzo riceve una serie di osservazioni critiche nei commenti, e il dibattito si estende anche a una frase di Nicola Lagioia relativa alla prassi di non leggere più manoscritti, o di tendere quantomeno a evitarlo con gli sconosciuti, prassi che oggi pare in diffusione e a cui si lega a mio modo di vedere il pericolo serio, reale, di un lobbismo degli editors c.d. di qualità e di un appiattimento del gusto letterario, se vogliamo chiamarlo così. Come cercavo rimarcare con la nota polemica sul pezzo qui ‘invaso’, a una serie di critiche intelligenti e costruttive come quelle di Cristiano De Majo, di Stefano Petrocchi, di Francesco Longo e di un quarto commentatore di cui adesso non ricordo purtroppo il nome, relative per l’appunto al pezzo sul self publishing di qualche settimana fa, non si è data risposta alcuna da parte degli interessati. Il silenzio di maniera non è affatto caritatevole, Giorgio te lo ripeto e mi spiace avere avuto la sensazione che per discutere con voi si debba dare addosso a un tuo pezzo, ma il precedente sul self publishing mi ha francamente irritato, quindi se vuoi/volete fare una discussione seria e a trecentosessanta gradi ed estesa anche all’autoreferenzialità vostra, resto a disposizione, se questa cosa per voi è inutile pace, mi rimane la sensazione, condivisa con altre persone che non aderiscono a tq, che alla base di iniziative anche condivisibili nel merito di taluni problemi, ci sia la solita tendenza del gruppo a occupare posizioni, a livello mediatico, ridotta a tre-sei persone, compresi alcuni figli di papà che di tq fanno parte.

2.Sono stato più volte invitato da Christian Raimo a prendere una posizione su questi temi e mi si è detto che la mia non adesione a tq (di cui non credo freghi nulla a nessuno ma tant’è) era un atto di indifferenza politica, e mi si è citato più volte in privato il c.d. principio di carità, tanto in voga presso i tq. Questo per dire che le mie posizione e quelle di Christian sono molto distanti e questa cosa fa male a entramhbi a livello personale, ma nulla ha a che vedere con la non trasparenza o con forme di collusione, credo. Ecco al di là delle mie rigidità caratteriali e dei miei toni sicuramente accesi, che spesso mi vengono rimproverati dagli amici, ho l’impressione e spero che in futuro questa impressione sia smentita, che alcuni membri di tq attivi su questo sito tendano a farsi la carità a vicenda, e fra pari, nel senso che si ascoltano e si conforntano fra di loro, sparando sovente sulla croce rossa (vedi self publishing e ilmiolibro.it, da cui peraltro è uscito un autore molto bravo, a mio avviso, che si chiama Francesco Formaggi).

3. Spero che in futuro il gruppo tq, quando espone pubblicamente visioni del mondo su blog letterari aperti a tutti, sia disposto poi a confrontarsi in rete con persone esterne al gruppo che ci mettono la faccia e l’identità, e non solo con catene di mail collettive fra adepti, o delegando di fatto a editors che restano anonimi e te lo dicono pure, le risposte più o meno di rito.

4. Un ultimo appunto, infine, sui tre cugini di secondo grado di giuliano ferrara che mi hanno dato addosso negli ultimi due giorni su questo post, esercitando la nobile arte della precomprensione, fusa al pregiudizio e dunque all’ignoranza. Se mi si chiede di partecipare a un dibattito sull’editoria o pseudo-tale, e le mie forme di partecipazione sono poi o ignorate dagli interessati, o bollate da commentatori che non rivelano nemmeno l’identità come collusive, secondo parametri del tipo: ‘non ci tirare la morale, tu che chiedi a un amico di postarti un pezzo del tuo romanzo a chiari fini promozionali’, beh allora mi premurerò di chiedere che sia postato un pezzo inedito su questi temi, ne ho molti, e alcuni sono anche più espliciti di quello tratto dal mio romanzo, e non credo che per i loro contenuti mi procureranno vantaggi di sorta, ma tant’è, non si sa mai dove si para con il marketing…

Un saluto. Marco Mantello

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