strane coppie Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/strane-coppie/ un blog di approfondimento culturale Tue, 11 Dec 2012 14:04:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg strane coppie Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/strane-coppie/ 32 32 Il romanziere e lo scrittore https://minimaetmoralia.it/letteratura/il-romanziere-e-lo-scrittore/ https://minimaetmoralia.it/letteratura/il-romanziere-e-lo-scrittore/#comments Tue, 21 Jun 2011 09:01:11 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4589 di Francesco Longo

Il romanziere e lo scrittore. La pop star della cultura e il sacerdote stimato dalle nicchie. Ovvero: il fabbricatore di bestseller Wilbur Smith, e il raffinato cesellatore letterario Michele Mari. Stasera, il Festival Internazionale delle Letterature di Massenzio a Roma abbina, in una sola serata, due scrittori lontanissimi, gli scrittori più incompatibili che si possano immaginare. Sarà come se si avessero insieme Theo Angelopoulos e il regista di un pop-corn movie.

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Questo articolo è uscito oggi sul Riformista.

Il romanziere e lo scrittore. La pop star della cultura e il sacerdote stimato dalle nicchie. Ovvero: il fabbricatore di bestseller Wilbur Smith, e il raffinato cesellatore letterario Michele Mari. Stasera, il Festival Internazionale delle Letterature di Massenzio a Roma abbina, in una sola serata, due scrittori lontanissimi, gli scrittori più incompatibili che si possano immaginare. Sarà come se si avessero insieme Theo Angelopoulos e il regista di un pop-corn movie. Un friggitore di McDonald’s e lo chef che sa quando aggiungere l’esatto tocco di tabasco. Il primo assaggio di questo impossibile tandem è andato in scena ieri mattina, alla Casa della Letterature, dove si è tenuta la conferenza stampa.

Wilbur Smith ha annunciato che leggerà stasera un testo inedito e totalmente autobiografico («ho scritto tutta la verità, nient’altro che la verità»), in cui racconta, tra le cose, di quando suo padre lottò contro tre leoni e si ferì al naso. Il testo si intitola “In origine era la parola e la parola era Dio” e certamente sapere che tutto è accaduto non sarà la stessa cosa. Michele Mari leggerà due racconti inediti che fanno parte della sua nuova raccolta che uscirà il prossimo febbraio per Einaudi. Protagonisti dei due racconti sono gli ospiti della celebre estate a Villa Diodati, Mary Shelley e Lord Byron (titolo del racconto “Villa Diodati”), e i fratelli Grimm (“Il patrimonio del popolo tedesco”). Anche Mari però, spinto da una domanda, finisce per dire qualcosa sulla figura paterna: «Mio padre, nel bene e nel male, mi ha marchiato. È stato un padre difficile, importante, per certi versi terrorizzante. Io lo vedevo come l’incarnazione dell’intelligenza e non ho mai messo in atto un rifiuto verso di lui. Lo subivo come un pontefice. Certo ne ho poi pagato le conseguenze in termini di equilibrio psichico». Wilbur Smith è solare, col volto disteso, abituato ai flash e ai fan; Mari è ombroso, solitario, schivo. Uno è la narrazione turbinosa, corale, di grande respiro, l’altro, a suon di cerebrale punteggiatura, è la caduta negli inferi deformi della coscienza. Continua infatti Mari: «Mio padre mi ha insegnato a non curarmi degli altri, mi ha insegnato a non cercare mai di piacere agli altri. Ero un bambino depresso, ma per lui essere soli era un titolo di merito. Mi diceva: “Le aquile volano da sole, i polli razzolano in compagnia” e io mi bevevo tutto quello che diceva».

Mai un duo letterario è stato più stridente. Wilbur Smith scrive per intrattenere e compiacere i suoi lettori, Mari contagia i suoi adepti inoculando le sue ossessioni e le sue angosce. Il primo, nato nella Rhodesia del Nord, ha un’idea di letteratura come momento di relax, i suoi romanzi, da leggere rigorosamente sotto agli ombrelloni, scorrono limpidi tra avventure misteriose e beati colpi di scena. Mari predilige invece il monologo, ama ritornare in modo nevrotico sugli stessi temi basta che lo si faccia con eccesso: la gelosia, l’infanzia, i grandi autori della letteratura di mare, il sangue, la morte. Non vuole che la lingua scorra e che le pagine volino, desidera che qualcosa si intoppi, che la sintassi si metta a gracchiare, che le parole siano riesumate da un lessico polveroso. Wilbur Smith ha lavorato nelle miniere d’oro, sui pescherecci, sulle baleniere. Mari è un professore di letteratura italiana, erudito settecentista, ha pubblicato saggi su Girolamo Tiraboschi e sulla traduzione tra Settecento e Ottocento.

Wilbur Smith ha venduto 120 milioni di copie nel mondo. Rondini sul filo, il più geniale e claustrofobico labirinto di stile che Mari abbia mai congegnato, è da anni fuori catalogo. Proprio in questo romanzo céliniano, Mari faceva i conti con alcuni autori che non amava: «uno scrittore che non ho mai sopportato… Bukowski […] quando uno ne parla bene diffido». Dava lì conto di tre «antipatie»: Fitzgerald, Salinger e Bukowski («l’idolo dei poveretti»). Anche in un’altra occasione tornò a parlare di questi autori, lamentandosi: «un’epoca che non ha esitato a promuovere a classicità autori come Salinger o Bukovski». In più, Mari ha sempre coltivato un amore per il passato e un sospetto per i contemporanei: «Sono vecchiotto di gusti io, do tutto il novecento in cambio dell’Alcyone e dei Colloqui».

La platea di lettori stasera sarà variegata come non è mai stata. Ci sarà la coda per firmare le copie da Wilbur Smith. Ci saranno pochi eletti a rimuginare con Mari. Non si sa bene dove sia il confine tra Letteratura e intrattenimento. Ma certamente sappiamo quali sono gli estremi.

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