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Mia madre si chiama Michela e lavora in una ditta. Questa ditta fa le pulizie in una scuola che è un po’ lontana da casa nostra. Questa ditta si chiama Teamclean. Ma mamma dice sempre la pronuncia proprio come si legge, Teamclean, perché non sa l’inglese. Mia madre lavora a scuola quattro e mezza al giorno. Due ore e mezza di contratto più lo straordinario. In realtà un’ora di straordinario è pagata ma il resto no. Mia madre pulisce quattro piani. Ossia ventotto aule, nove bagni, più le scale, i corridoi, e gli androni. Mia madre dice io non ce la faccio a finire tutto questo nelle ore di straordinario. La sua capa della dita Teamclean dice che non è un problema loro, ma un problema suo, cioè di mia madre.

Mia madre a dicembre ha guadagnato 296 euro. Poi le hanno pagato anche lo straordinario, le hanno dato in tutto 75 euro. Hanno detto che erano i soldi per le ore di straordinario che ha lavorato da settembre fino a dicembre. Le hanno detto che era straordinario forfaittizzato. Mia madre lo pronuncia proprio così come si legge, a forfait, perché non sa l’inglese.

Ieri la sua capa le ha detto che deve fare altri due piani perché non ci sono altre persone. Allora mia madre ha detto come faccio se è così, io poi vado a casa alle undici. E allora questa capa ha detto non è un problema mio. Gli straordinari sono obbligatori per legge. E se non li fai perché lo dico io ti faccio chiamare dall’amministrazione e te lo faccio dire da loro. Se te lo chiede la ditta sei obbligata a farli. E ti metto anche un foglio stampato alla porta che lo dice.

Mia madre ha detto che lei non può finire alle undici, perché deve venire a casa a cucinare. Io mi posso cucinare da sola, ma c’è mia sorella piccola che deve mangiare con mia madre se no non mangia. Mia madre infatti ha detto alla capa Io c’ho una figlia piccola, a che ora vado a casa? E la capa ha detto non è un problema mio. Allora mia madre ha detto che non lavorava perché gli straordinari da settembre non le erano stati pagati veramente. E la capa ha detto che per loro sì. E ha detto che questi straordinari di oggi li vedrà a babbo morto. Mia madre ha chiesto che voleva dire a babbo morto. Ma la capa non gliel’ha detto.

Quando è tornata a casa e mi ha raccontato questa storia, gliel’ho spiegato io, perché l’avevo visto su yahoo answers. Mia madre lavora per Teamclean da tre anni. L’hanno assunta nel 2010. Ma non è una dipendente. Ossia è una dipendente. Ma sul suo contratto c’è scritto che è socia lavoratrice.

Qualche mese fa mia madre bisogno di soldi per comprarsi una macchina nuova. La macchina vecchia si era rotta, e mia madre per andare a fare le pulizie nella scuola, con gli autobus ci mette troppo tempo. Allora mia madre è andata in banca per chiedere un presito. Ma i lavoratori della banca le hanno detto a mia madre che capivano ma i soldi non glieli potevano dare. Il motivo era che la busta paga non era sufficiente.

Quando torna a casa la sera mia madre è noiosa. Dice sempre che non ce la fa a muovere un muscolo e dice che se ne deve andare. Allora ieri mia madre mi ha detto di chiedere alle mie amiche se qualcuna delle loro madri le serve una persona che va a fare pulizie a casa. Così mia madre può fare questo lavoro invece delle pulizie a scuole, e può licenziarsi da Teamclean.
Per questo, chiedo anche a lei, signora maestra, se le serve una persona che faccia le pulizie a casa. Oppure se può chiedere alle sue amiche. Grazie.

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13 commenti

  1. E’ talmente agghiacciante che ogni commento ne ridurrebbe l’impatto emotivo.
    Grazie per dare voce ad un’Altra Italia che sembra non esistere….

  2. Banale e scialbo. Sullo stesso tema e sulla stessa storia si potevano scrivere cose ben più azzeccate e originali. Qualunque blog è pieno di storie così, solo scritte meglio.
    PS: “forfait” non è inglese, ma francese.

  3. Ovvio che forfait è francese, ma è una benevola battuta.
    E riprende una cosa già detta prima. Si chiama anafora, per chi non lo sa. Riprendere la cosa che si è detto prima.
    E’ una figura retorica, che serve a tenere insieme un testo. A riprendere un effetto, in questo caso rendendolo comico.

  4. lavoro in un dittta di pulizie, 28 classi in quattro ore, più scale androni mi sembra un’esagerazione…. Io con 3 ore avevo 10 aule, androni, scale e bagni e poi si lava a giorni alternati. La bambina poteva raccontare quando prima delle’apetura delle scuole si devono eseguire ” gli sgrossi” , passare la cera, con turni oltre le otto ore…..vabbè questo per la cronaca….Si consiglia la lettura di ” Vogliamo tutto” di Nanni Balestrini.

  5. Per i “saputini” Will e massimo: fate veramente cadere le palle!!!
    Detto da una vera signora.

  6. Purtroppo ciò che resta del Gruppo 63 (noto, leggendo alcuni commenti) è la punteggiatura a cazzo di cane.

  7. Scusa, Diesel, il senso della tua affermazione sarebbe…?!? Sarò lenta ma mi sfugge, e non sono ironica… mi spieghi per favore?

  8. @gabritica: sfottevo un po’ Massimo. Massimo: non ti arrabbiare, ti sfottevo davvero senza astio.

  9. La morale sarebbe che chi fa le pulizie dovrebbe essere pagato 20 € l’ora netti? O 50?
    Domando, perchè lo stipendio di un ingegnere al primo impiego è di circa 9 € per un full-time (d’accordo, lo riscrivo: orario pieno) nel quale bisogna stare attenti a non uscire prima del capo. L’ingegnere non si lamenta perchè usa meno i muscoli (va in palestra apposta): da piccolo, a scuola (la scuola dell’obbligo, diciamo la prima media) gli hanno insegnato che ci sono due modi di guadagnarsi da vivere onestamente: usare le mani o usare il cervello (o tutte e due, a seconda dei gusti)… siccome lui è nato stanco ha scelto la seconda strada.
    Dopodichè l’ingegnere conosce un egiziano (questa parte è vera) che fa l’uomo delle pulizie (uffici e impianti sportivi), e arrotonda sgomberando cantine e facendo traslochi di quando in quando. Quest’uomo, 5 figli e 3 mogli (di cui una ufficiale, un’altra meno e una terza part-time -lo riscrivo: l’amante) dorme 4/5 ore al giorno a degli orari inenarrabili, e gode di mezza giornata libera solo il sabato e la domenica (osserva pure il Ramadan). La sua fatica bestiale gli porta a casa 2500 € netti al mese (gli ho compilato le fatture). Minimo.
    Conclusione: in i-Taglia soldi e scuola non vanno proprio d’accordo.

  10. @SoloUnaTraccia: non ho capito benissimo una parte della parabole dell’ingegnere e dell’egiziano. A livello di tempo, chi lavora di più tra i due?
    Però l’egiziano sembra proprio pieno di vita che gli arriva addosso, da come lo racconti.

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Autore

fandzu@gmail.com

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov'eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo - sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory - ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L'Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).

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