di Edoardo Pisani
ai liocorni mancati
Una furia aggraziata si agita nelle opere di Barbara Alberti. I suoi libri sono eclettici, colorati, fiabeschi, ribelli di una ribellione pura e poetica e disperata al tempo stesso; sono libri civili, nel senso più pulito e meno alla moda del termine, perché Barbara Alberti scrive spesso degli ultimi, dei paria, come Mama in L’amore è uno scambio di persona o la sua Maria di Nazareth o l’Asia di Non mi vendere, mamma!, uno dei suoi libri più belli e attuali. Barbara Alberti è una rivoluzionaria. Di più: Barbara Alberti, a saperla leggere, è la rivoluzione in atto della parola e del verso, da Gelosa di Majakovskij a Il promesso sposo a Memorie malvage a Dispetti divini a Delirio alle lettere di Parliamo d’amore, tutte opere che non si trovano più nelle librerie; e la sua è una rivoluzione destinata a fallire, come ogni autentica rivoluzione poetica. Barbara Alberti è una grande scrittrice sconfitta. La sua prosa procede a scatti, a sussulti del ritmo, riprendendo spesso l’amata Cvetaeva, urlando e piacendosi e rivoltandosi di continuo, amando se stessa e il proprio raccontare e il nostro leggere, il nostro inseguirla sulla pagina e nel cuore. Barbara Alberti sfugge in tutte le direzioni ed è forse l’unica scrittrice italiana (europea?) che sappia ancora gridare – e il suo è un urlo di ribellione e di gioia, un urlo che è anche un gesto di coraggio e di necessità, come le poesie amate dalla povera Mama (“Io amo i ricchi!”) o la fuga finale di Asia e Chico e Max e la Bionda e Pamino in Non mi vendere, Mamma!, tutti in corsa verso il lieto fine. E anche Barbara Alberti corre e dice, mentre i suoi personaggi fuggono dalla storia (e dai soprusi dei ricchi): “Ho sempre a che fare con dei signori molto seri che non si sanno soffiare il naso ma vogliono spiegarmi cos’è la letteratura…” Ecco: Barbara Alberti insegna a soffiarsi il naso o a non soffiarsi il naso (che coli il libero moccio!) e soprattutto a non tentare mai di spiegare cos’è questo indicibile incanto che è la letteratura (e i libri di Barbara Alberti). Ai lettori più attenti, ai lettori più incauti, agli amatori dei versi e della ribellione, in breve agli sconfitti e ai dannati dei libri, consigliamo l’introvabile L’amore è uno scambio di persona, forse il più bel libro italiano scritto sugli anni di piombo (e sulla rivoluzione), Gelosa di Majakovskij, grande danza russa di versi e di voci (e di amori e rivoluzioni) e Non mi vendere, Mamma!, un racconto dolcissimo e indocile che comprende un personaggio che recita i versi della Tabaccheria di Pessoa (“Oggi sono vinto, come se sapessi la verità”) o un bambino non ancora nato, Chico, che recita Il trionfo del tempo di Swinburne alla madre gravida, Asia (“O amore, mio amore, se tu mi avessi amato!”). L’unica rivoluzione che sia mai riuscita è la rivoluzione dei ricchi, dice il Diavolo in Sin noticias de Dios, in epigrafe a Non mi vendere, Mamma!, e chissà se ha ragione. Barbara Alberti continua a scrivere. Il Diavolo, rivoluzionario o meno, forse esiste e forse no, ma di certo ama (con Dio: bella coppia) la scrittura di Barbara Alberti, le sue opere festose e ribelli. Il suo penultimo libro infatti è un’altra festa, un’altra fiaba, Francesco e Chiara, e consigliamo anche questo, come consigliamo Mio Signore, uscito l’anno scorso (l’incipit: “Un giorno Maria si accorse che il suo vicino di casa era Dio”). Le opere di Barbara Alberti si leggono di corsa e si amano e si collezionano, sono stelle filanti e cadenti che rispondono al nostro desiderio di libertà e leggerezza, al nostro bisogno (e sogno) di rivoluzione, riuscita o fallita che sia – meglio se fallita. “Fuori dell’eresia non c’è santità” ha scritto, nel Vangelo secondo Maria. Dunque bisogna essere eretici. Dunque bisogna essere santi. Quanto al Diavolo (che esiste), potrà divertirsi a contare (con Dio!) le 666 indiavolate parole di questa piccola ode ai libri di Barbara Alberti.
Edoardo Pisani è nato a Gorizia nel 1988 e vive a Roma. Ha esordito con il romanzo E ogni anima su questa terra (Castelvecchi Editore, 2022, finalista premio Berto, finalista premio Flaiano Under 35). Con Castelvecchi ha pubblicato anche il saggio E libera sia la tua sventura, Arthur Rimbaud! (2023) e il romanzo Al mondo prossimo venturo (2024). A gennaio 2026 l’editore Marsilio pubblicherà il suo terzo romanzo.
