Commenti a: Non elogiate la depressione. Riflessioni a margine della manifestazione No Expo. https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/ un blog di approfondimento culturale Fri, 19 Feb 2016 09:46:22 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Tueries – Heroes: suicidio e omicidi di massa : Franco “Bifo” Berardi | controappuntoblog.org https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1950424 Fri, 19 Feb 2016 09:46:22 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1950424 […] e non del giudice) e da Vice – di pareri diversi sugli eventi di Milano sono Luca Fazio e Christian Raimo -Bifo chiarisce e specifica ulteriormente la sua posizione: Pensi che una soluzione sia, non so, […]

]]>
Di: Su Mattia Sangermano | Scriviamo! https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1679625 Mon, 08 Jun 2015 01:58:39 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1679625 […] Expo a Milano. La vicenda dell’intervista a Mattia Sangermano. Leggi qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, e […]

]]>
Di: Franco “Bifo” Berardi: Heroes: suicidio e omicidi di massa - Inchiesta : Inchiesta https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1670961 Wed, 03 Jun 2015 21:34:14 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1670961 […] e non del giudice) e da Vice – di pareri diversi sugli eventi di Milano sono Luca Fazio e Christian Raimo -Bifo chiarisce e specifica ulteriormente la sua posizione: Pensi che una soluzione sia, non so, […]

]]>
Di: Mario Flavio Benini https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1635960 Tue, 19 May 2015 06:06:28 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1635960 http://marioflaviobenini.org/2015/05/18/abbiamo-bisogno-dei-black-bloc/

]]>
Di: "DALLA PARTE DEI TEPPISTI" | NUTesla | The Informant https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1608774 Wed, 06 May 2015 19:55:37 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1608774 […] lezione del ’77 viene anche ripresa in un altro articolo che è molto girato, quello in cui Christian Raimo ti accusa di “pensare il suicidio e la depressione come una […]

]]>
Di: Giuseppe Parascandolo https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1608255 Wed, 06 May 2015 15:37:03 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1608255 Che il capitalismo finanziario, oggi come ieri, distrugga le pur “nobili” contraddizioni del capitalismo industriale,
dovrebbe essere arcinoto a tutta l’umanita’. Che fare?
Nel ’29, epoca storica completamente differente, certo, col New Deal, il capitale finanziario, fu sacrificato tutto a vantaggio del Keynesismo in economia ad opera del duo Roosvelt-Keynes, in estrema sintesi, per paura del “comunismo”, quello dell’ex URSS. Percio’, la pragmatica mediazione tra Capitale e Lavoro, attraverso l’interventismo statale negli USA e che condiziono’ un po’ tutto l’occidente. La II guerra mondiale, poi , fece il resto!
Il Capitalismo USA fu salvo e “il comunismo” Stalinista, fu salvo anch’esso.
Oggi, invece, la situazione economica globale è molto diversa. La reazione occidentale, a questa crisi capitalistica tutta occidentale, cosi’ come previsto sia da Marx come pure da Lenin stesso, per non scomodare Hilferding o Rosa Luxemburg, è piu’ somigliante alla crisi, alla fine dell’ottocento, del vecchio colonialismo e del predominio degli USA come economia egemone a livello globale, con il passaggio, a Cina soprattutto, dello scettro di potenza egemone globale.
L’Europa attuale è stretta tra due fuochi! Il decadentismo USA come nazione egemone all’interno della globalizzazione, e la Cina che è a meta’ strada, tra il vecchio Maoismo, con i suoi apparati e le sue burocrazie, e l’evoluzione di essa come astro nascente del capitalismo egemone sul piano globale.
Il disordine è grande sotto i cieli della globalizzazione?
Si, certo, ma la situazione non è per niente eccellente!

]]>
Di: Riot porn, la pornografia della distruzione | Georgiamada https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1607598 Wed, 06 May 2015 08:55:58 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1607598 […] trovato molto interessanti i due articoli di Christian Raimo ( Non elogiate la depressione. Riflessioni a margine della manifestazione No Expo, Minima Moralia, 3 maggio 2015, e  La pornografia della devastazione, Internazionale 2 maggio […]

]]>
Di: Expo sì, Expo no « Hic Rhodus https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1607211 Wed, 06 May 2015 04:34:51 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1607211 […] del 1° Maggio; chi fosse interessato può leggere l’interessante riflessione di Christian Raimo, Non elogiate la depressione. Riflessioni a margine della manifestazione No Expo, “Minima & […]

]]>
Di: Alan Ian Ross https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1604870 Tue, 05 May 2015 01:04:38 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1604870 Berardi è IRRILEVANTE. Per fortuna.

Prima spariranno nell’oblio questi residuati parolai del ’68 che tengono in ostaggio la sinistra di questo paese da TROPPO tempo, meglio sarà. Perché di tempo ce ne avete già fatto perdere a volontà.

Sui fatti di Milano, quella di Raimo, se non è la parola definitiva, ne è una buona approssimazione.
Chi si illude di “sconfiggere” il Capitale Finanziario odierno bruciando qualche macchina e sfondando due vetrine, o è un idiota – delle stesso genere di chi s’illude che per curare il cancro basti il bicarbonato – oppure è in malafede.

Io, ormai, tendo a propendere per la seconda eventualità…

]]>
Di: LM https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1604396 Mon, 04 May 2015 19:41:21 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1604396 Ma come si fa nel 2015 a mettersi a discutere sulle teorie politiche sociologiche di Bifo? Vi piace vincere facile…

]]>
Di: Maurizio https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1603734 Mon, 04 May 2015 12:34:08 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1603734 E comunque, Isa, Maurizio (cioè io) almeno un errore l’ha commesso, andando a memoria e confondendo “last 45 years” con 1945. Non è da lì che parte l’analisi di Berardi. Il che, però, non altera la sostanza del mio ragionamento: che fosse il 1945 o 45 anni fa, Berardi include una grande porzione di un’apoca che neoliberista non era.

]]>
Di: Isa https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1603714 Mon, 04 May 2015 12:24:38 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1603714 (Ecco, Maurizio ci ha messo la metà di me – che nemmeno sono riuscita a ripulire il post dagli sfridi) a scrivere il doppio, e doppiamente più interessante.

]]>
Di: Isa https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1603706 Mon, 04 May 2015 12:19:28 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1603706 Scusate un attimo.

C’è Berardi che scrive: «…(60% di aumento del tasso di suicidio nei decenni del neoliberismo, secondo i dati dell’OMS)…» senza citare la propria fonte. Perché “i dati dell’OMS” non è una citazione ma solo un’affermazione, non molto più probante di “me l’ha detto mio cugino”.

Poi c’è Raimo che obietta: «Da dove prende [Berardi] i dati allarmanti sul suicidio? Probabilmente _qui_» azzardando un’ipotesi di link, dove il documento corrispondente esordisce così: “In the year 2000, approximately one million people will die from suicide… In the last 45 years suicide rates have increased by 60% worldwide”.

Ma di che anno è il documento? 1990, o ’99, o forse inizio 2000: però il 2000 non si è ancora compiuto,
altrimenti perché coniugare il verbo al futuro (will die)? In realtà il rapporto non è datato (lo è la pagina, al 2015, a scopo di tutela del copyright). Mettiamo che sia del 2000: dunque, gli “ultimi 45 anni” sono cominciati nel 1955. È allora che sono cominciati “gli anni del neoliberismo”? Ma fosse anche del 2012 (indicazione che però su quella pagina non si trova da nessuna parte), il periodo avrebbe inizio nel 1967, e all’elezione di Reagan o di Margaret Thatcher, per dire, mancano rispettivamente 14 e 12 anni (oppure io non ho capito cosa sia il neoliberismo, il che può tranquillamente essere).
Mentre rimango con questo dubbio torna in campo Berardi, e scrive: «Il sito dell’World Trade Organization – nel Report del 2012 – informa che negli ultimi 40 anni il tasso di suicidio è aumentato del 60%.» A parte la svista tra WTO e WHO, pure qui: ma uno straccio di link? Dov’è questo rapporto del 2012? Se non è quello ipotizzato da Raimo, allora qual è? E gli anni, sono 45 o sono 40? Se pure sussiste l’equivoco tra “Paesi” e “anni” del neoliberismo, volendo datare questi anni, come si fa? Sono gli ultimi trenta? Venti? E allora, come si ricalcola quel dato del 60%, se è riferito ai 45 anni precedenti al 2000 (o risale ancora più indietro?)
No, scusate, ha ragione “mauro”, l’opinione più sconcertante (#jesuisannegatonelmediterraneo, diciamo) non viene minimamente affrontata, ma se per il resto a qualcuno la risposta di Berardi sembra una risposta “per le rime”, quel qualcuno non ha mai visto una risposta per le rime in vita sua.

: a “global” mortality rate of 16 per 100,000, or one death every 40 seconds.
In the last 45 years suicide rates have increased by 60% worldwide

]]>
Di: Maurizio https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1603606 Mon, 04 May 2015 11:18:20 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1603606 Berardi, lei risponde (anche) a proposito delle statistiche, chiarendone meglio le fonti e l’uso che ne fa. Questo uso rimane però, a mio giudizio, assai criticabile: come si fa a dire che “negli anni del liberismo” il tasso di suicidi è aumentato del 60%, prendendo a riferimento un periodo che va dal 1945 a oggi e un ambito geografico addirittura globale? Gli anni tra il ’45 e i primi ’80 sono stati quelli dell’egemonia keynesiana; tacciare di liberismo quell’approccio mi pare del tutto inappropriato, tanto che oggi lo rimpiange lei stesso quando si esprime a sostegno di Varoufakis; inoltre, in settanta anni, in un campo di gioco che è il mondo intero, sono successe molte altre cose oltre all’avvento del liberismo. Il riferimento alla Corea non basta a giustificare un nesso causale che andrebbe provato con ben altre evidenze, ma soprattutto con ben altri metodi che non la congettura. Immagino (spero) che nel suo libro lei argomenti meglio questa tesi che, personalmente, definirei piuttosto ardita; un esempio lampante della confusione tra correlazione e causazione, o se si preferisce del “post, hoc, propter hoc”. Una fallacia logica, particolarmente grave se commessa nel tentativo di interpretare in chiave politica una realtà che probabilmente ha molti gradi di complessità in più, rispetto a questa schematizzazione. Oltre tutto, guarda a uno solo dei fenomeni che si sono verificati in questi decenni, che sono stati anche quelli di uno spettacolare aumento dell’aspettativa di vita che ha riguardato, sebbene in misura minore, anche quello che una volta si chiamava terzo mondo. Se al liberismo vanno ascritti i suicidi, gli andrebbe però attribuito, secondo la sua stessa logica, questo merito; non crede?
Ma non è questo, credo, il problema più grave del suo discorso. E, soprattutto, non è in difesa del liberismo che sto commentando le sue affermazioni. A me interessa il rigore argomentativo, che se vogliamo dare spessore politico alla nostra azione è tutto, e che nel ragionamento suo che stiamo analizzando qui mi pare molto carente.
Nel suo chiamare a raccolta per una rivolta che vada oltre i limiti imposti dalla democrazia, a suo avviso superati e ormai inefficaci, lei propone una giustificazione basata su quella che per me è una distorsione caricaturale della realtà: “Democrazia? Ma di che stai parlando? L’80% dei greci appoggia il suo governo, ma la Banca Centrale europea ha detto con chiarezza che le regole non le stabilisce l’80% dei greci, ma il sistema bancario, quindi che i greci vadano a farsi fottere, e con loro la democrazia”. Ora, un tale sillogismo denota o profonda ignoranza o malafede. Sarei propenso alla prima ipotesi, non potendomi raffigurare come intellettualmente disonesto un signore che ha dato contributi importanti alla cultura di questo paese. Ma se si invocano mezzi eccezionali (e il superamento dei metodi democratici altroché, se è eccezionale), si sa, bisogna anche produrre prove eccezionali. E quali sarebbero queste prove? Una fola, né più né meno. Cominciamo dal ruolo attribuito alla banca centrale europea. Lei sembra ritenerla un’entità onnipotente, monocratica e, soprattutto, sovrana, in campi che vanno oltre quello monetario; addirittura, capace di sospendere la democrazia in Grecia. Il problema del suo argomentare è che la BCE, pur nei limiti invalicabili dei suoi poteri che non sono politici e neppure assoluti, ha fatto esattamente il contrario. Si tratta di un provvedimento squisitamente tecnico che interessa le banche greche, e non il popolo di quel paese: ha detto che non accetterà più, da quelle banche, titoli di stato della Grecia in garanzia dei prestiti alle banche stesse. Al di là del linguaggio tecnico, vuol dire che se le banche greche vogliono soldi in prestito dalla banca centrale europea dovranno dare in pegno qualcosa di più solido dei titoli di stato greci, perché quelli sono a rischio di non valere più niente. Dovrebbe esserne contento: in passato, se non ricordo male, lei è stato tra quelli che hanno accusato la BCE di aiutare le banche e non i popoli; ebbene, ecco, la BCE decide di non aiutare le banche greche; ovviamente si fa per dire, perché nel momento stesso in cui ha detto quella cosa, la stessa BCE ha preso ad aumentare la linea di finanziamenti emergenziali al sistema bancario greco, portandola da 50 a oltre 70 miliardi. E questo, si badi bene, vuol dire aiutare il popolo oltre che le banche, perché solo chi non sa come funziona il flusso del denaro può pensare che si possa lasciar fallire un sistema bancario senza rovinare interi popoli (certo, si può immaginare un’economia senza banche; ma finora nessuno è riuscito a inventare un sistema migliore). Insomma, la BCE (ripeto, nei limiti non infiniti del suo mandato) sta facendo di tutto per mettere il governo greco nella condizione di onorare le sue promesse, che contemplavano esplicitamente la permanenza nell’euro; Lei non se ne accorge perché, immagino, conosce poco queste questioni. Ma allora se le studi, visto che i mezzi intellettuali non le mancano. Perché lei non può permettersi, oltre tutto dall’alto di una credibilità guadagnata sul campo, una chiamata alle armi, se non sa letteralmente di cosa sta parlando. Chi pronuncia parola pubblica ha, secondo me, una responsabilità di cui deve sentire consapevolezza, perché il rischio di fare danni è enorme. Lei, proponendo questa rappresentazione schematica e caricaturale (il finanzismo internazionale o come lo chiama, l’Europa rapace e affamatrice e tutto il resto), espelle dalla realtà il suo elemento di maggior peso: la complessità. E lo fa in modo tanto più insidioso in quanto molte delle cose che dice sono vere, ma le mescola a congetture e visioni che contribuiscono a edificare un mondo di cartapesta denso di falsi obiettivi contro cui scatenare rabbia e rivolta. Se si desse la pena di approfondire si stupirebbe della risonanza che molte delle sue aspirazioni trovano nel cuore stesso di quello che lei dipinge come un moloch; di quanti, all’interno del sistema bancario e delle stesse banche centrali, delle cancellerie, dei parlamenti, pensano come lei che l’austerità stia affamando i popoli e generando enormi rischi politici, e si stanno impegnando per far prevalere altre visioni, ovviamente con mezzi molto diversi da quelli che propone lei. Forse, mi permetto di consigliarle senza alcuna ironia, dovrebbe provare ad allargare le sue frequentazioni anche personali, perché questo le permetterebbe di cogliere meglio gli elementi di complessità di quel sistema che lei rappresenta all’ingrosso. Sistema che – attenzione! – è tutt’altro che sano, anche secondo me; ma soffre di patologie completamente diverse (e genera effetti altrettanto diversi) da quelli che gli attribuisce lei.
Veniamo a un altro tema che mi sembra le sia caro: il ripudio del debito. Anche nel pezzo che stiamo commentando, a un certo punto lei parla di “un debito che non abbiamo contratto”. Ora, se è vero che con i soldi del debito abbiamo comprato anche gli F35, secondo lei ospedali, scuole, strade, l’intera infrastruttura (benché certo non ottimale) del paese come l’abbiamo costruita? E quanto di quel debito è andato ad alimentare le mitiche infornate di dipendenti pubblici e parapubblici nei ’70 e negli ’80, quando il lavoro pubblico veniva utilizzato come una forma di welfare? Insomma, quanti di noi, non ricchi e non potenti, campano grazie a quel debito? Davvero, lei pensa che non lo abbiamo contratto? Ma, al di là di questo: davvero lei pensa che sia possibile, anche in questo caso come nel caso dei salvataggi bancari, fare default sul debito senza rovinare un popolo, o più di uno? L’hanno fatto gli argentini, quattordici anni fa, e non mi sembra che ne siano particolarmente felici. Non pagare il debito vuol dire, da subito, non disporre di risorse per pagare i dipendenti pubblici; azzerare la parte più consistente del portafoglio degli enti previdenziali e dei fondi pensione, mettendoli in condizione di non poter più pagare le pensioni; vaporizzare i risparmi di una marea di piccoli risparmiatori, nel paese che ha tanto cari i BOT. Questo tanto per mostrare alcune delle conseguenze più eclatanti, perché certo il conto non finirebbe qui. Ma poi, mi chiedo, quanto è giusto non pagare un debito che si è consapevolmente deciso di contrarre? Perché io su questo ho pochi dubbi: se un governo democraticamente eletto si indebita e viene anche riconfermato, vuol dire che il popolo approva quelle spese. Se la Grecia decidesse di fare default, oltre a rovinare se stessa quanta altra gente manderebbe a ramengo? Come stato italiano, in caso di default greco ci rimetteremmo una cifra oscillante tra quaranta e settanta miliardi (ma più verosimilmente settanta): ce lo potremmo permettere, noi che siamo terrorizzati per un buco nei conti di cinque miliardi aperto l’altro ieri da una sentenza della Corte? O questo si ripercuoterebbe in tagli selvaggi dei servizi già carenti erogati dallo stato?
Penso anch’io, come lei, che la Grecia non abbia alcuna possibilità di ripagare un debito di quelle dimensioni; ma, contrariamente a lei, penso che la via maestra da seguire non sia l’esasperazione del conflitto, ma piuttosto la revisione dei trattati su basi non più liberiste e l’assunzione di parte di quel debito, come di quello di diversi altri paesi, da parte dell’Unione nel suo complesso. Solo così quello che sembra un costo (l’accollamento di un debito) si trasformerà in un investimento, capace di generare lavoro e servizi attraverso il recupero di una fiducia che non sarebbe quella dei mercati, secondo la favola di troppi politici europei, ma quella dei popoli, ben più potente.
Se lei sostiene che i riti della democrazia sono ormai insufficienti a permettere a chi protesta l’accesso al timone, invoca il default e “ringrazia” gli autori delle devastazioni urbane (che in questo caso, seguendo Raimo, io definisco invece produttori di porno), sta tacendo però che fare questo vuol dire dare l’assalto al Palazzo d’Inverno. Io penso che lei ne sia cosciente. Il problema è: ne è cosciente anche chi la legge? Perché bisogna essere chiari, nel mostrare dove porta la strada che si sta indicando.
Mi devo scusare con lei (se leggerà questo commento) e con eventuali altri lettori, a cominciare da Raimo, perché non posso usare il mio nome completo a causa di possibili attriti con il mio lavoro. Glielo fornirò privatamente, attraverso il suo profilo FB, se me lo chiederà.

]]>
Di: Stefano https://minimaetmoralia.it/politica/non-elogiate-la-depressione-riflessioni-a-margine-della-manifestazione-no-expo/#comment-1603596 Mon, 04 May 2015 11:13:41 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26560#comment-1603596 @ Luca MC

Credo di no. Mentre io posso avere 2 polli e tu nessuno, non si dànno persone che vivono 140 e altre 0 per fare media. Nel complesso oggi si vive di più perché si sta meglio, tutte le analisi odierne dimostrano come le condizioni di vita sono complessivamente migliorate (il confronto fra l’Italia 1861 e 2011 è l’inferno vs il paradiso: la mortalità infantile nel primo anno di vita è passata da 1 bambino su 3 a 4 su mille), e questo smentisce Bifo perché lui stesso pone una correlazione che non ha senso. Non ha senso dire che siccome x è cresciuto negli anni del neoliberismo allora x è determinato dal neoliberismo. I dati sull’aspettativa di vita lo dimostrano, sono cresciuti anch’essi. Dunque? La sfida del futuro sarà proprio quella di conciliare risorse finite, e da utilizzare meglio, con l’aumento della popolazione mondiale e del suo tenore di vita. Questo non significa dire che il neoliberismo va bene, che ogni paese sta bene e migliorerà, perché la disuguaglianza è un tema serio. Si critichi pure il neoliberismo, ma a ragion veduta.

Se prendiamo la Corea del sud, un paese che prima della democrazia era povero e oggi è benestante, con un tasso di laureati fra i 50 e i 60enni del 50%, noi che stiamo al 11%, possiamo dire che sono peggiorati? Hanno i suicidi in aumento? D’acccordo, andiamo a capirne i motivi. Spiegare tutto con il neoliberismo, non solo non ha senso, ma è di fatto errato. Se la causa fosse quella i suicidi dovrebbero aumentare in ogni paese, e così non è.

]]>