Commenti a: Sulla scrittura di Ian McEwan https://minimaetmoralia.it/libri/recensione-miele-ian-mcewan/ un blog di approfondimento culturale Sat, 30 May 2015 12:45:56 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: La ballata di Adam Henry (Ian McEwan) » fulviocortese.it https://minimaetmoralia.it/libri/recensione-miele-ian-mcewan/#comment-1662918 Sat, 30 May 2015 12:45:56 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14345#comment-1662918 […] Sulla scrittura di Ian McEwan (di Valentina Pigmei) […]

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Di: cristina pitzalis https://minimaetmoralia.it/libri/recensione-miele-ian-mcewan/#comment-1208280 Sat, 01 Nov 2014 15:01:49 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14345#comment-1208280 Forse McEwan sta invecchiando. Purtroppo, anch’io. Ho letto in ritardo Miele, e non riesco ad essere d’accordo con chi lo trova imborghesito e privo di mordente. Può essere, appunto, che io mi involva alla sua stessa velocità, o che magari essendo una lettrice velocissima ancorchè onnivora e superficiale, mi sia eccessivamente identificata con la giovane Serena… pur non avendo mai posseduto una paragonabile avvenenza, o forse proprio per questo!
Ho sempre letto per piacere e i romanzi di McEwan, con l’eleganza delle costruzioni linguistiche e l’originalità mai banale delle trame mi hanno regalato ore di puro godimento. Sono di bocca buona? Senz’altro. Non ho sufficiente background letterario né strumenti critici affilati, per cui un intreccio avvincente, dei personaggi vivi e una lingua raffinata mi paiono sufficienti ad apprezzare un romanzo. Quanto al suo essere diventato “di destra” , mah! Credo che un neurochirurgo di fama difficilmente abiti in un quartiere popolare e che riflettere maggiormente su tematiche più personali e morali sia un portato non necessariamente negativo della maturità, dato privo di qualsiasi connotazione politica.

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Di: focus: IAN McEWAN | Letture disordin@te https://minimaetmoralia.it/libri/recensione-miele-ian-mcewan/#comment-529025 Sun, 02 Mar 2014 20:20:55 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14345#comment-529025 […] Minimaetmoralia.it lo descrive così : […]

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Di: Vito https://minimaetmoralia.it/libri/recensione-miele-ian-mcewan/#comment-352417 Mon, 03 Jun 2013 19:36:52 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14345#comment-352417 Di McEwan ho letto Espiazione e Solaris…e a questo punto leggerò sia Lettera a Berlino che Miele.
Anche per me il ricordo più vivo è quello legato ad Espiazione. Credo però che il fatto che un romanzo rimanga vivo nella memoria dipenda da troppi fattori per usarlo come metro di giudizio.
Personalmente, purtroppo, non leggo sempre con la solita attenzione, con la stessa e necessaria predisposizione a liberare l’immaginazione. Questo ovviamente inciderà poi sul mio giudizio finale.

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Di: valentina pigmei https://minimaetmoralia.it/libri/recensione-miele-ian-mcewan/#comment-350451 Thu, 30 May 2013 15:06:08 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14345#comment-350451 @lepaginestrappate ciao, grazie dei tuoi commenti, non sapevo di Fofi e della sua critical, leggerò. Sono d’accordo con te che uno scrittore cambia, e deve cambiare, come cambia l’essere umano che scrive, nel caso di McEwan che anche io ho amato e studiato molto in passato, secondo me è cambiato male. Rimane bravissimo, abilissimo, acuto, rimane un bravo scrittore, ma si è trasferito dalla parte dell’establishment. Questo non vuol dire assolutamente che uno scrittore di destra non sia bravo per me, ma che nel caso suo, l’imborghesimento ha creato esiti più generalmente più scialbi. Con l’eccezione di Espiazione, che è un libro bello, e infatti è stato molto copiato.
Sul secondo punto, certo, è chiaro che il cadavere a pezzi non è per forza più “forte”, la mia era una semplificazione, un po’ parossistica. E una critica non tanto a lui, Ian McEwan, ma alle politiche editoriali che puntano sempre alla gradevolezza. Il fatto che lui abbia detto in un’intervista che avrebbe preferito non scrivere quella scena perché ha allontanato lettori a me ha fatto rabbrividire e pensare che ormai anche gli scrittori ragionano come gli editori. Come dice @Gloria Gaetano così poi uno scrittore rischia di morire di eccessiva moderazione. Speriamo di no.

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Di: Gloria Gaetano https://minimaetmoralia.it/libri/recensione-miele-ian-mcewan/#comment-349757 Wed, 29 May 2013 13:06:09 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14345#comment-349757 Anch’io ricordo i belissimi libri di McEwan, soprattutto i racconti e Espiazione, in cui scrive un ‘vero romanzo’.. Ma Miele anch’io l’ho dimenticato. E’ grave dimenticare un romanzo, è il segno che un autore non ha più niente da dire. E non è solo un imborghesimento, perchè i libri e i romanzi sono scritti quasi sempre per una borghesia colta, che legge e sa scegliere. No, ma perchè, già in Sabato, dove racconta del suo trasloco nei quartieri alti, della noia di vedere le strade invase da manifestanti, è divenuto un uomo ricco, di successo ( e lui stesso ne è consapevole)., che non ha voglia di perdere tempo, che desidera tornare nella sua bella casa, dai suoi figli che lo gratificano , belli, efficienti da esibire come must. E’ questo l’imborghesimento di cui si parla? E’ l’adesione , l’appiattimento di persone che scelgono un way of life, che non hanno passioni nè curiosità per gli ‘altri’. E’ un diventare egocentrici, capaci solo di autogratificarsi. Così muore uno scrittore, di apatia. di omologazione, di eccessiva moderazione.
Da Miele in poi non lo leggerò più.

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Di: davide calzolari https://minimaetmoralia.it/libri/recensione-miele-ian-mcewan/#comment-349365 Wed, 29 May 2013 00:01:55 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14345#comment-349365 sinceramente,secondo me ian mc ewan è mediamente una via di mezzo tra un paperback anglosassone da edicola anni 80,e qualche scrittore europeo piu annoso rifinito

son stato troppo cattivo?

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Di: lerio https://minimaetmoralia.it/libri/recensione-miele-ian-mcewan/#comment-349279 Tue, 28 May 2013 21:19:24 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14345#comment-349279 In linea generale condivido l’analisi (pur non avendo ancora letto Miele, ma avendo ben presente il resto della bibliografia di McEwan), compresa la scialbezza di Amsterdam. Tuttavia, concordo anche con lepaginestrappate per quanto riguarda Espiazione. Il romanzo che più mi ha colpito e (soprattutto) coinvolto di McEwan. Il giardino di cemento e cortesie per gli ospiti sono pugni allo stomaco, ma Espiazione è una ferita al cuore. Non è feroce forse, ma crudelmente umano.
Per il resto, continuo a seguire e apprezzare l’autore, anche se da Sabato in poi lo faccia con meno entusiasmo.

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Di: Carlo https://minimaetmoralia.it/libri/recensione-miele-ian-mcewan/#comment-349253 Tue, 28 May 2013 20:32:54 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14345#comment-349253 Ehm, io veramente di McEwan ho letto solo Cani neri (penso almeno 15 anni fa, e ricordo ben poco), e Solar, che mi è piaciuto molto……..

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Di: Lepaginestrappate https://minimaetmoralia.it/libri/recensione-miele-ian-mcewan/#comment-349046 Tue, 28 May 2013 14:01:43 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14345#comment-349046 La tua critica mi ricorda quella di Goffredo Fofi che lessi su Internazionale all’uscita di “Miele”. Una critica all’imborghesimento.
In generale, ci sono elementi condivisibili, secondo me. Amo tantissimo la scrittura di McEwan, l’ho seguita sempre, nei suoi alti e nei suoi bassi (il misero Chesil Beach, ad esempio). Ed è vero, c’è meno forza immediata a meno potenza innovatrice in “Miele” rispetto, ad esempio, a un romanzo come “Il giardino di cemento”.
Però ho alcune obiezioni:
1) ha senso contestare a un autore di non essere uguale a se stesso? Sbaglia McEwan se in effetti si pente di aver inserito scene scabrose. Lo stesso McEwan che affermava, interrogandosi sul perché si scrive – e legge – di cose orribili, che “usiamo i casi peggiori per misurare la portata della nostra morale. E forse dobbiamo svolgere le nostre paure all’interno dei confini sicuri dell’immaginario, come forma di speranza esorcistica”, sbaglia se sinnega se stesso. Ma uno scrittore è una persona, si evolve, cambia. L'”alterego” di McEwan in “Miele”, Haley, è un uomo del ’68. Entrambi in quegli anni, e dopo, scrivono racconti di forte impatto scabroso e forza politica. Haley rimane confinato tra le pagine del romanzo, ma chissà come sarebbe la sua evoluzione, che ne sarebbe di lui… McEwan diviene una scrittura più riflessiva e più intimamente indagatrice del singolo. Sono narrazioni diverse, ma nessuno rimane ancora a se stesso.

2) Non sono d’accordo sull’idea che una narrazione forte sia una narrazione con “cadaveri a pezzettini”. “Espiazione” è un romanzo di forte angoscia e riflessione: se “Cortesie per gli ospiti” l’ho nascosto nella libreria subito dopo averlo letto, cercando quasi di dimenticarlo, di allontanarlo dai miei pensieri, è vero però che “Espiazione” mi ha lasciato un’intensità di emozioni e riflessioni forti forse meno d’impatto scabroso, ma più angosciose e ancorate su lunga data.
E “Miele”, d’altro canto, lo trovo molto scelto nella sua decisione di non essere d’impatto, di essere garbato, di raccontare un personaggio in tante cose frivolo, una ragazza che ignora gli sconvolgimenti dei propri anni, che si interroga poco sul presente, che accetta passivamente tante cose… la trovo una scelta attualissima, più di qualsiasi violenza e narrazione d’impatto: dopotutto, cosa c’è di più sconcertante che pensare all’oggi, a come di fronte agli orrori del reale, della politica, delle guerre, eccetera, la maggior parte delle persone cerchino una fuga nel frivolo, nelle narrazioni disimpegnate, nella voluta e sbandierata ignoranza, nella rassegnata accettazione di “così va il mondo”… Forse raccontare un personaggio così è, in realtà, la cosa più “scabrosa”. Perché è la più comune e realistica.

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