estate Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/estate/ un blog di approfondimento culturale Sat, 22 Oct 2016 15:00:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg estate Archivi - Minima et Moralia https://minimaetmoralia.it/tag/estate/ 32 32 Azzurro. Massimo D’Alema e la fine dell’estate https://minimaetmoralia.it/interventi/azzurro-massimo-dalema-e-la-fine-dellestate/ https://minimaetmoralia.it/interventi/azzurro-massimo-dalema-e-la-fine-dellestate/#comments Tue, 23 Sep 2014 14:34:42 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23529 Oggi, 23 settembre, è l’equinozio d’autunno. di Ivan Carozzi Ho riguardato una foto che avevo postato su Facebook qualche mese fa, in aprile, quando l’estate era ancora un sogno. La foto è stata scattata probabilmente in Puglia, a Gallipoli, la città dove Massimo D’Alema, il protagonista dello scatto, è nato nel 1949. Questa foto oggi […]

L'articolo Azzurro. Massimo D’Alema e la fine dell’estate proviene da Minima et Moralia.

]]>
Oggi, 23 settembre, è l’equinozio d’autunno.

di Ivan Carozzi

Ho riguardato una foto che avevo postato su Facebook qualche mese fa, in aprile, quando l’estate era ancora un sogno. La foto è stata scattata probabilmente in Puglia, a Gallipoli, la città dove Massimo D’Alema, il protagonista dello scatto, è nato nel 1949. Questa foto oggi mi sembra formata da più veli, più fogli, più strati, ed ogni foglio parla, mi guarda, ed evoca in me il sentimento di una fine, di un tramonto, anche se nell’immagine il sole è alto, splende allo zenit, e stende la più sovrana luce mediterranea sopra la tavola del mare, su una barchetta, su un faro in lontananza, sulle case bianche, sulle pagine di un giornale, sul volto e la camicia chiara di un uomo. La prima fine evocata è quella dell’estate, che per quanto mi riguarda non è quasi mai iniziata, anche per cause meteorologiche: un tempo infame, specie al nord e al centro. Così, in questi giorni di settembre, guardare questa foto, dove l’estate sembra appena esplosa, è per me causa di un rimpianto e di una sete inappagata. La seconda fine è quella invece che riguarda Massimo D’Alema, il politico Massimo D’Alema, che ha patito in sorte di essere stato travolto, messo da parte, per via di un fenomeno designato da un termine troppo misero, concepito nel trivio politico-giornalistico, che tutto liquida e non fa onore alla sua complessa persona, al suo patrimonio genetico, alla sua invisibile ricchezza, alla gloriosa storia comunista da cui proviene, al suo amore per il mare spacciato per amore di una barca, al suo profilo colto e borghese, ai suoi tic deliziosi, alla performance assoluta dello sguardo e dell’oratoria fatta di silenzi acuminati e asciutto vocabolario progressista: tutto liquidato, cancellato, rimosso; semmai questa misera parola, che è rottamazione, questa piccola trovata politico-giornalistica, qualifica l’epoca e gli ambienti in cui quella parola si è propagata. Questo è certo. Al di là dell’altro aspetto, qui non discusso, che è invece la discutibilità del politico D’Alema: gli errori, il calcolo come unica scienza del fare politica, eccetera.

La terza fine, o tramonto, sono quelli della stampa, dell’editoria, del libro, dei giornali, di Gutenberg, della carta, delle stesse facoltà cognitive che presiedono alla lettura e alla riflessione. Ciascuno di questi aspetti li vedo ben descritti nella sagoma pacifica di quest’uomo che, di fronte al mare infinito, si concede il lusso vero di un’operazione che già oggi ci appare antica, distante, obsoleta: la lettura di un giornale. In silenzio, in solitudine, avendo tempo per farlo. E ponderando le parole, l’arte della punteggiatura, spaziando con lo sguardo lungo un foglio diviso in una gabbia grafica. Che corrisponde ad una logica di organizzazione dei contenuti; che rispecchia una logica cognitiva di assorbimento dei medesimi. Box, spalla, fondo, occhiello, titolo, catenaccio. Sotto il sole, in una bella giornata. Avendo un mezzo mattino da perdere, respirando l’aria che viene dal mare. Un’ora di lettura indivisibile senza il disturbo e lo stimolo continuo di più finestre aperte su più contenuti. Apprendere, analizzare, comprendere, riflettere. Ascoltando il grido di un gabbiano che si mescola al sapore concreto astratto di una riga letta.

Inesorabilmente, negli anni in cui ogni giorno una cosa muore pugnalata da una cosa nuova, in cui ogni giorno abbiamo comunque il compito oggettivo di guardare avanti, io qui vedo la foto di un uomo che, in un certo senso, non è già più tra noi, si congeda, figlio di un’epoca lunghissima che non è davvero più tra noi, rottamata, e nel suo sguardo un po’ provocatore e fiero, io oggi sento che come un oracolo ci sta dicendo questo: ma che ne sapete, voi, dell’azzurro?

L'articolo Azzurro. Massimo D’Alema e la fine dell’estate proviene da Minima et Moralia.

]]>
https://minimaetmoralia.it/interventi/azzurro-massimo-dalema-e-la-fine-dellestate/feed/ 8
Un consiglio di lettura per l’estate https://minimaetmoralia.it/editoria/un-consiglio-di-lettura-per-lestate/ https://minimaetmoralia.it/editoria/un-consiglio-di-lettura-per-lestate/#comments Wed, 25 Jun 2014 07:25:34 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=21715 Oggi vorrei proporvi una lettura straordinaria. Un libro che ha cambiato la vita a milioni di persone. Un libro che riporta al primo posto il vero oggetto della letteratura di sempre: le persone, appunto. Sto parlando dell'Elenco Telefonico di Roma del 2012.

Un po' lunghetto, 1377 pagine con un font bastardo; ma vi assicuro sono pagine che scorrono velocissime. L'Elenco Telefonico di Roma del 2012 può leggerlo un bambino di 7 anni come un vecchietto. È trasversale. Può leggerlo l'intellettuale o l'operaio. C'è gente che in vita sua ha letto solo questo libro. I Promessi Sposi a scuola e l'Elenco Telefonico di Roma del 2012.

L'articolo Un consiglio di lettura per l’estate proviene da Minima et Moralia.

]]>
di Claudio Morici

Oggi vorrei proporvi una lettura straordinaria. Un libro che ha cambiato la vita a milioni di persone. Un libro che riporta al primo posto il vero oggetto della letteratura di sempre: le persone, appunto. Sto parlando dell’Elenco Telefonico di Roma del 2012.

Un po’ lunghetto, 1377 pagine con un font bastardo; ma vi assicuro sono pagine che scorrono velocissime. L’Elenco Telefonico di Roma del 2012 può leggerlo un bambino di 7 anni come un vecchietto. È trasversale. Può leggerlo l’intellettuale o l’operaio. C’è gente che in vita sua ha letto solo questo libro. I Promessi Sposi a scuola e l’Elenco Telefonico di Roma del 2012.
Ci sono un sacco di personaggi, è vero. Ma in ordine alfabetico. Quale altro libro ha tutti i personaggi in ordine alfabetico? L’Elenco dei Commercialisti Italiani, certo, ma due palle! E poi l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 racconta di tutte le estrazioni sociali, parla della gente vera. Ci sono quasi tutti. C’è l’introverso, c’è lo sportivo, c’è il nullafacente, l’innamorato, c’è quello che non ha mai amato in vita sua. C’è gente felice e gente che ha la vita distrutta, chi crede in Dio, chi no e chi ancora non lo sa. C’è l’assassino, sicuro c’è qualche assassino qui dentro, è statistico (calcola una città grande come Roma). C’è la persona più cattiva della città, c’è la persona più buona della città. C’è sua zia, c’è suo figlio. C’è il nostro futuro sindaco, c’è il tuo futuro idraulico, c’è il tuo attuale dentista. Ci sono anche un sacco di stronzi qui dentro, bisogna dirlo. Ma c’è pure la maggior parte delle persone che potresti conoscere con gioia domani mattina e la maggior parte delle persone che hai già conosciuto nella tua vita. Sono tutte qui, nell’Elenco Telefonico di Roma del 2012. Nessun altro libro è così.

Non a caso l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 è stato distribuito in oltre tre milioni e mezzo di copie. Solo a Roma. Tre milioni e mezzo di copie senza essere mai tradotto. Non conosco un altro caso del genere. Si è sempre creduto che l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 non potesse funzionare sul mercato anglosassone, ad esempio. Io penso che hanno fatto la cazzata, ma sono scelte editoriali. Lo sapranno loro. Sarà che sono particolarmente legato a questo libro perché è l’unico libro che parla di me. Di Claudio Morici. Sto a pagine 567. E parla anche della maggior parte dei miei amici. Almeno di quelli che abitano a Roma. Ma forse è lo stesso anche per voi! Come vi chiamate? Volete controllare? C’è l’ordine alfabetico, è facilissimo! Oppure un giorno, mentre lo state leggendo, ecco che all’improvviso vi accorgete che parla di voi… Come cazzo ha fatto? Un libro eccezionale, l’Elenco Telefonico di Roma 2012.

Certo, è bello grosso, ma non ha uno stile pomposo, pieno di aggettivi… Non ce n’è nemmeno uno di aggettivo. 1377 pagine e neanche un verbo. Solo nomi e numeri. Va subito al sodo l’Elenco Telefonico di Roma del 2012. Anzi, niente “va”, che è verbo: “subito al sodo”. Anzi senza neanche “subito al” che è avverbio e articolo: “Sodo”.
“Sodo Raffaele, viale Liegi 75, 5045778”. Di questo sto parlando. C’è questa persona, abita qui, questo è il suo telefono. Basta chiacchiere.
Chi è? Chiamalo. Come è fatto fisicamente? Lo chiami e ti fai mandare una foto, cazzi tuoi. Cosa gli succede alla fine? Telefonagli ogni anno, organizzati, vedi tu. L’Elenco Telefonico di Roma del 2012 non è uno di quei libri che subisci, che ti rende un passivo fruitore. No. Chi è davvero Sodo Raffaele? Incontrerà Bencivenga Ilaria, personaggio a pagina 186? Inutile che stai qui a domandartelo, datti da fare, telefona a tutti e due e mettili in contatto, no? “Ciao Raffaele, questo è il telefono di Ilaria, fammi sapere, ok? Grazie Raffaellone”. Chiedi. Informati, attiva il cervello! Tiberio Felicetti riuscirà a essere felice oppure no? Lo chiami, lo mandi affanculo. Ecco lì che non ci riuscirà, almeno per oggi. Grazie a te.
Quel personaggio muore o ce la fa a sopravvivere? Quando si saprà? Sono domande che spesso ci poniamo quando siamo alle prese con un libro particolarmente avvincente. Ecco, qui alzi il telefono, con una scusa gli dai un appuntamento e ammazzi Tiberio Felicetti. Non ce l’ha fatta. Ma hai deciso tu, hai partecipato alla narrazione!
Quell’altro personaggio si innamorerà? Magari è una lei anche con un nome. Le telefoni, le dici che la vedi di nascosto tutti i giorni, che è bellissima. Poi il giorno dopo le fai un paio di squilletti. E quindi ancora altri complimenti gentili, magari le spedisci un mazzo di rose… Ecco lì che la tipa comincia a pensarti! “Ma chi sarà questo ammiratore”, “Forse è vero che sono bella”, “Nessuno mi ha mai parlato così”, “Chissà perché insiste che sono bionda quando sono mora…” e zac! Si innamora! E ti senti anche un po’ coinvolto personalmente. Chissà che, scherzando e ridendo, anche tu… A meno che non è una vecchia di 90 anni, questo purtroppo non te lo dice l’Elenco Telefonico di Roma del 2012. Se proprio devo fare una critica, questa cosa dell’età l’avrei fatta diversa. In ogni caso: altro che storytelling partecipativo dei social network! Alza quel telefono e chiama! Stai li a mettere “mi piace”, a scrivere il commentino che leggono gli amici… Alza quel telefono, coglione, che a quest’ora avevi già fatto! Ce l’hai le dita? Ti pesano le dita?!

Ma inutile stare qui a osannare questo libro. Perché un libro, se è un buon libro, parla sempre da solo. Leggiamone un brano. Da l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 (pag. 481):

Di Seri Antonio, 56 via Monte Ruggero, 55367746
Di Seri Concetto, 74 via del Castagno, 5960030
Di Seri Franca, 24 via Piave, 4789566
Di Seri Riccardo, 45 via G. Salviucci, 8170556

Con l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 la grande letteratura è entrata a casa tua, gratis. Ti ha bussato alla porta, la grande letteratura. “Buongiorno, elenco telefonico 2012, mi apre il portone?”. Altro che i romanzi allegati al Corriere della Sera, ad esempio, che li buttavi in libreria e poi un giorno magari… quando avrò più tempo… Non potevi neanche telefonare ai personaggi! Che magari non erano neanche in ordine alfabetico! Libri che non parlano di te e dei tuoi amici… Te lo credo che poi non te li leggi!

Ma soprattutto l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 è molto meglio dell’Elenco Telefonico di Roma del 2014. Perché nell’Elenco del 2014 non ci sono più alcune persone. E questo è normale. Ma non ce n’è più una, in particolare, a cui tenevo tantissimo. Purtroppo. Un mio amico non c’è più. E l’Elenco Telefonico del 2014 non dice niente, così, eliminato come se nulla fosse. Senza una spiegazione, una nota. Senza una regola scritta all’inizio o alla finte del libro, tipo: “Ogni anni scompaiono delle persone e questo fa parte della natura”. Neanche una frasetta del genere. “Scusate, ogni anno qualcuno non c’è più: è la vita, ve lo diciamo prima”. Niente. Per me è stato molto difficile.

Poi una settimana fa non te lo incontro per strada? Appena mi vede alza il cellulare “Ao, mi so’ fatto il cellulare finalmente!”. E io “Ma vaffanculo!”. E lui “T’ho fatto prende’ un colpo, eh? Me lo so’ preso nel 2013, era ora, no? Per questo non compaio nell’Elenco Telefonico di Roma del 2014. T’ho fatto prende’ un colpo, eh?”. E io ancora: “Ma vaffanculo!”. E via abbracci, baci, cazzotti sulla spalla.

Insomma, finisce anche bene, l’Elenco Telefonico di Roma 2012.

L'articolo Un consiglio di lettura per l’estate proviene da Minima et Moralia.

]]>
https://minimaetmoralia.it/editoria/un-consiglio-di-lettura-per-lestate/feed/ 18
I momenti migliori https://minimaetmoralia.it/poesia/i-momenti-migliori/ https://minimaetmoralia.it/poesia/i-momenti-migliori/#respond Fri, 10 Aug 2012 18:33:56 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=8993 La diserzione è l'arma migliore.
Bum: sparisci - e il mondo muore.

Tra tutti gli odori che mi hai
lasciato sul corpo, ne ho un paio
che non mi tornano ancora:
l'antisettico che sa di morbo,
l'estate intera passata a scuola.

Hai voglia a dire che stai bene
e riesci a correre su una gamba sola,
se per mandare giù ogni parola
t'ingoi una bottiglia di pura soda -
il corpo a fuoco è la pelle interna.

L'articolo I momenti migliori proviene da Minima et Moralia.

]]>

La diserzione è l’arma migliore.
Bum: sparisci – e il mondo muore.

Tra tutti gli odori che mi hai
lasciato sul corpo, ne ho un paio
che non mi tornano ancora:
l’antisettico che sa di morbo,
l’estate intera passata a scuola.

Hai voglia a dire che stai bene
e riesci a correre su una gamba sola,
se per mandare giù ogni parola
t’ingoi una bottiglia di pura soda –
il corpo a fuoco è la pelle interna.

Mi spiace, l’hai visto, il cuore
non ci governa. Piuttosto ci lascia
– a battaglia finita – in un clima
da dopoguerra: chi senza vita,
chi a terra a far finta
che la gravità sia una legge
smarrita come ogni altra.

L’evoluzione è stata, per certi versi,
un errore di gioventù: e ormai siamo diversi
dai cani per un motivo preciso.
Li vedi con quanta fatica nascondono
la ferita che gli ha preso il collo
e l’ha spezzato lungo l’asse maggiore.
Io questi traumi li colleziono invece,
con amore, in piccole teche, divisi per specie,
amici/famiglia, per due/quattro attori;
in una sera qualunque li tiro fuori
come quando a fine partita
fai rivedere i momenti migliori.

L'articolo I momenti migliori proviene da Minima et Moralia.

]]>
https://minimaetmoralia.it/poesia/i-momenti-migliori/feed/ 0
L’estate, anche volendo, non finisce mai https://minimaetmoralia.it/poesia/lestate-anche-volendo-non-finisce-mai/ https://minimaetmoralia.it/poesia/lestate-anche-volendo-non-finisce-mai/#comments Tue, 31 Jul 2012 09:51:02 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=8900 I piccoli mostri appesi allo stendino di casa
si carbonizzano:
guardare tuo figlio che accosta le dita al forno,
tutto il tempo -
la tragedia che non esiste
nel mondo dei supereroi,
sotto il vischio
e appena prima
che tu nascessi.

(Facciamo che io ero Dio e tu eri il Big Bang).

L'articolo L’estate, anche volendo, non finisce mai proviene da Minima et Moralia.

]]>

I piccoli mostri appesi allo stendino di casa
si carbonizzano:
guardare tuo figlio che accosta le dita al forno,
tutto il tempo –
la tragedia che non esiste
nel mondo dei supereroi,
sotto il vischio
e appena prima
che tu nascessi.

(Facciamo che io ero Dio e tu eri il Big Bang).

La bellezza di salvare qualcuno: è la sola felicità.

Il telefono squilla facendo un rumore di palla
da softball.

Cariche esplosive piazzate su tutto
il corpo. Ne esplode una ogni volta
che (sono i bambini che urlano di là: la loro guerra
è più lunga di Verdun e Kosovo Polye
messe tutte insieme) ripensi a lei:
l’ossessione ha la sintonia della flebo.

Cosa fai per l’estate?
Metto a posto le mail.
Ne lascio una all’ingresso, due sul divano,
una in cucina, le altre nel frigo.

Se non hai niente da fare, vieni a trovarmi
presto. Prima che la polvere pirica
che ho inalato stanotte
faccia il suo effetto.

Qui all’ora di cena, le attrici svengono,
come in un teatro moscovita
riempito di gas narcotico.
Tramonti senza albe:
un film su cui puntelli con due chiodi
arrugginiti la pellicola nella bobina.
Un fermo immagine che è come
immortalare i morti.

La macchina, 95mila chilometri –
neanche tanti, va in pezzi,
il finestrino si scioglie,
è un cono gelato tenuto in mano
finché è tutto colato.
Io mi addormento, tu intanto stai attento
che tuo figlio non si ingoi i pennarelli.

Prendo un foglio, riempio una colonna di queste
🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 :-).
Con una gommapane poi assedio le faccine
dai contorni fino a lasciare un campo minato
di segni acefali – ) . ., con l’altra mano
scanso via tutti i trucioli come gabbiani morti.

È una semplice vacanza di trekking buto,
si tratta di avvicinarsi a te
che sei dall’altra parte del tavolo.

Le operazione migliori si fanno in ambulatorio,
puoi piazzare in angioplastica
all’interno del miocardio
un frutto mangiatutto
che elimina il diabete
e il pattume junghiano
di un’adolescenza vissuta
all’ombra del revival.
(Una goletta verde gira
per tutti gli album di ricordi,
piazza bandierine, controlla
la tenuta interstiziale
di certe cicatrici).
Qui il mare è fantastico,
appena metti il piede nell’acqua,
un mostro lo addenta,
finché pezzo a pezzo ti mangia
e ora tu sei il mostro
che va in cerca di altre prede.

Il gioco col mio strizzacervelli
è il paradosso del sorite:
quanto male ancora dovrò farmi
prima che le piaghe coinvolgano
tutto il corpo? Qual è il confine
tra donare il sangue e un’emorragia
perfettamente settimanale?

I gatti passano agosto nell’ombra:
si scelgono mesi prima una mattonella più fresca,
e decidono che la vita vale la pena
di essere vissuta. Anche se il mondo
dovesse crollare. Anche se gli scherzi
dovessero finire tutti male. (E i vetri,
basta toccarne con forza un angolo
per mandarli in frantumi). La corona
del sole è scolpita come una sezione
di un albero: una gola infiammata
nel momento esatto in cui il mangiafuoco
sceglie di sbagliare, lo fa apposta. Il numero
sfortunato. Un eritema solare che appare
ogni volta che accarezzi un bambino,
la sua testa troppo fragile, l’urlo acuto
di chi sa che come te, alla fine dei giochi,
è condannato a malattie genetiche
praticamente identiche.

La solitudine calcarea, così la chiamavi.

La molla del pedalò si è rotta,
l’inquadratura si allarga,
e intorno si vedono cadaveri galleggianti
con un sorriso stampato
come due occhi giganti
dipinti sulle palpebre
(sulle monete da cinquanta centesimi
appiccichi dei prezzi da un euro,
non so se ti è chiara la metafora,
ma è letteralmente quello che fai):
arriva una certa età in cui,
a scavare, l’unico aspetto affascinante
è un’ipocondria intermittente
che ti fa capire quanta infinita sia
la debolezza a cui aspiravi
senza dire nulla tra i quattordici
e i quindici anni, a perdere le domeniche
una per una, cercando di farti venire
la voce da adulto.

Mia madre mi ha detto che è arrivata
una cartolina da Paestum,
senza niente di scritto, nemmeno
una firma, se conosco qualcuno.

Fai un bel respiro, metti la testa
sott’acqua, e poi quando senti
che devi riemergere, lascia passare
qualche altro secondo: senti tutta l’acqua
che preme contro le lacrime.
E resta sempre così.

L'articolo L’estate, anche volendo, non finisce mai proviene da Minima et Moralia.

]]>
https://minimaetmoralia.it/poesia/lestate-anche-volendo-non-finisce-mai/feed/ 3