Leibniz Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/leibniz/ un blog di approfondimento culturale Sat, 22 Oct 2016 15:10:17 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg Leibniz Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/leibniz/ 32 32 Parcheggi a Roma: il film horror di Ignazio Marino https://minimaetmoralia.it/interventi/parcheggi-a-roma-il-film-horror-di-ignazio-marino/ https://minimaetmoralia.it/interventi/parcheggi-a-roma-il-film-horror-di-ignazio-marino/#comments Sat, 30 Aug 2014 08:22:39 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23029 Con Repubblica-Roma abbiamo concordato di scrivere qualcosa sulle nuove (assurde) norme sui parcheggi a Roma volute dal sindaco Ignazio Marino. Le persone intervistate, a domanda rispondevano con frasi irriproducibili a mezzo stampa. Visto che son giorni di festival, mettiamola così: il film horror di Marino scartato a Cannes e a Venezia sarà proiettato a Roma […]

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Con Repubblica-Roma abbiamo concordato di scrivere qualcosa sulle nuove (assurde) norme sui parcheggi a Roma volute dal sindaco Ignazio Marino. Le persone intervistate, a domanda rispondevano con frasi irriproducibili a mezzo stampa. Visto che son giorni di festival, mettiamola così: il film horror di Marino scartato a Cannes e a Venezia sarà proiettato a Roma fino a cambio programma. L’articolo è stato pubblicato ieri su Repubblica-Roma in forma più breve. Il Codacons sta organizzando un ricorso collettivo al Tar, e invita tutti i romani ad aderirvi. Qui.

di Nicola Lagioia

“A questo punto me conviene de licenziamme. Co’ ‘ste regole la spesa per anna’ a lavora’ supera lo stipendio mensile. Ma te pare?”

Quartiere Pigneto. A parlare è Franco, regista radiofonico, uno dei tanti romani che non riesce a capacitarsi di come il Comune sia riuscito a trasformare una difficile battaglia quotidiana (trovare parcheggio) in una guerra già persa in partenza da ogni cittadino di buona volontà e reddito inferiore a quello del capo dei vigili urbani.

Se è vero che gli italiani son disposti a perdonare chi fa loro del male ma non chi gli rompe le scatole, il sindaco Marino potrebbe esser riuscito nell’impresa di incarnare il doppio ruolo di chi ti ferisce nello spirito e non contento rende impossibile anche la tua vita ordinaria. Ridotte alcune zone di Roma (Esquilino per giocare facile) a una malinconica desolazione da città dell’est Europa poco prima del crollo del Muro – con l’aggiunta di una sporcizia che guarda con rimpianto all’età d’oro del vespasiano –, la cosiddetta “tassa sulla macchina” rischia ora di diventare la conferma di come le istituzioni cittadine stiano mettendo in scena una sorta di comico rovesciamento del Faust di Goethe, che pure amò tanto la città. Vale a dire una forza che pur “desiderando eternamente il bene, opera eternamente per il male”.

“Talmente comico che nun ce se crede”, continua Franco, “per riuscicce me devo riguarda’ i numeri. Allucinante”.

Già, i numeri. Non solo i parcheggi sulle strisce blu sono aumentati dalla sera alla mattina del 50% (da 1 euro a 1 e 50 all’ora), ma sono stati eliminati gli abbonamenti giornalieri (4 euro) e mensili (70 euro) che consentivano ai tanti romani che ogni mattina devono attraversare in auto la città per andare a lavorare di poterlo fare senza rendere più economico il rimanersene a casa. Pallottoliere alla mano, se con il vecchio abbonamento mensile un giorno di parcheggio costava 2,3 euro, adesso per dieci ore sulle strisce blu (la sosta media di chi lavora 8 ore al giorno) si pagano 15 euro. L’aumento vale a dire è in certi casi del 600%. Parcheggi per ricchi. O, più crudelmente, per chi si può permettere di muoversi ogni giorno in taxi.

“Cioè, io vado a lavora’ in via Asiago, e questo se pare che vive nel migliore dei mondi possibili”.

Questo sarebbe sempre Ignazio Marino, e in effetti la vocazione leibniziana del nostro sindaco (o non piuttosto un Candide di guerra?) è proprio l’aspetto che andrebbe indagato a fondo. Interrogato sulla ratio del giro di vite, Marino ha dichiarato che l’aumento del costo dei parcheggi serve a incentivare l’uso del trasporto pubblico. Ora, possiede per caso Roma le 12 linee di metropolitana di Londra? Le 16 di Parigi? Le 12 di Madrid? Le 10 di Berlino? Evidentemente no, e in attesa che il quarto segreto di Fatima (linea C)  si avveri, per adesso persiste la miseria di due linee che – come nell’incubo di geometrica esclusività proprio di ogni croce – si incontrano in un solo punto. In compenso, il sistema di autobus e tram suscita l’ilarità di chi ha ancora in mente quel ministro dei trasporti giapponese che tempo fa si scusò perché in un anno tutti i treni del paese avevano accumulato un ritardo complessivo di 8 minuti.

Facendo l’esempio del povero Franco che abbiamo eletto a vittima paradigmatica del colpo di sole comunale, per rinunciare all’auto (“una Fiat 500”) e recarsi ogni giorno al lavoro da casa sua coi mezzi pubblici (“abito a via Teano”), il nostro amico dovrebbe: 1) prendere il 409 in via Dal Verme, 2) dopo nove fermate scendere ad Arco di Travertino, 3) raggiungere la metro Battistini, 4) scendere a Lepanto dopo altre tredici fermate, 5) prendere il 280, 6) scendere in via Oslavia dopo quattro fermate e da qui a piedi fino al posto di lavoro. Tempo di percorrenza tenendo conto di ritardi e imprevisti: quantificabile nel migliore degli scacchieri urbani possibili, ma non qui.

L’alternativa è la rivoluzione del car sharing. Ma con 25 centesimi al minuto (“nel traffico de Roma!”) l’uso quotidiano se lo può permettere solo chi guadagna bene.

A pensar male si dovrebbe credere a una manovra sleale per riempire le casse del Comune. A voler essere anche noi Candide, saremmo invece costretti a concludere che la fantasia al potere ha fatto immaginare al primo cittadino una capitale con i trasporti pubblici di Londra, gli stipendi di Berlino, il traffico di Stoccolma. Ma Roma è la culla del neorealismo, e tutti ricordiamo che fine fece Anna Magnani mentre inseguiva quel veicolo (oggi sarebbe un tram) in Roma città aperta.

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