Commenti a: The Wire, il Gomorra americano https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/ un blog di approfondimento culturale Tue, 19 Apr 2016 23:13:04 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Franco https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-1951184 Tue, 19 Apr 2016 23:13:04 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-1951184 Gianmaria: Gomorra senza drammaturgia e scritta da un giovane autore, mentre The wire scritta, girata e recitata meglio? Ma per favore! Oltre al fatto che le due serie non c’entrano un cippo lippo, poiché in Gomorra il punto di vista è completamente diverso e la polizia non “partecipa”, le voci narranti hanno un carattere mentre in The wire sono solo abbozzate, Gomorra è più vero mentre The wire ricalca altre serie americane e proprio qui cade nel banale. Inoltre mi annoia!

Va si scrive senza accento-

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Di: Franco https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-1951183 Tue, 19 Apr 2016 22:49:25 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-1951183 Gomorra sopra, Wire sotto. Il quasi solito prodotto americano, un po’ più sofisticato magari, con diversi gradi di lettura e incastri narrativi. Tutto qui. Il resto sono solo parole inutili per riempire di bit questi spazi bianchi. Inutile scrivere tanto per dire così poco!

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Di: Gianmaria https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-705323 Fri, 23 May 2014 10:27:03 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-705323 I paralleli tra Gomorra e The Wire sono stati rilevati anche da altri commentatori.
si veda qui:

http://fivebooks.com/interviews/gavin-knight-on-gang-crime

e anche qui:

http://www.theguardian.com/media/organgrinder/2009/aug/11/the-wire-season-two-episode-12

quindi il paragone non mi pare fuori luogo. Anche il passato giornalistico dei due autori li accomuna.

In particolare, a essere caro sia a David Simon che a Roberto Saviano, è l’importanza di mettere in luce i meccanismi delle società che raccontano.
Si confronti la frase pronuunciata dal personaggio di Lester nella prima stagione dello show:

“You follow drugs, you get drug addicts and drug dealers. But you start to follow the money, and you don’t know where the fuck it’s gonna take you.”

con la citazione scelta per la quarta di copertina di ZeroZeroZero di Saviano:

“Guarda la cocaina, vedrai polvere. Guarda attraverso la cocaina, vedrai il mondo”

La somiglianza è palese.

Detto questo, The Wire ha sicuramente il vantaggio di essere stato concepito come una fiction, ragione per cui la sua fruizione risulta decisamente più appagante.
Gomorra di Saviano, anche se catalogato come romanzo, non ha una storyline né una drammaturgia.

Non mi interessa dire quale delle due opere sia migliore, ma a scapito di Gomorra và detto che si tratta dell’opera prima di uno scrittore molto giovane, porbabilente ancora alla ricerca di una voce, The Wire è i!nvece la creazione di un team di scrittori assai più maturi. A questo si aggiunga l’incredibile qualità della regia, degli attori e dei tecnici tutti ed ecco che probabilmente, come opera, la serie di Simon e soci risulta più solida.

È curioso però come pur nella sua acerbità, Gomorra sia diventato in poco tempo un caso letterario internazionale, mentre The Wire ha impiegato molto più tempo a farsi notare, divenendo popolare praticamente a show già concluso.

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Di: francesco https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-698877 Wed, 21 May 2014 17:04:04 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-698877 Ho studiato cinema e sono un appassionato di letteratura americana contemporanea. posso senza dubbio dire che non esiste nulla al mondo che si avvicini alla perfezione di the wire. 60 ore che battono qualsiasi film, qualsiasi libro, qualsiasi opera d’arte mai creata fino adesso. Basti solo pensare alla scelta e alla caratterizzazione dei personaggi e degli attori che li interpretano. ovviamente non tutti possono capire quanto il personaggio di Bubbles sia cosi dannatamente perfetto. solo chi ha avuto a che fare col suo mondo! trovo comunque suggestivo, ma profondamente inesatto l’accostamento con un’opera mediocre come gomorra, il libro di saviano è pieno di forzature, falsi stereotipi e scritto con una tecnica narrativa mediocre. leggete qualche romanzo di Richard Price o di George g pelecanos per rendervi conto di cio che dico.
saluti

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Di: Che cos’è questo realismo: analisi di Generation Kill | All my images https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-348914 Tue, 28 May 2013 09:46:40 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-348914 […] compiuto di realismo della narrazione. Una scrittura che dà alla narrazione il potere di “mostrare i collegamenti“, le linee di forza che legano tra loro tutti i soggetti che compongono un corpo […]

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Di: Lodovico https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-183097 Sat, 09 Jun 2012 16:26:04 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-183097 The Wire: primo passaggio televisivo (negli Usa): giugno 2002.

Gomorra:pubblicato nel maggio 2006.

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Di: The Wire, il Gomorra americano | 404: file not found https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-171965 Fri, 27 Apr 2012 09:08:24 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-171965 […] in tutto il mondo oggetto di studio e modello da imitare. Iniziamo dunque con una riflessione, già comparsa su minima&moralia, di Francesco Pacifico su The Wire e Gomorra, il romanzo di Roberto […]

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Di: Gianluca Picariello https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-1717 Wed, 05 Jan 2011 18:54:32 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-1717 La mia serie preferita, e la prima (di quelle di nuovo corso, diciamo da Lost in poi) che ho visto (in lingua originale, rigorosissimamente. E quanto mi manca…!!!
Complimenti per articolo e segnalazione!

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Di: Gianmaria https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-1612 Thu, 23 Dec 2010 14:10:45 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-1612 Bel post.
Ho tracciato immediatamente un collegamento tra le due opere da subito.
Ci sono delle evidenti affinità. In entrambi i casi la narrazione parte da un lavoro giornalistico ed entrambe le opere tentano di raccontare il funzioamento delle cose.
Il vantaggio di The Wire è senz’altro il format: la televisione seriale è il medium che oggi può meglio raccontarlo, questo funzionamento, come ha ammesso lo stesso Simon.

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Di: francesco romeo https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-1357 Sat, 20 Nov 2010 09:54:54 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-1357 Ma figurati, Flavio, quando avrai tempo (e sarà un piacere)

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Di: Flavio Pintarelli https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-1355 Fri, 19 Nov 2010 12:10:07 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-1355 Francesco oggi riesco a dare solo una sbirciatina veloce ai tuoi commenti, ci torno sopra domani con calma, perché il discorso mi stuzzica molto.

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Di: francesco romeo https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-1354 Fri, 19 Nov 2010 11:42:05 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-1354 Poi giuro che taccio, mi permetto di inserire un mio brano:

Con questo falso indizio (una specie di false friend da dizionario inglese-italiano) Sorrentino ci svia piuttosto da una consanguineità recondita del suo personaggio con l’epoca (d’oro) della riproducibilità tecnica della serialità televisiva, in cui alcuni elementi restano invariati pur in mezzo alle ondate di cambiamenti e a invitanti sorprese narrative che intervengono – tracce nel loro passaggio – da una stagione a un’altra. Come già l’eroe di “Le conseguenze dell’amore” si appressava alla natura di un manichino intorno al quale tutto, a cominciare dalla macchina da presa, si muoveva, e così facendo lo ipnotizzava sempre di più (fino alla morte in una pozza di gesso fresco, una vera e propria raddoppiata immobilità mortale:discendente e poi riascendente nella lampo della donna amata e a insaputa di lui già morta), così Andreotti è incistato in se stesso, inzaccherato nei suoi panni di rianimato Nosferatu di Murnau (perfino il modo in cui congiunge le mani allude a una specie di tomba portatile in cui dormire). E’ l’asse figurativo stabile intorno a cui fluttuano immagini di volatile sostanza, le sue pose ed espressioni sono le costole del libro di storia contemporanea dalle pagine sfogliate velocemente. L’eccellente serie The Wire è il caso più eclatante di struttura nettamente scandita e incrollabile e insieme di racconto che si diversifica con il cambiamento da un anno all’altro di programmazione. Le cinque stagioni sono infatti ambientate in cinque contesti diversi (le strade, il porto, la scuola, le stanze delle elezioni municipali, i media) e coinvolgono personaggi differenti (al punto che il protagonista di una stagione nella stagione successiva retrocede di fatto a mera comparsa o poco più), ma permane lo stesso modus operandi: il realismo più studiato e fiammeggiante; l’intersezione di piani diversi della demonologia del potere nella vita di Baltimora; Baltimora stessa; la tecnica di investigazione passo passo da un lato e dall’altro lato l’anatomia dell’azione criminale illuminata nei suoi procedimenti più particolareggiati e artigianali, come in un film di J. P. Melville o di W. Friedkin; l’eleganza raschiata e fonda delle inquadrature; l’atmosfera di universo abissale e fosforescente di zombie e di sopravvissuti; una toccante riedizione della poetica dell’ outsider, a cui aggiunge, incidendolo come una firma nel volto di alcuni protagonisti, il motivo del riso come risposta alla perplessità del mondo (e sembra quasi fatale che per sigla musicale ci sia una canzone di T.Waits che viene rashomon-cantata da cinque diversi interpreti: T.Waits tra le altre cose è l’artista che ha raccolto il fiore carnivoro della voce di L.Armstrong – fin nel fondo della sua tromba- e l’ha portato alla ricerca dell’ottimismo perduto in giro per i tempi, da un passato estremo a un futuro inobliabile, in giro per i luoghi più disparati, da un battello ebbro a una stiva di nave fantasma o da una palestra di pugilato al legno minimo di un carillon, e in giro per le quattro stagioni, anche se soprattutto in autunno, soprattutto nel novembre di Flaubert).

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Di: francesco romeo https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-1353 Fri, 19 Nov 2010 11:32:50 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-1353 Ho letto il tuo bellissimo articolo. Noto che però il tuo discorso è espressamente riferito a quei testi che sono appunto non identificati (anche se l’espressione mi sembra enfatica, considerando per esempio appunto la nozione di novel non fiction da lungo tempo consolidata); ciò non è il caso di The Wire. Per cui, mi chiedo, quell’intervento di presa a carico dei materiali attestativi (il punto è che io non ridurrei la ricerca linguistica -dialoghi e movimento dei personaggi e “investigativa” orchestrazione del montaggi e fisicità e accessi di trasfigurazione della fotografia- di The wire ad assemblaggio di materiali attestativi) è necessario, formalmente dovuto (e quindi eticamente urgente) in un’opera come The Wire? E lo ritieni interdetto alla televisione in assoluto. ontologicamente per così bazindire?Assai più che a Gomorra (che mi sembra abbia copiato dalla serie lo scenario portuale della seconda stagione)io lo avvicinerei ai film dei meravigliosi Dardenne, la cui postura morale (come dici tu con elegante e fascinosa espressione) sta proprio nell’acconsentire a che le cose si formino da sole, appaiano, indisturbate si diano anche se ostacolate dalla nebbia della loro accatastata presenza, affinchè ostacolino senza che mano rimuova gli ostacoli, affinchè siano soltanto religiosamente registrare-registrati come in un’intercettazione.

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Di: francesco romeo https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-1352 Fri, 19 Nov 2010 11:08:13 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-1352 Scusami Flavio, ancora non mi muovo con disinvoltura in questi territori (è la prima volta che scrivo su un sito letterario, mi confermi che il tuo pezzo è quello su Grizzly Man?)

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Di: francesco romeo https://minimaetmoralia.it/televisione/the-wire-il-gomorra-americano/#comment-1351 Fri, 19 Nov 2010 11:02:42 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3257#comment-1351 Ciao Flavio, ti ritrovo con piacere e ti ringrazio per il giudizio sulle mie osservazioni. La spiegazione del tuo punto di vista è chiarissima e degna di riflessione più attenta da parte mia. Mi restano dei dubbi. Per esempio sulla opportunità di salvaguardare certe prerogative televisive se unite alla eccellenza di scrittura e alla eleganza visiva come nel caso di The Wire (e forsr il punto è che io rifiuto ogni “superiorità” del romanzo di Saviano e ogni superioritaà estetica del romanzo rispetto alla serie tv a meno di non estendere tale superiorità nei confronti anche del cinema tout court-ma se ne avrai voglia anche magari in futuro potremmo parlarne). Quello che dici sulla produzione di senso ai margini dell’inquadratura è vero, ma iopotrei obiettare che “il margine” semanticamente fertile in una serie tv non è quello dell’inquadratura ma quello della “impaginazione” complessiva della serie di puntate che fanno la stagione e l’adempimento del controcampo forse nelle intercapedini tra le puntate all’interno delle stagioni e poi tra le stagioni all’interno della serie. E poi non ricordo in The Wire l’impiego del campo-controcampo così massiccio e normativo come nelle altre serie. Ricordo delicati piani sequenza nei siti-tugurio dove abita Bubble (?)con il suo aiutante, ricordo inquadrature fisse in campo medio dove molti personaggi si muovono e per così dire complottano a generare la vita dell’inquadratura, ricordo riprese all’interno del pub dei poliziotti centrifughe, non segmentate. Il filtro di cui parli per Saviano era una necessità apparente della sua opera in forma di novel non fiction (ma quanto più raffinato il lavoro di Capote in A Sangue Freddo o di De Lillo in Libbra!E senza alcuna superfetazione dell’io narratore). In The Wire la scelta è quella dei piani intrecciati della vita criminale e politica di Baltimora, qui risiede la postura etica, secondo me. E certo non mancano le figure-madri, le costanti. E insisto, anche se può sembrare solo un dettaglio chiccoso, le frasi enucleate e divenute parole chiave per aprire la porta di ogni puntata, anche questo movimento mi sembra etico come dici tu, o estetico in senso kantiano, è la mano dell’autore (o autori, ok) che innesca i fili della Grande Intercettazione:le intercettazioni però sono invisibili o non sono:gli autori di the wire hanno la loro struttura morale nel non manipolare ma nell’intercettare e intercettare secondo le norme, con autorizzazioni e clandestinità.
Ma corro ora a leggere il tuo pezzo, ho parlato troppo, pardon.

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