Commenti a: Il rumore profondo che fa un matrimonio quando si spezza https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/ un blog di approfondimento culturale Sat, 05 Sep 2020 19:06:47 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Mariolina Cadeddu https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-2010301 Sat, 05 Sep 2020 19:06:47 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-2010301 Questo breve romanzo lascia un po’ di inquietudine e tante perplessità che ronzano in testa. È il racconto di un fallimento sua come coppia che come genitori. È la messa in scena di una vita e di un matrimonio che va in crisi per il solito motivo. Il desiderio di felicità da parte di un uomo che trova una più giovane di lui, se ne innamora e abbandona la moglie e i due figli quasi adolescenti per “vivere” la sua vita. Il suo desiderio di vivere la sua vita con un’altra donna porta desolazione, tristezza, rancori tenaci che  in ciascuno di loro lasciano tracce diverse. Terribile il finale dove i figli giudicano impietosamente i genitori e dove, nel consumarsi della vita,  riemergono nei loro giudizi una sorta di spietata condanna. Tutti sbagliano. Ognuno si macchia di una colpa.  Ognuno  soffre per qualcosa. L’unico che si salva da tutta questa sorta di malessere, colpe e meschinità  è il gatto Labes, la bestia di casa. Quel suo nome dice tutto: caduta, frana, crollo, rovina. E ancora disastro, vergogna, infamia, sporcizia, sventura. Il significato di un nome conclude, alla fine, la vicenda.
È questo dunque cio che sanno costruire gli intellettuali con la casa piena di libri? Me ne rimane un senso di pena per la stupidità di quei due figli e per la crudele punizione che infliggono ai propri genitori. La sconfitta più grande alla fine di una vita è avere sacrificato la propria felicità a due figli che non riusciranno mai a perdonare.

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Di: Marie Laure Borg https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-2007080 Tue, 12 Nov 2019 11:40:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-2007080 Non ho letto ancore Lacci ma mi sorpende che nessuno di voi abbia pensato a I giorni dell’abbandono di E. Ferrante.
Come è impossibile non pensare a Via Gemito quando si legge L’amore molesto.
Ancora una storia di coppia. Felice questa ( economicamente per lo meno)

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Di: Sandra Sassaroli https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-1960113 Tue, 23 May 2017 04:29:31 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-1960113 si ma, alla fine la rigidità di lei della difesa di una scelta sentimentale (il rispetto di un contratto) è segno di una grave mancanza di immaginazione, di capacità di voltare pagina, e lui, lui ne esce come un personaggio tragico e grandioso che sa sbagliare e sa capire e sa tornare. e accompagnare fino alla fine con la consapevolezza di ciò che ha perduto. Vanda è una figura di donna antica, severa, (fa pensare a salvatore settis) i tradimenti di lei solo presunti, punitivi, e Aldo porta in se coraggiosamente tutto il peso della modernità. Io avrei lasciato a lei almeno un briciolo di fantasia in più.

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Di: marisa Panci https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-1957833 Fri, 27 Jan 2017 11:23:22 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-1957833 Ieri sera al Piccolo Eliseo ho visto la rappresentazione teatrale tratta dal libro omonimo “LACCI” interpretata da un’ottima compagnia di sei artisti tra i quali Silvio Orlando. Tutti bravi e perfettamente calati nei loro ruoli tanto dolorosi e così vicini alla realtà di tante famiglie in disgregazione per varie ragioni, tradimenti, problemi economici, difficoltà educative etc..etc..Io ho 78 anni e vivo assieme a mio marito da 52 anni di matrimonio e 6 di fidanzamento.. siamo cresciuti insieme? abbiamo lottato? spesso mi domando che cosa abbiamo condiviso di più della ns. vita sicuramente il ns. ruolo di genitori nella formazione educativa e morale delle ns. figlie. Siamo stati presenti nella scuola ci siamo confrontati con gli insegnanti collaborando ed opponendoci per quello che la legge ci consentiva. Le abbiamo lasciate fare le loro scelte culturali ed affettive etc..etc.. non ci siamo mai tormentati sui temi della libertà individuale e sui sacrifici che abbiamo sostenuto. Oggi la ns. vita possiamo considerarla scorrevole ma comunque io sento che manca di qualcosa di gratificante per ambedue, l’espansività, la tenerezza e mi domando che cosa abbiamo sacrificato del nostro Io per rispettare le regole all’interno delle quali il matrimonio e le sue convenzioni ci hanno tenuti? Leggerò il libro di Starnone c’è sempre tempo per capire. Marisa

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Di: Giropagina | Lacci di Domenico Starnone https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-1954011 Wed, 07 Sep 2016 16:08:31 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-1954011 […] Minimaetmoralia.it […]

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Di: gloria gaetano https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-1950429 Fri, 19 Feb 2016 18:21:39 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-1950429 Complesso, originale, il libro di Starnone. I due punti di vista sulla vita di coppia e di famiglia rimbalzano dall’uno all’altro dei protagonisti, che si lanciano la palla, che nel tiiro cambia di forma, di colore, di dimensioni. E’ in questa sconnessione di piani si svolge la narrazione, un po’ dolorosa, mentre rimane incomprensibile la decisione di continuare a vivere insieme. Solo verso la fine la narrazione si ricompone e i due protagonisti della triste e sofferta storia, cominciano a comprendere le loro storie,che sembravano diverse, ma che infine si ricongiungono in una narrazione unitaria e comprensibile.
Ma Starnone, ha anche una sensibilità critica viva e appassionata per alcune scrittrici. Infatti ho letto un’intervista sulla Ferrante, che si diceva fosse l’alter ego di Starnone.,che però non ha il punto di vista
della scrittrice, la cifra stilistica e non sarebbe mai in grado di raccontare le storie di una madre e una figlia,del rapporto tra amiche, storie ambigue, a volta sofferte, complicate , con continui ritorni e scelte negate, ma poi riprese. Un mondo di affetti, di legami affettivi , di maternità, di ambizioni contrastanti, piene di contraddizioni.
Lo si comprende quando si leggono le parole, il risentimento, il rifiuto della moglie di un modo di presentare la realtà. Trovare un lingiaggio comune tra uomo e donna, una comunicazione che usi modi narrativi uguali , è difficile. E allora si resta legati non a legami affettivi, ma a lacci, catene.
Una scrittrice che Starnone apprezza molto è Marosia Castaldi. Lo colpisce il suo stile nuovo, ma non di neoneoavanguardia. Complesso, ma viscerale e ,insieme, vero e sofferto.
‘. Marosia racconta un calvario di donna, racconta la sofferenza femminile a uno stato di raffinazione quasi insopportabile. Nightwater è un nightmare: un incubo che, per la sua verità, va al di là di qualsiasi racconto dell’orrore. La lunga catena di madri e di figlie, che escono ed entrano l’una dall’altra, l’una nell’altra – Maria Berganza, Rosa Berganza, Amelie, la madre della bambola di pezza, la bambola di pezza, l’io che si racconta mentre scrive, le sue figlie, tutte con le loro età diverse continuamente confuse, bambine, adulte, spose infelici, donne abbandonate, assassine assassinate, straziate dalle loro ossessioni autodistruttive, – è tesa sopra lo stesso martellante paesaggio di passione per la vita e paura-desiderio di morte.
Chiudo, torno a pregarvi. Vi prego. Leggete per spassarvela? Leggete per trovare conferma a quello che già sapete? Leggete per sentirvi eroi o eroine senza macchia e senza paura? Non volete neanche vagamente pensare che presto o tardi vi offriranno un calice imbevibile e chiederete che ve lo allontanino e nessuno ve lo allontanerà, è il vostro calice, vi tocca, non c’è niente da fare? Allora, per favore, cambiate abitudini almeno in questa occasione. Questo non è un testo di intrattenimento. Non è una storia che acquieta. È un’onda anomala che fa molto male, perché è vivo, lotta con la vita e per la vita. Lotta soprattutto per la sopravvivenza della letteratura. Se non gli diamo tempo e sguardo di lettori, vuol dire che peggio per noi, ci meritiamo quello che passa il convento.’ D.S.
E non mi dispiacerebbe leggere recensioni delle grandi scrittrici italiane: Morante, Ortese, Ramondino, Ferrante, Sanvitale, Castaldi, Mozzillo., di cui si parla troppo poco nei blog letterari.

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Di: Maria Gisella Catuogno https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-1670524 Wed, 03 Jun 2015 17:27:10 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-1670524 Letto in un giorno.Bello e amaro com’è spesso la vita. Racconta l’impossibilità di spezzare legami senza lacerare ma anche la profonda “ingiustizia” di non poter fare nuove (e legittime?) scelte. Insomma, un bel casino…

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Di: Rosetta https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-1538937 Thu, 26 Mar 2015 20:44:19 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-1538937 E’ un romanzo forte, profondo, che vede il dramma dello sfacelo di una coppia dai punti di vista diversi della moglie, del marito e dei due figli. Si finisce per dar ragione a tutti, non ci sono “colpe”: quello che è accaduto è accaduto e ha lasciato dolore, tanto dolore in tutti i protagonisti. Anche i figli sono stati colpiti (come accade spessissimo nella realtà dei divorzi).
Le varie parti del romanzo sono sapientemente intrecciate tra di loro, e il finale è sorprendente.
Il protagonista si rende conto del dolore della moglie, ma sembra incapace di resistere alla tentazione di una vita diversa, più “giovane” e spensierata, accanto a una donna che lo affascina. Non sente moltissimo i figli, non li aveva seguiti molto nemmeno prima della separazione, però ogni tanto è preso da sensi di colpa verso di loro.
Finché si arrende e reintra in famiglia. Ma lo strappo ormai non si può più ricucire.
Rivisti da vecchi, i due protagonisti appaiono come consumati dal “disamore” che li ha separati prima, ricongiunti dopo. E i personaggi dei figli, ormai nell’età di mezzo ma distrutti anch’essi dal dolore di un’infanzia in cui il sostegno dei genitori è mancato e le loro figure precocemente de-idealizzate, sono ancor più devastati nel momdo interno, incapaci di vivere, incapaci di perdonare.

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Di: am https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-1535703 Tue, 24 Mar 2015 12:52:26 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-1535703 Lo leggerò perchè mi appartiene anche se nella mia storia c’è un lieto fine senza rimpianti o recriminazioni ed ormai ben lontano da tutto questo travaglio … nessuno può giudicare nessuno , nè chi va nè chi resta , chi ritorna e chi riaccoglie , è tutto così unico e personale pur passando sempre e solo attraverso un indicibile dolore !

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Di: Cornetta Maria https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-1479180 Sat, 14 Feb 2015 11:34:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-1479180 Mi dispiace che l’addio a questo blog coincida con la festa dell’amore, non disturberò più nessuno con i miei commenti.Promesso!

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Di: Cornetta Maria https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-1478289 Fri, 13 Feb 2015 19:49:02 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-1478289 C’è sempre una seconda versione delle verità: perché non affrontare il discorso della leggerezza con cui s’instaurano rapporti che dovrebbero essere meditati, collaudati e solo alla fine consacrati col vincolo del matrimonio? Oggi s’inneggia ai diritti individuali senza curarsi minimamente delle conseguenze di questo modo infantile di vivere i legami. Sono favorevole alla convivenza preventiva (e senza figli) perché è il solo modo per mettersi alla prova, per valutare se l’altro “ci calza a pennello ” o finiremmo solo per “sopportarlo”. LE CONVINZIONI (con la “i”) costruiscono le CONVENZIONI (con la “e”) e mai il contrario!

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Di: cetty https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-1432968 Wed, 21 Jan 2015 09:47:18 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-1432968 Ha ragione Liu. Spietato e bellissimo! Letto in pochissimi giorni.

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Di: rosa https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-1428828 Sun, 18 Jan 2015 19:51:26 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-1428828 Lo leggerò. La recensione mi ha convinto. Non é solo per sentire quel ‘rumore di fondo’ quasi spiando il dolore di una famiglia, ma soprattutto per riflettere con maggiori dati sul labile confine fra l’andare ed il restare, che ognuno di noi vede prima o poi da vicino e che resterà sempre impresso come un viaggio non fatto, una decisione presa senza una perfetta cognizione, un potenziale errore scampato o tragicamente vissuto… La cosa più bella é che mai e poi mai potremo essere certi di aver fatto la scelta giusta e, quel rumore resterà nella nostra testa come quello del mare in una conchiglia. .. alla quale ci sembrerà di accostare l’orecchio ogni volta che dubitiamo della nostra vita della sua impostazione. Auguri a tutti per la propria vita!

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Di: Domenico Starnone Lacci | Zanzibar https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-1299373 Wed, 26 Nov 2014 15:34:42 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-1299373 […] Annalena Benini Il rumore profondo che fa un matrimonio quando si spezza […]

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Di: Liù https://minimaetmoralia.it/libri/lacci-domenico-starnone/#comment-1256975 Sat, 15 Nov 2014 00:09:12 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23998#comment-1256975 Letto il libro, bellissimo, spietato, commovente e pessimista. Non sono d’accordo con il commento precedente: il libro descrive invece magistralmente il dolore inaccettabile che è dentro un matrimonio che si spezza, anche ai nostri giorni. Realistico, vero, bruciante. Ma è evidente che tutto l’evolversi della situazione riflette la posizione molto personale dell’autore e, oserei dire, molto maschile: Starnone “punisce” in quanto donna il personaggio femminile della vicenda e la trasforma – sia pure attraverso il dolore incolpevole procuratole dall’abbandono del compagno – nel personaggio più negativo dell’intera storia. Da vittima a carnefice, sia del marito apparentemente contrito, sia dei figli, ai quali Vanda avrebbe inflitto il proprio dolore con effetti più perversi di quelli subiti per l’abbandono del padre. Questo mi è sembrato un colpo basso. Una sorta di assoluzione catartica di colui che tradisce.

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