Gergely Légrádi è uno scrittore ungherese, ancora inedito in Italia. Pubblichiamo qui il raccontoTre righe (tratto da Napfénytető, Jaffa, Budapest, 2019), tradotto da Dóra Várnai, autrice anche della presentazione dell’autore.

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Entrò nella libreria. Non prese il cestino, non salutò. Come chi sa esattamente che cosa vuole, puntò verso gli scaffali di letteratura internazionale. Si fermò davanti alla lettera M. Era la sezione più vicina al termosifone. La commessa seduta alla cassa la guardò con espressione sprezzante, poi fece un cenno al collega di tenerla d’occhio. Il commesso, assecondando la richiesta, si avvicinò di lato alla donna, in modo da poter osservare che cosa facesse. La donna di mezza età con addosso un giaccone imbottito stava scrutando La montagna incantata. In realtà, più che guardare il libro, lo stava stringendo a sé. Teneva gli occhi chiusi, godendosi il calore che iniziava ad avvolgere le dita intorpidite dei suoi piedi. Il commesso la fissava pronto a coglierla sul fatto se avesse cercato di rubare il libro. Dopo qualche minuto la donna rimise al suo posto Thomas Mann, e fece qualche passo verso sinistra. Arrivò fino alla lettera K. Allungò il braccio verso l’alto e lentamente accarezzò il dorso de L’insostenibile leggerezza dell’essere. Forse sorrise anche. Poi si voltò verso il commesso. Avete Il Maestro e Margherita? Il commesso, sorpreso, si limitò ad annuire. Allora me lo dia, chiese la donna a voce bassa, e si accostò di nuovo al termosifone. Si fermò con la schiena rivolta alla fonte di calore, e con lo sguardo percorse i libri sistemati in pile, finché non si accorse delle sedie sistemate in un angolo del negozio. Ecco il libro che ha chiesto, il commesso si fermò a due passi da lei. Grazie, rispose la donna, prese il volume, e si diresse verso le sedie. Si accomodò, posò Bulgakov sul tavolo, e vi mise la mano sopra. Si appoggiò con la schiena all’indietro, e forse si addormentò, tenendo sempre la mano sopra al libro. La cassiera si girò di nuovo verso il collega, e con ampi gesti gli fece capire che doveva fare qualcosa. Il commesso allargò le braccia, intendendo dire: so anch’io che bisognerebbe fare qualcosa, ma perché io? La cassiera indicò il cartellino appuntato sulla sua camicetta, dove c’era scritto Margit, responsabile del negozio. Ecco perché, guardò il collega con espressione severa. Capisco, brontolò tra sé e sé il commesso, e si diresse verso la donna addormentata. Quando arrivò vicino alle sedie, però, trovò Bulgakov da solo sul tavolo. La donna con il giaccone teneva in mano una copia di Kornél Esti. Non sfogliava il libro. Lo stringeva a sé. Poi, lasciando uno spazio sufficiente per un volume sotto la scritta Kosztolányi, lo infilò in orizzontale sopra alcuni libri di Karinthy. La cassiera agitava ormai entrambe le mani in direzione del commesso, il quale a sua volta cercava di seguire gli imprevedibili spostamenti della donna con crescente nervosismo. Adesso si stava avvicinando alla sezione di poesia, tenendo Il viaggiatore e il chiaro di luna sotto il braccio. Ancora oggi non si sa con precisione dove sia finito Antal Szerb, che cosa abbia chiesto János Pilinszky ad Attila József, e quale parte del diario della moglie Fifi sia riuscito a leggere Miklós Radnóti.

La donna uscì al freddo. Fece qualche passo a sinistra, poi si sedette sul marciapiede davanti alla vetrina della libreria. Riusciva ancora a percepirne il calore. Intorno a lei si radunarono degli uccelli. All’interno, la cassiera stava cambiando l’aria, il commesso cercava di mettere in ordine i libri, poi andò a lavarsi le mani. Non videro perciò come gli uccelli ascoltassero i racconti della donna e becchettassero le briciole sparse davanti a loro, per poi avviarsi ognuno per la propria strada.

Gergely Légrádi (1975) è nato a Budapest, dove vive con la moglie e i tre figli. Si è laureato in legge nel 1998 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Eötvös Loránd (ELTE), e vi insegna dal 2002. I suoi libri più recenti sono: Falaink (romanzo, Kalligram, 2024), e in qualità di curatore-redattore: Megmozdult irodalom (opera omnia di Zsuzsa Radnóti, Kossuth, 2021). I suoi racconti brevi e i suoi saggi sono pubblicati da diverse testate online e nelle principali riviste letterarie ungheresi. Alcune sue opere teatrali sono state messe in scena presso teatri di Budapest e di altre città magiare. È il direttore del primo e più grande portale di teatro online ungherese (eSzínház).

Pubblicazioni principali: Titokfa (romanzo, 2007) Szemben (racconti, 2016) Nélkülem (romanzo, 2018) Napfénytető (racconti, 2019) Nélkülem-Nélküled (romanzo, 2020) Alkalomadtán (romanzo, 2022) Falaink (romanzo, 2024)

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1 commento

  1. “Semplice”. Piacevolissimo. Grazie,

    Attendiamo qualche traduzione italiana

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