Antonio Castronuovo Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/antonio-castronuovo/ un blog di approfondimento culturale Fri, 24 Jun 2016 09:22:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg Antonio Castronuovo Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/antonio-castronuovo/ 32 32 La testa di Bentham e altre reliquie https://minimaetmoralia.it/letteratura/la-testa-di-bentham-e-altre-reliquie/ https://minimaetmoralia.it/letteratura/la-testa-di-bentham-e-altre-reliquie/#comments Fri, 24 Jun 2016 13:00:20 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=31318 Si chiamano reliquie profane. A distinguerle da quelle sacre è la loro origine: non il corpo di un santo bensì quello, a modo suo ugualmente glorioso, di un artista, di uno scienziato, di un imperatore.

Le vicende di questi «cocci organici di corpi» sono narrate da Antonio Castronuovo in Ossa, cervelli, mummie e capelli, il nuovo titolo della collana Compagnia Extra di Quodlibet – curata da Jean Talon ed Ermanno Cavazzoni –, un progetto editoriale che da qualche anno, coniugando tassonomie e narrazioni, dà forma a una Wunderkammer letteraria (nei volumetti fin qui pubblicati si catalogano tra gli altri anacoreti, semicolti, mattoidi, eresie e persino micronazioni).

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Si chiamano reliquie profane. A distinguerle da quelle sacre è la loro origine: non il corpo di un santo bensì quello, a modo suo ugualmente glorioso, di un artista, di uno scienziato, di un imperatore.

Le vicende di questi «cocci organici di corpi» sono narrate da Antonio Castronuovo in Ossa, cervelli, mummie e capelli, il nuovo titolo della collana Compagnia Extra di Quodlibet – curata da Jean Talon ed Ermanno Cavazzoni –, un progetto editoriale che da qualche anno, coniugando tassonomie e narrazioni, dà forma a una Wunderkammer letteraria (nei volumetti fin qui pubblicati si catalogano tra gli altri anacoreti, semicolti, mattoidi, eresie e persino micronazioni).

Nel suo libro Castronuovo bighellona sapientemente tra reliquie ludiche – a quanto pare esiste una app che attraverso le foto di una serie di fettine cerebrali permette di studiare la mente di Einstein – e reliquie beffarde, raccontando come dopo anni di studi sul cranio di Mozart un test del DNA ne smentì l’autenticità; viaggiando fino alla piazza Rossa di Mosca ricostruisce l’itinerario di una reliquia tanto curata quanto minacciata come quella di Vladimir Lenin (non si contano gli attentati ai danni della sua salma sempre ignara del pericolo) e poi passa a descrivere come nel 1827, a morte appena avvenuta, le ciocche dei capelli di Beethoven, emblemi cheratinici del suo genio, si dispersero per il mondo – da Londra a Vienna, da Washington alla California – preda di ammiratori e collezionisti.

Seguendo il destino di denti, vertebre, scaglie di epidermide, schegge d’osso, il dito medio di Galileo e il pene amputato di Napoleone, si arriva fino al testamento di Jeremy Bentham, 1832, in cui il filosofo inglese chiariva come realizzare la sua autoicona: «Lo scheletro sarà composto in maniera tale che l’intera figura possa essere sistemata sulla sedia che ho occupato per tutta la vita, e nell’atteggiamento che prendo quando sto pensando».

Fraintendendo il desiderio di continuare a essere utile post mortem facendosi intenzionalmente reliquia, nel 1975 alcuni goliardi rubarono la testa di Bentham per giocarci a rugby.

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