Ferdinando Boero Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/ferdinando-boero/ un blog di approfondimento culturale Mon, 10 Mar 2014 10:09:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg Ferdinando Boero Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/ferdinando-boero/ 32 32 Il Grand Tour italiano di Frank Zappa https://minimaetmoralia.it/libri/frank-zappa/ https://minimaetmoralia.it/libri/frank-zappa/#comments Mon, 10 Mar 2014 10:09:24 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=18179 Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica.

Racconta Frank Zappa nella sua autobiografia che poco più che dodicenne scoprì la musica di Edgar Varèse, e che appropriatosi del giradischi della madre costringeva chiunque venisse a casa loro ad ascoltare Varèse come prova definitiva di intelligenza. Già allora aveva capito che il mondo si divideva in due, e che non devono piacerci per forza tutti né dobbiamo piacere per forza agli altri. Più avanti negli anni sarebbe stato così per lui e la sua musica, definendo in modo chiaro gli schieramenti: quelli che ascoltano una canzone di Zappa, la amano e poi ascoltano tutto il resto, quelli che proprio Zappa non ce la fanno.

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica.

Racconta Frank Zappa nella sua autobiografia che poco più che dodicenne scoprì la musica di Edgar Varèse, e che appropriatosi del giradischi della madre costringeva chiunque venisse a casa loro ad ascoltare Varèse come prova definitiva di intelligenza. Già allora aveva capito che il mondo si divideva in due, e che non devono piacerci per forza tutti né dobbiamo piacere per forza agli altri. Più avanti negli anni sarebbe stato così per lui e la sua musica, definendo in modo chiaro gli schieramenti: quelli che ascoltano una canzone di Zappa, la amano e poi ascoltano tutto il resto, quelli che proprio Zappa non ce la fanno.

Nel ventennale della sua morte appena celebrata, due italiani appartenenti alla prima categoria gli rendono omaggio con un libro e un film che raccontano il musicista da punti di vista differenti e per aneddoti inediti. Il libro si chiama Frank e il resto del mondo (Armando Curcio Editore, pagg. 94, euro 14,90) ed è un’appassionata e appassionante indagine fatta di interviste a gente che l’ha conosciuto. Sono spesso musicisti, ma c’è anche la regina delle groupie Pamela Des Barres e lo zoologo esperto di meduse Ferdinando Boero che nel 1983 decide di intitolare una medusa a Zappa e gli scrive per incontrarlo. Zappa è entusiasta dell’idea, lo incontra, sceglie la sua medusa (poi chiamata “Phialella Zappai”) e i due diventano amici.

Di storie del genere è costellato il libro, inclusa quella dell’autrice, la giornalista Alessandra Izzo, che nel 1982 decide di incontrare il suo eroe (Zappa) in concerto a Napoli. La ragazza non aveva nemmeno diciotto anni, il musicista ne aveva più di quaranta, i due diventano immediatamente amici. Dall’amicizia coltivata negli anni nasce l’idea del libro che ha tra i suoi tanti pregi la capacità di restituire quel non essere in una maniera soltanto che era tipico di Zappa. E ancora una volta, il mondo si divide: non tutti lo amavano, ma quelli che lo amavano lo amavano moltissimo.

Tra quelli che lo amavano e amano ancora moltissimo c’è anche Salvo Cuccia, regista del bel documentario (presentato con successo a Venezia all’ultima Mostra del Cinema e in uscita a gennaio nelle sale italiane) Summer 82 When Zappa Came to Sicily. Il film deve anche lui la sua ragione d’essere alla fortunata estate del 1982 in cui Zappa (di padre italiano, innamorato dell’Italia, con tanti amici italiani) venne a suonare in Italia. Oltre che a Napoli andò a suonare a Palermo, ma quello in Sicilia fu un concerto mancato.

Mancato dal regista che insieme al padre attraversò l’Italia in macchina per esserci e non arrivò in tempo, e mancato in assoluto perché fu interrotto da disordini sugli spalti e da una spropositata e imbarazzante reazione della polizia. Con una straordinaria capacità narrativa il film unisce a meraviglia memoria privata, immagini d’epoca del concerto e dei disordini, e recenti riprese del viaggio della famiglia Zappa (la vedova Gail e i figli Moon, Diva e Dweezil) invitata insieme all’amico Massimo Bassoli a visitare Partinico, cittadina siciliana dov’è nato e ha vissuto fino ai sei anni il padre del nostro, al numero 13 di una strada oggi felicemente ribattezzata Via Frank Zappa.

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