Nuovo appuntamento con la rubrica a cura di Anna Toscano. Dieci domande a poetesse e a poeti per cercare di conoscere i loro primi avvicinamenti alla poesia, per conoscere i loro albori nella poesia, quali siano stati i primi versi e i primi autori che li hanno colpiti, in quale occasione e per quali vie, e quali i primi che hanno scritto. Le altre puntate sono qui. foto copertina © Anna Toscano
Qual è la poesia che hai incontrato, e quando, che ti ha fatto pensare, per la prima volta, che fosse qualcosa di fondamentale?
Gli incontri di una lumaca avventurosa di Garcia Lorca è stata la prima poesia che mi ha trovata; ero alle elementari, mi attirò la copertina verde acido del libro abbandonato su uno scaffale nella camera di mia madre. La descrizione di quelle rane mutilate e le loro parole sui canti e sulle stelle mi turbarono. Non capii niente della poesia ma i giorni passavano e le immagini rimanevano con me. Pensavo: “Quindi ha significato qualcosa”.
Qual è il primo autore o autrice che ti è rimasto/a in mente come poeta?
Rimbaud. Il contatto con la sua visionarietà è stata un’esperienza fisica direi, come se qualcuno mi avesse dato fuoco alle retine. Illuminazioni è stato il secondo libro di poesia che ho letto.
C’è stata una persona o un evento nella tua infanzia, o giovinezza, che ti ha avvicinato alla poesia? Chi era? Come è accaduto?
No, in realtà. La mia ricerca è stata, fin da subito, un po’ selvatica, dispersiva, caotica. Seguivo le parole che mi accendevano, che mi facevano vedere qualcosa, e queste mi portavano ad altre parole che mi assomigliavano, per caso. Anche io vorrei sapere da dove è nato questo bisogno, ma non ho una risposta.
Quali sono i primi libri di poesia che hai cercato in una biblioteca o in una libreria?
I libri di Emily Dickinson (ero ossessionata dalla sua poesia sul tempo che non rimedia a niente) e, in generale, di poete. Cercavo la mia identità e, di conseguenza, voci femminili che attraverso la scrittura potessero farmi da specchio.
Il primo verso, o la prima poesia, che hai scritto e che hai riconosciuto come tale: quando è stato e in quale circostanza?
Anche se scrivevo da tempo, sono sicura di aver scritto il mio primo, vero verso al secondo anno di università, quando ero mangiata viva dai miei desideri. Questo verso aveva una sua luminescenza.
[…] io, priva di te /
mi separo.
Quando poi i versi sono arrivati copiosi, quali sono stati i tuoi pensieri?
Ho avuto un solo pensiero: “Adesso il mio dolore serve a qualcosa.”
Quando hai avuto tra le mani le tue prime poesie pubblicate, cosa è accaduto?
Ho capito che avevo dato una forma precisa a una parte di me che avevo scelto di staccarmi di dosso; in fondo è stato un po’ come soppesare una libra di carne. La copertina l’ha realizzata mio fratello, gemello, e mi sono emozionata nel vedere un libro creato da entrambi perché ci eravamo promessi di fare, un giorno, un progetto insieme. Non pensavo sarebbe stato Demi-monde.
La poesia per te è più di una fede o quasi una fede?
Non amo la parola ‘fede’ perché mi suona eccessivamente cattolica e mi fa sentire costretta. Credo che la poesia rappresenti una possibilità. E la scrittura è uno strumento a cui mi rivolgo quando ho l’impressione che la realtà non sia abbastanza.
La poesia inizia?
Credo nella circolarità, in un filo che lega ogni nodo della tela. La poesia inizia per ogni persona in un momento diverso, ma la sua origine è continua, vicina e lontana da noi.
La poesia finisce?
Può esaurirsi, come il sangue in una vena. Ma non finisce, aspetta che il legame tra lei e chi scrive si ristabilisca.
Anna Toscano vive a Venezia, insegna presso l’Università Ca’ Foscari e collabora con altre università. Un’ampia parte del suo lavoro è dedicato allo studio di autrici donne, da cui nascono articoli, libri, incontri, spettacoli, corsi, conferenze, curatele, tra cui Il calendario non mi segue. Goliarda Sapienza e Con amore e con amicizia, Lisetta Carmi, Electa 2023 e le antologie Chiamami col mio nome. Antologia poetica di donne vol. I e vol. II. Molto l’impegno per la sua città, sia partecipando a trasmissioni radio e tv, sia attraverso la scrittura e la fotografia, ultimi: 111 luoghi di Venezia che devi proprio scoprire, con G. Montieri, 2023 e in The Passenger Venezia, 2023. Fa parte del direttivo della Società Italiana delle Letterate e del direttivo scientifico di Balthazar Journal; molte collaborazioni con testate e riviste, tra le altre minima&moralia, Doppiozero, Leggendaria, Artribune, Il Sole24 Ore. La sua sesta e ultima raccolta di poesie è Al buffet con la morte, 2018; liriche, racconti e saggi sono rintracciabili in riviste e antologie. Suoi scatti fotografici sono apparsi in guide, giornali, manifesti, copertine di libri, mostre personali e collettive. Varie le esperienze radiofoniche e teatrali.

la prima poesia che mi ha affascinato è stata “il sabato del villaggio Leopardi,avevo 10 anni e cercavo di scoprire se davvero era quella l’età migliore,e la vecchiaia la più malinconica.Ho 75 anni e ci penso ancora e mi chiedo come poteva sapere il poeta