Ieri è morto Gabriel García Márquez. Lo ricordiamo con un ritratto del colonnello Aureliano Buendía tratto da Holden, Lolita, Živago e gli altri. Piccola enciclopedia dei personaggi letterari (1946-1999) di Fabio Stassi. (Immagine: Gabriel García Márquez fotografato da Eva Rubinstein nel 1981.)
Nacqui con gli occhi aperti e per il resto della vita conservai uno sguardo di brace accesa e il portamento altero e solivago di chi veste sempre di nero e calza stivaletti di vernice.
Sin da piccolo fui interdetto all’amore e visitato da presagi. Prima di cominciare la mia guerriglia, scrissi versi per una bambina e per uomini perduti nella pioggia e quando Macondo fu colpita dalla peste della smemoratezza inventai il metodo di segnare il nome delle cose su di un foglio per non perderle per sempre.
Delle trentadue insurrezioni che guidai non ne vinsi nessuna, ma in tutto il continente si sparse lo stesso la leggenda della mia ribellione e la chimera di un’unione federale di tutte le terre sotto l’equatore. Sfuggii a quattro imboscate, ebbi diciassette figli da diciassette donne diverse, e dopo l’ennesimo armistizio, quando avevo ormai le guance crudeli dei militari, mi sparai un colpo di pistola al cuore senza ledere alcun centro vitale.
In vecchiaia vissi dei pesciolini d’oro che fabbricavo nel mio laboratorio, perché ero anche un abile orefice. Ciò che non dimenticai mai, neppure davanti a un plotone d’esecuzione, fu la mattina in cui mio padre mi aveva portato a conoscere il ghiaccio.
Morii in piedi orinando contro il castagno davanti la mia casa: era appena passato un circo di dromedari tristi e aveva sollevato irrimediabilmente, per l’ultima volta, il senso polveroso della mia solitudine.
Gabriel García Márquez, Cent’anni di solitudine, 1967
Fabio Stassi (Roma 1962) di origini siciliane, vive a Viterbo e lavora a Roma in una biblioteca universitaria. Scrive sui treni.
Nel 2006 ha pubblicato il romanzo Fumisteria (GBM, premio Vittorini Opera Prima 2007). Per minimum fax: È finito il nostro carnevale (2007), La rivincita di Capablanca (2008), Holden, Lolita, Živago e gli altri (2010) e Il libro dei personaggi letterari (2015). Per Sellerio ha pubblicato L’ultimo ballo di Charlot, tradotto in diciannove lingue (2012, Premio Selezione Campiello 2013, Premio Sciascia Racalmare, Premio Caffè Corretto Città di Cave, Premio Alassio), Come un respiro interrotto (2014), un contributo nell’antologia Articolo1. Racconti sul lavoro (2009), Fumisteria (2015, già Premio Vittorini per il miglior esordio) e La lettrice scomparsa (2016). Ha inoltre curato l’edizione italiana di Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno (2013).
