Suoni Quotidiani Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/suoni-quotidiani/ un blog di approfondimento culturale Wed, 07 Nov 2012 12:51:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg Suoni Quotidiani Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/suoni-quotidiani/ 32 32 Ritratto 04: Gipi https://minimaetmoralia.it/ritratti/ritratto-04-gipi/ https://minimaetmoralia.it/ritratti/ritratto-04-gipi/#comments Sun, 17 Apr 2011 21:44:59 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4206 Ritratti è un progetto di Suoni Quotidiani in collaborazione con Audio Doc. Un ritratto dell’Italia unita attraverso i suoi particolari. Suoni quotidiani è un osservatorio sociale sulle normalità che utilizza l’audiodocumentario come strumento di analisi e la trasmissione orale come mezzo di diffusione dei risultati ottenuti. Ritratti è un poema epico che entra nel dibattito […]

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Ritratti è un progetto di Suoni Quotidiani in collaborazione con Audio Doc. Un ritratto dell’Italia unita attraverso i suoi particolari. Suoni quotidiani è un osservatorio sociale sulle normalità che utilizza l’audiodocumentario come strumento di analisi e la trasmissione orale come mezzo di diffusione dei risultati ottenuti. Ritratti è un poema epico che entra nel dibattito sulle celebrazione per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Sarà una galleria di 52 audio documentari monografici e biografici di persone che in Italia ci consumano la propria quotidianità, che verranno pubblicati per un anno a cadenza settimanale sul sito di suoniquotidiani.

Gipi
di Jonathan Zenti


Sul ritratto di Gipi non c’è molto da dire. Andrebbe fatto imparare a memoria nelle scuole al posto de “La Pioggia nel Pineto”. Andrebbe tatuato tutta schiena, parola per parola, sulla pelle di ognuno, e anche tutta faccia e tutta pancia, in modo che lo si possa ripassare ogni volta che ci si guarda allo specchio. Gipi, come Pasolini negli anni ’60, o come Truman Capote negli Stati Uniti o come uno di quei pochi altri intellettuali (o poeti) che ne nascono al massimo uno per generazione (come diceva Alberto Moravia), ha la capacità di vedere attraverso un condotto spazio-temporale iperproiettato verso il futuro. Il fatto che il suo sguardo non sia al centro del dibattito italiano, è un chiaro segno del deterioramento umano e culturale a cui abbiamo assistito negli ultimi 50 anni.

Chi gliel’ha fatto fare: a microfono spento Gipi mi ha detto “Io ho la sindrome da personalità dissociata certificata dal reparto di psichiatria dell’ospedale di Lucca: io posso fare quel cazzo che voglio”. Allenare lo sguardo, cercare la profondità, porsi nella condizione di avere torto e usarsi come volano per capire un cambiamento, non è una scelta, è una malattia. È una cosa di cui non si riesce a far finta che non esista, accettando quel non sempre piacevole stigma di essere lo scemo che prova a deviare quando il mondo va in un’altra direzione. Chi ha questa malattia vive all’interno degli effetti che il “corpo” sano produce intorno a sé, e li subisce, li sente addosso, non li vuole. Avere quella malattia, nel caso di Gipi anche non a caso certificata, deve essere una gran bella soddisfazione.

Ritratto 04: Gipi

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