Commenti a: Natale greco https://minimaetmoralia.it/reportage/natale-greco/ un blog di approfondimento culturale Mon, 31 Dec 2012 11:17:38 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: GRECIA: Merry crisis and a happy new fear https://minimaetmoralia.it/reportage/natale-greco/#comment-237561 Mon, 31 Dec 2012 11:17:38 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12158#comment-237561 […] è stato dunque all’insegna della tradizione, la tradizione della nostalgia. Come scrive Matteo Nucci in questo bellissimo articolo, molti sono già pronti a partire cercando all’estero lavoro e fortuna. Molti sono quelli […]

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Di: Trik https://minimaetmoralia.it/reportage/natale-greco/#comment-237008 Wed, 26 Dec 2012 20:42:58 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12158#comment-237008 Il fatto che in un periodo di recessione si vendano più libri usati e meno libri nuovi (come pare stia accadendo in Italia), non richiede grandi spiegazioni, ma il caso di una popolazione seriamente in difficoltà che, tuttavia, non rinuncia al piccolo lusso di acquistare qualche libro, merita probabilmente qualche riflessione in più.
Sento parlare spesso dei problemi legati al mancato sostegno della cultura e della scarsa dimestichezza con la lettura di molti italiani, ma il più delle volte il discorso viene ridotto a questioni di mercato e di investimenti.
Il contesto sociale descritto nell’articolo mi fa pensare ad una spinta alla lettura che non nasce da suggestioni dell’industria culturale o di quella educativa, bensì dalla necessità di avere delle risposte. La necessità ritrovata, dopo anni di ubriacature consumistiche, di riflettere e di capire cosa ci succede, com’è cambiato il mondo intorno a noi e su che basi tentare di ricostruire la nostra esistenza.
Proprio oggi leggevo il testo di una conferenza tenuta qualche mese fa da Noam Chomsky nella città in cui vivo. Quello che ho trovato più interessante è – tutto sommato – la seguente riflessione:
“C’è uno splendido saggio sulle abitudini di lettura dei lavoratori in Inghilterra nell’Ottocento: fabbri ferrai, artigiani, manovali. Leggevano i classici, la letteratura contemporanea, erano esposti a una gamma molto ricca di cultura avanzata.(…) leggevano Shakespeare, andavano ad ascoltare gli ultimi concerti del Quartetto di Budapest, si occupavano di ogni forma di politica immaginabile, della differenza tra Freud e Stekel e così via. Tutto questo faceva parte della cultura della classe lavoratrice.”
Penso anche al dopoguerra, quando in Italia esisteva una fame di cultura che aveva per protagonista una tipica figura di quegli anni: l’autodidatta, che sentiva il bisogno di formarsi, di darsi degli strumenti per uscire dalla barbarie della guerra e del fascismo, per essere magari in grado di costruire un mondo diverso da lasciare ai suoi figli.
Forse è a quel tipo di spinta che dovremmo avere il coraggio di guardare, ridando alla cultura un significato più profondo, perché non sia solo una merce da consumare tra le altre.

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Di: Patrizia https://minimaetmoralia.it/reportage/natale-greco/#comment-236755 Wed, 26 Dec 2012 10:16:21 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12158#comment-236755 Grazie Matteo per questo reportage così vicino alla realtà’ che racconti.La narrazione diventa immagine visiva ed emotiva. Buon lavoro e buone feste.P.V.

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