Commenti a: Stoner e il romanzo americano https://minimaetmoralia.it/libri/stoner-john-williams/ un blog di approfondimento culturale Sun, 28 Feb 2016 17:33:26 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Paolo Toniolo https://minimaetmoralia.it/libri/stoner-john-williams/#comment-1950516 Sun, 28 Feb 2016 17:33:26 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22697#comment-1950516 William Stoner era alto e ossuto. Per quarant’anni insegnó letteratura inglese alla Columbia University. Senza lode né infamia. Se ne andò per un cancro allo stomaco, causato dalle troppe situazioni che non poteva digerire eppure sopportava, stoicamente, in silenzio come prima di lui sopportarono la vita i suoi genitori e i suoi avi. Condusse una vita così piatta e grigia che a nessuno verrebbe in mente di scriverci un romanzo. Eppure, gentile lettore, questo è un romanzo che leggerai tutto d’un fiato. E la ragione sta nell’infinito amore che per lui nutre l’autore. Ogni pagina trasuda amore. E lo stesso Stoner attraversa la fredda vita con amore. Per la figlia, per la letteratura, per l’amante Katherine. E in nome di quegli amori conoscerà i dolori più profondi, fino alla morte. Per quegli amori sopporterà vendette e angherie, ma resisterà. La sua é stata una vita di resistenza. Stoner resiste all’inautentico. Inautentica e mistificatrice è la moglie, così come lo studente Walker, ignorante e beffardo impostore, protetto dal Preside di Facoltà, Lomax.Vuota perché inautentica é pure l’esistenza della amata figlia. Stonerà subisce le angherie della vita e degli uomini , ma non si piega. Stoner resiste in nome della verità. Di quella di cui parla Keats e nelle pagine si rivela : “Beauty is truth and truth is beauty”.

Stoner è un eroe contemporaneo perché combatte la mistificazione che riempie il vuoto esistenziale.

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Di: Donatella Gortanutti https://minimaetmoralia.it/libri/stoner-john-williams/#comment-1012150 Tue, 12 Aug 2014 15:24:21 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22697#comment-1012150 Premetto che in genere evito di commentare ma in questo caso faccio un’eccezione perché questo libro è davvero un capolavoro (almeno lo è nella versione originale che ho letto) e trovo questa recensione alquanto riduttiva.
Che il nome ‘Stoner’ sia ‘significativo’ lo penso anch’io, però credo lo sia più nella sua ‘radice’ i.e. ‘stone’), come del resto penso siano ‘significativi’ i nomi di tutti gli altri personaggi (ma non è forse così per la maggior parte dei ‘testi letterari’?); il che forse è sfuggito all’autore della recensione – per quanto fosse palese – oppure ha solo scelto di non parlarne per motivi di ‘economia’ nel suo pezzo.
Che alcuni personaggi siano stati ‘schematizzati’ buono/bello, brutto/cattivo è in parte vero; solo in parte, perché, leggendo bene il testo, si scoprono molte più sfaccettature.
‘Stoner’ è ricco di clues e di rimandi (anche storici) oltre che di epifanie personali e anche per questo affascina il lettore. Anche l’autore della recensione alla fine riconosce che ‘le cose non sono quelle che sembrano’ in ‘Stoner’, ma resta comunque un po’ troppo innamorato della propria analisi ‘disneyana’ da Cappuccetto Rosso (una breve nota al riguardo: attenzione a non confondere le ‘fiabe’ con le ‘favole’).
Dissento però vivamente sulla ‘morale’ estrapolata dall’autore della recensione – morale che trovo alquanto riduttiva – del ‘perdonatevi’ e della ‘redenzione del perdono’; se davvero si vuole trovare un ‘messaggio’, quello che appare evidente è: non siate superficiali, dall’esterno credete che la vita di Stoner sia stata infelice, limitata e monca, ma in realtà è stata più intensa e soddisfacente di quanto non sembri (come lui stesso si è reso conto, v. vari momenti epifanici).
La maggiore bellezza di ‘Stoner’ comunque (per me) non è data dalla trama o (eventuale) ‘morale’, ma nella ‘scrittura’ estremamente limpida e musicale (per la costruzione del testo oltre che per la sonorità della lingua), nella capacità di esprimere quella meraviglia che a parole non può essere espressa.
Se Vi interessano le impressioni di un lettore, qui trovate le mie:
http://dagmycreativeside.blogspot.it/2014/07/kind-of-conversion-epiphany-of-knowing.html?m=1

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Di: cacioman https://minimaetmoralia.it/libri/stoner-john-williams/#comment-1005993 Fri, 08 Aug 2014 10:59:36 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22697#comment-1005993 E della copertina bella ma paracula dell’edizione italiana (quella con la foto qui sopra) non ne vogliamo parlare? Ammicca ad un personaggio che nel libro non esiste, nel libro c’è solo il cupo e sfigatissimo Stoner (ben ritratto invece nella copertina dell’edizione americana).

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Di: Boh https://minimaetmoralia.it/libri/stoner-john-williams/#comment-1005847 Fri, 08 Aug 2014 08:12:39 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22697#comment-1005847 Grazie per lo spoiler eh

Me lo so meritato, comunque, dovevo cannà dopo una riga.

Ma ho capito male io o davvero l’autore sostiene che Stoner “ha avuto un impatto talmente straordinario con il nostro paese da modificarne il gusto, l’agenda e gli strumenti critici con la stessa inevitabilità con cui negli anni 60 il rock di Elvis fissò il canone per i nostri Bobby Solo e Little Tony”?

No, sono certo di aver capito male, perché se avessi capito bene saremmo di fronte al nuovo detentore dell’Oscar per le Menti Disturbate 2000-2020

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Di: sergio garufi https://minimaetmoralia.it/libri/stoner-john-williams/#comment-1005844 Fri, 08 Aug 2014 08:09:23 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22697#comment-1005844 molto bello, complimenti.

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