scontri Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/scontri/ un blog di approfondimento culturale Mon, 17 Oct 2011 08:15:14 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg scontri Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/scontri/ 32 32 Chi soffia sul fuoco non canti vittoria https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/chi-soffia-sul-fuoco-non-canti-vittoria/ https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/chi-soffia-sul-fuoco-non-canti-vittoria/#comments Sun, 16 Oct 2011 15:43:48 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5409 di Emiliano Sbaraglia Bisognava attraversarla tutta, la manifestazione di Roma, per capire quello che è accaduto e soprattutto quello che poteva accadere, se la capitale italiana non fosse stata messa a ferro e fuoco da qualche centinaio di ultras della violenza, che non a caso sul blindato dei carabinieri bruciato nei dintorni di piazza San […]

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di Emiliano Sbaraglia

Bisognava attraversarla tutta, la manifestazione di Roma, per capire quello che è accaduto e soprattutto quello che poteva accadere, se la capitale italiana non fosse stata messa a ferro e fuoco da qualche centinaio di ultras della violenza, che non a caso sul blindato dei carabinieri bruciato nei dintorni di piazza San Giovanni hanno apposto la firma “A.C.A.B” (All Cops Are Bastards), acronimo noto alle curve degli stadi e negli ambienti anarchici.

Attraversandola tutta, la prima cosa che saltava agli occhi era l’immenso fiume umano riversatosi nelle strade, ben oltre le previsioni e i numeri resi noti in queste ore. Basti pensare che, dopo essere stato costretto a partire prima dell’orario prestabilito per l’enorme numero di persone radunate tra piazza dei Cinquecento e piazza Esedra, dopo quattro ore il corteo ancora invadeva via Cavour, teatro dei primi episodi di guerriglia urbana. E se non fosse stata trasformata in un campo di battaglia, piazza San Giovanni avrebbe fatto fatica ad accogliere tutti i partecipanti.

Perché di gente ce n’era davvero tanta, e sia detto a chiare lettere, gli “indignati” sono loro: precari, pensionati, famiglie con bambini, ragazzi che ballavano e cantavano, provenienti da tutta Italia, che erano lì per rappresentare la vera Italia, un’Italia che, malgrado tutto e per fortuna, continua ad essere maggioranza.

Poi le cose sono andate come tutti hanno potuto osservare. E immaginiamo che non pochi si siano fregati le mani, sprofondati nelle comode poltrone dei cosiddetti palazzi del potere. Ma fossimo in loro saremmo cauti nel cantar vittoria per l’ennesima dimostrazione popolare finita tra idranti, lacrimogeni e lacrime amare.

Perché l’indignazione collettiva monta giorno dopo giorno, e pericolosamente si mescola con la rabbia esasperata; e come il surreale pomeriggio di Roma ha reso evidente in maniera inequivocabile, si tratta di una rabbia nichilista, sempre più difficile da prevedere e controllare. Sotto i caschi e dietro le sciarpe di molti di coloro che hanno scelto la strada della devastazione cieca si nascondevano anche volti giovani, molto giovani, facili da arruolare e sprezzanti del pericolo, che anzi diventa ai loro occhi l’unico modo per rendersi visibili al resto del mondo. Il “blocco nero” che si era posizionato al centro del corteo marciava tenendo in testa uno striscione che recitava così: “Non chiediamo il futuro, ci prendiamo il presente”. E agli adulti che li invitavano ad andarsene se non volevano scoprire i loro volti, rispondevano col dito medio alzato e un coro beffardo: “pacifisti servi”. Proprio davanti al Colosseo, si è passati dallo scontro verbale a quello fisico, con momenti di tensione emblematici, che simboleggiano un conflitto generazionale di drammatica portata.

Chiunque soffi sul fuoco di una simile situazione sociale, che veramente è arrivata ai confini dell’emergenza nazionale, è e sarà responsabile e colpevole tanto quanto coloro che hanno trasformato una imponente manifestazione di protesta civile in una ordinaria giornata di follia.

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