Jakobson Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/jakobson/ un blog di approfondimento culturale Fri, 22 Feb 2013 15:25:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg Jakobson Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/jakobson/ 32 32 Sono già cento anni… Saussure nel 2013 https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/ferdinand-de-saussure/ https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/ferdinand-de-saussure/#comments Fri, 22 Feb 2013 15:24:20 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13200 di Daniele Gambarara

Il 22 febbraio 1913, quando aveva compiuto 55 anni da pochi mesi, morì Ferdinand de Saussure.  In quel momento, nel mondo della cultura, l’avvenimento colpì poche persone, soprattutto linguisti svizzeri, francesi, tedeschi, che lo conoscevano dal suo capolavoro scritto a vent’anni - il Saggio sul sistema primitivo delle vocali in indoeuropeo -, e che rimpiangevano che non avesse scritto di più, altri articoli e monografie di linguistica storica come quelli degli anni giovanili.

Tre anni dopo, due allievi ginevrini che erano già studiosi affermati, Charles Bally e Albert Sechehaye, redigono un montaggio degli appunti degli studenti dalle sue lezioni di Linguistica generale, tenute dal 1907 al 1911 a Ginevra, e lo pubblicano a suo nome: è il Corso di linguistica generale. Prima edizione nel 1916, seconda edizione nel 1922, il libro conquista seguaci geniali a Mosca e San Pietroburgo, a Praga, a Copenaghen, a New York. Si apre la stagione dei Circoli linguistici, e quella degli strutturalismi: quello classico europeo, ma anche quello statunitense, e a loro modo anche i post-strutturalismi continuano a farvi riferimento. Tutto l’ambito delle scienze dell’uomo ne esce trasformato.

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di Daniele Gambarara

Il 22 febbraio 1913, quando aveva compiuto 55 anni da pochi mesi, morì Ferdinand de Saussure.  In quel momento, nel mondo della cultura, l’avvenimento colpì poche persone, soprattutto linguisti svizzeri, francesi, tedeschi, che lo conoscevano dal suo capolavoro scritto a vent’anni – il Saggio sul sistema primitivo delle vocali in indoeuropeo -, e che rimpiangevano che non avesse scritto di più, altri articoli e monografie di linguistica storica come quelli degli anni giovanili.

Tre anni dopo, due allievi ginevrini che erano già studiosi affermati, Charles Bally e Albert Sechehaye, redigono un montaggio degli appunti degli studenti dalle sue lezioni di Linguistica generale, tenute dal 1907 al 1911 a Ginevra, e lo pubblicano a suo nome: è il Corso di linguistica generale. Prima edizione nel 1916, seconda edizione nel 1922, il libro conquista seguaci geniali a Mosca e San Pietroburgo, a Praga, a Copenaghen, a New York. Si apre la stagione dei Circoli linguistici, e quella degli strutturalismi: quello classico europeo, ma anche quello statunitense, e a loro modo anche i post-strutturalismi continuano a farvi riferimento. Tutto l’ambito delle scienze dell’uomo ne esce trasformato.

Così ai linguisti Benveniste e Martinet, Jakobson e Trubezkoy, Hjelmslev, si aggiungono anche Barthes e Levi-Strauss, Piaget e Foucault, Althusser e Balibar, Greimas e Lacan. Per l’Italia bastino i nomi di Prieto (che ha insegnato sulla cattedra di Saussure a Ginevra, ma scritto in italiano i Saggi di semiotica), Garroni, De Mauro ed Eco.

Negli ultimi anni, nuove edizioni di testi editi e inediti, e nuove ricerche e riflessioni, ci restituiscono un’immagine di Saussure più ricca e mossa di quella del padre nobile dello strutturalismo e precursore di Chomsky.  Lo si può vedere fra l’altro da un recente volume curato da Fadda ed altri su Saussure filosofo del linguaggio, o dal numero 115 di Versus, o dalla stessa monumentale biografia di John Joseph (Oxford  University Press, 2012). Sono in corso diverse nuove ricerche sui manoscritti –una cassa di manoscritti importanti è stata fortunosamente ritrovata di recente-, conservati presso le biblioteche di Ginevra e Harvard (D’Ottavi ha mostrato che a volte parte di un’opera è presso la prima, e l’altra metà presso la seconda), ed è in avanzata preparazione una edizione digitale on-line di tutte le opere (edite e inedite), predisposta grazie a un progetto italiano PRIN.

Non è un caso che in quest’anno tutte le iniziative che sono state prese nel nome di Saussure abbiano un carattere non celebrativo, di mera commemorazione, ma di discussione scientifica avanzata, e che vi prendano parte soprattutto giovani studiosi (le tesi di dottorato appena discusse o che si stanno per discutere su Saussure sono molte, ed estremamente interessanti per la connessione fra versante filologico e versante filosofico).

Claire Forel e il compianto Curzio Chiesa hanno organizzato da ottobre a dicembre un Corso Pubblico su Saussure presso l’Università di Ginevra; a Parigi a gennaio-febbraio hanno tenuto diversi incontri su Saussure Università come Parigi 3 (in particolare Christian Puech) e Parigi 7, con la loro scuola dottorale, laboratori come l’ITEM nella sezione diretta da Irène Fenoglio, e la Società di storia ed epistemologia delle scienze del linguaggio (SHESL).

In Italia il Cercle Ferdinand de Saussure, l’Istituto Svizzero di Roma (ISR) e l’Università della Calabria organizzano ora un ciclo di iniziative che si aprirà con un convegno ad Arcavacata su “Insegnare Saussure, studiare Saussure” il 14-15 marzo, seguirà una lezione magistrale di Tullio De Mauro presso l’Istituto a Roma il 12 aprile, una giornata di studi al teatro Valle occupato il 19 aprile, una discussione a ESC il 3 maggio e una tavola rotonda finale di nuovo presso l’ISR il 17 maggio. Il ciclo di iniziative è stato posto all’insegna di due nozioni forti: “Istituzione” e “Differenza”, su cui interrogare oggi il pensatore svizzero può essere particolarmente fruttuoso.

L’evento conclusivo di tutte queste manifestazioni sarà lo svolgimento a luglio a Ginevra del 19mo Congresso Internazionale dei Linguisti, in cui sono previsti due laboratori organizzati dal Cercle F. de Saussure, sulla tradizione e l’attualità del pensiero di Saussure.

Cento anni ben portati e che promettono nuovi e fertili sviluppi.

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