Commenti a: Il passato è dei giovani https://minimaetmoralia.it/societa/il-passato-e-dei-giovani/ un blog di approfondimento culturale Tue, 06 Nov 2012 17:27:56 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Andrea https://minimaetmoralia.it/societa/il-passato-e-dei-giovani/#comment-207782 Sat, 15 Sep 2012 11:52:07 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3633#comment-207782 Trovo che l’articolo sia molto accattivante. Tuttavia da cultore del genere mi sento in dovere di svolgere una sottile disamina e, anziché attaccar briga chiedendo provocatoriamente all’autore dell’ articolo “Ma lei ha letto per intero la saga rowlinghiana?”, preferisco patrocinare la causa di Harry Potter con una sorta di apologia essenziale pur nella parzialità dei suoi contenuti. Anzitutto, anche alla luce della porosità-poligenesi dell’esuberante campionario cui l’autrice britannica dà prova di attingere, credo proprio sia necessaria una smentita quanto all’impossibilità di classificarne l’opera come un esempio di Bildungsroman. Perché questo? Perché l’esuberanza del paesaggio fantastico è sorretta da un impianto narrativo fermissimo e tutto sommato molto tradizionale: la Rowling si affida ad un filone narrativo che impone regole formulari che molto nette come quello della school story, apportando ai portenti della magia il mondo riconoscibile delle lezioni, dei pasti comuni, dei dormitori e delle uniformi scolastiche. Ed è proprio attorno alle tre figure che l’orfano Harry incontra dentro e fuori della scuola (gli amici Ron e Hermione; la personificazione del male Lord Voldemort) che la Rowling costruisce legami familiari ed affettivi che sfociano nel settimo libro (e non in altri suoi ipotetici sequel!) nella realizzazione di un rinnovato e completo complesso di affetti familiari. Lord Voldemort è, dal canto suo e con un implicito ed involontario richiamo a Star Wars, il lato oscuro di Harry, che per la vittoria finale dovrà sacrificare qualcosa di se stesso: l’avventura della saga assume progressivamente le esplicite fattezze di un macroromanzo di formazione. Se diamo fede alle dichiarate intenzione dell’autrice, che a mio modesto avviso rientrano in un maturo disegno strutturale, i “nuovi” Harry Potter non possono trovare posto in ulteriori romanzi ma mettono la loro incredibile fortuna, per così dire, al servizio del mercato editoriale e della sensibilità e originalità dei “cloni” letterari a venire: nuove avventure di giovani maghi popolano gli scaffali, e spesso le speranzose indicazioni dei pubblicitari ci ricordano che si tratta di un “nuovo Harry Potter” (ad esempio le serie di “Artemis Fowl”, di “Karmidee” o “Samarkand”). Certo, forse con “Harry Potter”non ci siamo ritrovati di fronte ad un nuovo ed originalissimo canone: si tratta comunque di un caso editoriale che per la sua fenomenologia merita una attenzione scevra da preconcetti indotti da certo merchandising. E soprattutto in un’ottica metaletteraria, si presta a confronti e comparazioni feconde per l’elasticità della struttura, per la varietà delle dimensioni che può assumere, per la porosità (di nuovo) con cui assorbe diversi sapori e colori sparsi lungo secoli di tradizioni storiche, mitologiche e narrative.

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Di: TQ | generazione costretta ad essere “quasi adulta” | Tropico del Libro https://minimaetmoralia.it/societa/il-passato-e-dei-giovani/#comment-172930 Tue, 01 May 2012 15:44:56 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3633#comment-172930 […] stigmatizzazione di una «scissura generazionale» e tentativo di cucire un «racconto comune»: consapevoli del fatto che «essere giovani non vuol dire più essere plastici, mobili, disposti a trasformarsi, […]

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Di: Giovani presenti | Ludik – di Luca Di Ciaccio https://minimaetmoralia.it/societa/il-passato-e-dei-giovani/#comment-33837 Wed, 03 Aug 2011 11:50:06 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3633#comment-33837 […] come dice lo scrittore Christian Raimo, a furia di rivendicare il futuro ci si costruisce l’alibi per rimanere imprigionati in un […]

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Di: rispettarelosceno https://minimaetmoralia.it/societa/il-passato-e-dei-giovani/#comment-1782 Fri, 14 Jan 2011 19:12:07 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3633#comment-1782 Fin dove arriva la possibilità di modificare lo stato di cose là si estende il futuro. Ma a noi viene riservato un posto da spettatori e basta.

I nostri insegnanti non ci dicono che i nostri diplomi, e poi le nostre lauree, per chi ce la farà, nella maggior parte dei casi non serviranno a farci trovare lavoro. Tralasciano l’aumento della disoccupazione italiana, la dissuasione delle nascite, il calo del potere d’acquisto, il primato delle relazioni utili sulle competenze. Non ci avvertono del fatto che la nostra pensione sarà a malapena un quinto della media dei nostri ultimi compensi, che saremo sfruttati e malpagati trascinandoci di lavoretto in lavoretto, che le nostre famiglie, magari anch’esse ferite dalla vita e dalla povertà, dovranno continuare ad assisterci fino a quarant’anni e passa, sostituendosi allo stato sociale. Ancora si rifiutano di dirci che questo paese pieno di dinosauri deve essere distrutto, come sentenzia il docente universitario nel film “La meglio gioventù” di Giordana. Omettono tutto questo perchè sperano che noi continuiamo a studiare ed a combattere ciecamente, come se l’Italia non fosse in rovina. L’altro giorno ho letto che anche per fare le escort bisogna studiare, però in questo paese solo 5 dipendenti dell’industria su cento hanno fatto l’università. E decine di miei coetanei andranno a fare Scienze della comunicazione, cioè un cazzo, insieme a tanti futuri deejay, buttafuori, cubiste, autisti, strappatori di biglietti al cinema.

Ci hanno insegnato a guardare seduti, questo è il futuro che ci hanno consegnato.

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Di: Nicola Lagioia https://minimaetmoralia.it/societa/il-passato-e-dei-giovani/#comment-1776 Fri, 14 Jan 2011 08:19:28 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3633#comment-1776 La Camusso di questo slogan mi sembra che dica involontariamente una triste verità.

Quando questi giovani saranno adulti (dunque non più giovani) quel futuro (non più futuro) sarà presente. Dunque la frase significa in realtà: NIENTE è dei giovani.

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Di: matteo https://minimaetmoralia.it/societa/il-passato-e-dei-giovani/#comment-1775 Thu, 13 Jan 2011 23:20:38 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3633#comment-1775 Sono d’accordo sul fatto che il rivendicare il proprio futuro non debba essere un alibi per rimanere in un eterno presente, così come sul fatto che l’appropriarsi del futuro da parte dei giovani suoni come una tautologia: in effetti il futuro non può che essere dei giovani…
Tuttavia ritengo che, partendo dal confronto con il passato (certamente necessario), i ragazzi (noi ragazzi, mi ci metto dentro anch’io..) debbano rivendicare non tanto un futuro (che già gli appartiene, il mero futuro temporale), quanto un futuro diverso, che forse gli appartiene un po’meno: un futuro di scelta, di consapevolezza, di responsabilità, di possibilità di cambiamento.
Rivendicare quindi non il dominio sul futuro, ma la possibilità, il diritto di scegliere come costruirlo.

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Di: Larry Massino https://minimaetmoralia.it/societa/il-passato-e-dei-giovani/#comment-1770 Thu, 13 Jan 2011 15:33:30 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3633#comment-1770 i padri, tutti i padri, con la scusa di mantenere i figli li hanno indebitati per generazioni, peraltro obbligandoli a pagar loro pensioni a volte da nababbi. Insomma, come nella peggio commediallitaliana, i padri si sono acquistati a debito i privilegi che hanno, rimandando cinicamente i creditori alla loro paziente prole. Certo, alcuni di loro, una volta morti, lasceranno copiose eredità, ma è l’ora di cominciare a dire che i padri, se vogliono davvero bene ai loro figli, debbono rinunciare ad alcuni privilegi e a parte della ricchezza in favori di essi. Per esempio penso che la parte più ricca dei pensionati, quella che sta sopra i mille euro, dovrebbe rinunciare al 15% della pensione a favore di forme di welfare rivolto ai giovani, tipo salario minimo e affitto calmierato. Si tratta di cifre tra i 20 e i 30 miliardi l’anno, che non sono noccioline.

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