Whit Stillman Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/whit-stillman/ un blog di approfondimento culturale Sat, 10 Dec 2016 09:04:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg Whit Stillman Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/whit-stillman/ 32 32 L’Inghilterra di Jane Austen nell’ultimo film di Whit Stillman https://minimaetmoralia.it/cinema/linghilterra-jane-austen-nellultimo-film-whit-stillman/ https://minimaetmoralia.it/cinema/linghilterra-jane-austen-nellultimo-film-whit-stillman/#comments Sat, 10 Dec 2016 09:04:21 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33020 Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

All'origine del nuovo film del regista americano Whit Stillman (Metropolitan, The Last Days of Disco) c'è Lady Susan, non il personaggio, ma il romanzo. Uno dei primi di Jane Austen, breve ed epistolare, scritto a fine settecento e pubblicato postumo (del 1871 la prima edizione inglese, del 2015 quella italiana pubblicata da Elliot nel volume Lady Susan e le altre. Romanzi e racconti epistolary, pp. 240, euro 18,50), Lady Susan è stato scelto da Stillman per farne un doppio adattamento: nuovo romanzo e film.

Entrambi sono usciti in Italia con il titolo Amore e inganni (il libro il 17 novembre per Beat Edizioni, nella traduzione di Alessandro Zabini, pagg. 256, euro 13,90, e il film l'1 dicembre distribuito da Academy Two). La storia è ambientata nella campagna inglese e a Londra alla fine del settecento e vede protagonisti Lady Susan Vernon (Kate Beckinsale nel film) e un ristretto circolo di parenti, amici, amanti, spasimanti, conoscenti.

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All’origine del nuovo film del regista americano Whit Stillman (Metropolitan, The Last Days of Disco) c’è Lady Susan, non il personaggio, ma il romanzo. Uno dei primi di Jane Austen, breve ed epistolare, scritto a fine settecento e pubblicato postumo (del 1871 la prima edizione inglese, del 2015 quella italiana pubblicata da Elliot nel volume Lady Susan e le altre. Romanzi e racconti epistolary, pp. 240, euro 18,50), Lady Susan è stato scelto da Stillman per farne un doppio adattamento: nuovo romanzo e film.

Entrambi sono usciti in Italia con il titolo Amore e inganni (il libro il 17 novembre per Beat Edizioni, nella traduzione di Alessandro Zabini, pagg. 256, euro 13,90, e il film l’1 dicembre distribuito da Academy Two). La storia è ambientata nella campagna inglese e a Londra alla fine del settecento e vede protagonisti Lady Susan Vernon (Kate Beckinsale nel film) e un ristretto circolo di parenti, amici, amanti, spasimanti, conoscenti.

Lady Susan è vedova da poco ed è madre di Frederica (Morfydd Clark), ragazza schiva, un po’ ribelle, appena in età da marito, interessata più agli studi che alle mondanità. Per risolvere le seccanti questioni economiche che la propria vita sociale e l’educazione della figlia procurano, Lady Susan decide di dare la figlia in sposa al ricco ma sciocco Sir James Martin (Tom Bennett).

La decisione innescherà una catena di eventi, e insieme a questi arriveranno lacrime, separazioni, amori, tradimenti, e in ultimo due matrimoni e un epilogo diverso da quello tramato da Lady Susan. Tono e tenuta della storia (in entrambe le versioni di Stillman, romanzo e film) sono da commedia shakespeariana, imprevedibili e appassionanti, brillanti nei dialoghi (impeccabili come sempre nei film di Stillman), ottimamente interpretati dal cast (tra gli altri ci sono Chloë Sevigny nei panni dell’amica e complice di Lady Susan, Alicia Johnson, e Stephen Fry in quelli del marito, Mr. Johnson), soprattutto pieni di umorismo e sentimento.

Per dichiarare il proprio sodalizio con trama e personaggi, il film Stillman nel romanzo si finge nipote di Sir James e di Lady Susan, dei quali prende palesemente le parti, facendo del primo un uomo più ironico e comico che sciocco e della seconda una specie di proto-femminista che più che ai soldi sembra essere interessata alla pratica del libero amore. E per rendere attuale un soggetto d’altri tempi (matrimoni combinati, disparità di genere, viaggi in carrozza e varia servitù) non ha avuto bisogno di zombie né di supereroi.

Ha solo usato Jane Austen, cambiato appena un po’ la prospettiva, e riassunto in una frase la perfetta contemporaneità del tutto: “Dal mio punto di vista, l’umanità è sempre singolare”.

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Un libro per riappropriarsi di sé https://minimaetmoralia.it/libri/chloe-sevigny/ https://minimaetmoralia.it/libri/chloe-sevigny/#comments Tue, 04 Aug 2015 08:16:12 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=28023 Questo pezzo è uscito sul Venerdì. (Fonte immagine)

Lei stessa spiega che non è un libro d'arte né uno scrapbook. "È un libro per i fan", dice. Poi si domanda: "Posso fare un libro per i fan di me stessa?" Titolo, autrice e protagonista del libro Chloë Sevigny (Rizzoli International, prefazione di Kim Gordon, postfazione di Natasha Lyonne, pagg. 230, $ 35), l'attrice di recente ha raccontato al New Yorker come l'idea di fare il libro le sia venuta durante un viaggio in Giappone.

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Lei stessa spiega che non è un libro d’arte né uno scrapbook. “È un libro per i fan”, dice. Poi si domanda: “Posso fare un libro per i fan di me stessa?” Titolo, autrice e protagonista del libro Chloë Sevigny (Rizzoli International, prefazione di Kim Gordon, postfazione di Natasha Lyonne, pagg. 230, $ 35), l’attrice di recente ha raccontato al New Yorker come l’idea di fare il libro le sia venuta durante un viaggio in Giappone.

Trovandosi tra le mani un libro fotografico su di lei non autorizzato, ha deciso di farsene uno da sé, riempiendolo di ricordi pubblici e privati, di facce di amici, della sua faccia soprattutto, senza alcuna intenzione nostalgica né celebrativa. Più che una celebrazione, si direbbe una riappropriazione.

Un paio di anni fa una foto di Chloë Sevigny scattata da Larry Clark era esposta al New Museum di New York nella mostra curata da Massimiliano Gioni NYC 1993: Experimental Jet Set, Trash and No Star. Insieme a skateboard e copertine di vinili, Sevigny con i suoi capelli rasati a zero faceva da icona non solo di un certo stile (grunge, indie, post-punk), ma di una scena, di un sound, di un’attitudine che univano austerità e sentimento, trasandatezza e assoluta eleganza.

Dal suo esordio a diciassette anni come modella, Sevigny è riuscita a imporsi come una delle creature più seducenti della sua generazione. Nel 1992 appare nel video della canzone Sugar Kane della band post-punk Sonic Youth. Così racconta Kim Gordon nella prefazione al libro: “Chloë aveva diciassette o diciott’anni; aveva appena tagliato i capelli cortissimi e sembrava un ragazzino. Quando le ho chiesto da dove venisse quel suo stile unico ho scoperto che non era cresciuta studiando le riviste di moda. I suoi riferimenti erano state le copertine dei dischi del padre, il suo guardare a cinque anni a occhi spalancati Blondie o Marianne Faithfull”.

Tre anni dopo il video, Sevigny è tra i protagonisti del film scritto da Harmony Korine e diretto da Larry Clark Kids. Seguono ruoli memorabili in film di culto come The Last Days of the Disco di Whit Stillman o The Brown Bunny di Vincent Gallo. La fotografano Mark Borthwick, Terry Richardson e Juergen Teller. Posa per l’artista americana Elizabeth Peyton, celebre per i suoi magnifici ritratti degli eroi della scena musicale di fine novecento. Ancora: la dirigono Lars Von Trier, Woody Allen, Jim Jarmush, Werner Herzog. Appare in una dozzina di serie tv tra cui Big Love, Those Who Killed, The Cosmopolitans. Presto la ritroveremo nel nuovo film di Whit Stillman tratto da Jane Austen Love and Friendship.

A novembre Chloë Sevigny compirà quarantuno anni, e il New Yorker l’ha appena incoronata reginetta pubblicando un articolo dal titolo “Chloë Sevigny a quarant’anni”. Ancora Kim Gordon nel libro, a spiegarne unicità e bellezza: “Semplicemente si rifiuta di essere sexy o graziosa o carina o qualunque altra parola venga usata per dire alle ragazze cosa devono essere”.

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