chatroulette Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/chatroulette/ un blog di approfondimento culturale Tue, 06 Nov 2012 14:34:52 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg chatroulette Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/chatroulette/ 32 32 Italia amore: episode one https://minimaetmoralia.it/interventi/italia-amore-episode-one/ https://minimaetmoralia.it/interventi/italia-amore-episode-one/#respond Tue, 12 Apr 2011 09:09:50 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4161 Uno scambio tra Christian Raimo e Marco Mancassola uscito su Rolling Stone di questo mese.

CR >> Tim Robbins all’inizio di Natura morta con picchio scrive che c’è solo una domanda importante: come far perdurare l’amore? Secondo l’Istat in Italia ogni anno avvengono un po’ più di cinquantamila divorzi, in costante aumento. Secondo l’Annuarium Statisticae Ecclasiae, ogni anno circa cinquecento coppie chiedono l’annullamento della Sacra Rota, quasi il doppio di dieci anni fa.

L'articolo Italia amore: episode one proviene da Minima et Moralia.

]]>

Uno scambio tra Christian Raimo e Marco Mancassola uscito su Rolling Stone di questo mese.

CR >> Tim Robbins all’inizio di Natura morta con picchio scrive che c’è solo una domanda importante: come far perdurare l’amore? Secondo l’Istat in Italia ogni anno avvengono un po’ più di cinquantamila divorzi, in costante aumento. Secondo l’Annuarium Statisticae Ecclasiae, ogni anno circa cinquecento coppie chiedono l’annullamento della Sacra Rota, quasi il doppio di dieci anni fa. Secondo l’Ipsos, un istituto di indagini telematiche, ogni mese grazie a meetic.it si creano circa trecentoventi nuove storie d’amore. Se dobbiamo credere alle statistiche e siamo un po’ soli e malinconici, potremmo sapere dove andare a cercare la nostra anima gemella. E se non vogliamo ritrovarci a litigare per gli alimenti, ci assicurano quelli di Meetic, possiamo compilare un test di psicometria, che si chiama meeticaffinity. Ogni sito di incontri funziona così: cerca di misurare la compatibilità relazionale, attraverso un’analisi delle nostre caratteristiche, fisiche e psicologiche. Quanto sei alto, quanto pesi, qual è il tuo film preferito e quali sono i tuoi hobby. La maggior parte di noi è già abituata da facebook a autodescriversi continuamente, non sarà complicato né difficile rispondere ai quesiti che ci pone Meetic, ho pensato mentre digitavo il mio numero di carta di credito dalla quale venivano prelevati per un mese 44 euro e 99 centesimi. E infatti non era difficile. Ho saputo dire sì e no a tutte le domande, in venti minuti ho definito chi ero io, cosa volevo, come pensavo dovesse essere una relazione funzionante tra due persone. Soltanto rispetto a una questione mi sono trovato un po’ in imbarazzo.
Tra gli hobby, oltre la lettura, gli sport, e le uscite tra gli amici, veniva messo qualcosa che non sapevo come rubricare: la fede. Avevo io l’hobby della fede, ossia andare a messa, frequentare riti liturgici, prendere la comunione, confessarmi, pregare? Prima di dare l’okay, sono rimasto un secondo a pensare. E mi è venuto in mente quello che scrive Jaron Lanier all’inizio di questa specie di “uomo a una dimensione” degli anni 2000 che è Tu non sei un gadget. Che l’esserci ormai abituati a rendere il significato di qualsiasi cosa computabile, ci sta forse progressivamente portando a pensarci come degli “uomini a più dimensioni”, scomponibili e riaggregabili come cartelle che contengono migliaia di file. Frammenti di noi facili da leggere, e da comunicare. Fede 6, sport 8, disponibilità 5, non fumatore. Però ho sospirato che se avessi scritto che avevo l’hobby della fede avrei dovuto invece ammettere di essere d’accordo con la prima lettera ai Corinzi di San Paolo, quando da una parte dice che gli esseri umani non ci capiscono molto di sé, che qui su questa Terra, “vedono come in uno specchio, in modo oscuro”, e dall’altra assicura anche se non pagherò il rinnovo a meetic da 29 euro il prossimo mese, comunque “l’amore non verrà mai meno”. Ho tentennato, non sapevo a chi dare veramente retta, ho tantissima paura di rimanere solo e con il cuore ferito.

MM >> “Uscire per un appuntamento non è più quello che si usava una volta, eh?” chiede Michael Caine a Clive Owen in un film di pochi anni fa, I figli degli uomini. Un film di semi-fantascienza dall’aria molto realistica. No, uscire non è più come una volta. Sempre qualche tempo fa, il New York Times pubblicava una serie di sex diaries inviati dai lettori, con i racconti delle loro serate e dei loro incontri, e il dato più evidente era l’estrema volubilità di tutti e di tutte: con l’asettica praticità di un sms, era comune fissare appuntamenti all’ultimo momento e all’ultimo momento annullarli, non appena compariva l’opzione di uscire con qualcuno di più desiderabile. L’intera città era un panorama di bidoni incrociati. E in Italia? Negli ultimi mesi spopola Grindr, l’applicazione per smart phones che ha rimesso la comunità omo, nel bene o nel male, all’avanguardia nella sociologia degli incontri. Funziona come un social media, con la tua foto e il profilo, abbinato alla geolocalizzazione: chiunque può vedere a quale distanza sei. Ovunque ti trovi, puoi dare un’occhiata e vedere chi sono gli altri iscritti più vicini: magari ce n’è uno a mezzo chilometro, magari qualcuno nella stessa pizzeria dove stai mangiando. Magari l’uomo della tua vita è sulla metro e vedrai la distanza accorciarsi sul display, cento metri, cinquanta, zero, per poi tornare a crescere, fino a sparire chissà dove. Ma visto che più spesso si cercano incontri veloci, l’applicazione ha una sua utilità. Ulteriore frontiera del consumismo sessuale? Il fatto è che tutti, omo e non omo, uomini e donne del XXI secolo, continuiamo a smaniare per metterci sul mercato. Dove per mercato si intende qualcosa di più esteso nella pura sfera economica. Ci piace consumare ed essere consumati. È come una specie di grande sacrificio, no? Non avendo più divinità a cui sacrificare, siamo noi stessi a saltare, allegri e disperati, nel grande fuoco del mercato, del consumo, delle mille occasioni, dei duemila contatti, delle diecimila scopate effettive o sfiorate, del milione di contraddizioni, del miliardo di dati e di flussi. Qualsiasi cosa pur di non restare immobili, muti e soli. Grindr è uno dei successi della application culture, anche se ormai di applicazioni ne vengono lanciate di continuo – ce ne sono tante che la vita media di ognuna è di poche settimane.
Ecco dunque un’altra idea per sviluppatori: un’applicazione per guardarsi negli occhi. Guardarsi negli occhi è una cosa molto umana, nel senso che gli animali quasi mai lo fanno, anche se a dire il vero gli umani stessi lo fanno sempre meno. Del tipo, il Papi e Ruby si saranno mai guardati negli occhi? Del tipo, quando dopo una serata di bidoni e di uscite andate a vuoto ti
risolvi a caricare una prostituta per strada, la guardi negli occhi? Nei miei sogni c’è questa applicazione che funziona come ChatRoulette, metti il telefono davanti alla faccia e il programma ti connette con un altro utente a caso, inquadrando soltanto gli occhi. Nessuno dei due sa chi sia l’altro, difficile capire quanti anni abbia, difficile persino capire se sia uomo o donna. Non facciamo altro che guardarci negli occhi. A lungo. Senza parlare, senza fare nient’altro.

L'articolo Italia amore: episode one proviene da Minima et Moralia.

]]>
https://minimaetmoralia.it/interventi/italia-amore-episode-one/feed/ 0
La roulette russa delle chat https://minimaetmoralia.it/reportage/la-roulette-russa-delle-chat/ https://minimaetmoralia.it/reportage/la-roulette-russa-delle-chat/#respond Fri, 24 Sep 2010 06:59:22 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=2907 di Daniele Manusia

È chiaro, bisogna passare oltre un certo numero di genitali esposti. Uomini in canottiera, la testa decapitata dall’inquadratura, che si pizzicano le mutande o peggio

L'articolo La roulette russa delle chat proviene da Minima et Moralia.

]]>
Questo pezzo è apparso su GQ.

È chiaro, bisogna passare oltre un certo numero di genitali esposti. Uomini in canottiera, la testa decapitata dall’inquadratura, che si pizzicano le mutande o peggio. Sempre lo stesso atto masturbaturio, migliaia di mutande, canottiere, pelurie e dimensioni diverse. Peni con anelli restingenti alla base, piercing enormi e grotteschi nell’orifizio uretrale. Nei casi migliori, gli esibizionisti fanno esercizi su tappetini ai piedi del letto, verticali e addominali nudi, con la sveglia sul comodino che segna l’ora locale. O ci si può imbattere in una simpatica coppia di naturisti settantenni, lei sdraiata in poltrona con le tette molli come uova al tegamino. Se riuscite a superare tutto ciò – e le pubblicità per paranoici che chiedono: Vuoi vedere se sei stato filmato nei tuoi momenti d’intimità? Vuoi vedere se c’è tua sorella, la tua fidanzata, tua moglie, tua figlia? – allora potete usare Chatroulette.
Ideato da un russo di diciassette anni, Chatorulette è un sito che mette in comunicazione video due perfetti estranei. Si accede senza registrarsi e non si può scegliere con chi si entrerà in contatto. Solo, se lo sconosciuto non ci piace, si può cliccare sul pulsante Next, e passare a un altro sconosciuto. Secondo Wikipedia, uno su otto, su Chatroulette si finisce su un pene. In generale, la maggioranza di uomini sul sito è tale che è praticamente più probabile incontrare una web-cam puntata su una sedia o contro il muro che una donna sola. E dato che la maggior parte degli uomini è proprio lì per incontrare una donna, è molto facile essere scartati.

Così, per evitare di farmi nextare, come si dice, inizialmente ho fatto chattare la mia ragazza al posto mio. Dopo qualche perverito, ha chiacchierato per più di mezz’ora con un tipo dell’Illinois che – a torso nudo, con i genitori che gli entravano in camera ogni cinque minuti – quando ha capito che non voleva mostrare niente né farsi mostrare le ha detto: “Quindi vuoi solo parlare con me? È carino, grazie”. E le ha anche detto che se non fosse stata una fumatrice avrebbe preso un aereo per uscire con lei nella vita vera.
I primi a non nextare me, invece, sono stati due ragazzini tedeschi coi capelli davanti agli occhi e la passione per le BMX. Gli ho chiesto se non erano turbati dai pervertiti che devono aver visto prima di capitare su di me e loro hanno fatto spallucce. Poi, per fare i gradassi, mi hanno mostrato le foto delle loro fidanzatine. Primi piani del viso, per essere chiari. Allora io sono andato a chiamare la mia ragazza, che nel frattempo era andata in cucina, e gliel’ho presentata. Con un ragazzino inglese – aveva la maglietta del Chelsea – abbiamo parlato dei mondiali. Ha detto che l’Italia fa proprio schifo. Un ventenne egiziano, sdraiato sul pavimento, stava leggendo “Suonata a Kreuzer” e anche lui ha finito col prendermi in giro per la nazionale di calcio. Un americano invece ballava come un matto senza musica, e insieme abbiamo chiamato quella cosa Air Dance. “L’ho inventata io? – chiedeva – Allora sono un uomo di successo! Posso morire in pace, ora”. Anche lui intorno alla ventina, studiava Sviluppo Internazionale per un giorno poter aiutare la gente povera ad avere acqua ed elettricità. Giuro.
Sono anche capitato su alcune ragazze. Studentesse di college annoiate, un’australiana a cui piacevano i miei occhi, una norvegese. L’incontro migliore però è stato quello con uno studente in finanza della Giordania, che ha iniziato la conversazione dicendo: “Voglio farti una domanda: quanto lo vendete al grammo, l’oro, in Italia?” Io ho sparato sei o sette euro al grammo e lui ha detto che dalle sue parti era molto più caro di così. Questo per dire che su Chatroulette c’è anche chi prova ad acquisire notizie e contatti per importare oro in Giordania. Oltre a pervertiti e anime solitarie, cioé. Ma dopotutto, non è anche a questo che servono le chat?

L'articolo La roulette russa delle chat proviene da Minima et Moralia.

]]>
https://minimaetmoralia.it/reportage/la-roulette-russa-delle-chat/feed/ 0