Commenti a: La pena della forma https://minimaetmoralia.it/libri/la-penadella-forma/ un blog di approfondimento culturale Sun, 04 Nov 2012 15:23:23 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: LUCA T. https://minimaetmoralia.it/libri/la-penadella-forma/#comment-115 Sun, 04 Oct 2009 15:20:47 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=837#comment-115 Chi è davvero nobile e consapevole di sé non ha bisogno di sbandierarlo, non brama il deserto né l’indistinzione, ma è davvero disponibile, pur senza un ingenuo ottimismo antropologico, all’ascolto ed all’incontro. Mi è capitato di parlare con lo storico Carlo Ginzburg, che ha chiacchierato con l’ultimo incolto e ignoto nessuno con attenzione e curiosità, come se stesse parlando con un grande nome, o un uomo di pari rango intellettuale. In una società rasa al suolo dall’omologazione diventa un dovere sociale la distinzione. La costruzione della propria identità, opera d’arte per la quale tutti si sentono artefici di capolavori, implica spesso una ricerca assidua di scelte che collochino altrove, via dalla banale folla. Si sgomita affannosamente per guadagnare l’elezione, ma soprattutto per gridarla in faccia agli altri sgomitanti, che hanno fallito la gara e restano nel circolo degli uguali. “Guai a chi è diverso/ essendo egli comune” scrisse Sandro Penna, vagheggiando un esito che però raramente si verifica, perché la diversità comune, non troppo diversa dunque, è di sicuro successo. Si rinuncia al cellulare, pesando poi sugli altri che ce l’hanno; mai andare a ballare perché ci vanno tutti; figuriamoci la tintarella, le lampade, l’attenzione al proprio aspetto, le fotografie in vacanza (salvo chiedere la macchina agli altri quando viene in mente un’immagine a cui nessuno mai avrebbe pensato). Ancora bisogna evitare di tralignare negli usi plebei dei social network, che servono solo a decorare e nascondere la mancanza di una personalità interessante. L’autopromozione, soprattutto se è così palese e impudica, è troppo convenzionale. Tuttavia gli aristoi prima o poi non ce la fanno più; hanno bisogno del riconoscimento; qualche strappo alla regola dello snobismo è necessario. Il coraggio di chi rinuncia ai beni della materia e dell’apparenza, per propendere per quelli dello spirito è un altro bene della materia e dell’apparenza, perché i più si lasciano tentare e svelano la dipendenza dal credito della banale folla.

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