Pubblichiamo un estratto dal libro di Andrea Accardi Ogni cosa fuori posto, uscito per Industria & Letteratura 2024, collana di narrativa L’invisibile, diretta da Martino Baldi.
Dal capitolo 1, Perdersi
Un medico guarda il video di un uomo spaventato dall’acqua. Non è l’acqua nera degli oceani ma quella contenuta in un bicchiere, e l’uomo la guarda come se potesse annegarci dentro e balbetta e trema con ogni parte del corpo. Il video come cartello di benvenuto da parte del collega che avrebbe sostituito: “Buongiorno caro, è tornata la malattia, cerca in giro qualche animale stravolto”.
L’ambulatorio in perfetto ordine, il medico apre i cassetti, posa la borsa, esce a vedere il paese che si avvolge a spirale, e da un lato più in basso si affaccia su ciminiere che balzano fuori dalla neve rimasta. Una serie di cupole e campanili conduce lo sguardo sul castello in cima. Il medico scende alcune scale e costeggia un fianco del paese, campo di calcio centro per il sangue cabine telefoniche condomini bassi scuola dell’infanzia, più sotto e a distanza la stazione dove il treno ferma due volte e a orari inospitali. Risale poi per una strada acciottolata, e da un balcone lo raggiunge una musica già sentita, che per un attimo collega quelle case mai viste alla sua vita trascorsa.
Accelera il passo per qualche metro, come per alleggerire il petto da un groppo imprevisto. Attraversa la piazza centrale, con gente in apparenza allegra nei bar, e sale a visitare il castello e un piccolo museo di rapaci all’interno, lontano si vede il lago agitato simile a un mare. Quando esce è il tramonto e le luci del paese si accendono.
Raggiunge la casa dove aveva lasciato la valigia, in un palazzo così bianco che pare dissolversi nell’aria umida. La casa ha mobili antichi e un odore greve, ci vorrà tempo per accettarla. Esce presto per andare a cena prima del turno di guardia, in un’osteria dai vetri smerigliati con bandierine smorte. L’oste lo accoglie con una tovaglia sotto il braccio, che lo fa sembrare il ritratto di un oste. Mentre aspetta la cena in un cono di luce e di tepore speziato, come se poco distante un cespuglio di rosmarino andasse a fuoco, cerca sul cellulare notizie della malattia le tracce nella letteratura Omero Ovidio Virgilio la stella Sirio i giorni della canicola Aulo Cornelio Celso il De Medicina Celio Aureliano Pasteur il vaccino un coniglio infetto, ma quando arriva il secondo la fame è già passata, come se quel filetto potesse mettersi davvero a tremare nel piatto.
Alla fine della cena per strada è buio fitto e una nebbia sottile si diffonde. In una piccola piazza di scheletri di arbusti da un lato una lavanderia abbassa una serranda, dall’altro in un piccolo bar una comitiva di rumeni fa roteare gli spritz. Per raggiungere la guardia medica asseconda il pendio ma esce quasi dal centro abitato, finendo in una scarpata di erba e di neve. Con i piedi zuppi risale imprecando, e percorre a ritroso quel fianco del paese, scuola dell’infanzia condomini bassi cabine telefoniche centro per il sangue campo di calcio, ma finisce dall’altra parte, dove le case sono più alte, di fronte a un grande edificio in cemento, da cui escono ragazzi con borsoni sportivi.
Lo aveva già intravisto nel pomeriggio e allora capisce di essere a sud, o forse a est, comunque fuori posizione, e tornando sui suoi passi incrocia un supermercato chiuso pensando con fiducia alla spesa da fare, a una cassiera giovane, alle abitudini di un paese, e intanto gli scaffali al buio le ombre in equilibrio i freddi cumuli di mele, accelera il passo lungo un viale alberato e silenzioso e dalle persiane chiuse non passa neanche il rumore delle televisioni. I suoi passi raddoppiano nella pace assoluta che la nebbia sigilla, in giro è da solo. “Dunque dalla strada dovrei scendere, senza esagerare stavolta, e dopo un angolo con aiuole e un distributore automatico dovrei beccare il mio ambulatorio”. Rivede però l’osteria, ancora accesa e rumorosa di piatti, e il tepore di prima inizia a sembrargli il vapore di un sogno.
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Andrea Accardi è nato a Cagliari ed è cresciuto a Palermo, dove insegna Lettere in un Istituto Tecnico. Ha fatto parte per dieci anni della redazione del sito letterario Poetarum silva. Ha pubblicato i testi in frammenti Frattura composta di un luogo e Frattura composta di un nome (Ladolfi editore, poi riuniti in un unico volume) e il libro in versi Nosferatu non esiste (Arcipelago Itaca).
Minima&moralia è una rivista online nata nel 2009. Nel nostro spazio indipendente coesistono letteratura, teatro, arti, politica, interventi su esteri e ambiente
