Commenti a: Sulle tracce di Ulisse https://minimaetmoralia.it/libri/sulle-tracce-ulisse/ un blog di approfondimento culturale Thu, 15 Nov 2018 09:04:37 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Sui sentieri di mare. Da Omero a Walcott - Cronache Letterarie https://minimaetmoralia.it/libri/sulle-tracce-ulisse/#comment-1972700 Thu, 15 Nov 2018 09:04:37 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=38054#comment-1972700 […] un pezzo uscito sul Venerdì di Repubblica e ripreso da Minima&Moralia, Matteo Nucci evidenzia, giustamente, che sono sempre più numerosi studi e racconti che spiegano […]

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Di: gino rago https://minimaetmoralia.it/libri/sulle-tracce-ulisse/#comment-1970632 Wed, 19 Sep 2018 07:14:05 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=38054#comment-1970632 Desidero manifestare ammirazione e gratitudine a Matteo Nucci per questo lavoro esemplare vuoi sul versante della raffinata cultura che lo impregna, vuoi su quello della padronanza linguistico-espressiva che lo sostiene consentendo all’autore Matteo Nucci una chiarezza espositiva e una icasticità di rarissima bellezza… Il lettore così ne esce arricchito.
Estraggo dal poemetto “Noi siamo qui per Ecuba” di prossima pubblicazione questa composizione
(‘Il poeta che canta è già una stella’) e per quel che può valere gliela dedico e così dico il mio ‘grazie’
a Matteo Nucci con l’augurio che gli dei guidino il suo passo terreno e che le Muse lo assistano nell’esercizio della sua scrittura in modo che, come in questo lavoro su Ulisse, il “sole” dell’autore coincida con il “sole” del lettore.

GINO RAGO
Il poeta che canta è già una stella

Per tutto il giorno Ettore dà ferro caldo ai Greci.
Le lotte cessano al calare delle ombre.

Achille in preda all’ira si chiude nella tenda.
L’eroe d’Ilio teme

che la flotta greca salpi di soppiatto
e come una frusta

ordina ai compagni: « Giungano da Troia vino
e cibo in abbondanza». Poi, più secco:« Si accendano

i fuochi per arrostir le carni».
Gonfi di baldanza i Troiani attivano i falò.

Empiono di lumi le campagne,
disperdono la notte con le fiamme.

Indi lo sguardo Ettore posa sul suo attendente
e quasi come un fiato gli sussurra:« Reca il poeta

a me… Immortali con i versi il plenilunio
su questi fuochi simili alle stelle».

Giunge il poeta. Tende le corde lente. Tra i bagliori
scioglie il canto. Gli occhi dell’aedo sono senza luce

eppure in sé indovina l’incanto dell’intero firmamento:

«Siccome quando in ciel
tersa è la luna e tremule e vezzose

a lei dintorno sfavillano le stelle,
allor che l’aria è senza vento

ed allo sguardo si scoprono le torri
e le foreste e le cime dei monti,

immenso e puro l’etra si espande,
gli astri tutto il volto rivelano ridenti

e in cor ne gode l’attonito pastore…»*

Ora Ettore tace. Trattiene sulle gote a stento il pianto.
L’umido caldo agli occhi allenta i contendenti.

L’accampamento è muto. Nessun guerriero spezza
il brillar di Trivia fra quelle ninfe eterne.

Una brezza rapisce l’odore alle vivande. Lo sparge
verso il cielo. Ecuba è chiara come fosse giorno.

E’ fiamma tra le fiamme nella meraviglia.
L’ aedo punge l’anima sottile. Ne disperde ogni ombra.

Attonita e grata Ecuba si volge all’Olimpo:« Che duri
questa notte di fiamme in cielo e in terra.

Il poeta che canta è già una stella. Che mai più spunti
l’aurora della morte all’orizzonte».

* Versi da Iliade, VIII libro,trad. Vincenzo Monti
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Gino Rago, Roma, 19 settembre 2018

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