Commenti a: A Della Valle preferisco il Valle, ovvero da dove dovrebbe partire Renzi per occuparsi di cultura https://minimaetmoralia.it/politica/a-della-valle-preferisco-il-valle-ovvero-da-dove-dovrebbe-partire-renzi-per-occuparsi-di-cultura/ un blog di approfondimento culturale Thu, 20 Feb 2014 08:07:47 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: spago https://minimaetmoralia.it/politica/a-della-valle-preferisco-il-valle-ovvero-da-dove-dovrebbe-partire-renzi-per-occuparsi-di-cultura/#comment-519476 Thu, 20 Feb 2014 08:07:47 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=18613#comment-519476 @Raimo
1 non conosco bene Montanari. Senza essere ipocriti: la competenza è centrale, ma anche la capacità di avere un contegno adeguato al contesto in cui si va a operare. Sono sicuro che tu non fai le battaglie sui teatri occupati nelle ore di filosofia a scuola. Ma l’impressione che ho avuto leggendo gli articoli di Montanri è quella di una persona molto molto molto infervorata nei suoi giudizi e sinceramente non equilibrata. Non so lui come interpreterebbe quel ruolo. E anche questo genere di valutazioni hanno un senso.

2 In estrema sintesi, in ogni caso, secondo me una illegalità iniziale innegabilmente c’è e agire così significa ferire i valori della legalità e della democrazia, degradarli a mezzi che possono essere usati o scartati a seconda dei frangenti, dargli un valore secondario e strumentale.. ed è una cosa che non condivido. Per come la vedo io, non è in gioco solo un teatro chiuso VS un teatro aperto.. Ci si deve muovere dentro le regole, perché bisogna sostenere attivamente la legalità e la democrazia nelle sue procedure, perché ci sono valori fondamentali incarnati da quelle procedure.

@RoW.
3 interessante notare la qualità “democratica” di sostenitori delle okkupazioni come Braga nei commenti: le critiche sono “reazionarie”, “barbare”, “arretrata” “insidiose”.. e immediatamente associate all’ “alto”, al potere, al politico, all’istituzione.. non sono “dal basso”.. dal basso solo favore.. bah.

“sono illegali!, stanno rubando le utenze! non pagano la siae! fanno solo l’interesse di un gruppetto! fanno concorrenza sleale agli onesti!” – tutte critiche valide, anche se prese stupidamente in giro, a cui si attendono vere risposte nel merito.

(ignorando che stavamo proponendo un discorso di modifica dal basso di una normativa che fosse per tutti e più inclusiva di quella vigente – il vostro percorso se passa per le occupazoni passa da una pratica illegale ed è l’illegalità che si critica non la legittimità di fare battaglia politica per le proposte che si reputano giuste, sostenetele legalmente, please. Inoltre che la normativa proposta sia per tutti nelle vostre intenzioni non significa che abbia il consenso di tutti, per arrivare ad affermarsi deve passare dalle procedure di legittimazione democratica altrimenti resta sempre una piccola proposta di parte, la volontà di saltare queste procedure o di forzarle con atti illegali è antidemocratica. Fino ad allora siete un gruppetto che fa la sua cosa punto e basta.

ignorando che stiamo facendo un enorme investimento di tempo e denaro e di lavoro volontario per cambiare la storia – liberi di farlo, voi come tanti altri, ciascuno per come ritiene giusto, ma non è che qualsiasi cosa in cui qualcuno volontariamente investa tempo e denaro sia per questo irrifiutabile, al netto di tutto quello che ci investite voi, non potete pretendere che quel che fate abbia valore e riconoscimento oltre voi stessi finchè non sarà legittimato da procedure democratiche (quelle che voi sfregiate). Smettela di sentirvi in missione per conto di Dio o della storia.

ignorando che il modello economico che stiamo sperimentando non ha nulla a che vedere con il commercializzare un prodotto o essere ben visti da un politico… – il politico è eletto, voi no. Passare per il politico, l’istituzione, la legge, lo stato, la democrazia, le loro procedure emediazioni, non è esattamente qualcosa di esecrabile. E non farlo non è esattamente qualcosa di cui vantarsi. E poi è paradossale voler fare politica ma non voler passare dal politico.

Se poi si vuole cambiare la democrazia inserendovi più partecipazione, benissimo. Ma non si può saltare quella lunga fase in cui si convincono gli altri della propria idea e si ricevono mandati sulla base dei consensi. E neppure ricevuti i consensi prescindere dalle regole. La democrazia è mediazione, è una scelta in favore di una procedura che sicuramente impedisce a ciascuno di prendere e fare ciò che ritiene giusto senza se e senza ma, che sicuramente ci imbriglia tutti (o dovrebbe farlo e poi ha qualche prolasso dalla parte di certi potentati). Sui motivi per cui si tiene alla democrazia e si vuole sostenerla e non indebolirla fare ripetizioni di storia, filosofia, cultura generale. Confrontarsi seriamente con essi se si vuole contestarne il valore.

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Di: emanuele braga https://minimaetmoralia.it/politica/a-della-valle-preferisco-il-valle-ovvero-da-dove-dovrebbe-partire-renzi-per-occuparsi-di-cultura/#comment-518629 Wed, 19 Feb 2014 12:06:50 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=18613#comment-518629 C’è uno strano strabismo, che forse tanto strano non è:
– Il provincialismo italiano pensa che in Nord Europa ci siano delle politiche avanzate di controllo istituzionale della spesa pubblica e buon funzionamento dei partenariati pubblico privato…. e nessuno si sta accorgendo che non è vero e….
– dal nord europa fondazioni molto accreditate, pezzi della commissione cultura europea, alcune delle principali istituzioni come Tate, Reina Sofia, Vanabben, municipalità, ministeri della cultura… così come uno sterminato network di noprofit e associazioni culturali e esperienze di attivismo si sono accorti di una cosa e su questo stanno ristrutturando l’intero sistema istituzionale culturale (e con questo intendo dai programmi, alle linee di finanziamento, alla modalità organizzativa e al funzionariato burocratico). ecco si sono accorti che il vecchio modello istituzionale è superato, e che queste nuove esperienze di partecipazione diretta della gente nella gestione istituzionale, il legame con la pancia dei movimenti e delle trasformazioni sociali, la capacità di mettere a tema socializzazione, democrazia, processi produttivi, e tempi di vita, è il focus di nuove forme di istituzione culturale, difronte cui il vecchio modello e la vecchia classe politica è impreparata.
– di fronte a ciò che sta succedendo nel Teatro Valle, così come a Macao a Milano, e in tutte le esperienze simili sparse per l’Italia e l’Europa, c’è sempre stata anche una reazione arretrata e barbara, poco informata dei fatti, di una frangia reazionaria di intellettuali e classe politica italiana. mi importa notare come questa sia evoluta negli ultimi tre anni: la prima costruzione retorica repressiva si esprimeva così: ” sono illegali!, stanno rubando le utenze! non pagano la siae! fanno solo l’interesse di un gruppetto! fanno concorrenza sleale agli onesti!” (ignorando che stavamo proponendo un discorso di modifica dal basso di una normativa che fosse per tutti e più inclusiva di quella vigente, ignorando che stiamo facendo un enorme investimento di tempo e denaro e di lavoro volontario per cambiare la storia, ignorando che il modello economico che stiamo sperimentando non ha nulla a che vedere con il commercializzare un prodotto o essere ben visti da un politico…). ecco ma ora il discorso si è evoluto. Tranne alcuni coriacei, il centro sinistra al potere ha capito che doveva raffinare un poco la sua posizione e ha optato per un discorso più insidioso, con lo stesso desiderio provinciale di non volere un confronto nel merito, con l’unica preoccupazione di arroccarsi nello status quo, il discorso suona più o meno così: “Questi ragazzi hanno giustamente sollevato un problema, sono insorti per dare voce ad un vuoto che effettivamente c’è, ora è compito e dovere nostro dare una risposta istituzionale. Quindi togliamoli di mezzo, dicendo che non sono credibili per come si stanno auto-organizzando e diamo un vision al buon funzionamento istituzionale”
In questo ultimo senso Renzi fa l’esempio della Pergola per togliere di mezzo questa scomoda e incomprensibile esperienza del Valle, in questo senso Il comune di Milano squalifica Macao, cercando di riprodurre le stesse modalità organizzative e programmatiche in tutte le sue iniziative, cercando di salvare capra e cavoli: partenariati pubblico privati forti con società che di partecipazione e trasformazioni sociali non gliene frega una cippa, finestre dove poter citare il teatrino della partecipazione, e molta comunicazione retorica in cui la loro politica è dalla parte del cittadino. Risultato: gli spazi rimangono in stato di abbandono, tranne alcuni dove un soggetto privato ci entra con i piedi pesanti, o deve la spesa pubblica viene concentrata, e la miriade di lavoratori della conoscenza, associazioni no-profit culturale e sociale rimangono ai margini, gregari sia dal punto di vista economico che produttivo e contrattuale.
– Ciò che bisogna dire a questi amministratori, così come a Renzi, è che il dibattito sulla cultura in Europa non sta prescindendo da nuovi modi di co-gestire il comune, e i processi produttivi. Bisogna dirgli che questo nuovo modo non si fonda su di una processo dall’alto al basso,ma su di una concertazione dove l’amministrazione pubblica deve sedersi a fianco, e trovare il modo per modificare la sua normativa ed essere di sostegno a processi innovativi proposti dalla cittadinanza attiva. Che siamo in un interregno, forse, e che un network forte e radicato di esperienze non chiede altro che capire come dare legittimità istituzionale a queste nuove forme di organizzazione di cui il Teatro Valle è sicuramente un esempio da cui non poter prescindere. E che lo sbaglio più grosso è di non accettare una interlocuzione diretta con questi soggetti e questo network, cercando di ricreare artificiosamente il teatrino della condivisione e della partecipazione all’interno di vecchi modelli istituzionali.

alcuni link delle cose che stanno succedendo in queste due settimane un po’ più lontani dall’orticello di Renzi, in cui Macao e Teatro Valle sono relatori, entrambi gli appuntamenti hanno come teme nuove forme di istituzione culturale.
http://www.culturalfoundation.eu/events/2014/2/15/teodor-celakoski-and-teatro-valle-occupato-will-participate-in-a-panel-on-culture-commons-and-beyond-in-zagreb
http://www.culturalfoundation.eu/pma6
http://www.museoreinasofia.es/actividades/nuevo-rapto-europa

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Di: LM https://minimaetmoralia.it/politica/a-della-valle-preferisco-il-valle-ovvero-da-dove-dovrebbe-partire-renzi-per-occuparsi-di-cultura/#comment-518501 Wed, 19 Feb 2014 10:04:30 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=18613#comment-518501 Mi ero scordato di mettere il link all’intervista a Cecchi http://www.succedeoggi.it/2013/10/liberate-il-valle/

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Di: LM https://minimaetmoralia.it/politica/a-della-valle-preferisco-il-valle-ovvero-da-dove-dovrebbe-partire-renzi-per-occuparsi-di-cultura/#comment-518479 Wed, 19 Feb 2014 09:43:01 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=18613#comment-518479 Di Montanari la penso uguale a Spago, ma non ho dubbi che ha più competenze di quante ne ha l’assessore uscente (e molto probabilmente quello entrante)

Sul teatro Valle e sulla gestione della cultura in generale penso invece assai peggio di Spago. Avevo esternato qui http://accademia-inaffidabili.blogspot.it/2011/10/la-felicita-non-guarda-in-faccia.html

L’intervento di un paio di anni fa mi sembra ancora valido. Ma la mia voce conta ZERO, sia in questa veste di anonimo commentatore che in quella di teatrante da alcuni anni in pausa (in pausa una sega, sono un teatrante tagliato completamente fuori, con un’unica arma per rientrare, andare a raccomandarmi in ginocchio da Enrico Rossi…)

Lascio dunque la parola a Carlo Cecchi, forse la voce più autorevole del teatro italiano, proprio nel senso della tensione innovativa di cui avremmo bisogno, sia in termini organizzativi-estetici che in termini morali:

«In nessun paese civile si lascerebbe un teatro fra i più antichi, fra i più belli, nelle mani di un piccolo gruppo di persone che potrebbero gestire, al massimo, un centro sociale»

«Non è nemmeno uno scandalo, per la semplice ragione che è lo specchio di un Paese allo sfascio».

«Il teatro, come dice Amleto, rispecchia la realtà. Anche l’occupazione del Valle rispecchia la nostra realtà: riflette le ultime luci di un tramonto già avvenuto. Il tramonto dell’Italia ormai sprofondata nell’inciviltà, nell’immoralità»

E allora, che cosa si dovrebbe fare del teatro Valle?, domando a Cecchi. «Che domande! Che cos’è un teatro? È un luogo dove gli attori recitano e dove il pubblico va a vedere spettacoli. Il teatro Valle deve semplicemente tornare ad essere un teatro aperto agli attori e al pubblico. Certo, nulla più mi sorprende, in Italia, ma è grave che le istituzioni – l’amministrazione di Roma, prima di tutto – consentano questa situazione. La verità è che nel precipizio della morale italiana, l’occupazione del Valle è un simbolo: un’avanguardia che precede addirittura la realtà. È il segno concreto che l’Italia andrà sempre peggio».

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Di: Lucia De Santis https://minimaetmoralia.it/politica/a-della-valle-preferisco-il-valle-ovvero-da-dove-dovrebbe-partire-renzi-per-occuparsi-di-cultura/#comment-518430 Wed, 19 Feb 2014 08:59:42 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=18613#comment-518430 Concordo con Spago, parola per parola.
Non ho votato Renzi alle primarie, finora non mi ero mai sentita rappresentata da lui, ma quando ho letto che qualcuno aveva osato prendere la parola in favore del Teatro Valle ho pensato: finalmente. Una cosa di sinistra, di democrazia. Che rispetta la legalità e il principio rappresentativo, contro la legge della giungla, del più forte (chi urla più forte, chi si autonomina).
Purtroppo l’inerzia ha sempre la meglio. Bisognava fare qualcosa subito, il prima possibile: ma la situazione politica ha giocato a favore degli occupanti: un sindaco ridicolo, Alemanno, che ha ignorato le istanze culturali.

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Di: angelo https://minimaetmoralia.it/politica/a-della-valle-preferisco-il-valle-ovvero-da-dove-dovrebbe-partire-renzi-per-occuparsi-di-cultura/#comment-518386 Wed, 19 Feb 2014 08:18:42 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=18613#comment-518386 ancora con chi paga le bollette? ma avete capito che il comune di roma ha ben altri debiti anche con l’enel…
dov’è la politica culturale del comune o degli ultimi 5 governi?
auto-organizzazione auto-determinazione auto-governo. provate anche solo a pensarci senza terrorizzarvi.

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Di: Iacopo ninni https://minimaetmoralia.it/politica/a-della-valle-preferisco-il-valle-ovvero-da-dove-dovrebbe-partire-renzi-per-occuparsi-di-cultura/#comment-518381 Wed, 19 Feb 2014 08:14:43 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=18613#comment-518381 Grazie Christian. Proprio ieri sera avevo letto un tweet di Art tribune che dichiarava “Renzi sul Valle ha ragione da vendere”. A parte la superficialità degli argomenti (riassunti per bene in qualcuno dei commenti precedenti) con la presunta avvalorazione della denuncia di Gino Paoli, mi spaventava quel lapsus “vendere” che riassume e conferma il senso di tutti i dubbi e i timori di noi che già ci ribellammo alla fuffa di un “Festival dell’inedito” e che non possiamo esimerci da sostenere un Montanari, il cui “rancore” non è molto diverso da tutti coloro che vorrebbero vivere una città dove lo sviluppo e la diffusione di cultura vada oltre un teatro e qualche pannello riassuntivo tra una pappa al pomodoro e l’altra.

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Di: christian raimo https://minimaetmoralia.it/politica/a-della-valle-preferisco-il-valle-ovvero-da-dove-dovrebbe-partire-renzi-per-occuparsi-di-cultura/#comment-518366 Wed, 19 Feb 2014 07:57:24 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=18613#comment-518366 @spago: a proposito di Montanari, ritorno sul punto: mettiamo che io debba nominare un professore all’università in un certo ruolo, o un professionista che si occupi di una commissione, o una qualunque altra figura utile all’interesse pubblico, e mettiamo che io riconosca che ho trovato proprio la persona con tutte le qualità del caso, cosa faccio: siccome è un intellettuale critico, non lo nomino? Ma non è possibile distinguere il ruolo di intellettuale critico dal ruolo istituzionale? Ti faccio un esempio stupido: io qui su questo sito sono schierato, ho delle idee, le esprimo anche con enfasi, poi la mattina insegno in classe, filosofia e storia in un liceo. Ora, saprò distinguere il mio ruolo di intellettuale rompipalle dal mio ruolo da insegnante? O pensi che le battaglie per il Valle le faccio a scuola invece di spiegare Cartesio? Ancora: se uno come Montanari ha di fatto dimostrato, in almeno tre casi conclamati (presunto Cristo ligneo di Michelangelo, presunta battaglia di Anghiari, caso Girolamini) che il suo essere un intellettuale militante, fazioso come dici, avrebbe fatto risparmiare milioni alle istituzioni pubbliche, forse qualche merito a questo impegno glielo si potrebbe riconoscere.

Sul caso Valle: perdonami anche qui. C’era un teatro chiuso. Lo si apre, si prova – con decine di assemblee – a chiedere alle persone cosa se ne vuole fare e come. Lo si rende di fatto un centro nevralgico della cultura della città, e – allo stesso tempo, sottolineo – si cerca una soluzione legale di lungo periodo, non emergenziale. Tutti al Valle vogliono smettere di essere occupanti, pagare le bollette, essere riconosciuti legalmente, NON COME OCCUPAZIONE MA COME FONDAZIONE BENE COMUNE. Spero di essere stato chiaro.

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Di: Un consiglio per Renzi e per la cultura #iostoconBray | GiulioCavalli.net https://minimaetmoralia.it/politica/a-della-valle-preferisco-il-valle-ovvero-da-dove-dovrebbe-partire-renzi-per-occuparsi-di-cultura/#comment-518345 Wed, 19 Feb 2014 07:23:19 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=18613#comment-518345 […] Leggete Christian Raimo stamattina (bravo come sempre): […]

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Di: aldo https://minimaetmoralia.it/politica/a-della-valle-preferisco-il-valle-ovvero-da-dove-dovrebbe-partire-renzi-per-occuparsi-di-cultura/#comment-518339 Wed, 19 Feb 2014 07:19:10 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=18613#comment-518339 bravo spago: hai perfettamente capito la differenza tra il Valle e la Pergola. La legalità, le regole. Agire nelle regole, rimboccarsi le maniche e pagare, cercare fondi, rischiare. Questo è successo anche per chi apre circoli culturali, locali con finalità sempre culturali.
Al Valle si è fatto cultura fuori dalle regole, che per carità uno può anche accettarlo, ma non è giusto nei confronti di quelli che la fanno nelle regole.
Il Valle la paga l’acqua? la luce? l’affitto? le tasse? Si è messo in regola da questo punto di vista? (non lo so, lo chiedo)

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Di: spago https://minimaetmoralia.it/politica/a-della-valle-preferisco-il-valle-ovvero-da-dove-dovrebbe-partire-renzi-per-occuparsi-di-cultura/#comment-518318 Wed, 19 Feb 2014 06:56:45 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=18613#comment-518318 non conosco Montanari se non per quel che di suo ho letto su Minima.. mi ha fatto una tale cattiva impressione – fazioso, rancoroso, offensivo, gratuito – che son contento sia stato scartato (ma non che lo si ritenesse adeguato). In generale certo non scegliere uno bravo perchè non gradito al Renzi di turno è male, ma se questi ha fatto di sè stesso un crociato antirenziano integralista e arci infervorato, forse ha senso esitare a nominarlo.. spiace che Raimo sia così a senso unico nell’interpretare le cose..

il teatro valle: occupanti sono occupanti e dunque hanno proceduto illegalmente, è pura ipocrisia il tentativo dell’articolo di negare l’evidenza. Dopodichè avranno intrapreso un percorso virtuoso, prodotto una grande stagione, e fatto vari tentativi di sanare la situazione (mi chiedo quanto volti a elaborare le proprie convinzioni al loro interno e quanto disposti a un normale e giusto compromesso con le autorità). Ma che il buon uso di un edificio di cui ci si appropria illegalmente sani questo primo atto è assai discutibile.. magari domani vado a rapinare qualcuno e poi do tutto a Emergency? Anche a Milano molti centri sociali fanno grandi cose e fan pagare poco: zero tasse, zero controlli, zero burocrazia, zero contratti di lavoro, zero rispetto di qualsiasi norma (il sogno di un Berlusconi) e poi paghi poco certo.. ma uno stato non funziona così, che ci si affida all’autogestione (che d’altronde va bene se è di sinistra, perchè se a chiedere meno tasse e burocrazia, o controlli ex post, o norme su sicurezza, igiene, lavoro più semplici sono imprenditori non se ne parla).. che poi occupazione e democrazia stiano assieme è discutibile: in democrazia chi scavalca le regole e compie un atto di forza va punito non riconosciuto.. l’occupazione ha senso al massimo come forma di disubbidienza civile, ma con autodenuncia ed accettazione delle conseguenze legali, per farne una battaglia politica , culturale, ma legale.. non per es. come i ragazzini babbei che occuparono la torre Galfa e allo sgombero gridarono “al fascismo, al fascismo”.

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