Commenti a: Il teatro trasformato in animazione da villaggio vacanze https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/ un blog di approfondimento culturale Fri, 08 May 2015 14:08:32 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Laura https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1612910 Fri, 08 May 2015 14:08:32 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1612910 Condivido ogni singola parola del post di Christian anche per quel che riguarda lo spettacolo Favola visto ieri sera, di una comicita’ davvero da villaggio vacanze, una trama che si perde continuamente, Filippo Timi sul palco e’ un fastidioso egocentrico che non trasmette nulla al suo pubblico, una recitazione imbarazzante. Un pubblico che si sganasciava dalle risa ad ogni singola parola, senza evidentemente ascoltare.

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Di: Valentina https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1516726 Fri, 13 Mar 2015 10:57:07 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1516726 Salve, penso che la sua recensione sia basata sul estetica e’ che abbia centrato un punto fissato dallo stesso Timi e reso noto attraverso una video intervista corale di presentazione dello spettacolo; rilasciata per Quarta Parete (visibile su You tube), dove lui stesso definisce il personaggio:”un poveraccio, una maschera, un cabaret da strapazzo, un cabaret da crociera, da villaggio turistico ” …. la cosa buffa è che nella stessa intervista si mensiona un critico del’800 che definì con disprezzo “L’anima del Don Giovanni, il suo costume” proprio come, in chiave moderna, ha fatto lei con questo pezzo . Mi spiace che lei sottovaluti il pubblico ma come vede facciamo ricerche e cerchiamo di andare oltre, forse se anche lei cercasse l’etica nelle rappresentazioni riuscirebbe a scrivere pezzi più interessanti e profondi, invece di una ribollita di definizioni d’altri tempi.

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Di: Stefania https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1513201 Wed, 11 Mar 2015 16:14:18 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1513201 Gentile Christian,

Mi ci giocherei la mia seconda verginità che in un villaggio vacanze tu non ci sei mai stato. Scusa la bassa citazione (incipit di Mimi’ Bluette Fiore del mio giardino, feulleton imperdibile almeno quanto sconosciuto) ma voglio sintonizzarmi sulla trivialità del pubblico che così poco gentilmente descrivi nella tua recensione.

E premetto subito che io ci sono stata. Eppure vado a teatro. E sono stata anche in crociera (te lo dico per darti un po’ alcune delle mie credenziali).

Inizialmente pensavo di scriverti i motivi per cui mi è piaciuto lo spettacolo. Poi lo farò, tanto per non andare fuoritema. Avrei voluto essere fulminante e sintetica per contrappormi, almeno per stile, alla sediziosa demolizione in 10 punti dello spettacolo, anche se in realtà lo spettacolo nelle tue parole è un aspetto marginale.

Pensa che, tra l’altro, ho letto il decalogo prima di andare a vederlo. E malgrado ciò ho passato una piacevole serata.

Ma ora che lo rileggo, con calma, in verità ti dico che voglio parlarti di altro, della tua idea di pubblico. Perchè tu non demolisci lo spettacolo di Timi, ma addirittura utilizzi il suo successo immeritato per parlar male di chi, per fortuna, ancora spende i suoi soldi per andare a teatro a vedere questa robetta.

Ah forse, cultura popolare e di massa e teatro – orrore – non vanno a braccetto, ma anche no. Avrei trovato molto più interessante se tu ti fossi interrogato, pur con un giudizio diverso dal mio, sul perchè la gente di mezza eta’ che non è nata come me e te a metà degil anni ’70, e che quindi non capisce molti dei riferimenti – tipo tiger man -, ridesse a crepapelle. Ci sarebbe stato quello sforzo in più del critico che invece di pisciare sul terreno per segnare il perimetro del suo pensiero e ergersi dal suo recinto di certezze si interessa di capire i meccanismi che animano il pubblico. Perle ai porci. anzi il contrario Porci ornati di perle e cultura queer, secondo te. Anche se io ho qualche dubbio sul fatto che quel pubblico dell’argentina di mezza età sappia che cosa sia l’estetica queer. E’ d’altra parte secondo te un pubblico non educato, forzerei addirittura la mano, maleducato al teatro.

Non conosco il perchè di tanto livore verso il pubblico, ma è il duro mestiere del critico, quello di tracciare un netto confine tra il male e il bene, il nero e il bianco.

Detto questo, interessante anche la pletora di commenti che seguono alla tua recensione, che demonizzano uno spettacolo che per fortuna non hanno visto. Anche se loro, in manierà più onesta, si contrappongono al personaggio Timi, secondo la più serena dicotomia mi piace/non mi piace.

Ora procedo con il mio pallido pensiero sullo spettacolo, che avevo buttato giù per me, da umile spettatore e mi accorgo che ho visto un altro spettacolo. Un po’ ora che ho letto bene il tuo commento, me ne vergogno.

Ma la messa a nudo non mi spaventa. Anche se ai tuoi occhi mi sento un poco casalinga di voghera.

Facciamo così, immagino di scrivere direttamenta al Don Giovanni che ho visto ieri sera, anzi a Timi, dai che è un po’ la stesa cosa, no?

Caro Don Giovanni,

Lo spettacolo è di una bellezza estetizzante, rara. Scivola tutto sulla sua superficie, liquido il narcisismo pop del tuo Don Giovanni. Sfiora i margini dell’inquadratura. Tra pareti di design alla Ron Arad, colonne sonore perfettamente incastonate nella storia. Vestiti da sogno che stringono l’anima del Don Giovanni e la sparano fuori, come il tubetto di dentifricio nei denti, e ti lasciano in bocca il suo sapore. Servono palati sottili per degustare la squisita prelibatezza di questa operazione. Un divertissment più interessante per la sua delicatezza e coerenza che per la sua irriverenza, un’altra sfumatura ancora del vostro teatro. E’ piacere degli occhi, direbbe Truffaut. E’ nella retina dello spettatore, abitata da elementi della qualunque – pop, post-moderni,cinematografici, televisivi- che si scatena il delirio narcisistico del Don Giovanni, il colore che vince la morte, la memoria del passato prossimo che si tinge del presente, mentre il passato “classico” bussa alla porta, sovrastato dalla vacuita’ del presente, ma con tutto il suo fascino, e lì con le musiche ve la siete giocata benissimo.

E’ bello vederti in scena che godi dei tuoi attori. E fai bene. Perché come al solito ti reggono. Riescono ad esserci anche se te li mangi tutti ogni volta che apri bocca.

Al teatro sono mediamente antipatici. E contro l’empatia e il galleggiamento lieto in superficie gioca una acustica che a tratti non fa percepire il parlato (la morte del padre di donna anna, ad esempio). Mannaggia, sto pure in platea…

Ho trovato da ex milanese pentita questo spettacolo un luogo in cui sentirmi a casa. Io stavo incastonata tra voi, notte e giorno di Magritte, abbracciata nei colori.

Ovviamente per tutto il tempo ho sognato di mettermi il tuo cappotto di fiori, per poi volare lieta, a casa, dai miei bamboli.

Alla prossima,

Stefania

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Di: Fabrizio https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1512643 Wed, 11 Mar 2015 08:42:42 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1512643 Mai cosi’ daccordo con Raimo.
Essenza della situazione: E’ possibile che sia rappresentata una tale cialtronata?
E’ possibile che raccolga udienza dal “pubblico”?
Si. Questo e’ possibile in un Paese nel quale la funzione piu’ vitale per l’intera cittadinaza, la politica, sia gia’ da tempo trasformata nella stessa quasi IDENTICA cialtronata.
Quindi, dato che siamo governati da teatranti di quartordine senza la minima idea degli obblighi che impone coltivare l’intelletto, come si puo’ pensare che il teatro italiano, funzione paratattica della vita sociale del paese, non proponga consimili aborti?
E -prima di tutto- con tale teatro diviene ovvia e manifesta anche la decadenza dell’intera struttura sociale e, Primus inter Pares, del pubblico che gradisce questo spettacolo.
Quindi abbiamo delle signore scandalizzate, in particolare del fatto che questo spettacolo NON PIACCIA (a qualcuno) perche’ invece, piace in generale.
Altre signore si adontano perche’ si ATTACCA (un povero guitto), il signor Timi, ritenuto a maggioranza un grande attore.
Altre signore si piccano che, nella liberalita’ delle personali opinioni, ci sia qualcuno che coltiva PREGIUDIZI CONTRO il rifacimento di opere di cui (quei pochi come Raimo) denunciano la drammatica storpiatura.
Insomma, molte rispettabilissime signore, non riflettono su un fatto essenziale e inelusibile: MA PERCHE’ SI RIFANNO (E PURE MALISSIMO) OPERE ESISTENTI; CHE POSSONO VIVERE NEL LORO STORICO CONTESTO, E PIUTTOSTO NON SI -COMPONGONO- E MAGARI -RECITANO- OPERE REALMENTE NUOVE ED ORIGINALI CHE PROVENGANO DA UN AUTENTICO GENIO CREATIVO? insisto con Nuove ed Originali, altrimenti tra le signore che commentano potrebbe sorgere una replica del tipo -“E’ nuovo e originale trasformare il vecchio “creando” nuovo “senso”- quindi appunto e confermo: NO, qui si intende davvero; ORIGINALE.
Una creazione, non una parodia malnata, pastrocchio, libera riflessione, o altro.
Puo’ il teatro italiano proporre oggi un genio creativo capace dell’originale e SAPIENTE teatro?
No…Perche’ la nazione italiana, diciamo con piu’ realismo, i cittadini che vivono in Italia, non hanno piu’ gran che del Genio che IN ITALIA ha prodotto veri miracoli (in passato).
Mettiamola cosi’ (dato che le signore se ne avranno certamente a male). Questione: il Passatismo e l’Elitarismo sono legittimi in un Paese culturalmente, socialmente, economicamente, politicamente, ormai sull’abisso del ridicolo?
Risposta: Ma certo che si.
Questione: Serve pure a qualcosa il “Don Giovanni” teatrale, di Timi?
Risposta: Ma ovviamente SI! serve al medesimo scopo di tutta l’arte prodotta su quello stesso livello sprofondato,ovvero, ci permetterebbe di scorgere la tensione al futuro E ALLORA TIMI E’ PERFETTAMENTE REALIZZATO! Come realizzati sono i commenti plaudenti. IL TUTTO FUSO INSIEME CI PREAVVERTE CHE LA SOGLIA DEL RIDICOLO E’ AMPIAMENTE SUPERATA, ma non riesce a superare la nostra politica…Quella vige ad uno stadio del burlesque ancora piu’ basso…

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Di: paola https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1511635 Tue, 10 Mar 2015 17:14:34 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1511635 Ho visto due, anzi tre volte il Don Giovanni. Amo Filippo da sempre, da quando nessuno lo conosceva (vi dicono qualcosa “East”, “Polaroid molto esplicite”, “La morte di Danton”…???) So che esagera, ma nelle sue esagerazioni c’è sempre un concentrato di ciò che è stata ed è ora per lui, la vita. Non sto a spiegarvi le cose sue, dico solo che con questo spettacolo ha osato molto, mettendo sul piatto l’idea (in un paese influenzato dal Vaticano), che peccare sia bello e che sia bello anche il diavolo (senza bisogno di essere satanisti). Lui non ha il senso del limite (e c’è un perchè a questa cosa), e molti non lo sopportano. Anche con le sue innegabili cadute di gusto, continua a comunicarmi energia e voglia di vivere, e io lo ritengo importante in un momdo in cui i depressi si stanno moltiplicando in modo esponenziale!

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Di: elina https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1511581 Tue, 10 Mar 2015 16:20:17 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1511581 Timi è un attore fuoriclasse, a teatro la sua presenza scenica e le sue capacità attoriali emergono in maniera più decisiva che al cinema, dove secondo me la sua figura appare banalizzata (fatta eccezione per “Vincere” di Bellocchio, ove, c’è da dire, Mussolini lo incarnava alla perfezione, restituendo quel parossismo emblematico della figura del dittatore) ma la sua idea di teatro è un disastro. le riscritture dei testi – ergo le drammaturgie – non sono rivisitazioni ma saccheggiamenti veri e propri. Timi, come regista teatrale, è scarsissimo e non perché proceda per rielaborazione del testo di partenza ma perché vìola i testi, li svilisce. Cosa è rimasto della “substantia” del suo Amleto? Nulla. Non vi era più Amleto ma un personaggio qualunque, gigione e anche un po’ stronzo, privo della profondità del prototipo scespiriano. Stessa cosa dicasi per il Don Giovanni: una messa in scena confusa, citazionismo fine a sé stesso, volgarità. Uno spettacolo fin troppo popolare, ai limiti del trash (eppure, non è stata risparmiata neanche qualche incursione nel trash vero). Tipica “fuffa” postmoderna. Ormai la televisione – che ha già valicato i propri confini, accogliendo in sé il cinema, è arrivata anche a teatro. Non vi è più uno specifico filmico né uno specifico teatrale, almeno nella maggior parte dei casi. Ciò che disturba è che mai un critico teatrale autorevole distruggerà il teatro di Timi… (nulla togliere a Raimo, il quale, però, non lo è di professione) e, la cosa che fa arrabbiare un’amante del Timi ATTORE, quale mi ritengo, è che se solo avesse l’umiltà di farsi dirigere, rinunciando a questa inutile voracità, penso che si potrebbe recuperare il piacere di vederlo sul palcoscenico.

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Di: Chiara https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1511464 Tue, 10 Mar 2015 14:16:57 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1511464 Ma come ti permetti ???
non ho tempo da perdere (prezioso ) a commentare e smontarti punto per punto ..ma sottoscrivo in pieno il commento precedente di Elisabetta.
Filippo Timi e’ a mio avviso uno dei piu’ grandi attori italiani di oggi nonche’ grande regista ed autore ed il suo Don Giovanni e’ straordinario.
La chiacchere stanno a zero!
Parlano i risultati: ovvero i suoi sold out al teatro Argentina come al Parenti e il suo enorme successo.
Dunque per favore TACI e ripigliati…FOLLI E FALSE tutte le assurdita’ che HAI SCRITTO.

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Di: elisabetta https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1511353 Tue, 10 Mar 2015 12:22:32 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1511353 Caro Christian, seguo da tempo Minima&Moralia perchè mi è sempre parso, in uno scenario abbastanza arido quanto a critica e dibattito culturale, come luogo dove ho trovato riflessioni, aperture e confronti, che mi hanno sempre portato a salire di un gradino, a farmi un’idea, a limare quella che avevo o a cambiarla totalmente sapendo perchè e scegliendo come e quanto. Non stavolta. E non perchè si scriva male di uno spettacolo che io stessa, nel percorso di Filippo Timi, abbia trovato meno omogeneo e più difficile da decifrare e perciò da digerire; ma perchè questo articolo che scrive e i termini che sceglie di utilizzare mi sembra optino per una strada che va verso la gratuità piuttosto che l’approfondire delle sensazioni che come spettatore e come critico ha avuto. Se davvero conosce il percorso teatrale di Timi, se ha avuto modo di vedere gli altri suoi spettacoli, dall’Amleto a Favola fino al suo ultimo monologo Skianto, penso che sia innegabile: che Timi abbia un talento visionario cui sta cercando di dare forma con il teatro (poi ci possono piacere o meno i suoi lavori, ma che tra i più riusciti e i meno riusciti ci sia qualcosa di veramente interessante, di veramente intenso, di veramente artistico credo sia un dato di fatto); che un artista che riempie i teatri in un momento storico in cui è difficile farlo non per forza di cose è uno che si svende, è l’eterno dibattito fra opere autoriali e blockbuster da cui il postmoderno ci ha aiutato ad affrancarci portando la riflessione un po’ più in là; che ogni volta che un artista (attore, regista, scrittore, pittore, scultore che sia) decide di mettere tutto se stesso nella realizzazione di un’opera merita attenzione nella critica e approfondimento per poter capire come continuare il suo percorso che serve anche a noi, sia che l’opera riesca o meno. Io ad esempio, anche solo per le domande che mi ha lasciato dentro la visione di Skianto e le connessioni che mi ha dato quella dell’Amleto, vorrei tanto che Filippo Timi continuasse a cercare e a inventare e a condividere.

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Di: Laura https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1511322 Tue, 10 Mar 2015 11:51:37 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1511322 Incredibile come non venga colta la volontà di sottolineare, con l’uso così smodato del grottesco (prassi ben lontana e radicata) l’imposizione della vita stessa, nel solo atto di “essere”, di esistere, essa diventa insostenibile. Una girandola di ruoli, una farsa nella farse, dove l’intimità, inesistente in colui che è trafitto dall’ossessione della conquista, scompare nell’eccesso. Scelte estetiche e comunicative ben definite, che possono non essere condivisibili, ma che difficilmente riesco a definire “da villaggio vacanze”.

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Di: rita https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1508381 Sun, 08 Mar 2015 19:18:39 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1508381 Ho visto lo spettacolo ieri sera. Davvero pessimo. non si salva più niente, neanche il teatro. dove siamo precipitati.

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Di: veronica https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1503841 Fri, 06 Mar 2015 11:07:57 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1503841 In questo spettacolo è vero che si crea un riconoscimento nel pubblico perché le canzoni come Tiger man appartengono a un orizzonte dell’immaginario legato alla nostra infanzia che ci affascina ma questo non ha nessun legame con il testo teatrale e soprattutto essendo cose prive di qualsiasi spessore non crea mai una profondità di pensiero….
Perché scomodare Don Giovanni se non si riesce a fare una minima riflessione su cosa può significare mettere in scena questo mito oggi? Questo spettacolo cosa racconta del Don Giovanni? Del desiderio? Di noi esseri umani? Della vita e della morte? Raccontare di un libertino in modo estetizzante senza mai mostrarci neanche per un minuto una condizione esistenziale che possa coinvolgerci un pochino più profondamente oltre il facile riconoscimento con Tiger man o il pulcino pio insomma mi sembra un po poco…
Detto questo, penso che sia giusto programmare anche questi spettacoli insieme a tanti altri che vedremo al Teatro Argentina per dare un quadro generale di quello che succede in Italia.

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Di: Vittoria https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1503636 Fri, 06 Mar 2015 08:43:53 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1503636 Raimo, per me Timi non ha alcun talento se non quello di essersi procacciato degli ottimi contatti grazie ai quali passa per un bravo attore. Lasciamo stare Carmelo Bene, non paragoniamo il TEATRO alla FICTION di quarto ordine. Per carità. Il pubblico già abituato a vedere merda in tv non è in grado di discernere il bene e il male nemmeno a teatro anche perché, spesso, chi programma i cartelloni pensa più agli incassi, che nomi, fenomeni da baraccone e spettacoli di bassissima qualità possono portare, che non al ruolo che il teatro dovrebbe avere. E’deprimente.

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Di: Milton F. https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1502828 Thu, 05 Mar 2015 18:40:15 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1502828 https://labattagliasoda.wordpress.com/2013/12/14/contro-filippo-timi-discorso-sul-ridicolo-in-nome-dellarte/

Condividiamo la stessa immagine – e lo stesso ripudio.

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Di: alessia https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1502732 Thu, 05 Mar 2015 17:13:23 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1502732 in effetti lo immaginavo. ho invece appena visto in video alcuni decine di minuti
di Paesaggio con fratello rotto di Teatro Valdoca, che
mi è sembrato molto disturbante e, questo sì, in relazione con le “culture” e con
Artaud e Bene (e anche Francis Bacon).
sul versante cinema, come esercizio di riscrittura e parodia (del linguaggio del potere veicolato dai media e introiettato nelle relazioni), Gone girl si pone come uno degli esperimenti più riusciti degli ultimi tempi.

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Di: SoloUnaTraccia https://minimaetmoralia.it/teatro/il-teatro-trasformato-in-animazione-da-villaggio-vacanze/#comment-1502722 Thu, 05 Mar 2015 17:03:15 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25709#comment-1502722 Piero, che Iddio, se esiste, ti perdoni per aver digitato i nomi di Carmelo B. e Filippo T. nella stessa frase. Oppure ti fulmini (fa più Vecchio Testamento).

Caro Raimo, spero che avessi un biglietto-omaggio. Altrimenti vale il detto chi è causa del suo mal eccetera. Il tuo su Timi è proprio un pregiudizio.

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