Commenti a: Senza Ironia https://minimaetmoralia.it/societa/senza-ironia/ un blog di approfondimento culturale Tue, 06 Nov 2012 17:17:12 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: GGG https://minimaetmoralia.it/societa/senza-ironia/#comment-1685 Sun, 02 Jan 2011 16:19:21 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=2841#comment-1685 E’ un piacere leggerti, Tommaso.
Sto scrivendo un breve pezzo teatrale sullo stesso argomento.
Lancio una piccola provocazione che colpisce me in prima persona:
Siamo d’accordo che passività e ironia (quella corrosiva, autoesimiente) rappresentino una deriva. Unite al sortilegio della “terza persona” che giustamente evidenzi.
Come si può classificare il fatto che la forza letteraria concentri quasi tutte le sue forze a fare la telecronaca della deriva?
voglio dire. Come scrittrice e lettrice di infimo livello, mi sembra che tutte le nostre passioni e forze convergano nel “commentare” la deriva di qui sopra. E’ questo il compito giusto? o perlomeno, la grande energia che scrive, s’è mai chiesta se questo atteggiamento da osservatore al 100% non sia più “italiano” dei propri osservati?
Forse lo scrivere serve solo per osservare e denunciare. Ma a questo punto mi chiedo se non sia diventato una specie di sfogo, di auto rito. E forse le molte mani che scrivono arrivano pure esauste dopo questa corsa.

Qualcuno potrebbe dire, bella scatola cinese. Gli italiani si lamentano, un blogger si lamenta degli italiani che si lamentano, ed io, mi lamento del blogger che si lamenta degli italiani che si lamentano.
Sono caduta in un circolo vizioso?
Siamo tutti maccheroni al mercato delle lagne delle indulgenze. E’ un tunnel genetico per cui uno lo fa senza accorgerci. Per uscire dall’impasse provo goffamente a proporre.

Se ci concentrassimo, senza buonismi, su chi crea e non distrugge, se scrivessimo per tre quarti di chi fa, e fa bene? e menzionassimo crudamente, ma concisi chi fa male o non fa?

Sono comunque d’accordo che la presa di coscienza di un “l’italia non è l’isola, siamo noi e basta” sarebbe un enorme passo avanti.

Lost non l’ho mai visto. So solo che uno dei personaggi è in carne, cosa che rammenta vagamente Il Signore Delle Mosche.

Spero finisca meglio.

]]>
Di: Stefano Doponotaro https://minimaetmoralia.it/societa/senza-ironia/#comment-1670 Thu, 30 Dec 2010 14:07:54 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=2841#comment-1670 Davvero un bel mix corroborante: grazie! Provo a rilanciare. Mi pare che quasi tutto quello che scrivi – che può essere interpretato in modi diversi, un po’ a seconda che si preferisca vedere il classico bicchiere o mezzo vuoto o mezzo pieno – possa però costituire, accettandolo un po’ come un unico complesso ‘dato di fatto’, una sorta di trampolino per il rilancio verso un orizzonte di senso da cui, idealmente, ma direi pure senza vergogna esistenzialmente, non riesco proprio a staccarmi: vogliamo chiamarlo tensione all’ universalismo? internazionalismo? cosmopolitismo? Eh, l’essere italiani in questo ci aiuta moltissimo e lo si può dire sia nel bene che nel male, e persino sia con che senza ironia!

Potrebbe essere individuata a tuo/vostro parere questa tensione all’universalismo come una ‘buona essenza’ del carattere italiano che ‘personifica’ l’Italia prendendone le distanze?

Al di là della questione morale cattolica (che è la parte che francamente mi smuove di meno del tuo intervento, ma ovviamente ci sta bene lo stesso, vorrei vedere!), mi pare che questa tensione sarebbe ancora in grado di mobilitare le energie migliori pescando da ambiti, ambienti, humus sociali e culturali i più diversi, altrimenti destinati a rimanere isolati e sterilmente conflittuali. E darebbe sempre la possibilità di non rinnegare, anzi re-innervare, rilanciare e ri valorizzare ciò che di più positivo e vitale persiste nel nerbo più profondo della nostra tradizione letteraria (a mio parere trattasi soprattutto della vena che una volta si chiamava ‘gnomica’ della nostra letteratura: la ricerca del rapporto tra verità vera o presunta, vita del soggetto, vita degli aggregati sociali, linguaggio e linguaggi…). Anche con ironia, perché no, ci mancherebbe!

PS sul’ironia: occhio che il referente polemico di Wu Ming (e non soltanto 1) a dir la verità non era tanto l’ironia tout court, quanto la deriva nientificante del’ironia intesa come metaletteratura, in particolare nelle opere dei postmodernisti d’accatto. E su questo mi pare che si potrebbe convergere un po’ di piu’…

Buon 2011,
Stefano Dop.

]]>
Di: Larry Massino https://minimaetmoralia.it/societa/senza-ironia/#comment-1667 Thu, 30 Dec 2010 13:21:54 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=2841#comment-1667 A Wu Ming 1 l’ironia ‘un gni garba perché ‘un ce l’ha. Scarpa ‘un lo so. Ma pigliassela con l’ironia e l’autoironia è francamente pietoso.

]]>
Di: cidrolo https://minimaetmoralia.it/societa/senza-ironia/#comment-1665 Thu, 30 Dec 2010 11:20:12 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=2841#comment-1665 Un impegno originale, a differenza della grande maggioranza dei testi che si trovano oggi sul web e che trattano lo stesso argomento di partenza.

]]>
Di: sergio garufi https://minimaetmoralia.it/societa/senza-ironia/#comment-1649 Tue, 28 Dec 2010 23:59:20 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=2841#comment-1649 concordo pienamente. l’ironia era un bersaglio sbagliato, altrimenti non si spiegherebbe quanto poco abbia figliato la funzione manganelli, al punto da chiedersi se esista, nella letteratura italiana, una funzione manganelli. i memoir, le autobiografie nostrane, tanto praticati, e che tu giustamente facevi derivare dall’istituto religioso della confessione, ne sono quasi sempre privi. abbondano di ammissioni assolutorie ed egotiche, dando spesso l’impressione che ci si batta il petto (mea culpa) in pubblico solo per farsi sentire di più. lo spirito è assai poco spiritoso. è che il fulcro del cattolicesimo è la passione di cristo, il suo patire. ricordo un aneddoto di federico zeri. un giorno pierre rosemberg gli sottopose delle foto di quadri anonimi per chiedergli l’expertise. una di queste raffigurava una natività seicentesca. zeri, che procedeva per cerchi concentrici, dall’esterno all’interno, l’abbordò sostenendo che non si trattava di un artista italiano, ma fiammingo. rosemberg chiese ragione di questa certezza e zeri rispose: “non vedi che l’asino sorride?” ecco, perfino la natività, il momento più felice, da noi è vissuta con toni afflittivi, in funzione del sacrificio successivo.

]]>