La diserzione è l’arma migliore.
Bum: sparisci – e il mondo muore.
Tra tutti gli odori che mi hai
lasciato sul corpo, ne ho un paio
che non mi tornano ancora:
l’antisettico che sa di morbo,
l’estate intera passata a scuola.
Hai voglia a dire che stai bene
e riesci a correre su una gamba sola,
se per mandare giù ogni parola
t’ingoi una bottiglia di pura soda –
il corpo a fuoco è la pelle interna.
Mi spiace, l’hai visto, il cuore
non ci governa. Piuttosto ci lascia
– a battaglia finita – in un clima
da dopoguerra: chi senza vita,
chi a terra a far finta
che la gravità sia una legge
smarrita come ogni altra.
L’evoluzione è stata, per certi versi,
un errore di gioventù: e ormai siamo diversi
dai cani per un motivo preciso.
Li vedi con quanta fatica nascondono
la ferita che gli ha preso il collo
e l’ha spezzato lungo l’asse maggiore.
Io questi traumi li colleziono invece,
con amore, in piccole teche, divisi per specie,
amici/famiglia, per due/quattro attori;
in una sera qualunque li tiro fuori
come quando a fine partita
fai rivedere i momenti migliori.
Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).
