Commenti a: La carneficina di Gaza e il tempo immobile degli intellettuali https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/ un blog di approfondimento culturale Mon, 11 Aug 2014 17:14:53 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Lalo Cura https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1010644 Mon, 11 Aug 2014 17:14:53 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1010644 che pena

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Di: Enrico Marsili https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1010615 Mon, 11 Aug 2014 16:42:38 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1010615 @Lorenzo Galbiati: mi scusi, ma per quali persone il fatto e` eclatante? Per quelli che vivono a Gaza? Forse, ma bisogna vedere cosa e`cambiato rispetto a ieri, l`altroieri o 5 anni fa. Per chi vive in Iran? Forse. Magari ci saranno delle ripercussioni, visto che la guerra e`un fenomeno nonlineare, e i commerci della zona potrebbero cambiare. Magari a Teheran l` olio di oliva aumentera`di qualche cent. E in Italia? Fatti salvi attentati di Hamas per ripicca verso la mancata presa di posizione degli intellettuali italiani (possibilita`remota e che puo`essere evitata con una buona opera di intelligence), non vedo grossi cambiamenti. E nel posto dove vivo, o piu`in generale, nel posto dove vive il 98% dell`umanita` (a casa sua, lontano dal MO)? Importa cippa, direi. Qui conta piu`il temporale di oggi che gli avvenimenti di Gaza.

Non sto dicendo che non mi importa niente, mi farebbe piacere che smettessero le ammazzatine reciproche, o che (almeno) uno dei due popoli andasse fino in fondo. Sto dicendo solo che il fatto e`eclatante solo per chi decide che lo sia, cioe`gli stessi intellettuali che magari poi non prendono posizione sul fatto. E allora? Per quale motivo l`umanita`dovrebbe preoccuparsi di un posticino cosi`piccolo e remoto?

Certo, dal punto di vista teorico cè`la possibilita`che gli eventi nel MO operino come un catalizzatore. In un sistema chimico ideale, magari puo`succedere, ma in un mondo fatto di confini, intelligence, e duraturi rapporti commerciali, penso che la fiammella in MO non si veda gia`al di la`della Turchia.

Allora, continuate pure a scrivere da intellettuali. Nel tempo libero spiegate a chi intellettuale non e`, ma conosce un minimo i sistemi complessi e la propagazione dei fenomeni a distanza, PERCHE` dovrebbe fregarcene qualcosa (a parte l`umana pieta`) di quello che succede in MO.

Saluti

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Di: maria https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1010445 Mon, 11 Aug 2014 14:11:35 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1010445 “Il termine “antisemitismo” venne coniato nel settembre 1879, a Berlino, in Germania, da parte del nazionalista Wilhelm Marr, nello scritto La strada verso la vittoria del Germanismo sul Giudaismo, da una prospettiva aconfessionale, come eufemismo di Judenhass («odio per gli ebrei»): nonostante l’etimologia, esso non si riferisce all’odio nei confronti dei “popoli semiti” (cioè quelli che parlano lingue appartenenti al gruppo semitico, quali l’arabo, l’ebraico, l’aramaico e l’amarico), ma unicamente all’odio e alla discriminazione nei confronti degli ebrei.”

Wikipedia, voce “Antisemitismo”. Tanto per dire anche una fonte di non eccelsa qualità fa notare che “antisemitismo” non si riferisce se non agli ebrei. Eventualmente prendersela con Marr.

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Di: maria https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1010417 Mon, 11 Aug 2014 13:35:04 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1010417 Ora il mio post è comparso. Grazie.

“I negazionisti sono vari scrittori europei che certo non conosci;” o invece magari li conosci e non lo dici? Faurisson, Garaudy, Irving, Leuchter… ecc. ecc. O magari crederai pure che la Shoah l’hanno organizzata i sionisti? Se davvero non li conosci, non puoi renderti conto quanto le loro farneticazioni hanno permeato la lettura del conflitto MO.

nizkor.org
holocaust-history.org

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Di: maria https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1010370 Mon, 11 Aug 2014 12:49:15 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1010370 A proposito della nazionalità un mio commento è in moderazione; non che sia essenziale leggerlo, ho anche spiegato quel che volevo dire successivamente. Temo che sia poi inutile comunque discutere con uno che scrive “la giudeofobia che si starebbe diffondendo” e che i negazionisti sono gli israeliani. I negazionisti sono vari scrittori europei che certo non conosci; invece negare la guerra in MO e le sue vittime nessuno lo ha mai fatto. Ripeto, questi continui ammiccamenti nel senso di una nazistificazione di Israele uno se la può aspettare da una destra che persegue la sua sterile ripicchetta dopo quel che hanno fatto, non da un “intellettuale di sinistra”. Per il futuro evitali e godrai di maggiore credito.

Giacché ci sono spiego anche perché la questione MO non è colonialismo, da un punto di vista giuridico. Il colonialismo e le colonie l’Inghilterra le aveva in India, negli USa fino alla Guerra di Indipendenza, a Hong Kong ecc. Nel caso del Mandato Britannico questo deriva non da colonialismo, ma da accordi internazionali legittimi che fanno seguito alla dissoluzione dell’Impero Ottomano dopo la prima guerra mondiale. Chi vince la guerra prende e decide; le potenze vincitrici decisero di sciogliere l’Impero Ottomano e l’Impero Austroungarico, e gli inglesi decisero di dare un pezzetto di Palestina ottomana per la costituzione di un focolare ebraico, decisione ratificata dalla Società delle Nazioni prima della WWII e dall’ONU poi. Tutto regolare e a norma di diritto internazionale. Poi le considerazioni fantastoriche sull’opportunità di altre decisioni sono eventualità che lasciano il tempo che trovano.

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Di: sandro moiso https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1010074 Mon, 11 Aug 2014 08:12:30 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1010074 Ancora su Hamas per Franzecke:
1) Qualcuno oggi si sentirebbe di dire che a Leningrado, Stalingrado, Varsavia e via dicendo i difensori usarono come scudi umani i civili assediati nella stessa città?
2) Leningrado durante un assedio durato 900 giorni consecutivi perse la metà dei suoi abitanti (da 2 milioni a un milione). Possiamo forse per questo dire che i tedeschi vinsero la battaglia o la guerra?
3) Sto facendo ragionamenti basati sulla storia e non sull’ideologia e sono contrario alle guerre e tanto meno ho mai simpatizzato per lo stalinismo e il marxismo-leninismo.
4) La sconfitta di Israele l’ho detto, ma forse nel tuo computer quelle frasi non compaiono, sta soprattutto negli alleati che si è scelta.
5) Ma che lo dico a fare, quando chi legge ha comunque gli occhi velati dai pregiudizi?

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Di: lorenzo galbiati https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1009611 Sun, 10 Aug 2014 23:30:23 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1009611 Riposto per la seconda volta il mio commento di ieri che è andato in moderazione, suppongo per i link di Lancet e Amnesty che ora ho tolto.

Enrico Marsili:
Un intellettuale non è tenuto a parlare sempre prendendo posizione su tutto. Anche volendo non è possibile farlo. E sul web ci sono sempre i commentatori, gli spammer, funzionali a una certa propaganda che intervengono nei blog scrivendo: “lei parla di questo, e allora perché non dice nulla di quello?”. Un siffatto commentatore è presente anche in questa pagina. Però, quando un fatto è eclatante, e occupa le prime pagine dei giornali e telegiornali, il silenzio è rumoroso. E diventa un frastuono se l’intellettuale prende la parola per invocare il silenzio su quel fatto.
Marzia:
sono d’accordo con te. La parola “antisemitismo” è sbagliata in sé: motivo in più per non usarla a sproposito, specialmente oggi che, come ho scritto, se si eccettuano certe formazioni di estrema destra, si può considerare scomparso l’antisemitismo storico. Occorre parlare del vero razzismo che dilaga in Occidente: quello antiarabo.
Franzeke: personalmente sono per la resistenza nonviolenta. I palestinesi se digiunassero pubblicamente forse farebbero più effetto che lanciando razzi. Dico forse perché la nonviolenza ha bisogno della diffusione mediatica e di alleanze politico-commerciali per funzionare, e finché Israele stringe accordi militari e commerciali con l’Europa (i suoi caccia voleranno sul cielo della Sardegna a settembre) a farla padrone è la propaganda israeliana. Noi possiamo sostenere la campagna Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni (BDS) promossa dalla società civile palestinese e da varie associazioni pacifiste israeliane, l’unica che fa veramente paura a Israele. In ogni caso, Hamas è una formazione politica palestinese eletta con elezioni democratiche, non un gruppo di fanatici mafiosi. Una formazione che pratica anche la resistenza armata. Usa dei metodi che sono considerati terrorismo, dato che colpisce i civili israeliani. Io non appoggio la resistenza violenta, anzi la ritengo sbagliata – ma la considero legittima quando avviene contro militari o coloni: ogni popolo ha diritto di difendersi dall’espropriazione della sua terra. Ma nell’ottica di una resistenza nonviolenta, Hamas ha altre possibilità? Dispone di aerei o carri armati? No, può solo sparare razzi da punti nascosti, non avendo centri militari (se li avesse Israele glieli distruggerebbe all’istante: e poi ci si stupisce che Hamas nasconde le armi dove può!). Quando Israele invade Gaza, Hamas combatte contro i soldati israeliani, sebbene sempre in modo asimmetrico. Sono dei partigiani, che ci piaccia o no: in ogni lotta di liberazione i partigiani hanno praticato il terrorismo. In questo caso, essendo totalmente asimmetrici i due schieramenti quanto ad armamenti, Hamas pratica l’unica cosa che Israele non è riuscito a togliergli. Sta di fatto che solo in questi giorni si sente parlare delle comprensibilissime (come ha scritto anche Gideon Levy una decina di giorni fa) richieste di Hamas per avere una tregua di 10 anni, a partire dalla rimozione del criminale embargo di Gaza.
Infine
Ringrazio Maria per aver mostrato come avviene la propaganda filosionista. Ritengo difficile o forse impossibile dialogare con chi non sa distinguere religione da cittadinanza come te, che scrivi: ““un ebreo che cambia religione perde il diritto al ritorno in Israele” anche un italiano che rinuncia volontariamente alla propria identità per acquisire un’altra cittadinanza perde il diritto alla cittadinanza italiana”. Ma del resto questo, CVD, fa parte della propaganda israeliana, che come ho scritto nell’articolo, cerca disperatamente, contro ogni logica elementare, di far passare Israele per uno stato nazionale come tutti gli altri. I filosionisti sono, a tutti gli effetti dei negazionisti. Negano i crimini di Gaza allo stesso modo in cui negano la Nakba.
Mi limito solo a fare alcuni appunti prendendo spunto dai soliti argomenti della propaganda filosionista che ha qui postato:
– E’ un dato di fatto che Israele gestisce l’entrata di materiali e viveri nella Striscia di Gaza. Israele razionalizza quel che serve alla vita dei palestinesi: come in un lager, appunto. La malnutrizione dei bambini palestinesi, oltre che i loro innumerevoli disturbi psichici sono documentati da molte associazioni mediche, con studi comparsi anche su Lancet, una delle più prestigiose riviste scientifiche mondiali. Non a caso Lancet è ora sotto l’attacco dei filosionisti: una campagna che supera ogni immaginazione.
Chi è interessato legga sul mio blog
– Amnesty International già al tempo della prima carneficina di Gaza nel suo rapporto ha verificato che erano gli israeliani a prendersi come scudi umani dei civili palestinesi, mentre andavano di porta in porta. Non c’era nessuna prova lo facesse Hamas, invece, e anche nel rapporto di quest’anno Amnesty ribadisce che non c’è alcuna prova e che resta un crimine di guerra bombardare case con civili, che ci siano o meno combattenti (io non li chiamo terroristi) di Hamas. Ci sono invece tristi prove: i cadaveri, che Israele bombarda scuole dell’ONU, Ospedali e relative ambulanze, Case di Onlus, Hotel con i giornalisti e chi più ne ha ne metta, secondo tutte le fonti possibili, e con armi anche non convenzionali. Ma ovviamente per la delirante, psicotica propaganda filosionista son tutti scudi umani. Il dubbio che viene è: e se per Israele, stato con bombe atomiche, tutto il mondo fosse uno scudo umano di Hamas?

– Per quanto riguarda la balla che è Hamas a intimidire i giornalisti, basta ascoltar i giornalisti (quelli che Israele lascia passare e poi non uccide), come l’inviato del Manifesto qualche giorno fa:
“Poche ore prima che iniziassero gli scontri a Sajaya il GPO (ufficio stampa del governo israeliano) aveva mandato una email a tutti i giornalisti stranieri accreditati in Israele. “Il GPO –si legge nel comunicato- sta facendo tutto quanto in suo potere per dare alla stampa straniera informazioni tempestive (sull’Operazione Margine Protettivo) e per facilitare l’accesso” alla Striscia. Infatti per entrare a Gaza i giornalisti si devono accreditare presso l’ufficio israeliano. Più avanti nella email l’ufficio stampa ricorda che “Gaza è un campo di battaglia. Coprire le ostilità espone i giornalisti al rischio di morte”. Pure questo non fa una piega, chi corre in mezzo agli spari sa bene cosa rischia. La lista di inviati, fotografi e cameraman morti sui campi di battaglia è lunga, forse troppo. Ma è la parte finale dalla email che ha lasciato tanti a bocca aperta. “Essendo parte della strategia di Hamas quella di nascondersi dietro la popolazione civile è successo sovente che i giornalisti fossero usati come scudi umani, mettendoli deliberatamente a rischio di essere feriti o della loro stessa vita”. Scudi umani? Quale giornalista o fotografo farebbe interposizione in un confronto armato? La mail, poi, si chiude così: “Israele non è in nessun modo responsabile per ferite o danni che potrebbero accadere come risultato di giornalismo sul campo”.
Gli attacchi dell’Idf (Israel Defence Force) nei confronti della stampa durante le operazioni militari nella Striscia di Gaza, sono stati frequenti. Pochi giorni fa la torre al-Jawhara è stata colpita da tre missili. Nell’edificio si trovano diverse redazioni tra cui quella della televisione iraniana Press Tv e dell’agenzia di stampa al-Watanya. Nel bombardamento un giornalista è rimasto ferito. Sempre in questi giorni una seconda torre di Gaza, dove si trovano gli uffici di PMP, uno dei più grandi provider di servizi satellitari per le dirette televisive, è stata evacuata per timore di un attacco israeliano. Ora le connessioni in diretta, che avvenivano nei loro studi, sono state spostate in varie location per tutta la città. La stessa PMP era stata bombardata nella guerra del novembre 2012. In quella occasione il provider spostò l’ufficio presso uno dei grandi alberghi sulla costa, dove alloggiavano decine di giornalisti. Due giorni dopo un missile israeliano colpì uno spazio vuoto a pochi metri dall’hotel. Nel 2008 durante l’operazione Piombo Fuso il governo israeliano impedì completamente l’accesso ai media nella Striscia di Gaza. L’attacco fu coperto solo da cronisti che erano già dentro la Striscia quando iniziò l’escalation militare. Furono sei i giornalisti uccisi in quei giorni. L’unica corrispondenza italiana di quella guerra fu quella di Vittorio Arrigoni per Il Manifesto.”
Approfitto per un saluto a te, caro Vik.

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Di: Umberto Equo https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1009495 Sun, 10 Aug 2014 20:50:27 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1009495 @Paolo Gori, lei invece dovrebbe impare ad essere meno grottescamente supponente 🙂

1. bella la, per usare i termini dell’autore, la propaganda anti-israeliana, ma ad esempio il valico con l’Egitto chi lo chiude, Israele? Non direi. Qua https://www.youtube.com/watch?v=e3zcIY6koRY&list=UUZaT_X_mc0BI-djXOlfhqWQ ad esempio, dal minuto 2:44 potete vedere un cittadino egiziano impossibilitato ad uscire da Gaza da Hamas, curioso eh?

2. “Nella storia si è sempre assistito al genocidio di intere culture o popoli, o parti di essi, come conseguenza della colonizzazione di un invasore. Tutti lo sanno. Ma nel caso della Palestina nessuno lo vede, nessuno lo dice” nessuno lo dice né lo vede perché è una panzana colossale e nonostante questo è tutto un fiorire da anni e anni di gente che grida al genocidio. L’autore deve vivere in una caverna per non esserne stato raggiunto.

3. “Va detto, quanto meno, a merito di Inglese, di non aver messo sullo stesso piano israeliani e palestinesi sia dal punto di vista delle rispettive posizioni morali (il primo è l’oppressore, il secondo è l’oppresso) sia dal punto di vista storico-politico. Inglese, infatti, a differenza degli autori già citati, attribuisce ad Israele la “coazione a ripetere” una politica di rappresaglia, riconoscendo implicitamente alle sue vittime, Hezbollah e Hamas, vale a dire libanesi e palestinesi, la volontà e la legittimità di filarsi la loro storia. Insomma, il congelamento della storia del popolo palestinese oppresso è causato dalla politica di rappresaglia – criminale, aggiungo io – israeliana, non dal “botta e risposta” tra Hamas e il governo israeliano (razzi di Hamas, bombe di Israele).” Allucinante, completamente avulso da qualsiasi accordo con la realtà. Ancora “intellettuali” che non informano sui fatti ma li informano, siamo ancora lì.

4.”Ma Genovese sembra più preoccupato della giudeofobia che si starebbe diffondendo in Francia che della carneficina in corso a Gaza.” un condizionale che puzza d’odio e che non fa che confermare quanto desunto in prima battuta, l’autore fa parte dell’enorme schiera dei “closet antisemite”.

5.” un commentatore, con il nome scritto in ebraico, lo chiamava “goy Ovadia” addirittura con il nome scritto in ebraico, aiuto!!! Ahahahah.

6.”semmai ci sono degli antisionisti convinti che rischiano di diventare antisemiti perché la propaganda filosionista di molte comunità ebraiche della diaspora è talmente forte e diffusa, talmente capillare e specchiata in quella israeliana (nelle università israeliane ci sono studenti volontari che lavorano nelle “war rooms”, stanze apposite per la propaganda nel web, e alcuni docenti israeliani sostengono che anche all’estero gli ebrei militanti si organizzano per fare propaganda nel web, distribuendosi per aree di azione e target) che la complicità nei crimini di Israele è sempre più distribuita tra gli israeliani e la comunità ebraica internazionale. È infatti difficile distinguere le dichiarazioni di un politico israeliano da quelle di molti esponenti delle comunità ebraiche: entrambi sostengono i crimini di Israele, spesso negando ogni evidenza – di recente un esponente di spicco di una comunità italiana ha proposto il Nobel per l’esercito israeliano, poiché avrebbe il merito di evitare l’uccisione di molte vite; non molti mesi fa, aveva dichiarato che gli ebrei italiani dovevano prepararsi a migrare in Israele a seguito di alcune dichiarazioni di Beppe Grillo.” Del tutto speculare a ciò che fanno i “militanti anti-sionisti” incapaci di riconoscere i crimini e la natura profondamente antidemocratica di Hamas, Hezbollah ecc. sempre pronti a mistificare e difendere l’indifendibile per proteggere, in ultima analisi, il proprio sé, la propria identità.

6.” inizierebbero a preoccuparsi dell’antiarabismo di matrice europea e di un altro razzismo oggi sempre più diffuso e pernicioso in Occidente: quello presente in Israele, e in molte comunità ebraiche, verso chiunque si opponga all’ideologia sionista, sia esso ebreo o goy. È infatti questo razzismo che permette di uccidere senza alcun senso di colpa, anzi facendosene vanto, circa 2000 palestinesi, quasi tutti civili, pensando pure che sono loro, i palestinesi, a cercarsela, perché vogliono fare i martiri.” Siamo alle farneticazioni più allucinate. Mentre nel Medio Oriente spadroneggiano milizie come ISIS (così come più in generale il radicalismo islamico e l’odio settario sempre più diffusi in vastissime zone dall’Africa al Medio Oriente, all’Asia) capaci di fare centinaia di migliaia di profughi, migliaia e migliaia di morti, ci si preoccupa del pericolosissimo (quanto chiaramente fantasmatico) odio ebraico pronto a fare strage di goym!

7.”Perché, se è normale che vi sia uno stato ebraico, dove ogni ebreo può farvi ritorno, significa che le sorti dell’ebraismo sono strettamente collegate a quello stato. Non si può essere indifferenti, se si è ebrei, a quel che fa uno stato che si dichiara ebraico, perché l’identità dello stato richiama l’appartenenza al popolo ebraico.” Forse l’autore non conosce, o finge di non conoscere, le motivazioni alla base del sionismo, il perché d’Israele. Eppure non è così difficile. Millenni di violenze hanno fatto comprendere ad alcuni ebrei l’inevitabilità di dotarsi di uno stato-nazione pena l’estinzione e fecero bene! Nessun ebreo dovrà più preoccuparsi di non avere un rifugio al mondo, di dover vagare perennemente scacciato ed offeso come il medievale “ebreo errante”, ecco perché Israele era è e sempre dovrà essere ebraica, perché questo popolo possa avere un porto sicuro, né più né meno come tutte (o purtroppo quasi) le altre nazioni/etnie della terra.

Da utimo l’autore non pare aver ben chiaro in cosa consista l’essere ebrei. E’ ebreo chi nasce da madre ebrea, ovvero si è ebrei per nascita, ergo, come dimostrato dalla scienza (http://en.wikipedia.org/wiki/Genetic_studies_on_Jews), si è ebrei per gene, al di là di ogni credo e religione. La religione ebraica essendo stata A. un collante fondamentale per tenere viva nella diaspora l’identità di questo popolo B. a differenza di altre fedi eminentemente legata alla vita immanente ha un ruolo rilevante nella vita dell’ebreo, ma non si smette di essere ebrei se si diventa atei mentre, ad es. facendo ciò si smette di essere musulmani.

@Paolo Gori spero abbia imparato qualcosa adesso 😉

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Di: franzecke https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1009491 Sun, 10 Aug 2014 20:48:12 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1009491 @ sandro moiso

salve, il motivo per cui ho trovato agghiacciante il suo articolo risiede in parte nelle motivazioni stesse che lei ha addotto qui sopra per giustificare l’utilizzo da parte sua dell’aggettivo “eroico” in riferimento alla “guerriglia condivisa” che, secondo lei, Hamas sta portando avanti a Gaza in questi drammatici giorni.
Ora, non mi soffermerò tanto sulle questioni tecniche – l’utilizzo di scudi umani e le provocazioni insensate, totalmente controproducenti dal punto di vista della difesa della popolazione civile rientrano forse nel suo concetto di guerriglia? – piuttosto ci terrei a sottolineare che è stato il tono del suo articolo ad avermi fatto tanto incazzare.
Con un certo compiacimento lei ci ha infatti informato che Israele sta perdendo. Ma davvero? E quante migliaia di civili palestinesi ammazzati ci vorranno ancora, prima della sua disfatta definitiva?
Discorsi come il suo a mio parere non fanno che giustificare la strategia criminale di Hamas, che per un bieco calcolo politico è ben disposta a far pagare il prezzo delle sue scellerate decisioni agli abitanti di Gaza.
Tra l’altro, paragonare la situazione attuale con la guerra in Libano del 2006 dimostra da parte sua una miopia in merito alla questione trattata che, se non fosse per le motivazioni ideologiche che traspaiono dal suo ragionamento, si potrebbe tranquillamente imputare ad una ingenuità sostanziale.
Hamas non è Hezbollah, non dispone, come quest’ultimo, di un esercito regolare di uomini addestrati e ben dotato di armamenti da guerra.
Hezbollah nel 2006 ha saputo dimostrare di essere perfettamente in grado di sostenere un conflitto militare – portato avanti anche con tecniche di guerriglia – contro le forze israeliane, senza bisogno di trincerarsi vigliaccamente dietro la popolazione civile come sta facendo Hamas in questo preciso momento.
Capisco il fatto che lei è marxista, e che tutta la sua analisi è per forza di cose orientata secondo i canoni della sua visione politica, ma da qui ad arruolare Hamas nell’internazionale antimperialista ce ne corre.

Un saluto

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Di: maria https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1009214 Sun, 10 Aug 2014 16:22:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1009214 E ancora una precisazione (mi accorgo di essere troppo chiacchierona) poiché le parole “anche Hamas” le ho scritte io, vorrei sottolineare che non intendevo dire che siccome israele fa certe cose… però anche Hamas. Quel che volevo dire è che come uno di solito non compra la propaganda israeliana, non dovrebbe manco comprare quella araba che pure esiste; e dovrebbe piuttosto imparare a guardare al quadro d’insieme con i propri occhi. Molte delle interpretazioni anti arabe che girano sono inaccettabili. Anche molte delle interpretazioni anti israeliane che girano sono inaccettabili. Non bisogna abbracciare una “narrazione” quale che sia ma cercare di capire le due parti con empatia. Il discorso che facevo era insomma più ampio e mi sorprende che non sia stato capito, come anche quello sulla cittadinanza, che non puntava al dato tecnico minuto (che pure esiste, e l’ho mostrato), ma cercava di inquadrare quella legge nel un contesto culturale che l’ha prodotta (lo stato nazionale). Questioni molto ampie per dei commenti, ma che non di meno credevo valesse la pena accennare.

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Di: maria https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1009167 Sun, 10 Aug 2014 15:26:21 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1009167 Simpatico pinguino obbediente agli ordini, se uno chiede la cittadinanza di uno stato che accetta il doppio passaporto e non costringe a rinunciare ad altre cittadinanze, le cose sono come dici tu

Però se quel paese per concedere la cittadinanza richiede la rinuncia formale a quella precedente e per averla uno rinuncia espressamente alla cittadinanza italiana, i suoi figli perdono il diritto al riconoscimento di cittadini per discendenza (e devono eventualmente fare domanda per riacquistarlo). https://tinyurl.com/or9j42l

Ad esempio, per ottenere la cittadinanza olandese occorre una permanenza di cinque anni e la rinuncia alla cittadinanza italiana: https://tinyurl.com/mj5hhz8

Se io chiedo la cittadinanza olandese e per ottenerla accetto in ossequio alle leggi olandesi di rinunciare alla cittadinanza italiana interrompo la linea dell’italianità per i miei discendenti che non saranno più italiani.

Il secondo punto non è esattamente come la dici tu, ma mettermi qui a scrivere un post di storia delle mentalità mi sembrerebbe eccessivo.

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Di: Soldato Kowalsky https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1009053 Sun, 10 Aug 2014 12:53:56 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1009053 qualcuno spieghi alla signora Maria che
1) acquisire la cittadinanza di un altro paese non fa perdere il diritto ad acquisire la cittadinanza italiana
2) il paragone giusto sarebbe qualcosa tipo “tutto i cattolici del mondo hanno il diritto ad acquisire la cittadinanza italiana ma lo perdono se diventano di un’altra religione”.

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Di: sandro moiso https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1008930 Sun, 10 Aug 2014 10:11:26 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1008930 Mi chiedo come mai, tra tutti i commenti al mio articolo, nessuno abbia tenuto conto di quello che ne costituiva il centro : l’azione dei sauditi al fine di controllare il petrolio medio orientale che significa oggi prendere possesso di alcune aree medio orientali e nord africane e domani spingere ad una guerra con l’Iran (vero avversario in quanto detentore di una cospicua parte delle risorse petrolifere mondiali). In questo contesto Palestinesi ed israeliani (intendo comunque i civili) diventano le vittime di uno scontro che, affermavo chiaramente, è da ritenersi mondiale e non soltanto locale. Questa analisi certamente richiederebbe una più approfondita definizione del ruolo di Israele e del sionismo così come anche del nazionalismo islamico e di quello integralista che hanno sostituito, grazie agli assassini mirati durati per anni e alla corruzione della dirigenza di Arafat prima e di Abu Mazen dopo, quello laico dell’OLP. L’articolo costituiva una risposta immediata al bisogno di inquadrare gli avvenimenti e non solo di piangerci sopra o di dichiarare il proprio “vergognoso” silenzio, quindi non poteva nell’immediato rispondere a tutto.
In quanto a prendere il kalashnikov è evidente che chi interpreta in tal modo il mio scritto non ha capito nulla. Sottolineare la resistenza “eroica” dei militanti di Hamas non significa abbracciarne metodi ed ideologia, ma solamente dimostrare ancora una volta come il potenziale distruttivo di una macchina bellica e tecnologica come quella messa in campo da Israele possa sempre essere fermata da una guerriglia condivisa…perché se non fosse così le cose sarebbero andate diversamente sul piano militare sia in Libano nel 2006 che oggi a Gaza. Torneròcomunque ancora sull’argomento sulle pagine di Carmilla.

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Di: DonDiegoRivera https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1008847 Sun, 10 Aug 2014 08:02:12 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1008847 La cosa più triste è trovare nei commenti chi non riesce proprio a tirare fuori la testa dalla sabbia e urla «e allora hamas?», come se la cosa fosse minimamente attinente.
E allora le foibe?

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Di: Lorenzo Galbiati https://minimaetmoralia.it/mondo/e-possibile-difendere-gaza-per-gli-intellettuali-italiani-e-possibile-parlare-di-israele-senza-essere-tacciati-di-antisemitismo/#comment-1008484 Sun, 10 Aug 2014 00:08:34 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22718#comment-1008484 Un saluto e un grazie a minima et moralia e ai commentatori.

http://cevengur.wordpress.com/2014/08/05/527/#respond

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