Commenti a: Narrativa della sparizione https://minimaetmoralia.it/libri/narrativa-della-sparizione/ un blog di approfondimento culturale Sun, 29 Sep 2013 19:57:27 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: EFFETTO DOMINO – Scomparsa | Via dei Serpenti https://minimaetmoralia.it/libri/narrativa-della-sparizione/#comment-408253 Sun, 29 Sep 2013 19:57:27 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15365#comment-408253 […] nella narrativa di genere, per innescare una detection». Partiamo dalle parole di Giorgio Vasta (minima&moralia) sulla narrativa della sparizione per intraprendere la nostra personale esplorazione dello […]

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Di: Gloria Gaetano https://minimaetmoralia.it/libri/narrativa-della-sparizione/#comment-399553 Thu, 12 Sep 2013 13:51:30 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15365#comment-399553 Il desiderio di svanire in Wakefield, come in Anna. Capita spesso di provarlo, insieme al suo contraltare, la voglia di riempire i vuoti, forse la smania di protagonismo.. Ma c’è un altro bisogno, che forse dall’universo maschile non è
avvertito in maniera forte, quello di essere amato, l’orrore del vuoto dei sentimenti, dello stimmung. Morire sapendo che in fondo un silenzio era solo vuoto di desideri forti, di sentimenti di reciprocità., della relazione con altro da sè.

La nostra esistenza, e non l’esserci, è spazio da riempire.Non sappiamo come, ma forse possiamo intuire, senza essere troppo razionalisti. ‘ Quando …come accade oggi, l’amore non è più il tema dominante della poesia, quando appare essenzialmente relegato…nella letteratura di stazione, ecco che ci s’inquieta.,.ci si informa della possibilità di pensare l’amore. ..il pensiero, nel modo più proprio, è amore. Esso è amore di ciò che giunge all’esperienza..Attraverso il discorso, la prova e il concetto, non è in gioco nul’altro..che questo amore, e senza di esso, l’esercizio dell’inteletto o della ragione non varrebbe un minuto di pena’. J.L. Nancy, Un pensiero finito.

Nancy ci dice della perdita di senso, dello smarrimento, dell’evanescente significato del mondo e delle cose.
E occorre una massima apertura per riavvicinarsi al mondo, alle cose, alle persone,per riempire quel vuoto che ci fa desiderare la scomparsa del sè,degli altri, che pure ci tenta come ha tentato Hawthorne., Senza dimenticare che Wakefield torna, dopo 20 anni, torna al luogo da dove è scomparso alla persona da cui è sparito.
Perchè per essere sè, per ritrovare identità si ha bisogno dell’accoglienza e della presenza dell’altro, che ci dà la misura del nostro essere.Questa co-presenza, come dice Levinas, che potrebbe riportarci a noi stessi.
E forse sarebbe oggi questa la soluzione, per non sfiorare l’inessenza….

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Di: Simone Nebbia https://minimaetmoralia.it/libri/narrativa-della-sparizione/#comment-396962 Sat, 07 Sep 2013 08:12:57 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15365#comment-396962 …e poi ci sono quelle mattine in cui devi lavorare, mettere insieme i pezzi di pensieri che si fanno paragrafi e infine libro… ti fermi distrattamente a leggere un articolo dal titolo affascinante di un autore che altre volte hai rintracciato sulle stesse ed altre pagine… ci trovi dentro quell’intrusione dell’intellettuale nello svolgersi degli eventi, la volontà di tenere insieme certi fili che andrebbero dispersi, quella mano alzata che dice “aspettate, qui mi fermerei un momento a dire…” e allora decidi che forse oggi basta così, forse faresti meglio a spegnere tutto, smetterla di scrivere, prendere un bel libro e andartelo a leggere al mare.
Molte grazie a Giorgio Vasta e a chi l’ha opportunamente re-pubblicato

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Di: Alessandro https://minimaetmoralia.it/libri/narrativa-della-sparizione/#comment-396907 Sat, 07 Sep 2013 06:13:43 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15365#comment-396907 L’immagine è relativa a Film di Samuel Beckett.

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Di: S. https://minimaetmoralia.it/libri/narrativa-della-sparizione/#comment-395913 Thu, 05 Sep 2013 14:43:58 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15365#comment-395913 Ci pensavo anche io leggendo i vari titoli (che colpiscono molto, soprattutto quello di Viola) e le storie più recenti, penso anche a Deborah Willis con Svanire.
Riflessione davvero emblematica, io credo davvero rifletta l’atmosfera morale di un’epoca che pure è ossessionata dal protagonismo, dalla presenza costante (quasi doverosa) dell”‘io” in rete, sui social network (per cui ognuno di noi avrà i suoi 15 minuti di celebrità) “io” che forse, proprio per questo, sembra assottigliarsi, vanificarsi, svuotarsi. Riguarda l’identità (il bipolarismo è sempre più frequente), la società ipertrofica che porta al rigurgito, il suicidio, l’anoressia.
Bravo Vasta, come sempre.

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