Benedetta Parodi Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/benedetta-parodi/ un blog di approfondimento culturale Sat, 22 Oct 2016 14:35:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg Benedetta Parodi Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/benedetta-parodi/ 32 32 Ancora sulla poca sensatezza di #ioleggoperché https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/ancora-sulla-poca-sensatezza-di-ioleggoperche/ Mon, 30 Mar 2015 11:21:37 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26049 di Claudio Giunta Le librerie chiudono, i libri non si vendono. Tra le cose che l’Associazione Italiana Editori (AIE) si è inventata per metterci una pezza c’è #ioleggoperché, “una grande iniziativa nazionale di promozione del libro e della lettura” che per quanto si riesce a capire dal sito funziona così: ci si dichiara disponibili a […]

L'articolo Ancora sulla poca sensatezza di #ioleggoperché proviene da Minima et Moralia.

]]>
di Claudio Giunta

Le librerie chiudono, i libri non si vendono. Tra le cose che l’Associazione Italiana Editori (AIE) si è inventata per metterci una pezza c’è #ioleggoperché, “una grande iniziativa nazionale di promozione del libro e della lettura” che per quanto si riesce a capire dal sito funziona così: ci si dichiara disponibili a diventare Messaggeri, si ricevono gratuitamente a casa 6+6 copie di due diversi romanzi, scelti da una lista di 24, dopodiché si può “partecipare attivamente a tutte le iniziative di #ioleggoperché” (non mi è chiaro come, ma iscrivendosi si capirà).

Non so come siano stati scelti i 24 romanzi. Immagino che ogni casa editrice ne abbia indicato uno dal suo catalogo, scelto tra i più facili, leggibili, tentanti anche per i lettori più deboli, che sono quelli da conquistare alla lettura. Sono tutti romanzi di autori contemporanei. Sono, per dirla molto gentilmente, romanzi di qualità diseguale.

È un’iniziativa promozionale, e va benissimo: è bene che i libri si vendano e che le case editrici non chiudano, e ogni tattica che aiuti a raggiungere questo obiettivo è legittima (la stessa cosa naturalmente – ma il dettaglio sembra sfuggire a molti, specie tra gli intellettuali – vale per i gestori di sale cinematografiche, i produttori di lampadine e i rivenditori di auto usate: in sé, vendere libri non è un’attività né più né meno nobile che vendere bistecche). Nello specifico ho però due obiezioni, una di metodo, o meglio di forma, l’altra di sostanza.

L’obiezione di forma è questa. Invitare alla lettura può anche andare bene, ma il linguaggio emozional-motivazionale che leggo nel sito no, perché è proprio il tipo di linguaggio che bisognerebbe tenere lontano dai libri e lasciare agli imbonitori di piazza o ai telepredicatori: “Lascia il tuo segno sul Social Wall”, “Il libro come esperienza da condividere”, “Diventa Messaggero” (e lasciamo stare, che ormai è tardi, la parola-prezzemolo evento, che in un paese normale non sarebbe mai andata più in là di Corso Como). Sospetto che i non-lettori intelligenti non si faranno sedurre da questa retorica, e continueranno a non leggere: hanno la mia totale approvazione, anche perché secondo me non leggere è meglio che leggere alcuni dei libri che si trovano nella lista compilata dall’AIE. E sospetto che a essere sedotto sarà soprattutto qualche secchione brufoloso con la smania di evangelizzare il mondo a colpi di Sveva Casati Modignani. Spero che continuino a non invitarlo alle feste.

Fin qui siamo nel kitsch, ma nel legittimo. Illegittima è un’altra cosa (e questa è l’obiezione di sostanza). Ho appreso dell’esistenza di #ioleggoperché perché mi è arrivata una comunicazione della mia università che mi invitava a visitare il sito e ad “aderire all’iniziativa”. Visitare il sito e aderire a un’iniziativa promozionale? Sono caduto dalle nuvole. Poi però ho visto che #ioleggoperché ha ricevuto il patrocinio di varie associazioni di benintenzionati, e tra gli altri quello della CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Che avrà sollecitato gli uffici comunicazione degli atenei, avrà invitato a partecipare a questa bella iniziativa, a organizzare un Evento, stabilendo anche che – come leggo nel sito – «se sei uno studente universitario, oltre a poter diventare un Messaggero e offrire un contributo essenziale alla diffusione della passione della lettura in tutta Italia, potrai avere accesso ai crediti formativi se la tua università è tra quelle che li hanno previsti». Fai il Messaggero, declama un paio di pagine di Margaret Mazzantini, e ti togliamo mezzo programma d’esame: ecco un’altra patacca di cui si sentiva la mancanza.

Senza nostalgie per lo stato di natura e per il buon selvaggio, ho sempre più spesso l’impressione (e so che non è un’osservazione originale, che altri l’hanno pensata prima e meglio) che la cultura amministrata sia ormai uno dei tanti nomi della stupidità. Ma lasciando la filosofia ai filosofi, vorrei solo dire che nei dipartimenti universitari dei cui destini la CRUI dovrebbe occuparsi, specie in quelli che si dedicano alle scienze speculative (sottorappresentate, temo, in quegli uffici, fitti invece di medici ingegneri economisti avvocati, cioè di persone che di libri veri, nella loro vita, ne hanno letti pochi), nei dipartimenti universitari s’incoraggia regolarmente la lettura di centinaia, migliaia di libri nessuno dei quali si trova né si troverà mai nella lista dei magnifici 24 che la CRUI ha controfirmato, ed è in base alla conoscenza di questi libri, non di quelli, che si scontano i crediti agli studenti. L’università serve a questo: a tenere alta l’asticella, non ad aiutare la gente a passarci sotto. Anche per questo (ma non solo per questo), la CRUI non dovrebbe avallare iniziative promozionali, specie se camuffate da crociate per la cultura, e specie se la loro qualità culturale è discutibile come quella di #ioleggoperché.

L'articolo Ancora sulla poca sensatezza di #ioleggoperché proviene da Minima et Moralia.

]]>
Cotto e smangiato https://minimaetmoralia.it/libri/cotto-e-smangiato/ https://minimaetmoralia.it/libri/cotto-e-smangiato/#comments Thu, 24 Feb 2011 10:32:47 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3832 di Marco Belpoliti

Che cos’è una ricetta? Un racconto di come si confeziona un piatto. Vigono regole ben precise: la sequenza temporale delle azioni da compiere deve essere inesorabile, niente flash back, niente agnizioni, nessuna concessione alla divagazione; precisione e rigore. Fabula e intreccio devono coincidere rigorosamente: niente analessi e prolessi! Ne va del piatto da confezionare. Nessuno accende il fuoco sotto la casseruola vuota.

L'articolo Cotto e smangiato proviene da Minima et Moralia.

]]>

di Marco Belpoliti

Che cos’è una ricetta? Un racconto di come si confeziona un piatto. Vigono regole ben precise: la sequenza temporale delle azioni da compiere deve essere inesorabile, niente flash back, niente agnizioni, nessuna concessione alla divagazione; precisione e rigore. Fabula e intreccio devono coincidere rigorosamente: niente analessi e prolessi! Ne va del piatto da confezionare. Nessuno accende il fuoco sotto la casseruola vuota. Benedetta Parodi procede diversamente. Le sue non sono ricette, bensì meta-ricette. Quello che la gentile presentatrice televisiva, con laurea in Lettere moderne alla Cattolica, ci propone non sono mai ricette vere e proprie, bensì storie della sua vita, più o meno privata. Ci sono Fabio, il marito, Eleonora, la figlia minore, Matilde la maggiore. E poi la mamma, il cognato, le amiche, le persone del suo entourage, quelle della televisione dove lavora. Tutti raccontano qualcosa, consigliano, suggeriscono, preferiscono, chiedono, offrono, discutono, spiegano. Insomma passano di lì, dalla ricetta, che è poi come una finestra – meglio un televisore – dove Benedetta sta infilata dal busto in su (è un mezzobusto, come si diceva un tempo) – e parla con noi, che siamo di qua, e l’ascoltiamo. Una mediatrice, in buona sostanza. Ogni ricetta è una piccola storia, un raccontino – così almeno in Cotto e mangiato, Vallardi, pp. 251, € 14,90) – diviso in tre parti: captatio benevolentiae, ovvero: come mi è capitato quello che sto per dirvi, del tipo: “Quando andai a studiare in America…”; segue elenco degli ingredienti necessari; e infine le istruzioni per eseguire la ricetta. Insomma tre belle ricette: come diventare Benedetta Parodi; come mettere insieme le “cose” necessarie; cosa “fare” con le “cose” (ingredienti).
La più seducente delle tre è ovviamente la prima, perché non c’è miglior ricetta che quella del successo: piove sul bagnato (Benedetta ha venduto due milioni di copie). Circa lo stile, non c’è dubbio: la prima ricetta è strettamente colloquiale, dove è dominante la prima persona singolare; paratassi, frequente uso dei due punti e delle virgole; tempi al presente indicativo; il tutto suadente e sussurrato: la Parodi parla vicino all’orecchio del telespettatore, che dico?, del lettore. La seconda è un puro elenco, ma senza l’effetto dell’accumulo. La terza sembra prelevata di peso dai manuali tradizionali tipo Il tesoretto della cucina italiana (Hoepli) senza troppe pretese, prosa militare, al limite dell’ordine secco. Spira in tutto questo manuale, ma anche nel seguente (Benvenuti nella mia cucina, Vallardi, pp.263, € 14,90, cadenzato per mesi, da settembre ad agosto: un anno ai fornelli), un’aria da anni Cinquanta, di restaurazione nell’ordine. La Bella Italia di Italia 1 è l’altra faccia del Grande Fratello, e Benedetta è la sua profetessa, anzi: la Mamma-Sorella. Non Nonna Papera, come ha detto a un intervistatore su un quotidiano (“la mia è la cucina di Nonna Papera”), dandoci però una buona traccia sulla falsariga degli strani parenti di Walt Disney. La confusione del ruolo famigliare tra la Mamma e la Sorella è evidente: un incesto a tavola? Questo il segreto di Benedetta? Bisognerebbe chiederlo a Lévi-Strauss.

Questo pezzo ci è stato gentilmente concesso da Marco Belpoliti i cui articoli e interventi trovate all’indirizzo www.doppiozero.com

L'articolo Cotto e smangiato proviene da Minima et Moralia.

]]>
https://minimaetmoralia.it/libri/cotto-e-smangiato/feed/ 1