Marcello Fonte Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/marcello-fonte/ un blog di approfondimento culturale Tue, 22 May 2018 11:55:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg Marcello Fonte Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/marcello-fonte/ 32 32 Dogman, il western eretico di Matteo Garrone https://minimaetmoralia.it/cinema/dogman-western-eretico-matteo-garrone/ https://minimaetmoralia.it/cinema/dogman-western-eretico-matteo-garrone/#comments Tue, 22 May 2018 12:00:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=37258 In congedo temporaneo dalla laboriosa costruzione del suo Pinocchio, Matteo Garrone si è concesso una magnifica geminazione laterale.

Il Dogman incarnato da Marcello Fonte sembra infatti una curiosa variante del burattino collodiano.

Fragile, ossuto, dal mansueto cuore di cane che traspare nel languore degli occhi enormi, smarriti nell’osservazione di un consesso umano piccolo e feroce.

L'articolo Dogman, il western eretico di Matteo Garrone proviene da Minima et Moralia.

]]>
1dogman

(fonte immagine)

In congedo temporaneo dalla laboriosa costruzione del suo Pinocchio, Matteo Garrone si è concesso una magnifica geminazione laterale.

Il Dogman incarnato da Marcello Fonte sembra infatti una curiosa variante del burattino collodiano.

Fragile, ossuto, dal mansueto cuore di cane che traspare nel languore degli occhi enormi, smarriti nell’osservazione di un consesso umano piccolo e feroce.

Un microcosmo darwiniano, impermeabile al mondo esterno, da reinquadrare a distanza, protetti dalle finestrelle e dalle serrande semichiuse della sua bottega da estetista canino. Una tana sepolta nel cuore di cemento del Villaggio Coppola, la Miami in miniatura eretta sul litorale domizio all’apice del boom e ridotta da decenni di incuria,abusivismo e criminalità, al relitto di un’illusione perduta. Grattacieli lesionati,villette, staccionate e rovine di luna park compongono uno spettrale villaggio da far west metafisico, imbevuto di  luce livida.

In Toby Dammit, in pieno 1968, Felllini alludeva al suo proposito, eternamente rinviato, di girare a modo suo un western all’italiana. Il soggetto del film veniva descritto da Salvo Randone, produttore in abiti talari ricalcato ironicamente su Padre Arpa, consigliere spirituale felliniano:

Voglio produrre il primo western cattolico. Il titolo è “Trenta dollari”, come i trenta denari. Parla di tradimento. Il ritorno del Cristo in una desolata terra di frontiera.. Sublime poesia, resa con immagini elementari, nude, eloquenti nella loro povertà. Sintagmatiche, direbbe il mio amico Roland Barthes. Dreyer e Pasolini, con un pizzico di Ford”. 

Mezzo secolo dopo Garrone sembra raccogliere quella traccia, per dare forma al suo western eretico.

Il suo protagonista è un Frate Ginepro postmoderno, destinato a scorticarsi vivo senza perdere la mitezza del sorriso. Per trovare il suo posto in un consesso di umani ferini, imbelletta senza troppa convinzione cani domestici, perché anche i migliori amici dell’uomo possano esibirsi in talent e  reality, per tentare di esistere.

Ma il dono di Dogman è saperli amare davvero, i cani, preferibilmente nella penombra quieta della sua bottega. Li vezzeggia con uno gnaulìo ipnotico, cantilenante, strappando così alla miseria piccoli sogni da regalare alla figlia, una Fatina, bionda come una Madonna, unica presenza a squarciare di luce il grigiore del villaggio. Si immergono insieme felici, con le bombole, in un fondale tetro come la superficie domizia. Tenendosi per mano, nel buio, riescono a intravedere barriere coralline solo sognate.

Il piccolo canaro si illude di poter accarezzare il cuore anche ai molossi più temibili. Come il gigantesco pugile, il Lucignolo brutale che lo atterrisce e lo seduce. Un Alidoro da ammansire con zuccherini di cocaina, che non mostra nessuna riconoscenza per il suo Pinocchio.Taglieggia lui e  gli altri dispensatori di paradisi da discount: il gestore della sala giochi, l’oste, e l’avido compratore d’oro. Il calcetto settimanale è la sublimazione dell’odio sommesso che li unisce, la deteriorata epica infantile rimessa in scena all’infinito, urlandosi contro su di uno spelacchiato rettangolo di erba sintetica. “Mi vogliono tutti bene, qui” racconta a se stesso il toelettatore, sempre emarginato da un gioco troppo duro e indotto a cercare una simbiosi con la propria metà oscura. Ovvero il Lucignolo mostruoso con cui smezzare coca e lap dance,forme di amore che non redimono la bestia. La collusione squilibrata accelera la tragedia e l’ultimo tentativo di abbraccio degenera in stretta mortale.

Nello stesso set in cui ambientò l’Imbalsamatore, Garrone infonde nuova linfa ad un altro fattaccio, strappato alla cronaca romana. La realtà dei fatti si riduce rapidamente a puro pretesto, trasfigurata in una storia scellerata che sembra rielaborare l’universo viscerale di Sergio Citti. Fantasie popolane immerse in un’oralità antica, innervata su cunti tramandati da secoli. Amorali, eppure illuminanti, nel delineare l’eterno ritorno dell’umano, e delle sue pulsioni primarie. Animate da Garrone con corpi e volti che sembrano maschere atellane, immutate nel tempo.

Inventando un linguaggio asciutto, senza orpelli, mirato ad eludere l’eccesso metastatico di immagini che infesta la contemporaneità. Le sue sequenze pittoriche, vibranti come certe inquadrature di Samuel Fuller, eludono estetismi di maniera, cogliendo essenze originarie. Le esplosioni di violenza sono improvvisi lampi di buio, da intravedere appena. O, addirittura, pudicamente confinati obscena, per ferire a fondo, lasciando segni sui volti e corpi troppo pesanti da trasportare. Insepolti, come le conseguenze delle azioni, dettate da un fato dolorosamente svuotato di senso, e degradato a mero caso. Che lascia, nel finale, con gli occhi spalancati di sgomento, pieni di assurda speranza.

L'articolo Dogman, il western eretico di Matteo Garrone proviene da Minima et Moralia.

]]>
https://minimaetmoralia.it/cinema/dogman-western-eretico-matteo-garrone/feed/ 3