Michel Pastoureau Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/michel-pastoureau/ un blog di approfondimento culturale Thu, 15 Oct 2015 21:53:07 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg Michel Pastoureau Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/michel-pastoureau/ 32 32 Bestiari: una guida ragionevole https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/bestiari-una-guida-ragionevole/ https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/bestiari-una-guida-ragionevole/#comments Fri, 16 Oct 2015 05:30:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=28752 I bestiari sono – o almeno pensiamo siano – una classificazione degli animali. Testi scientifici, presumibilmente oggettivi, utili a ordinare la conoscenza del mondo. Eppure, osservandoli da vicino, sembrano essere soprattutto una grande fantasticheria, l’effetto di un impulso visionario che gioca con la tassonomia di bestie quadrupedi, acquatiche e volatili per mescolare il reale con il favoloso e liberare la nostra capacità d’invenzione. E non solo. Perché immaginare animali plausibilmente implausibili – dallo Snark di Lewis Carroll al sarchiapone di Walter Chiari, dai pescibanana di Salinger al minollo di Massimo Troisi, fino al catoblepa di Plinio il Vecchio e di Borges (nonché di Elio e le Storie Tese) – risponde anche al nostro bisogno di riflettere l’umano nello specchio deformante, e dunque rivelatore, della vita animale.

L'articolo Bestiari: una guida ragionevole proviene da Minima et Moralia.

]]>
bestiario1

I bestiari sono – o almeno pensiamo siano – una classificazione degli animali. Testi scientifici, presumibilmente oggettivi, utili a ordinare la conoscenza del mondo. Eppure, osservandoli da vicino, sembrano essere soprattutto una grande fantasticheria, l’effetto di un impulso visionario che gioca con la tassonomia di bestie quadrupedi, acquatiche e volatili per mescolare il reale con il favoloso e liberare la nostra capacità d’invenzione. E non solo. Perché immaginare animali plausibilmente implausibili – dallo Snark di Lewis Carroll al sarchiapone di Walter Chiari, dai pescibanana di Salinger al minollo di Massimo Troisi, fino al catoblepa di Plinio il Vecchio e di Borges (nonché di Elio e le Storie Tese) – risponde anche al nostro bisogno di riflettere l’umano nello specchio deformante, e dunque rivelatore, della vita animale.

Nel IV secolo a. C. Aristotele getta le basi di quello che per i secoli successivi sarà l’immaginario zoologico occidentale. Nella Historia Animalium (Vita attività e carattere degli animali, :duepunti edizioni) lo Stagirita racconta che «tra tutti gli animali selvatici, il più mite e docile è l’elefante, che impara e comprende molte cose: gli si insegna persino a inchinarsi di fronte al re», o che, inaspettatamente, «scoreggiare sia proprio di alcuni uccelli, come le tortore, e quelli che lo fanno accompagnano al suono un forte movimento del codione». Il suo modo di procedere è per forza di cose asistematico, forse proprio per questo letterariamente fertilissimo.

La medesima ricchezza che riscontriamo nei repertori più noti. In Bestiari del Medioevo (Einaudi) Michel Pastoureau passa in rassegna l’universo di credenze attraverso cui si articolava la conoscenza del mondo animale tra il XIII e il XIV secolo. «Il cervo vive mille anni. Il cinghiale ha due corna sul grugno. La donnola concepisce i piccoli attraverso la bocca e li partorisce dall’orecchio. Il toro perde le forze se viene legato a un fico». Immagini meravigliose, superstizioni e misteri, leggende acquisite come certezze e ibridazioni continue di ciò che c’è e di ciò che potrebbe esserci – la balena discussa accanto al basilisco, il corvo accanto alla manticora sanguinaria. Del resto, chiarisce Pastoureau, il vero oggetto dei bestiari non era la descrizione scientifica bensì Dio, il diavolo, i santi e i peccatori. Eppure le proprietà delle bestie non servirono solo a sintetizzare una simbologia religiosa.

Il Bestiario d’amore (Mondadori) è un libro in cui nel 1250 il chierico Richard de Fournival ragiona sui casi dell’amor cortese. Tramite allegorie e similitudini fiammeggianti, un uomo cerca di sedurre una donna ritrosa riconducendo i caratteri animali a quelli sentimentali («Gli atti del deporre e del covare le uova possono essere paragonati a due realtà che esistono in amore: il conquistare e l’accettare»). Un’intuizione analoga a quella di Umberto Saba che in A mia moglie dichiarava il suo affetto facendo coincidere le peculiarità della compagna con le bestie più neglette («E così nella pecchia/ ti ritrovo, ed in tutte/ le femmine di tutti/ i sereni animali/ che avvicinano a Dio;/ e in nessun’altra donna»).

Nonostante il bestiario sia servito a organizzare un sapere ancora prescientifico, il bisogno di immaginare animali si è rivelato inesauribile, tanto da penetrare, con toni sempre diversi, nell’opera di molti narratori.
Nel 1909, poco dopo essere stato nominato direttore di «Il mondo degli animali», Jaroslav Hašek venne licenziato perché i lettori si accorsero che gli animali descritti nella sua rubrica come reali erano del tutto inventati. Continuare a inventariare rinoceronti funamboli e cuccioli di lupo mannaro – possiamo leggerne in Il mio commercio di cani. Il mondo degli animali (Miraviglia) – serviva allo scrittore praghese a non perdere il lavoro. Immaginare animali era lo strumento della sua sopravvivenza materiale.

Comporre tassonomie concretamente fantastiche può essere anche funzionale a uno sguardo insieme sadico e ironico. In Come distinguere gli amici dalle Scimmie (Add), apparso per la prima volta nel 1931, l’umorista americano Will Cuppy gioca con il bestiario rivelandoci le specificità di animali noti («I Pinguini sono dignitosi»), discutibili («Il Babbuino è assolutamente superfluo»), risolutivi («Quello di cui questo Paese ha bisogno è un buon esemplare di Giraffa a un prezzo ragionevole») nonché insensati e indispensabili (gli Oritteropi «hanno diciotto dita dei piedi, ventidue vertebre caudali e zigomi accettabili, per una volta. Potremmo fare a meno di loro ma non sarebbe la stessa cosa»).

Incorporando il bestiario nel breviario Antonio Moresco ha invece scritto un libro di implorazioni i cui interlocutori sono gli animali dipinti dal pittore Giuliano Della Casa. 21 preghierine per una nuova vita (nottetempo) è un succedersi di invocazioni minime, intenzionalmente giocose e svagate, che alludono sempre alla possibilità di un cambiamento. A una rana ci si rivolge dicendo «Insegnami a vivere anfibio nei due regni della vita e della morte, a spostarmi a balzi, insegnami lo scatto, la metamorfosi», mentre della papera si desidera concentrazione e compostezza: «Insegnami la tua tranquillità e la tua eleganza, la tua silenziosa vicinanza al mondo e la tua distanza».

Se da lettori di cataloghi altrui si vuole entrare a far parte dei creatori di morfologie animali basterà sfogliare le tavole mobili del Bestiario universale del professor Revillod di Miguel Murugarren (Logos), sprofondando in un gioco combinatorio in cui senso e nonsense si saldano in esemplari come il rinolce del Gatro («Schivo cornupeta dalla puntura tenace delle coste sabbiose») o il cemmerio («Pesce primitivo di natura flemmatica del continente australe»). Augurandoci a questo punto di dare forma anche al causario descritto da Cortázar, l’animale che ci osserva «in modo così duro e continuo che è quasi come se ci stesse inventando». Perché dopo avere immaginato bestie per millenni, l’unica tregua è riposare nei loro occhi, venire inventati dallo sguardo animale.

L'articolo Bestiari: una guida ragionevole proviene da Minima et Moralia.

]]>
https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/bestiari-una-guida-ragionevole/feed/ 9
Il meglio di Pagina3: settimana dal 26 al 30 novembre https://minimaetmoralia.it/cultura/il-meglio-di-pagina3-26-30-novembre/ https://minimaetmoralia.it/cultura/il-meglio-di-pagina3-26-30-novembre/#respond Fri, 30 Nov 2012 15:26:11 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=11788 Questa rubrica è in collaborazione con Pagina 3, la rassegna stampa culturale di Radio3. Tutti i venerdì minima&moralia selezionerà gli articoli più significativi tra quelli letti ogni mattina in radio dai conduttori di Pagina 3 e ve li segnalerà. In questo modo cercheremo di offrire una panoramica su quello che è stato il dibattito culturale italiano nel corso della settimana. Il conduttore del mese di novembre è Edoardo Camurri. Un ringraziamento particolare a Radio3 e a Marino Sinibaldi.

L'articolo Il meglio di Pagina3: settimana dal 26 al 30 novembre proviene da Minima et Moralia.

]]>

Questa rubrica è in collaborazione con Pagina 3, la rassegna stampa culturale di Radio3. Tutti i venerdì minima&moralia selezionerà gli articoli più significativi tra quelli letti ogni mattina in radio dai conduttori di Pagina 3 e ve li segnalerà. In questo modo cercheremo di offrire una panoramica su quello che è stato il dibattito culturale italiano nel corso della settimana. Il conduttore del mese di novembre è Edoardo Camurri. Un ringraziamento particolare a Radio3 e a Marino Sinibaldi.

Lunedì 26 novembre:

 Amicizia e veleni. Le voci mescolate di Borges e Bioy Casares. Il sodalizio fra i due scrittori era fatto di felici scoperte e di uno spirito beffardo. Articolo di Alberto Manguel, la Repubblica, p. 53.

 Proust, maestro senza allievi italiani. Rispetto a Joyce e Musil era un genio più umano e appassionato, meno tecnico. Articolo di Raffaele La Capria, Corriere della Sera, p. 29.

Ascolta il podcast dell’intera puntata – Il brano di oggi è  Like Someone in Lovedi Duke Pearson.

 

Martedì 27 novembre:

 Teatro Pubblico Servizio? Economia dello spreco ed economia della miseria, di Gabriele Vacis su teatropubblico.blogspot.it

 Michel Pastoureau, lo studioso che si è occupato di come è cambiato l’uso delle tinte nella storia: “Così l’Occidente ha dipinto i sentimenti“. Articolo di Daria Galateria, la Repubblica, pp. 34-35.

Ascolta il podcast dell’intera puntata – Il brano di oggi è  It’s a lovely day today dell’Elmo Hope Trio

 

Mercoledì 28 novembre:

 Antivirus, formiche zombi e sali da bagno. Articlo di Andrea Cristallini su vice.com

 La peggior scena di sesso di sempre? Articolo di Francesca Modena su finizionimagazine.it

Ascolta il podcast dell’intera puntata – Il brano di oggi è Charles Mingus Medley di Jaki Byard

 

Giovedì 29 novembre:

• Rape Culture. Facile condannare la violenza sessuale, quando le accuse sono contro i tipi che non ci piacciono. Articolo di Violetta Bellocchio su rivistastudio.com

• L’ultima volta di Guccini. L’addio col nuovo album. Articolo di Diego Perugini, l’Unità, p. 24.

Ascolta il podcast dell’intera puntata – Il brano di oggi è  I’m just a lucky and so di Duke Ellington nella versione di Ramsey Lewis e Billy Taylor

 

Venerdì 30 novembre:

 Cecenia reloaded. Articolo di Luicia Sgueglia su doppiozero.com

 Monty Python. Autobiografia comica in versione cartoon. Articolo di Mario Serenellini, la Repubblica, p. 46.

Ascolta il podcast dell’intera puntata – Il brano di oggi è Impressions on a Caravan di Dollar Brand

 

L'articolo Il meglio di Pagina3: settimana dal 26 al 30 novembre proviene da Minima et Moralia.

]]>
https://minimaetmoralia.it/cultura/il-meglio-di-pagina3-26-30-novembre/feed/ 0