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A settembre è nata Abbiamo le prove, una rivista online ideata da Violetta Bellocchio e dedicata alla non fiction: ogni giorno una storia vera raccontata da una donna. Pubblichiamo il contributo di Tiziana Lo Porto. (Fonte immagine)

quando mi hai lasciata mi hai detto che eri in overdose di me

mi hai detto che non ne potevi più di vedermi tutti i giorni

e che allora preferivi non vedermi mai

 

 

quando mi hai lasciata mi hai detto che ero un’estranea

ti ho chiesto se adesso diventavamo amici

io accomodante come sempre

e tu mi hai detto di no

 

 

quando mi hai lasciata eravamo su un pezzo di marciapiede vicino al pantheon

sei salito sul motorino e te ne sei andato

io sono rimasta lì in piedi quasi morta di crepacuore

era il dicembre del 2007

hai girato l’angolo e non t’ho visto più

 

 

poi sei tornato in forma di tumore

il medico t’ha guardato e ha detto: dalle dimensioni ha iniziato a formarsi un anno e mezzo fa

ha detto così, io l’ho guardato e ho fatto la conta a mente

era il giugno del 2009

in quell’anno e mezzo sei cresciuto di dieci millimetri e sei esploso

 

 

nell’agosto del 2009 mi hanno operata

l’intervento è durato quattro ore

prima hanno tolto il nodulo più grosso

lo hanno analizzato e hanno scoperto che era maligno

poi hanno cercato intorno e di noduli ne hanno trovati altri due

più piccoli ma maligni anche loro

poi hanno cercato ancora intorno e non hanno trovato niente e allora hanno tolto un linfonodo

il linfonodo stava bene e allora mi hanno richiusa

 

 

il medico è passato a trovarmi in camera qualche ora dopo

mi ha detto: era maligno ma l’abbiamo preso in tempo

mi ha detto: nella sfortuna sei fortunata

mi ha detto: tra qualche mese cominci la radioterapia

mi ha detto: faremo degli esami per decidere cosa fare dopo

mi ha detto: se domattina riesci a liberare il letto ricoveriamo un’altra persona

io l’indomani mattina mi sono alzata, ho preso la macchina e sono tornata a casa

 

 

il dopo è ancora adesso, giugno del 2013

il dopo è una terapia ormonale che m’impedisce di innamorarmi

il dopo è una terapia ormonale che mi distrugge i denti e le ossa

il dopo è una terapia ormonale che se prendi il sole ti vengono le macchie e se non lo prendi hai l’osteoporosi

il dopo è oggi che ho scheggiato un dente e l’altroieri che ho rotto un dito del piede

il dopo è non mangiare niente per paura di toccarmi e non riconoscermi

il dopo è non potere avere mai figli anche se non li volevo ma almeno potevo scegliere

il dopo è questa tristezza farmacologica che non mi fa dormire

il dopo è dopo non si capisce fino a quando

 

 

la cosa più brutta di un tumore è il tempo che passi a oncologia

tutti in quella stanza hanno una forma più o meno grave di tumore

ogni tanto qualcuno ti racconta la sua storia

ed è sempre una storia tristissima

 

 

la prima volta che sono andata a oncologia ho conosciuto una ragazza bellissima e senza ciglia

mi ha detto: lo sai, tra una settimana mi sposo

mi ha detto: la cosa più triste è dovermi sposare senza ciglia

le ciglia le aveva perse per via della chemioterapia

poi non l’ho più vista

 

 

la prima volta che sono andata a oncologia facevo finta di essere invisibile

mi sono seduta e guardavo tutti e facevo finta che nessuno mi poteva vedere

quando l’infermiera mi ha chiamato non me ne sono accorta

a oncologia ti danno un numero e invece di chiamarti per nome chiamano il tuo numero

l’infermiera ha chiamato il mio numero e nessuno le ha risposto

 

 

la prima volta che sono andata a oncologia ho pensato che bello

ho pensato adesso userò questo tempo per leggere tutto david foster wallace

l’ho pensato poi però non l’ho fatto

quando sei lì provi a leggere ma non ci riesci mai

 

 

la radioterapia è durata un mese e mezzo

andavo lì tutte le mattine alle otto

poi tornavo a casa e lavoravo

ho chiesto al sindacato giornalisti se potevo fare un’assicurazione privata

mi hanno risposto: no se hai un tumore non puoi

mi hanno risposto: non assicuriamo chi ha le malattie mortali

 

 

quando ho avuto il tumore non sono morta

quando mi hai lasciata non sono morta

 

 

e poi mi domando: che amore è se a un certo punto finisce?

 

 

[new york, giugno 2013]

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4 commenti

  1. grazie tiziana.
    ad alcune persone non si ha il coraggio di augurare “coraggio e buona fortuna”, perché sembra uno scherzo detto da persone che non hanno passato niente di simile a ciò che stai passando te. però da dentro sento di volertelo dire lo stesso, di avere coraggio (che già hai, altrimenti non avresti condiviso così, così tanto, così. quindi di non perderlo).
    ti abbraccio.
    se mai passi da firenze, ti offro una torta.

  2. Ho scritto queste quattro righe domenica scorsa dopo la notizia. E, dopo una settimana di lavoro, mentre da brava lettrice di minima et moralia mi rilasso con qualche lettura, mi sono tornati alla mente i tuoi versi. Rileggendoli, ti ringrazio di nuovo.

    Nell’oscurita di un nodo alla gola,
    di una perdita, di un vuoto che
    poco si rende, se a passi lenti
    ti rendi
    conto
    del poco tempo che manca
    di un tempo che stringe
    e stringe la gola
    e manca il fiato
    e si ricamano fiori
    di loto e pezzi di ricordi
    come in un collage:
    pezzi di riviste
    degli anni Ottanta
    in pochi scorci di pace
    che posso solo
    di una speranza, di una dea
    che fugge i sepolcri o che
    di sepolcri si riempie
    la bocca –
    un cane famelico che
    flagellatore e stanco
    pieno di rabbia

    questo cancro
    ingoia prima una
    poi l’altra
    spappola carne e sangue.

    Nel freddo di un mattino
    il respiro si gela
    e Necci con Piazza Risorgimento
    saranno il prezzo di reverie
    e miti
    in una borgata grigia
    tutta polverone e calcinaccio e

    una Roma lontana, un odore
    di sigaretta che resta
    ora
    solo
    in un pianto nascosto.

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Autore

tizianaloporto@minimaetmoralia.it

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.

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