Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dal libro di Carola Susani Il libro di Teresa, uscito per Marietti1820 editore.
di Carola Susani
L ina si riprese la fede e se la mise al dito. C’era scritto il suo nome dietro, ed era una cosa che dava il capogiro. Pensò che non le era mai successo di appartenere così a se stessa, e che non ne valeva la pena. Lo avevano sistemato sul letto e avevano aperto la finestra. Lina l’aveva chiusa.
Gli avevano tirato via i vestiti di dosso e adesso era sulla coperta blu, nudo. Lina rideva perché gli si era fatta una macchia di sangue in faccia, ed era nudo. Premette la guancia contro il ventre di lui che si era già indurito. Provò a riscaldarlo con il fiato. Pensò che la morte dev’essere contagiosa, lei non aveva già più fiato. Perciò lasciò la testa dov’era.
Pensava che al posto di Lia, lei non sarebbe rimasta. Non avrebbe risposto al Signore: «Sia fatta la Tua volontà». Che gliene importava di dare la discendenza a Dio e a Giacobbe, di dare il vaso per la stirpe giusta? Se ci fosse stata Lina al suo posto, si sarebbe alzata di fronte a Dio e così si sarebbe espressa: «Che vada Rachele tutt’e due le volte, ché io non ci sto a questi patti».
Ma era stata ingannata; nostro Signore lo fa spesso. La testa le rimbombava terribilmente, ma era solo perché stavano bussando al vetro della porta. Forse qualcuno aveva anche aperto, la serratura non era inchiavata. Al solo pensiero Lina imporporò. Ma non aveva pudore di se stessa, anche se stava spandendo tutta la sua saliva sulle cosce del morto; era di lui che si vergognava, che da morto era altrettanto impresentabile che da vivo.
Lo coprì con il lenzuolo, soprattutto il sangue.
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