Filippo Pennacchio Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/filippo-pennacchio/ un blog di approfondimento culturale Sun, 04 Nov 2012 15:07:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg Filippo Pennacchio Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/filippo-pennacchio/ 32 32 Questa è l’acqua https://minimaetmoralia.it/libri/questa-e-lacqua/ https://minimaetmoralia.it/libri/questa-e-lacqua/#comments Fri, 11 Sep 2009 08:28:11 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=612 L’ultimo libro dell’ultimo genio della letteratura americana (Articolo apparso sul Riformista). «A distanza di anni sentiremo ancora il gelo che ha accompagnato la notizia della sua morte», disse Don DeLillo nel discorso che tenne a New York, nell’ottobre del 2008, in ricordo di David Foster Wallace. Oggi, quel breve testo, che allora fu letto in […]

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L’ultimo libro dell’ultimo genio della letteratura americana (Articolo apparso sul Riformista).

Acqua_blog«A distanza di anni sentiremo ancora il gelo che ha accompagnato la notizia della sua morte», disse Don DeLillo nel discorso che tenne a New York, nell’ottobre del 2008, in ricordo di David Foster Wallace. Oggi, quel breve testo, che allora fu letto in pubblico, è diventato la prefazione del nuovo libro di Wallace che Einaudi ha appena pubblicato in anteprima mondiale. La raccolta si chiama Questa è l’acqua (Einaudi, pp. 166, euro 16,50) e contiene sei testi inediti in Italia (cinque racconti) più il testo (che dà il titolo alla raccolta) che è il discorso che Wallace tenne ai giovani laureati del Kenyon College nel 2005 e che Luca Briasco definisce, nella nota che chiude questa edizione di cui è il curatore, come «un testo quasi sapienziale».
Se si paragona questo discorso alle Lezioni americane di Calvino (ed è inevitabile cadere in questo paragone) lo si scopre più leggero, meno compiaciuto e più in grado di far luce sul nesso che lega la letteratura, gli studi umanistici e il comportamento morale della vita quotidiana. In questi cinque racconti, pubblicati tra il 1984 e il 1991, si trovano tutte le virtù e i vizi che rendono Wallace quell’indiscusso fuoriclasse della letteratura che oggi tutti riconoscono. Nel racconto che apre la raccolta, «Solomon Silverfish» si legge: «Sophie ricordava i malati di tubercolosi visti da piccola. Adesso la loro sembrava una morte elegante. Dimagrivano e espettoravano sgargianti colori in delicati fazzoletti di seta, impallidivano sempre più, diventavano quarzosi e traslucidi, quasi sbiadissero davanti agli occhi distolti del loro mondo, trasferendo ciò che erano in un altrove alto, freddo e delicato. Angeli erano sembrati, e le lenzuola del letto di un lontano cugino malato erano bianco inamidato, pulite come dovrebbero esserlo le ali. Ma laddove la tubercolosi era stata delicata, eterea, ultraterrena, il cancro era scuro e tozzo. Umidiccio, rovente e centripeto».
In un brano così si ritrova concentrata molta della narrativa di Wallace: chirurgia linguistica, acrobazie lessicali, dolcezza emotiva, attrazione verso il mondo della malattia e capacità di deformare il mondo o di restituirlo alterato così come questo si può mostrare ad un occhio iper-sensibile. Non è un caso che poche pagine dopo il protagonista baci «lacrime silenziose di un dolore silenzioso», che unisce il tipico calore amorevole cariato di sofferenza ricorrente nell’universo wallaciano.
wallaceQuesta raccolta sarà probabilmente letta da chi ha ancora addosso il gelo della notizia della sua morte. Lettori pronti a ridere quando leggeranno il racconto «Altra matematica» in cui un nipote si dichiara innamorato del nonno: «Sono innamorato di te, nonno». O si prepareranno tristemente ai battuti percorsi psicologici del racconto che ha come incipit: «Prendo gli antidepressivi da, quanto sarà, un anno, e ritengo di avere i numeri per dire come sono».
Prima dell’estate è uscito in Italia un libro di critica letteraria su Infinite Jest. L’autore è Filippo Pennacchio e il libro si intitola What Fun Life Was. Saggio su Infinite Jest di David Foster Wallace (Arcipelago Edizioni, pp. 188 euro 10). Tra le numerose tesi interessanti di questo studio, c’è quella che pone Infinite Jest all’interno di una tradizione di narrativa enciclopedica che vanta opere come la Divina Commedia, Gargantua e Pantagruel, il Don Chisciotte, Moby Dick, il Faust e l’Ulisse di Joyce e che arrivava fino a Pynchon.
Il lettore che si avvicinasse a Wallace con Questa è l’acqua deve sapere che ciò che lo attende è proprio Infinite Jest (magari assistito dall’interpretazione che ne dà Pennacchio).
Chi invece è già un conoscitore di Wallace non avrà bisogno di sapere altro circa questa raccolta, gli sarà sufficiente sapere che è in libreria per uscire e comprarla. Ultima cosa, però. Nel testo sapienziale Wallace scrive: «Il genere di libertà davvero importante richiede attenzione, consapevolezza, disciplina, impegno e la capacità di tenere davvero agli altri e di sacrificarsi costantemente per loro». Non vi pare questa una vera lezione americana?

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