Commenti a: Cosa sta succedendo al giornalismo italiano al tempo dell’Intelligenza artificiale https://minimaetmoralia.it/societa/cosa-sta-succedendo-al-giornalismo-italiano-al-tempo-dellintelligenza-artificiale/ un blog di approfondimento culturale Mon, 23 Mar 2026 11:51:37 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Cristian https://minimaetmoralia.it/societa/cosa-sta-succedendo-al-giornalismo-italiano-al-tempo-dellintelligenza-artificiale/#comment-2024277 Mon, 23 Mar 2026 11:51:37 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=55180#comment-2024277 Articolo lucidissimo, grazie. Mi ha colpito soprattutto l’idea che il problema non sia mai stato la tecnologia in sé, ma la cultura con cui l’abbiamo accolta (o, meglio, rifiutata). Lavoro nel mondo della comunicazione e rivedo esattamente lo stesso schema: prima lo snobismo verso il digitale, poi l’adozione acritica, infine la rincorsa all’engagement a qualsiasi costo. L’immagine del «rumore che somiglia alla verità ma non lo è» descrive perfettamente il feed quotidiano di molte testate. Mi sembra molto importante anche la distinzione tra usare l’IA e dichiarare di usarla, assumendosene la responsabilità: lì si gioca la fiducia del lettore. Spero che pezzi come questo vengano letti soprattutto da editori e direttori, non solo da chi il lavoro lo fa in trincea.

]]>
Di: fabio painnet blade https://minimaetmoralia.it/societa/cosa-sta-succedendo-al-giornalismo-italiano-al-tempo-dellintelligenza-artificiale/#comment-2021718 Sat, 31 May 2025 17:03:23 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=55180#comment-2021718 Bell’articolo. Nulla da dire, eccetto qualche ovvia conclusione. E’ nell’evidenza dei fatti che la tecnologia seguirà un percorso obbligato, ergonomico, raziocinante fino al midollo e del tutto incontrollabile e che gli editori che non se ne serviranno , saranno destinati all’oblio, al fallimento; e con loro i professionisti della cronaca. MIca ci vuole tanto per capirlo! Già si sente la puzza di cadavere. E dopo i giornalisti, gli scrittori, gli autori letterari toccherà ad altri, se nel frattempo non son già schiattati. Ma il peccato più grave non è l’immobilismo, il vero peccato è la superbia di chi ancora crede nel potere della qualità, nel merito, altra carogna puzzolente che agonizza sotto due buoni metri di terra , nel senso che il merito è stato già tumulato prima ancora che implodesse sotto il peso della logica dell’utilitarismo e del politicamente corretto , sotto la logica delle produzioni dettate dalle agende di partito. Ora, se veramente , le due categorie più esposte di cui si è detto non si ravvederanno al più presto , se quindi non la smetteranno di riporre speranze negli stessi ideali che hanno contribuito a trucidare e sotterrare (cosa del tutto improbabile) sarà necessario ricorrere all’unica soluzione possibile allo stato attuale, all’unica soluzione che si son rifiutati costantemente di prendere in seria considerazione: quella di re-introdurre una scrittura su base simbolica, davanti alla quale ogni macchina mostrerebbe i suoi limiti. E’ la lezione che ci proviene dal passato, dalla necessità degli antichi di utilizzare il ‘velame’ del linguaggio simbolico caro a Dante, (Voi che c’ avete gli intelletti sani…) per mettere fuori gioco le peggiori minacce della nuova tecno-editoria. MInacce che riguardano soprattutto le categorie di professionisti di cui detto poc’anzi.
Attenzione però, non basterà la professionalità, nemmeno la più dotata in termini di talento, bisognerà che i giornalisti, emulando gli autori del passato, i quali hanno retto col loro ingegno la dura prova del tempo, sappiano equipaggiarsi per leggere gli insegnamenti di saggezza, e questa, credo, sia per la spaventata mandria degli autori della carta stampata, un ostacolo non di poco conto. Auguri!

]]>