di Cinzia Colazzo
Davanti al banco ortaggi dietro ai pani
reggendomi a un carrello della Lidl
il pianto è scivolato sulle mani
Non c’è più onesto luogo per sostare
con il dolore in mezzo ad altri umani
***
Dopo anni anch’io mischio gli idiomi
dico Zwerge anziché gnomi
Aufräumen! per intimare ordine
una pigrizia leggera e innocua
dolorosa come uccidere la rondine
e la primavera dicendo Schwalbe
e Morgengrauen per il pallore d’albe.
Abito un luogo di segni duri
così capita a volte che mi giri
e veda sullo scaffale un pacco
Bicarbonato di sodio purissimo
fra lo Spülmittel e il Backpulver
trasalendo per l’improvviso stacco
***
EINKAUFSWAGEN
Vor der Gemüseabteilung
hinter den Backwarenregalen
in einer der Lidl Filialen
spüre ich die Tränen
auf meinen Wagen rollen
zwischen die Speisezwiebeln
auf den unsichtbaren Schmerz.
Es wächst in mir ein Wesen
ein kleines heimliches Herz
und Du willst es nicht.
Laut ruft mich ein Kometstern
hier unter Neonlicht
***
DER SCHIRM
Es hat geregnet
Mir er begegnet
Ich wurde schwächer
Sein Schirm war breit
Wie seine Liebe
Und voller Löcher
L’OMBRELLO
Pioveva
mi accompagnava
che tempo malandato
L’ombrello era grande
come il suo amore
e tutto bucato
***
Weniger ist mehr
Sagen die Deutschen
Aus den Komfortzonen
Aber weniger als wenig
Sind dürren Sitzknochen
und im Magen nur Bohnen
Meno è di più
dicono i tedeschi
a pancia piena
Ma meno di poco
sono fiati fiacchi
e fagioli per cena
***
Come giovane Atlante
si spinge il rosolaccio scarlatto
verso il Sole sulle quadrighe
reggendo la rossa corolla
fra l’erba gli ulivi e le spighe
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WARTEZIMMER
Im Wartezimmer ein Stockwerk über Kreuzberg die leisen Stimmen am Apparat lauschend in der Sicherheit der leeren Zeit, die Nähe zu Ärzten schätzend gebe ich auf.
Stille Tränen küssen mein Gesicht, anstatt Du im Wartezimmer des Schmerzes ein Stockwerk über dem Berg meiner jungen Lippen.
SALA D’ASPETTO
Nella sala d’aspetto un piano sopra Quartiere Monti origliando le sottili voci al telefono, nella sicurezza del tempo vuoto e apprezzando la vicinanza dei dottori, mi arrendo. Tacite lacrime mi baciano il volto al posto tuo nell’anticamera del dolore un piano sopra i monti delle mie giovani labbra.
***
Unübersetzbarer Wortschatz
Alleinerziehende Mutter mit großer Bedarfsgemeinschaft wartet auf das Bewilligungsbescheid für Leistungsgeld als Grundsicherung.
Bin ich das?
LPG-Mitglieder in Bio und Vintage Klamotten, ganz oben an der Sonne, Prenzlauer Berg, sind auf der Warteliste für einen Kitaplatz mit veganer Küche und Co-Working-Space.
Bin ich das?
Donna sola con figli e largo nucleo sociale assistito attende la comunicazione di approvazione del sussidio di copertura dei bisogni di sussistenza di base.
Questa sono io?
Clienti dell‘emporio del biologico in abbigliamento vintage, ai piani alti del quartiere collinare, sono in lista d‘attesa per un posto al sole nell’asilo in legno con cucina vegana e coworking space.
Questa sono io?
***
difendere la mia radice
coprire con il sudario
il ventre che contraddice
ho messo e cancellato
una x sul calendario
***
Durante il corso
abbiamo cantato la vagina
per ore cercando
connessioni sciamaniche
non so dire se fosse
la Dea sotto il pianto
o qualcosa di molto in fondo
al canto
***
i soliti due vecchi del chiosco
sorseggiano tronfi una birra
passo e riconosco il loro ghigno
gravida di buste appese al braccio
carica come pianta di meloni
chino il capo muto in un saluto
e dietro sento dire: Suo marito?
***
Ancora un poco e soffoco
negli spazi interstiziali
nel tempo d’attesa della riunificazione.
In monadiche schegge biliari
s’infrange il mio cuore
e muoiono in due, la luce e l’amore
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FOTO
Io al lago con la Pancia, plancia di vascello in avaria, una boa, così pare, a galla e in ipossia, arenata a montare e ingrassare il Diletto, beneficiario di tutti miei beni, le stazioni dei treni, i righi di terza elementare, il Gradus ad Parnassum integrale, i sussidiari, i libretti universitari, le piogge nei pineti, gli abeti finti di Natale, i rifugi in pendice, le scarpe di vernice, la neve a trent’anni, la neve tutti gli anni, e i figli, così tanti figli per una bambina.
***
Cinzia Colazzo vive a Berlino da dieci anni.
Nel 2015 ha pubblicato una raccolta di poesie e racconti brevi, Risplendi forte.
Minima&moralia è una rivista online nata nel 2009. Nel nostro spazio indipendente coesistono letteratura, teatro, arti, politica, interventi su esteri e ambiente

Cinzia! Riesci a mettere in poesia anche i momenti piu banali , perche tu vivi con profondi sentimenti ogni istante… Questo Mi piace di te ( e Della Tua Arte di scrivere) il non tralasciare Mai niente: tutto quello Che ci succede tocca la nostra anima.
Che belle! Com’è che mi sembra di capire il tedesco anche se non ne conosco che tre di parole?
Inserirei questa limpida ricerca poetica di Cinzia Colazzo nel modernissimo filone con il quale gli studiosi di poesia è bene che fin da ora comincino a fare i conti del trans-linguismo, un lingua in transito fra ciò che possiamo ancora dire “madrelingua” e la lingua d’arrivo dell’approdo ad altre terre, ad altri odori, ad altre geografie, ad altre storie. Altra cifra della Colazzo, cifra per me non seecondaria, è che in questi componimenti anche in prosa d’arte, pur continuando a usarlo, l’Io poetante non è l’Io ipertrofico di tutta la pseudopoesia pseudolirica affidata al’io perdente, decadente, lagnoso e narcisistico di tutta la poesia italiana del dopo Satura di Montale: l’io colazziano è energetico, potente, incline alla resistenza civile…
(gino rago)