Commenti a: Questa è l’acqua https://minimaetmoralia.it/libri/questa-e-lacqua/ un blog di approfondimento culturale Sun, 04 Nov 2012 15:07:35 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: davideventicinque https://minimaetmoralia.it/libri/questa-e-lacqua/#comment-78 Sat, 12 Sep 2009 19:03:57 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=612#comment-78 Un piacere “ascoltarvi”

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Di: giuseppe genna https://minimaetmoralia.it/libri/questa-e-lacqua/#comment-77 Sat, 12 Sep 2009 10:50:15 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=612#comment-77 Bellissimo articolo. Mi pare importante quanto dice Filippo nel commento qui sopra – io sento la vicenda di questa tradizione in movimento, che è la contemporaneità, allo stesso modo. Se si toglie la “risata” (componente fondamentale e polare in DFW, soprattutto tenendo presente l’altro polo, cioè la zona di assenza di risata – e del resto sono splendide le considerazioni che fece sull’umorismo letterale in Kafka), mi pare che William Vollman sia destinato a risultare il nome americano su cui puntare per i prossimi anni, anche se bisognerà attendere l’arco completo dei “Dreams” per valutare, con cautela, come necessario fare per qualunque manifestazione artistica contemporanea.

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Di: Filippo Pennacchio https://minimaetmoralia.it/libri/questa-e-lacqua/#comment-76 Fri, 11 Sep 2009 15:35:06 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=612#comment-76 @RAV:
d’accordissimo con te sul discorso ricezione: a volte è immancabile trovare la solita sequela di nomi negli stessi articoli – questo però è spesso dovuto all’approssimazione con la quale si leggono o si considerano certi autori;

d’accordo pure sul fatto che il clima in cui Wallace è cresciuto sia stato quello della (virgolette d’obbligo) “letteratura postmoderna” – sfido chiunque a non leggere certi tratti della sua scrittura proprio alla luce di questo legame;

ecco, sono invece meno convinto che si sia trattato di una moda o di un fenomeno effimero; è invece stato un qualcosa di piuttosto complesso e “scomodo” – lo dimostra anche la difficoltà e talvolta l’imbarazzo con cui certi autori sono stati approcciati o subito liquidati.
Poi ripeto, Calvino, Borges e Nabokov centrano ben poco con autori come Wallace, DeLillo o, chennesò, Vollmann o Powers. Diversi i contesti, diversi i modi di intendere la letteratura…
Se poi consideri che l’etichetta di “postmoderno” è stata applicata ad autori tra loro lontanissimi come Burroughs, Barth o Pynchon capisci bene che ogni tentativo di generalizzare o circoscrivere il “fenomeno” lascia il tempo che trova.

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Di: RAV https://minimaetmoralia.it/libri/questa-e-lacqua/#comment-75 Fri, 11 Sep 2009 13:54:59 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=612#comment-75 Eh no, citi anche De Lillo, all’inizio dell’articolo, per via dell’elogio funebre. Sono stato un po’ brusco a parlare (in figura) di manifesti programmatici per un insieme che non é un movimento, e infatti di manifesti programmatici non ne ha scritti, o ne ha scritti troppi, ciascuno il suo; ma é un fatto interessante che questi autori si ritrovino sempre negli stessi articoli, persino involontariamente. Un fatto, voglio dire, rilevante. Se ho parlato di “postmoderno” non é mica perché m’interessi arrivare qui, buon ultimo, a raggruppare i soliti noti in un movimento letterario desueto, ma perché il termine andava di moda in altri tempi, e questa moda letteraria (che ha in Calvino, Borges, Nabokov dei numi tutelari) é il contesto in cui é cresciuto DFW.

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Di: Francesco Longo https://minimaetmoralia.it/libri/questa-e-lacqua/#comment-74 Fri, 11 Sep 2009 12:39:57 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=612#comment-74 Chiedo scusa per i refusi che sono già stati corretti.
@RAV: ma veramente nel mio articolo cito insieme Delillo, Pynchon e Wallace? Sei tu a citarli nel tuo commento, non io.
Io cito Goethe, Joyce e Pynchon, ma non per parlare del postmoderno.
Saluti

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Di: RAV https://minimaetmoralia.it/libri/questa-e-lacqua/#comment-73 Fri, 11 Sep 2009 10:33:48 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=612#comment-73 Bé innanzitutto ti chiedo scusa per la rapida liquidazione, diciamo che la sintesi non rendeva pienamente l’originalità della tua tesi. Diciamo allora che il tema “letteratura postmoderna – enciclopedia – ipertesto” é stato piuttosto battuto, e a giusto titolo. Senz’altro io, che non sono uno specialista, ho una percezione della questione molto più vaga della tua ma rimango convinto a) di una certa uniformità (di pubblico e di critica almeno); b) dell’influenza, diretta o indiretta, di quella lezione di Calvino. L’articolo di Longo, che cita tutti assieme, mi pare una testimonianza interessante non tanto della sostanziale esattezza di questa semplificazione, ma della sua validità perlomeno dal punto della Wirkungsgeschichte.

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Di: Filippo Pennacchio https://minimaetmoralia.it/libri/questa-e-lacqua/#comment-72 Fri, 11 Sep 2009 10:18:08 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=612#comment-72 Piccola precisazione: l’autore di What Fun Life Was, cioè il sottoscritto, è Filippo Pennacchio, non Flavio (evidentemente un piccolo refuso di Longo).

Bè, RAV, diciamo che io non pongo esplicitamente Infinite Jest all’interno della suddetta tradizione; piuttosto cerco di probematizzare la questione.
Per altro il riferimento è solo in parte alla lezione sulla molteplicità di Calvino (che invero puntava più sul concetto di “iperromanzo”, per certi versi altra cosa rispetto a quello di “romanzo enciclopedico”); semmai è a Mendelson che penso, e al suo tentativo di porre Gravity’s Rainbow all’interno di un continuum enciclopedico. Poi c’è Moretti con il concetto di “modern epic”. Insomma, volendo approfondire un attimo, la questione non è così facilmente liquidabile.

Tra l’altro non credo che Calvino abbia avuto un influenza tanto enorme su Wallace o su altri scrittori contemporanei cosiddetti “enciclopedici”.

Poi suvvia, parlando di “sedicente letteratura postmoderna” e di manifesti programmatici si rischia di mettere i vari Pynchon, DeLillo e Wallace nello stesso calderone, senza accorgersi che talvolta sono tra loro distantissimi.

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Di: RAV https://minimaetmoralia.it/libri/questa-e-lacqua/#comment-71 Fri, 11 Sep 2009 09:27:11 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=612#comment-71 “Tra le numerose tesi interessanti di questo studio, c’è quella che pone Infinite Jest all’interno di una tradizione di narrativa enciclopedica…”

Tesi interessante? E’ praticamente la definizione della sedicente “letteratura postmoderna”, e il manifesto programmatico dei vari Pynchon De Lillo Foster Wallace, e questo dai tempi de… la lezione sulla Molteplicità di Italo Calvino, che in America si é fusa con l’ipertesto di Landow e altre cosette per diventare il programma ufficiale di una certa scuola di creative writing. Quindi tutto torna, e la “tesi interessante” è una tautologia che testimonia piuttosto dell’influenza *enorme* di quella lezione di Calvino su DFW.

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Di: Giampiero https://minimaetmoralia.it/libri/questa-e-lacqua/#comment-70 Fri, 11 Sep 2009 09:24:07 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=612#comment-70 (Il curatore dovrebbe essere Luca Briasco, non Brioschi)

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Di: G.L. https://minimaetmoralia.it/libri/questa-e-lacqua/#comment-69 Fri, 11 Sep 2009 08:41:21 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=612#comment-69 Sì. E molto altro ancora.

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