di Tiziana Lo Porto
Questo articolo è uscito sabato su D-Repubblica.
Caro Bob Dylan,
1. il primo tuo disco che è entrato a casa mia me lo sono dovuta comprare da me. Avevo tredici anni, mia madre ascoltava solo Lucio Battisti, mio padre era in fissa coi Pink Floyd, e mia sorella era innamorata di Bruce Springsteen. Il giorno che ho deciso di trovare anch’io la mia musica, sono entrata in un negozio di dischi e ti ho visto sulla copertina di Blonde on Blonde: è stato amore a prima vista.
2. Una volta comprati e ascoltati tutti i tuoi dischi, ho iniziato a leggere le tue biografie. Finite anche quelle, ho continuato coi libri che avevi letto alla mia età. Così ho scoperto John Steinbeck, L’anima buona del Sezuan di Bertolt Brecht e La dea bianca di Robert Graves. Clementina, la libraia di Palermo dove da ragazzini si andava a comprare i romanzi, non faceva che chiedermi: chi è ti consiglia libri così belli? Io restavo sul vago dicendole: un amico. E lei: portalo in libreria che lo voglio conoscere.
3. In Chronicles dici che da ragazzino volevi andare via da casa e farti chiamare Robert Allen. Ti sembrava il nome di un re scozzese e ti piaceva. Poi hai pensato che Allyn suonasse più esotico, e hai deciso che saresti diventato Robert Allyn. Poi ti è capitato di vedere le poesie di Dylan Thomas e sei diventato Bob Dylan.
4. Anch’io a quell’età volevo andare via da casa, cambiavo sempre idea, e me ne andavo in giro leggendo La dea bianca di Graves.
5. Nelle prime pagine avevo trovato un personaggio che si chiamava Dylan. Era un dio, e io pensavo che è da lì che avessi preso il tuo Dylan. Lo pensavo solo io, e mi piaceva avere una storia sul tuo nome che fosse solo mia.
6. I miei amici dicono che ci somigliamo. Dicono che è perché casa mia è sempre stata piena di tue foto alle pareti, e a forza di guardar qualcuno si finisce per somigliargli. I miei amici dicono che siamo talmente uguali che potrei essere tua figlia. Forse è per questo che ogni volta che mio padre ti vede su un giornale o alla tivù mi chiama per dirmi che lui di rughe ne ha meno di te. Credo sia geloso.
7. Il giorno dei tuoi sessant’anni sono arrivata a casa e ho acceso la tivù su un tg iniziato. C’era un servizio su di te che sembrava un coccodrillo post-mortem, e io non mi ricordavo che era il tuo compleanno. In lacrime ho iniziato a fare zapping cercando di capire perché il tg parlasse di te. Poi mi ha chiamato mio padre, e mi ha detto: “Visto quante rughe c’ha Bob Dylan? E ha fatto solo sessant’anni”.
8. Ai tuoi concerti continuo a venirci anche se mi fai sentire addosso tutti gli anni che ho. L’ultima volta è stato a Roma, ero in piedi nelle prime file soddisfatta di essere, per una volta, la più giovane dei fan sottopalco. M’ingannavo. A mezz’ora dall’inizio del concerto si è avvicinato un ragazzino, mi ha bussato sulla spalla e educatamente mi ha chiesto: “Mi scusi, signora, non è che mi fa passare? Dovrei raggiungere mio padre. È il tizio infoiato che canta in prima fila”.
9. I tuoi concerti mi piacciono tutti. Anche quelli in cui non tocchi chitarra.
10. Come ha detto una tua fan nel ’65: resterei a guardarti anche solo sputare sul pavimento.
11. Hai vinto il Pulitzer alla carriera e te lo meriti. Però avrebbero potuto dartelo pure per il tuo Chronicles: è un libro pazzesco.
12. A Newport nel ‘63 sarai pure riuscito a percepire il cuore palpitante della tua generazione, ma ti assicuro che percepisci anche quello di chi all’epoca proprio non c’era.
13. Lo sai che siamo amici su Facebook? Quando ti ho chiesto l’amicizia, sospettavo non fossi veramente tu. Nel dubbio te l’ho chiesta comunque. E dato che non rispondi mai ai miei messaggi e che l’unica amica che abbiamo in comune è (la vera) Suzanne Vega, comincio a sospettare che tu sia veramente tu.
14. Da quando ho iniziato a dividere la gente in quelli che ti amano e quelli a cui non piaci affatto tutto è diventato più semplice. Ti piace Bob Dylan? Allora possiamo frequentarci, lavorare insieme, fidanzarci, sposarci, fare dei bambini, se ti servono ti presto anche dei soldi, quello che vuoi. Non ti piace Bob Dylan? Qualunque cosa tu stia per chiedermi, lascia perdere.
15. Non è stata una grande idea dare a Grossman l’Elvis che ti aveva regalato Andy Warhol in cambio di un divano. Però ti capisco, da qualche parte bisognava pur sedersi. E un divano non lo puoi rubare.
16. Il tuo Live in Japan del ’78 l’ho rubato, e non l’ho fatto per emularti né perché non avessi i soldi per comprarmelo. L’ho preso solo perché era a casa di un tizio che non ti meritava. È stato un atto di giustizia musicale.
17. Nel mio iPod ci sono più canzoni tue che dei Beatles. Ci tenevo a fartelo sapere. E ogni volta che presto il mio iPod a qualche amico, dopo un po’ l’amico me lo ridà perplesso e dice: “Com’è che se l’ascolto in shuffle, una su due salta fuori Bob Dylan?”
18. Dice Pamela Des Barres che l’unico musicista che vale ancora la pena di conoscere sei tu. Io questa cosa l’ho sempre pensata, e se fossi vissuta all’epoca della groupie nella vita avrei fatto di certo la tua groupie. Invece sono qui che ti scrivo una lettera che non leggerai mai. I tempi sono cambiati. Sì.
19. Scriverti questa lettera è un po’ come scrivermi da sola, mi rendo conto. Ma sei tu che dici It ain’t no use a-talking to me, it’s just the same as talking to you. E allora mi scrivo.
20. Da quando mi sono accorta che ci somigliamo, ho smesso di pettinarmi. Ho smesso pure di tagliarmi i capelli. L’hai detto tu: “Più capelli hai fuori, meno ce ne sono dentro a intasarti la testa”.
21. Chi se ne importa se in Vietnam e in Cina ti sia dovuto censurare. Lì in Oriente c’hanno bisogno di qualcuno che canti canzoni d’amore. Anche qui in Occidente ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di canzoni d’amore eccome. Le tue canzoni d’amore sono canzoni di protesta. E tu sei un cowboy, non un pifferaio magico.
22. Non fanno che dire quanto tu sia americano e quanto sia americana la tua musica. Ma anche qui in Italia ad ascoltare le tue canzoni ci troviamo benissimo.
23. Mi dispiace per i tuoi disastri amorosi, ma hai ragione quando dici che non si può essere allo stesso tempo saggi e innamorati. E un Never Ending Tour può essere comunque una valida alternativa a tutto.
24. Ogni tanto interrogo il libro con i testi delle tue canzoni al posto dell’I Ching. Ed è un po’ come parlare con te. Posso chiederti qualsiasi cosa, e tu hai sempre una risposta. Tipo: Ci incontreremo prima o poi? E tu: Honey, do you have to ask?
25. Tu dici: I’ll let you be in my dreams, if you let me be in yours. E io, da parte mia, posso dirti che ti sogno moltissimo.
26. Nel suo diario della Rolling Thunder Revue, Sam Shepard a un certo punto racconta di una ragazza che ti aspettava al gelo fuori dalla sala di mattoni rossi di Plymouth, Massachusetts. La ragazza: “Non l’ho mai visto dal vivo. Mai visto Dylan. Anche se l’ho visto nella mia stessa stanza. Per questo ero curiosa di questa persona che non ho mai visto ma che continua ad apparirmi in sogno. Insomma, se continua ad apparire in questo modo qui, di notte, se continua a entrare nella mia vita mentre dormo, allora devo cercare di vederlo sul serio quando sono sveglia”. Il ragionamento non fa una piega.
31. Anche nei miei sogni hai un’aria familiare.
27. Di tutte le tue canzoni la mia preferita è Don’t Think Twice, It’s All Right. Potresti cantarla a giugno a Milano?
P.S. Anche One of Us Must Know (Sooner or Later) mi piace moltissimo.
28. E Nashville Skyline è un album tutto bello. Dice un tuo fan sul tuo sito che è un album lindo, bello, tenero, amoroso. Dice un altro fan sul tuo sito che it’s sooooo good.
29. Dice Bob Wilson sul tuo sito che se la gente ancora si azzuffa per decidere se sia o no un album country è perché molti dei musicisti che ci suonarono erano rockers. O venivano dal soul. E nelle uniche due registrazioni (e nessuna prova) del disco, ognuno faceva quello che sapeva fare. Da qui la grandezza, e la bellezza, di Nashville Skyline.
30. Nelle note di copertina di The Freewheelin’ Bob Dylan hai scritto una cosa illuminante su cosa sia la bellezza. Hai scritto che prima per te la bellezza era brutta, che i suoni spezzati tritati scassati erano la sola bellezza che capivi. E poi un giorno, ascoltando la voce perfetta di Joan Baez che avevi sempre evitato, sei rimasto spiazzato. Lì hai capito che nell’inatteso stava la sola bellezza possibile.
31. Quando negli anni alcuni tuoi fan si sono sentiti traditi o delusi dal tuo costante cambiare, altri c’hanno visto solo la tua bellezza.
32. Un giorno hai detto: “Tra qualche anno, tutte queste teste di cazzo parleranno un sacco delle cazzate che scrivo. Non so da dove cazzo escono. Non so che cazzo vogliono dire. Saranno loro a scrivere cosa vogliono dire”. Ed ecco che mezzo secolo dopo il mondo straripa di teorie, interpretazioni e saggi su di te e sulle tue canzoni. Non sei tu a essere un profeta, sono gli altri a essere prevedibili.
33. Oggi fai settant’anni e io ti trovo sempre molto sexy. Buon compleanno, Bob!
È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.


Complimenti: sottoscrivo riga per riga (tranne forse i sogni: non sono ancora stato così fortunato).
Ma se dico che mi è piaciuto più questo pezzo di qualunque canzone di Bob Dylan abbia mai ascoltato (non saranno più di 3 comunque) ti offendi?
…ogni tanto interrogo il libro dei testi e la risposta è lì. Sempre. In quanto ai sogni, bene, credo si sia materializzato nella mia stanza da alcuni anni. E io non ho certo intenzione di liberarlo!
Grazie per il bellissimo articolo.
Se non tutti molti gli dobbiamo qualcosa a questo genio.
mi hai commosso…
il 22 ci sarò anche io.
Sarò sotto il palco, spesso le canzoni fatico a riconoscerle dal vivo, sarà sufficente essere lì.
Decisamente sexy ed ho esattamente la metà dei suoi anni.
Ciao Tiziana e ancora auguri BOB
Grande articolo! Sai cosa mi ha colpita in particolare? La discriminante utilizzata per selezionare i contatti: “ti piace Bob Dylan?” Se sì, si può iniziare qualunque viaggio; se no, non esiste sintonia possibile.
Grandiosa e condivisibile.